Tariffe taxi : ecco i prezzi

ottobre 31, 2010

Tariffe taxi italiane fra le più care d’Europa, soprattutto in città come Roma e Milano. La denuncia purtroppo è stata fatta dall’ Adoc, il sindacato dei consumatori che fa un prospetto fra i costi dei taxi in tutte le principali città del mondo.

Le tratte più costose sono sempre quelle da e per l’aeroporto, ma alcuni tassisti non mancano di speculare anche sulle tratte con arrivo o partenza dalla stazione ferroviaria. A Roma, ad esempio, c’è un aumento di circa 2 euro se si parte dalla Stazione Termini e un supplemento bagaglio. E il prezzo della corsa in taxi lievita. Londra è al primo posto con una tariffa al km di 5 euro. Per andare o venire dall’aeroporto in cab ci vogliono 60 euro. Toronto è la meno cara: 0.20 euro al chilometro. A parte Amsterdam, New York e Los Angeles, Roma ha le tariffe chilometriche più alte: 1.42 euro/km con un diritto di chiamata di 3 euro, fra i più cari. Chiamare un taxi costa di più solo ad Amsterdam (7.50 euro) e a Copenhagen (3.20 euro). Sempre secondo le stime Adoc, per fare 5 viaggi all’anno di 15 minuti ciascuno (circa 5 km) gli italiani spendono nel 2010 una media di 60 euro. La città dove costa di più girare in taxi è (neanche a dirlo)  sempre Roma: servono 80.50 euro. Segue Venezia con 72.50 euro. Tra le più economiche c’è Bari (59 euro), Catania e Napoli (56 euro). Taxi a Milano? 70.25 euro, nella media italiana.

Incentivi : ecco altri 110 milioni di euro

ottobre 30, 2010

Tornano gli incentivi, o meglio sono in arrivo altri 110 milioni di euro, recuperati dalle risorse residue dei settori che hanno avuto un minor tiraggio che confluiranno in un fondo unico a favore di tutti i dieci settori.

Questa è la decisione presa dal nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani.

Gli incentivi nella nuova formula saranno prenotabili a partire dal 3 novembre 2010. Fino a tale data, i 7 settori incentivati che ancora presentano una disponibilità di risorse rispetto alla dotazione iniziale potranno continuare a prenotare i contributi secondo le modalità già conosciute, che prevedevano una suddivisione delle risorse settore per settore e prenotazioni a seconda del prodotto che si acquistava. Le risorse sono disponibili fino al 31 dicembre di quest’anno.
I settori interessati dai fondi ancora disponibili sono dieci: cucine componibili, efficienza energetica industriale, elettrodomestici, gru a torre per l’edilizia, immobili ad alta efficienza energetica, macchine agricole e movimento terra, motocicli, nautica, rimorchi e banda larga.
Dei 300 milioni stanziati ad aprile sono stati utilizzati oltre 189 milioni di euro. Il settore dei motocicli, che aveva a disposizione 12 milioni, ha registrato il tutto esaurito, la percentuale erogata è stata pari al 100%. Stessa percentuale che ha interessato la nautica (con 20 milioni a disposizione) e il settore delle macchine agricole e movimento terra (20 milioni a disposizione).
Il settore delle cucine componibili con 60 milioni di euro a disposizione, ha usufruito del 90,4% per oltre 54 milioni; la stessa cifra era disponibile per gli immobili ad alta efficienza energetica che ha però utilizzato soltanto il 26% dell’importo.

Badanti : quanto costa una colf ?

ottobre 30, 2010

Badanti e colf quanto costano? In base al CCNL badanti, cioè al contatto collettivo nazionale di lavoro, avere alle proprie dipendenze una collaboratrice domestica o una badante non costa poco, anzi. Analizziamo le tariffe per baby-sitter, autisti, camerieri o assistenti per animali, i cosiddetti dog-sitter. Sia la paga oraria che lo stipendio, neanche a dirlo, variano in base al tipo di mansione ma anche all’esperienza.

