Bollette : aumentano luce e gas

marzo 31, 2011

Le bollette della luce e quelle del gas aumenteranno rispettivamente del 2% e del 3.9% dal mese di aprile 2011. Lo rende noto l’AEEG – Autorità per l’energia elettrica e il gas, pubblicando i prezzi dell’energia nell’aggiornamento trimestrale.
E a marzo sono stati 2.8 milioni i bonus energia e gas erogati alle famiglie in difficoltà. L’aumento era nell’aria da parecchie settimane con grande preoccupazione delle associazioni dei consumatori. Anche l’Autorità per l’energia ha evidenziato come i rincari siano conseguenza della situazione di tensione internazionale. Le materie prime energetiche sono state purtroppo,  fra le prime a risentire della crisi del Nordafrica e della guerra in Libia.  I consumatori, dopo l’annuncio dell’aumento delle accise sul carburante di 1 – 2 centesimi, saranno vessati anche dai rincari in bolletta.

Lavoro : 2011, opportunità per disoccupati

marzo 30, 2011

Nel 2011,  i laureati avranno più possibilità di trovare lavoro. Il 53% delle aziende è infatti intenzionato ad assumere. Questi sono i dati del Ministero del Lavoro e di Unioncamere, dopo aver scandagliato i programmi di assunzione delle imprese.

Continua a leggere: Lavoro : 2011, opportunità per disoccupati

Prontissimo: ecco il nuovo prestito di Poste Italiane

marzo 29, 2011

Il difficile momento economico che sta vivendo l’Italia da un po’ non accenna a passare, e sempre più famiglie hanno necessità  di ricorrere a prestiti e finanziamenti per affrontare spese quotidiane e non. Proprio per far fronte alla crescita della richiesta di prestiti, banche ed istituti di credito stanno cercando di trovare e proporre soluzioni sempre più nuove e vantaggiose che possano soddisfare le esigenze di chi necessita di un finanziamento flessibile e conveniente.

Continua a leggere: Prontissimo: ecco il nuovo prestito di Poste Italiane

Acqua : aumentano i prezzi

marzo 26, 2011

L’acqua del rubinetto costa sempre di più: a lanciare l’allarme è stata  l’ ultima indagine dell`Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che ha elaborato un report sui costi e sulla qualità del servizio idrico.

In base alle rilevazioni i rincari maggiori (superiori anche al 30 per cento) si evidenziano nelle città di Palermo, Treviso e Viterbo, mentre Milano la città dove il servizio costa meno. A livello regionale, quella più cara è la Toscana.
Rispetto al 2008, il costo dell`acqua – sottolinea il dossier – non fa che aumentare: +6,7% la media, con aumenti enormi a Viterbo (+53,4%, record nazionale), Treviso (+44,7%) Palermo (+34%) e in altre sette città, dove gli incrementi hanno superato il 20%: Venezia (+25,8%), Udine (+25,8%), Asti (+25,3%), Ragusa (+20,9%), Carrara (+20,7%), Massa (+20,7%) e (Parma +20,2%).
Secondo dati Istat, da gennaio 2000 a dicembre 2010 l`aumento è stato del 64,4%.
In particolare con otto tra le prime 10 città più care, la Toscana si conferma la regione con le tariffe mediamente più alte (369 euro). Costi più elevati della media nazionale anche in Umbria (339 euro), Emilia Romagna (319 euro), Marche e Puglia (312 euro), Sicilia (279 euro). Differenze marcate esistono anche all`interno di una stessa regione: ad esempio, nella stessa Toscana, tra Firenze, Pistoia e Prato (le città più care d`Italia con 421 euro) e Lucca intercorre una differenza di 185 euro.

Piano di ammortamento alla francese

marzo 25, 2011

Alcuni prestiti personali o mutui da rimborso rateale, come i prestiti cessione del quinto o il prestito delega, hanno un piano di ammortamento alla francese. Si tratta di una restituzione nella quale gli interessi vengono calcolati in un modo particolare, rispetto all’importo finanziato, che procediamo ad analizzare:
Nel piano di ammortamento alla francese le rate di rimborso sono fisse per tutta la durata del contratto e corrispondono alla somma tra gli interessi e la quota capitale.
Continua a leggere: Piano di ammortamento alla francese

Cassaintegrazione : i lavoratori perdono soldi

marzo 22, 2011

La busta paga di centinaia di migliaia di lavoratori italiani continua ad essere tartassata,  dalla cassa integrazione, con la conseguenza che continuano a pagare cara la crisi perdendo non solo soldi, ma anche potere d’acquisto per poter andare avanti nella vita di tutti giorni e nel far fronte alle spese quotidiane.

