Titoli di Stato, risparmo (quasi) assicurato

giugno 26, 2010

I Bot, i buoni ordinari del tesoro – conosciuti anche col nome comune di titoli di Stato – si confermano ancora una volta un titolo tra i più sicuri sui quali investire. Questo anche e soprattutto in un clima economico come quello attuale, con la crisi che sembra non volerci abbandonare.

I Bot, insomma, insieme a obbligazioni e Ptc sono un titolo per risparmiare, con rendimenti abbastanza scuri (la certezza non è mai matematica) e con rendimenti acettabili; ma non devono essere sottovalutati i costi legati alle spese e alle commissioni. Le borse altalenanti, infatti, non garantiscono un rendimento, e le operazioni si fanno troppo rischiose per chi non ha le spalle coperte da grossi capitali. Sono sempre i titoli per il risparmio preferiti, i buoni del tesoro o i CCT e CTZ. Anche perché, nel caso peggiore di perdita, gli importi delle commissioni devono essere ridotti fino ad eguagliare i rendimenti: quindi, nell’ipotesi peggiore si hanno rendimenti pari a zero: impossibile arrivare al di sotto.

A rappresentare una delle voci di costo sono le spese di gestione e di amministrazione per i depositi bancari. Le regole sulla trasparenza ci dicono che tali costi non possono superare i 10 euro ogni sei mesi: bene quindi controllare sul proprio estratto conto i moviemnti relativi a queste voci di spesa.

Soprattutto, molti istituti bancari presso cui ci si rivolge per gli investimenti in Bot non dicono che è possibile richiedere tassi minori, e questo va tutto a loro vantaggio. È bene, poi, che l’investitore sappia che la somma di 10 euro è un limite massimo a prescindere dall’importo investito, dalla durata del titolo su cui si investe e dalla loro tipologia. Purchè siano titoli di Stato.

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