Una badante con meno di 12 mesi di esperienza costa meno di una colf con più “anzianità di servizio”. La paga oraria minima per il 2010 varia da 4.16 euro a 5.52 euro a seconda che si tatti di una colf con poca esperienza (meno di 12 mesi), di una baby-sitter, di un dog-sitter o di un assistente a persona autosufficiente. In questo budget orario rientrano anche i giardinieri, gli addetti alla pulizia, gli operai comuni, gli stallieri, i camerieri e i custodi di abitazioni private. Lo stipendio mensile per la categoria badanti, baby-sitter, camerieri varia invece da un minimo di 572.71 euro ad un massimo di 780.97 euro per una settimana lavorativa di 54 ore. Lo stipendio per una colf part-time (30 ore settimanali) si aggira invece sui 520 euro al mese. A parte, bisogna pagare i contributi Inps alle colf. – Se si tratta di persone non auto sufficienti, l’assistente domiciliare costa anche di più, anche se si distingue fra badanti formate e badanti senza formazione specifica. Una badante senza formazione specifica, per 54 ore settimanali, costa al mese 885 euro (compensi minimi, CCNL 2010). Se deve fare assistenza notturna, cioè dalle 20 alle 8 di mattina, servono 1017 euro al mese. Assistenti qualificate per persone non autosufficienti (persone con handicap, anziani, malati) di giorno costa 1247 euro (settimana da 54 ore) e all’ora 7.39 euro. Da contratto collettivo nazionale non è prevista assistenza notturna.

Offerte last minute : ecco alcune informazioni

ottobre 29, 2010

Offerte last minute, come trovare le migliori sul web? Ebbene, quando si parla di last minute il consumatore è a caccia di buone occasioni, ed in particolare di servizi che possono spaziare dai voli alle vacanze, e passando per i pernottamenti in hotel.

Uno dei più noti ed affermati siti in questo settore, è Lastminute.com,  dove è possibile fare acquisti “low cost” dell’ultimo minuto su voli, hotel, vacanze, crociere, autonoleggio, e sull’accoppiata volo + hotel che di norma è quella più gettonata per chi vuole fare una vacanza.
Su Lastminute.com ci sono anche numerose offerte dell’ultimo minuto per “vacanze relax”, ovverosia per recarsi alle terme o in un centro benessere con i migliori pacchetti disponibili sul mercato offerti al minor prezzo.  Un altro portale da mettere tra i preferiti è Expedia.it, dove attualmente, dando un’occhiata alla Home Page, ci sono last minute per vacanze in Italia a partire da soli 29 euro, ma anche pacchetti vacanze che partono da soli 121 euro.

Ed ancora, sempre su Expedia.it, visto che tra poche settimane è già inverno, è possibile prenotare vacanze sugli sci a partire da 187 euro, e promozioni di Natale a partire da 28 euro. Poi abbiamo, Viaggiscontatissimi.it, un Portale che propone offerte dell’ultimo minuto a prezzi  spesse volte stracciati.

Ricordiamo infine che l’acquisto di offerte last minute, rispetto a beni e servizi acquistati con la formula tradizionale, può essere soggetto a limitazioni che devono essere attentamente valutate per evitare che un acquisto a prezzi ridotti,  si trasformi poi in una vera e propria delusione.

Bonus elettrico e social card : ecco alcune informazioni

ottobre 29, 2010

Il bonus elettrico spetterà sin da ora in automatico ai titolari della carta acquisti, ovverosia della cosiddetta social card. A darne notizia, è stata l’AEEG, Autorità per l’Energia ed il Gas, nel far presente quindi come i titolari della social card per fruire del bonus elettrico non debbano presentare alcuna specifica richiesta.

Chi è titolare della carta acquisti, infatti, potrà così ricevere direttamente in bolletta lo sconto sulla fornitura, ovverosia il bonus elettrico, senza fare nulla. La social card, lo ricordiamo, è una misura di sostegno al reddito per i soggetti e le famiglie bisognose che, nel rispetto dei requisiti previsti, tra cui quelli di reddito, possono ottenere dallo Stato una carta, uguale in tutto e per tutto ad una normalissima carta di credito, che viene caricata con 80 euro ogni due mesi.  Il bonus elettrico è invece un’altra misura di sostegno al reddito, ed in tal caso sulle forniture di energia elettrica, a favore delle famiglie che sono numerose e/o a basso reddito. Il bonus elettrico, ma anche la social card, sempre nel rispetto dei requisiti previsti per ogni singola misura, è cumulabile anche con il bonus gas, uno sconto annuo sui consumi domestici di gas distribuito a rete sempre a favore delle famiglie più bisognose. Sul sito Internet dell’Autorità per l’Energia è possibile avere comunque maggiori informazioni sul bonus gas e sul bonus elettrico, così come sul sito del MEF, il Ministero dell’Economia delle Finanze, è presente un’ampia sezione di approfondimento sulla social card.

