Sos famiglia da Creberg

giugno 14, 2010

Il Credito Bergamasco lancia un piano di emergenza per le famiglie, dal nome inequivocabile: Sos famiglie. Pagare il mutuo, infatti, è una delle più gravi difficoltà che affligge le famiglie italiane, e in un contesto di moratoria bancaria e creditizia, connessa alle difficoltà economiche del momento, la banca ha deciso di mettere a disposizione dei clienti privati in rischio di sofferenza e insolvenza delle agevolazioni particolari e che possano e sopratutto riescano a venire incontro ai piccoli acquirenti di casa, con un mutuo pesante che già grava sulle proprie spalle.
Il direttore generale del Credito Bergamasco Giorgio Papa presenta così l’iniziativa: “una nuova opportunità che abbiamo voluto mettere a disposizione della nostra clientela e che sta riscuotendo molto interesse. Basti pensare che, a soli quindici giorni dal lancio dell’iniziativa, oltre 1.500 clienti a livello di Gruppo hanno già preso accordi con le nostre filiali dimostrando che ‘SOS famiglie‘ rappresenta un valido strumento per tutti quei clienti che in questi mesi hanno evidenziato problematiche nel pagamento delle rate dei mutui”.
L’intervento specifico, come metodo, seguirà quello già ampiamente sperimentato dell’allungamento del piano di ammortamento di rimborso, con relativo ridimensionamento dell’importo mensile delle rate che comunque devono essere rimborsate con la cadenza predeterminata dal piano di rimborso precedentemente stipulato nel contratto di finanziamento tra l’utente finale (in questo caso la famiglia o il singolo acquirente) e la banca stessa in termini di finalizzazione del contratto di credito.
Si tratta, in particolare, di uno strumento che si va ad aggiungere alle precedenti iniziative della stessa Creberg, come il Piano Famiglia e il Salto Rata, strumenti differenti per natura e utenza coinvolta, ma con dallo stesso impatto economico a livello strategico anche se non sistemico. Allungare il piano di ammortamento o comunque saltare la rata, purtroppo rimane uno strumento di respiro nel breve periodo, con possibili ripercussioni positive nel medio, sempre ammesso e sperando che la situazione dei tassi e quella economica e occupazione più in generale migliori nel corso degli anni. Ma è pur vero che nel lungo periodo ciò porterà ad avere più rate da pagare con dei tassi aggiuntivi, anche se spalmati, nel più delle situazioni di vantaggio e moratoria generica (ci si riferisce, ovviamente, a quella promossa e lanciata recentemente dall’Abi, ovvero l’associazione bancaria italiana).
L’utente, quindi, può allungare il proprio piano di rimborso fino ad un massimo di dieci anni: l’importante che il piano di ammortamento non ecceda i 35 anni complessivi, nel medesimo progetto di rimborso, e sempre nel limite di età del contraente fissato in 80 anni.

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