Focus sull’inflazione

luglio 1, 2010

Con il termine inflazione si indica una crescita sostenuta nel livello generale dei prezzi di beni e servizi che influisce sul potere d’acquisto di produttori e consumatori.

 L’inflazione è causata da una serie di fattori quali la rapida crescita dell’economia, le preoccupazioni sul valore di una moneta causate da una congiuntura incerta, da guerre o da altre crisi nazionali.
Un livello nominale di inflazione è normale ed è generalmente stabile quando l’economia è in una fase di espansione. L’inflazione tende a diminuire quando l’economia si contrae. Se i tassi di inflazione variano tra l’1 e il 3% annuo, non vi sono particolari problemi per le imprese. Se sono più alti, però, diventa difficile per le aziende aumentare il loro fatturato ed i tassi di rendimento ai più alti livelli richiesti per realizzare un reale tasso di sviluppo. Questo accade perché gli alti tassi di inflazione rallentano la crescita dell’economia in generale.
Gli economisti misurano l’inflazione raccogliendo i prezzi di un paniere di beni e servizi a intervalli regolari e confrontandoli con i prezzi aggregati rilevati in periodi precedenti. Gli indicatori principali sono gli indici dei prezzi al produttore, che misurano il prezzo di acquisto delle risorse produttive e gli indici dei prezzi al consumo, che misurano il prezzo di acquisto di beni e servizi da parte del consumatore.
Nel breve periodo, l’inflazione costringe le aziende ad adeguare i loro budget, tenendo conto dell’aumento dei prezzi; nella maggior parte dei casi, le costringe a riversarli sui costi a carico del consumatore, aumentando i prezzi. Se gli aumenti sono consistenti, però, possono scoraggiare la domanda e ridurre di conseguenza i profitti dell’azienda e questo costringe i manager a tenere sotto controllo costante l’inflazione ed a elaborare strategie per farvi fronte.
Poiché le aziende operano su anni contabili, a volte i manager danno scarsa o nessuna importanza agli effetti nel tempo dell’inflazione, ma questo può causare problemi dal momento che l’inflazione a lungo termine ha effetti negativi sulla situazione economica delle aziende, se la crescita del valore dell’impresa o il valore dei suoi assets non è eguale o superiore ai tassi di inflazione. Di conseguenza le imprese devono adottare delle misure per reagire all’inflazione promuovendo la crescita ed i reinvestimenti.
Nel paragonare i dati finanziari di periodi diversi (di solito anni, ma anche trimestri, se i tassi d’inflazione sono alti), è necessario fare degli aggiustamenti che tengono conto dell’inflazione per interpretare in modo accurato tendenze e cambiamenti. Per far questo, i dati devono essere deflazionati, in altre parole depurati dall’effetto inflazionistico. Una volta deflazionati, i dati si presenteranno a prezzi costanti.

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