Cancellare un’ipoteca

ottobre 28, 2010

 

Vi sono varie ragioni giudiziarie, legali e finanziarie che possono portare alla estinzione dell’ipoteca immobiliare.

L’ipoteca, in particolare, è una forma di garanzia che viene prestabilita nel momento in cui un utente acquirente di un immobile, richiede un finanziamento per tale operazione ad una banca o comunque ad un istituto di credito. Tale strumento, per la precisione, serve a coprire il costo del finanziamento sborsato dall’ente bancario, nell’ipotetico caso in cui il beneficiario dell’acquisto, venga meno, per le più disparati ragioni (anche oggettive), agli obblighi previsti dalla legge nei confronti dell’ente emittente il mutuo.

Secondo l’articolo 2810 del codice civile, infatti, con l’ipoteca sul bene in questione, la banca o comunque il soggetto che eroga il mutuo, ha il diritto di riscattarne la proprietà nel momento in cui si verifichi una situazione di insolvenza grave da parte del titolare del mutuo in questione.

Tuttavia, comunque, vi sono varie ragioni per cui una ipoteca può decadere. Cioè ragioni per cui essa possa essere cancellata e quindi perdere efficacia.

Tali motivazioni sono contenute sempre nel codice civile, in questo caso nell’articolo 2878, che per la precisione indica i suddetti casi che provocano la cancellazione dell’ipoteca. La prima motivazione è quella più semplice e facilmente intuibile, e riguarda la fine del debito. Nella maggior parte dei casi cioè, a meno di vincoli contrattuali differenti, opzioni, clausole, eccetera, nel momento in cui il debito viene estinto, l’ipoteca decade in maniera naturale e inderogabile. I casi di eccezione, in particolare, sottolineano il mancato termine del legame contrattuale e per questo non segnano l’estinzione del debito. Se il debito, quindi, dell’utente che aveva stipulato il mutuo con una determinata banca finisce di pagare regolarmente le rate e quindi tutto il finanziamento, la banca creditrice perderà al termine di questo processo anche il favore della ipoteca eventualmente associata al mutuo stesso.

Tuttavia, e per svariate e complesse ragioni economiche, può essere la banca stessa o comunque il creditore stesso a rinunciare come primo passo al credito che viene altrimenti garantito dall’ipoteca e di conseguenza all’ipoteca stessa.

Gli altri casi per cui una ipoteca può essere cancellate prevedono modalità sia naturali che forzose. Ad esempio l’ipoteca può terminate nel momento in cui essa scade. Ogni ipoteca, cioè, che viene stipulata come momento accessorio o componente essenziale del mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa o di un altro fabbricato, infatti, è sempre collegato ad una precisa durata temporale. Essa può al termine di questo periodo, essere rinnovata oppure non essere rinnovata. Dipende dall’accordo e quindi dalla volontà o necessità delle parti. In ogni caso nel momento in cui si verifica una delle condizioni risolutive, che a monte prevede l’annullamento dell’ipoteca, essa, senza appello, decade da quello specifico e dato momento.

Una tempistica prevista dal codice, in questo senso, è quello dei vent’anni dall’iscrizione dell’ipoteca. Nel senso che se una ipoteca immobiliare, superati i due decenni, non viene rinnovata, essa decade e non può non essere oggetto di reinserimento contrattuale, non se non lo richiedono altre e nuove condizioni giuridiche e finanziarie, ma sempre con l’accordo delle parti in causa: banca e intestatario del mutuo e beneficiario dell’immobile.

Le altre motivazioni per cui una ipoteca immobiliare può essere cancellata, riguarda l’integrità del bene o una specifica disposizione giudiziaria.

Il primo dei cosiddetti casi forzosi è molto delicato. Generalmente, un bene immobiliare viene acquistato con un mutuo e questo mutuo, per essere più sicuro (per la banca o per la finanziaria), è assistito, per l’appunto, da una ipoteca. Cioè da un diritto a recepire il bene qualora esso non venga pagato secondo i termini contrattuali decise a monte. Ma se il bene perisce, ovvero subisce un danno determinante, allora questa ipoteca non ha più senso (né per il mutuatario, né per la banca) e decade. In questo caso, però le banche si tutelano con delle polizze assicurative, che a fronte di un pagamento periodico, assicurano il versamento di un premio presso la banca nel caso in cui il bene sia incendiato, distrutto da una alluvione, sia vittima di incidenti o atti vandalici gravi e via dicendo.