In Italia sono ben 400 mila i lavoratori interessati nei processi di cassa integrazione. A comunicarlo, è stata la CGIL in un Rapporto da cui è emerso come solo nei primi due mesi di quest’anno i lavoratori in cassa integrazione abbiano perso complessivamente in busta paga la bellezza di 500 milioni di euro. Sono soldi che non finiscono nelle tasche di lavoratori e di famiglie che vivono del reddito fisso, e che, cosa non meno importante, vengono sottratti al circuito dei consumi che, non lo si scopre di certo oggi, nel nostro Paese sono ancora stagnanti. Il più grande Sindacato italiano nel Rapporto, a cura dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale, rivela come nello scorso mese di febbraio il ricorso alla cassa integrazione guadagni sia tornato a crescere con punte pesanti di aumento sia per la cassa integrazione straordinaria, sia per quella in deroga. Sul totale dei 400 mila lavoratori in CIG, infatti, ben 123 mila sono colpiti dalla CIG in deroga a conferma di come per il nostro sistema produttivo ed imprenditoriale ci siano delle criticità e delle difficoltà che bisogna andare a risolvere ed anche con urgenza.

Giovani e Lavoro : stipendi molto bassi in Italia

marzo 21, 2011

Lo stipendio medio di un giovane con meno di 30 anni che si è affacciato da non più di un anno nel mercato del lavoro supera di poco più  gli 800 euro mensili.
Ad evidenziare questa brutta realtà è una analisi condotta da Datagiovani. L’analisi mette in luce,  differenze se i parametri di confronto riguardano, la residenza (al Nord 53 euro in più rispetto alla media), il sesso (i ragazzi percepiscono quasi 150 euro in più delle coetanee), il settore (il gap tra industria e commercio sfiora i 280 euro) ed il titolo di studio (i laureati superano i mille euro mensili).

Continua a leggere: Giovani e Lavoro : stipendi molto bassi in Italia

Prestito ai Pensionati

marzo 19, 2011

In Italia, l’età pensionabile si sta allontanando in continuazione. Così come succede in altri paesi europei come la Spagna, dove alcune categorie lavorative dovranno rimanere in attività fino ai 70 anni, fra dieci anni gli uomini italiani potranno lasciare il lavoro solo ai 65 anni e le donne ai 60, ossia cinque anni più tardi di quello che succedeva all’inizio degli anni novanta quando la pensione era prevista molto prima e con una buona retribuzione.

Anche in merito a questo aspetto sono previste delle brutte notizie, infatti la pensione per gli italiani è sempre più bassa, se negli anni novanta si consentiva ai pensionati di ricevere fino all’80 per cento dello stipendio, ora questa cifra è ridotta al 60 percento ed è previsto che tra qualche anno, la pensione degli italiani sarà circa il 50 per cento della retribuzione. Una situazione che peggiora nel caso di giovani o precari.
Per questo motivo, una delle possibili soluzioni è anteporsi ai fatti e contrarre una pensione integrativa, ma la poca informazione su questi aspetti ha fatto sì che i pensionati siano arrivati ai 65 anni senza alcun rinforzo alla pensione. Ovviamente, in questo passaggio dallo stipendio alla pensione hanno perso un’importante capacità economica e hanno visto decrescere in modo sostanziale il proprio potere d’acquisto fino al punto di non poter mantenere lo stesso tenore di vita o, peggio ancora, non poter far fronte a spese impreviste o necessità per questioni sanitarie .

Ad oggi però, esistono soluzioni finanziarie pensate proprio per la terza età: si tratta di prodotti riservati agli over 65 anni i quali permettono di vivere serenamente gli anni pensionistici.
Una di queste soluzioni è la cessione del quinto a pensionati, un finanziamento che permette ai pensionati che non abbiano ancora compiuto i 75 anni, di ottenere somme considerevoli di denaro in prestito per far fronte a qualsiasi scopo e da rimborsare in modeste rate mensili attraverso la pensione. L’unico requisito per accedere a questo finanziamento è, oltre non aver superato i 75 anni, percepire una pensione di almeno 560 euro mensili per fare in modo da garantire una capacità economica sufficiente dopo la trattenuta delle rate di restituzione.