La questione giuridica, infine, riguarda una possibile pronuncia di esproprio da parte di un tribunale, che in questo caso ne ordina, allo stesso tempo, anche la cancellazione delle eventuali ipoteche associate all’immobile.

Vi sono varie ragioni giudiziarie, legali e finanziarie che possono portare alla estinzione dell’ipoteca immobiliare.

L’ipoteca, in particolare, è una forma di garanzia che viene prestabilita nel momento in cui un utente acquirente di un immobile, richiede un finanziamento per tale operazione ad una banca o comunque ad un istituto di credito. Tale strumento, per la precisione, serve a coprire il costo del finanziamento sborsato dall’ente bancario, nell’ipotetico caso in cui il beneficiario dell’acquisto, venga meno, per le più disparati ragioni (anche oggettive), agli obblighi previsti dalla legge nei confronti dell’ente emittente il mutuo.

Secondo l’articolo 2810 del codice civile, infatti, con l’ipoteca sul bene in questione, la banca o comunque il soggetto che eroga il mutuo, ha il diritto di riscattarne la proprietà nel momento in cui si verifichi una situazione di insolvenza grave da parte del titolare del mutuo in questione.

Tuttavia, comunque, vi sono varie ragioni per cui una ipoteca può decadere. Cioè ragioni per cui essa possa essere cancellata e quindi perdere efficacia.

Tali motivazioni sono contenute sempre nel codice civile, in questo caso nell’articolo 2878, che per la precisione indica i suddetti casi che provocano la cancellazione dell’ipoteca. La prima motivazione è quella più semplice e facilmente intuibile, e riguarda la fine del debito. Nella maggior parte dei casi cioè, a meno di vincoli contrattuali differenti, opzioni, clausole, eccetera, nel momento in cui il debito viene estinto, l’ipoteca decade in maniera naturale e inderogabile. I casi di eccezione, in particolare, sottolineano il mancato termine del legame contrattuale e per questo non segnano l’estinzione del debito. Se il debito, quindi, dell’utente che aveva stipulato il mutuo con una determinata banca finisce di pagare regolarmente le rate e quindi tutto il finanziamento, la banca creditrice perderà al termine di questo processo anche il favore della ipoteca eventualmente associata al mutuo stesso.

Tuttavia, e per svariate e complesse ragioni economiche, può essere la banca stessa o comunque il creditore stesso a rinunciare come primo passo al credito che viene altrimenti garantito dall’ipoteca e di conseguenza all’ipoteca stessa.

Gli altri casi per cui una ipoteca può essere cancellate prevedono modalità sia naturali che forzose. Ad esempio l’ipoteca può terminate nel momento in cui essa scade. Ogni ipoteca, cioè, che viene stipulata come momento accessorio o componente essenziale del mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa o di un altro fabbricato, infatti, è sempre collegato ad una precisa durata temporale. Essa può al termine di questo periodo, essere rinnovata oppure non essere rinnovata. Dipende dall’accordo e quindi dalla volontà o necessità delle parti. In ogni caso nel momento in cui si verifica una delle condizioni risolutive, che a monte prevede l’annullamento dell’ipoteca, essa, senza appello, decade da quello specifico e dato momento.

Una tempistica prevista dal codice, in questo senso, è quello dei vent’anni dall’iscrizione dell’ipoteca. Nel senso che se una ipoteca immobiliare, superati i due decenni, non viene rinnovata, essa decade e non può non essere oggetto di reinserimento contrattuale, non se non lo richiedono altre e nuove condizioni giuridiche e finanziarie, ma sempre con l’accordo delle parti in causa: banca e intestatario del mutuo e beneficiario dell’immobile.

Le altre motivazioni per cui una ipoteca immobiliare può essere cancellata, riguarda l’integrità del bene o una specifica disposizione giudiziaria.

Il primo dei cosiddetti casi forzosi è molto delicato. Generalmente, un bene immobiliare viene acquistato con un mutuo e questo mutuo, per essere più sicuro (per la banca o per la finanziaria), è assistito, per l’appunto, da una ipoteca. Cioè da un diritto a recepire il bene qualora esso non venga pagato secondo i termini contrattuali decise a monte. Ma se il bene perisce, ovvero subisce un danno determinante, allora questa ipoteca non ha più senso (né per il mutuatario, né per la banca) e decade. In questo caso, però le banche si tutelano con delle polizze assicurative, che a fronte di un pagamento periodico, assicurano il versamento di un premio presso la banca nel caso in cui il bene sia incendiato, distrutto da una alluvione, sia vittima di incidenti o atti vandalici gravi e via dicendo.