Per gli over 65 anni, in possesso di un immobile di proprietà invece, esiste un’alternativa molto valida che permette addirittura di ottenere fino 370.000 euro. Si tratta del prestito vitalizio ipotecario, un finanziamento a lungo termine dietro ipoteca della casa di residenza. Il prestito vitalizio ipotecario non prevede il pagamento di rate mentre il richiedente sia in vita, ma che avvenga solamente dopo la sua scomparsa e a carico degli eredi.

Lo Staff PrestitoaStatali.it

Bonus Bebè : deve essere almeno di 1000 euro

marzo 18, 2011

Un bonus bebè a sostegno della natalità e delle famiglie pari ad almeno 1.000 euro. E’ questa la richiesta/proposta formulata dalla Federconsumatori per cercare di permettere nel nostro Paese a milioni di cittadini di uscire da una fase ancora molto difficile e caratterizzata da forti pressioni sul bilancio familiare.

L’Associazione dei Consumatori, tra l’altro, ricorda come in passato tale misura fosse stata varata e resa operativa, mentre ora non c’è il bonus bebè, ma un prestito fino a 5.000 euro che tutto fa tranne che aiutare le famiglie. Il prestito, attraverso l’accesso al cosiddetto Fondo per i nuovi nati, non fa infatti altro che far indebitare le famiglie facendo scattare un’altra rata mensile da pagare assieme a tutte le altre; quello che serve, invece, è il vecchio bonus bebè, ovverosia un sostanzioso contributo a fondo perduto che dia sostegno reale alle famiglie facendo loro recuperare potere d’acquisto al fine di sostenere le spese per i bambini piccoli nati in famiglia oppure adottati.
D’altronde proprio la Federconsumatori ha rilevato come la nascita di un figlio sia di certo un lieto evento, ma nello stesso tempo è molto costoso. Al riguardo l’Osservatorio dell’Associazione dei Consumatori ha rilevato come i costi di mantenimento di un bambino nel suo primo anno di vita nel 2011 aumentino del 4-5% rispetto allo scorso anno.

Lavoro : sulla disoccupazione incide la classe sociale

marzo 17, 2011

Niente stipendi d’oro per i laureati italiani. Lo rivela l’ultimo rapporto di Almalaurea: aumenta il precariato e gli stipendi bassi anche per chi ha un titolo accademico. E non è indifferente, sembra, l’estrazione sociale: i figli di operai guadagnano 200 euro.

Almalaurea è un Consorzio Universitario che fa da ponte fra il mondo accademico e quello del lavoro. I dati che ha pubblicato, che coinvolgono 400mila ragazzi, non sono per nulla positivi. Ad aumentare è soprattutto la disoccupazione. Tra chi ha la laurea breve c’è un tasso di disoccupazione del 16.2% ad un anno dal conseguimento del titolo. Per chi ha la laurea magistrale la disoccupazione è fissata al 17.7%. Nel 2008, per dare un metro di paragone, era del 10.8%.  Aumentano anche i contratti atipici e precari che interessano 4 laureati “brevi” ogni 10. Diminuiscono le retribuzioni e i contratti stabili (dal 50% del 2008 al 46.2% del 2010) e questo genera incertezza anche sul futuro pensionistico. Secondo le ultime novità sulle pensioni, aumenta l’età per uscire dal lavoro ma si dimezzano gli importi. La pensione sarà circa il 50 – 60% della retribuzione (finora era dell’80%) e per i giovani con lavori precari e carriere non gratificanti economicamente, la percentuale potrebbe scendere ancora. Con questi dati non stupisce il fatto che i giovani tendano ad andare all’estero. Oltralpe, per i laureati italiani, potrebbero esserci più possibilità. Soprattutto nel settore della ricerca, della biologia e di quelle professioni scientifiche che nel nostro paese sono alla base della classifica di occupazione (circa il 50%, conto le professioni mediche e sanitarie che hanno una occupazione al 98%). Il Governo ha fissato alcune agevolazioni fiscali per spronare il rientro dei giovani in Italia.

Pagina Successiva »