La questione giuridica, infine, riguarda una possibile pronuncia di esproprio da parte di un tribunale, che in questo caso ne ordina, allo stesso tempo, anche la cancellazione delle eventuali ipoteche associate all’immobile.

Film gratis : ecco come

ottobre 28, 2010

Quali sono i siti per vedere, comodamente online, i film gratis? Ebbene, i siti Web in merito sono tantissimi, sia in lingua italiana, sia in lingua straniera. Trattasi di un settore molto gettonato chiaramente dal popolo degli internauti. Uno dei tanti siti in questione, è www.cinerip.com, dal quale è possibile accedere a tantissimo materiale che risulta essere caricato però da altri siti Internet. Continua a leggere: Film gratis : ecco come

Famiglie italiane distrutte dalla crisi

ottobre 26, 2010

Il rapporto di Bankitalia non prevede sconti per nessuno: le famiglie italiane hanno meno reddito disponibile e sono sempre piu’ indebitate. Purtroppo l’ultimo Bollettino Economico della  banca centrale fotografa una situazione drammatica della vita quotidiana delle famiglie italiane.

In base ai dati forniti,  nella media del primo semestre il reddito disponibile reale delle famiglie consumatrici ha subito un calo nell’ordine di un punto percentuale sul periodo corrispondente del 2009. In presenza di un sostanziale ristagno dei redditi nominali, la riduzione ha riflesso soprattutto una dinamica dei prezzi piu’ elevata.

Ma  il dato più allarmante è quello che riguarda i debiti: nel secondo trimestre le famiglie hanno incrementato i loro debiti di oltre mezzo punto percentuale.
Sul fronte dei consumi i comportamenti di spesa delle famiglie restano cauti. Nel secondo trimestre del 2010 – si legge nel Bollettino – è proseguito il ristagno dei consumi delle famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni durevoli (-6,8% sul periodo precedente). Vi ha contribuito l’esaurirsi dello stimolo connesso con le agevolazioni fiscali alla rottamazione degli autoveicoli più inquinanti, solo parzialmente compensato dagli incentivi dati dal Governo per l’ acquisto di altri beni durevoli, entrati in vigore in aprile e per gran parte utilizzati nel corso del trimestre.

Tra le altre componenti della spesa delle famiglie italiane, quella per beni non durevoli e per servizi ha registrato un lieve incremento”.

Ecco come iscriversi al Fondo casalinghe

ottobre 25, 2010

Fondo pensione per casalinghe. Lo istituisce l’Inps – Istituto di previdenza sociale. Possono aderire le donne in età lavorativa (15-65 anni) che svolgono attività domestica connessa con responsabilità familiari, non retribuita e senza vincolo di subordinazione.

 Per iscriversi al fondo,  basta compilare l’ apposito modulo reperibile sul sito www.inps.it (Sezione Modulistica) e inviarlo per posta elettronica. Oppure si può andare in una delle sedi Inps su territorio nazionale o in uno dei Patronati riconosciuti che danno assistenza gratuita ai lavoratori. Il Fondo è attivo dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è presentata la domanda. Il versamento dei contributi al fondo è libero, però versando almeno 25.82 euro, verrà accreditato sul “libretto” un mese di pensione.

I versamenti possono essere fatti in ogni momento dell’anno tramite bollettini. Ogni anno, sul fondo casalinghe, l’Inps accrediterà tanti mesi-pensione quanti sono stati i contributi versati divisi per 25.82 euro. Con cinque anni di contributi,  l’Inps verserà la pensione di vecchiaia alle donne con più di 57 anni di età. Sempre con 5 anni di contributi l’Inps verserà la pensione di inabilità, purchè la donna sia in condizione di non poter svolgere più nessuna attività lavorativa.

Affitto casa : aumenti del 77%

ottobre 25, 2010

L’affitto di una casa,  e i costi di mantenimento, in 9 anni sono aumentati del 77%. Lo rivela uno studio comparativo di Federconsumatori che mette a confronto il costo dell’affitto nel 2001 e nel 2010. Lo studio si basa su una casa in affitto di 90 metri quadrati in una zona semicentrale di una grande città, come Roma o Milano. Dal 2001 al 2010, quindi, i costi degli appartamenti in affitto sono lievitati: se 9 anni fa l’affitto mensile costava 650 euro, adesso ce ne vogliono – per lo stesso appartamento – ben 1.114. Continua a leggere: Affitto casa : aumenti del 77%

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