Risparmio : missione impossibile per gli italiani
ottobre 31, 2011
Per il 65% degli italiani è impossibile dar seguito a qualsiasi forma di risparmio. Una percentuale che appare in lieve aumento rispetto allo scorso anno, e che conferma le straordinarie difficoltà cui il tessuto sociale italiano sta andando incontro in questo ulteriore periodo di crisi economico finanziaria locale e internazionale, che ci sta inesorabilmente colpendo.
E le previsioni sono tutt’altro che rosee. Stando a quanto affermato da una recentissima indagine che l’Acri ha compiuto con l’Ipsos, infatti, la percentuale degli italiani che riesce a risparmiare è in nuova flessione, con un vero e proprio crollo nel Mezzogiorno.
Di contro, come era prevedibile in tempi di concreto pessimismo (oltre che, giustificato) quali quelli attuali, sta aumentando in maniera significativa la percentuale di coloro che teme di non riuscire a farlo nel prossimo anno.La ricerca rivela così che solo il 35% degli italiani (contro il 36% dello scorso anno) riesce a risparmiare, con un dato che al Sud precipita a quota 25%.
Dentista : meglio sceglierlo all’ estero
ottobre 28, 2011
Abbiamo visto più volte quanto spesso sia faticoso, per gli italiani, mantenere le spese mediche. Talvolta si è costretti a rimandare le visite per colpa di prezzi troppo alti, specie quando c’è una famiglia intera che deve sottoporsi a controlli e cure costanti perché la salute non è una cosa che può essere sottovalutata
Il dentista, come più volte abbiamo ribadito anche in questa sede, è una delle spese più alte da sostenere e i denti non possono essere trascurati, perché quando provocano dolore è insopportabile e perché ognuno ha il diritto di curarsi quando ne ha bisogno.
Gli italiani sempre più spesso fanno ricorso ai viaggi all’ estero, perché risultano sempre più convenienti delle cure in Italia, le tariffe odontoiatriche all’estero permettono di raggiungere un risparmio fino al 60%. I dati degli ultimi 5 anni parlano chiaro: il 150% degli italiani ha scelto l’estero per le cure odontoiatriche, i Paesi più gettonati sono quelli dell’Europa dell’Est: Croazia, Ungheria, Romania. In questi Paesi ormai l’organizzazione è impeccabile, esistono dei veri e propri pacchetti di cui usufruire che comprendono anche viaggio e alloggio, ma bisogna sempre stare attenti: l’inganno è dietro l’angolo.
Tasse : arriva il nuovo redditometro
ottobre 27, 2011
Il fisco lancia la sfida ai furbetti con il nuovo redditometro. Inizia la sperimentazione, che durerà 2-3 mesi, del nuovo strumento di controllo che attraverso le associazioni di categorie ha l’obbiettivo di monitorare e accertare la coerenza tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa.
Da febbraio 2012 entrerà poi a regime. Il redditometro riguarderà le dichiarazioni presentate nel 2010 relative cioè all’anno d’imposta 2009. Dunque per l’Agenzia delle Entrate sarà possibile usare il redditometro a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2010. Nell’ambito del nuovo redditometro sono state individuate sette categorie di spesa: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazione e contributi, istruzione, attività sportive e ricreative e cura delle persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Le famiglie considerate sono, dunque, oltre 22 milioni e verranno divise in 55 gruppi omogenei che si otterranno incrociando gli 11 nuclei familiari, dai single con meno di 35 anni alle coppie con più di tre figli, alle cinque aree geografiche (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole). Per ciascuno dei 55 gruppi omogenei le voci indicative della capacità di spesa contribuiscono in misura differenziata alla stima del reddito della famiglia.
Sempre più italiani preferiscono andare al discount
ottobre 25, 2011
C’è una bella differenza di prezzo tra le tagliatelle di marca e quelle sconosciute, la cui azienda non sognerebbe mai di pagare decine e decine di migliaia di euro a una delle televisioni nazionali pur di farsi pubblicità. Così é possibile mantenere i prezzi. Il costo di quello che acquistiamo infatti, nella maggior parte dei casi, comprende le spese della pubblicità. E allora perchè non andare al discount, dove prodotti sconosciuti possono essere perfetti sostituti di quelli più costosi?
Secondo la prima indagine su “Gli italiani e l’alimentazione nel tempo della crisi“, realizzata da Coldiretti-Swg, la crisi pesa e anche tanto sulle tasche degli italiani. Il 49 per cento di loro dichiara infatti, di riuscire a pagare appena le spese e addirittura un 5-10 per cento sottolinea di non riuscire a comprare neanche l’indispensabile. Si evidenzia la tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount – sottolinea il presidente Coldiretti -, a cui però può corrispondere anche una bassa qualità con il rischio che il risparmio sia solo apparente. Risparmiare oltre un certo limite sul cibo può significare nutrirsi di alimenti che possono essere scadenti con effetti negativi sul piano nutrizionale, sulla salute e sul benessere delle persone.
Bollette 2011 : aumenta il riscaldamento
ottobre 24, 2011
Una nuova ricerca compiuta dal Centro Tutela Consumatori Utenti, segnala l’ennesimo aumento, per le tasche dei consumatori italiani. Considerando che in alcune aree d’Italia i termosifoni sono già a pieno regime, e che quest’anno il costo del gas è previsto in aumento del 5,5%, le bollette per il riscaldamento delle famiglie italiane dovrebbero essere di circa 100 euro in più rispetto all’ anno scorso.
Ma come risparmiare sui costi dell’energia utilizzata per il riscaldamento degli ambienti? Il CTCU prova a dare qualche raccomandazione, che non può tuttavia che partire dall’ esigenza di ridurre i consumi energetici. Spegnere i sistemi di riscaldamento quando non sono necessari, ed evitare eccessivi sbalzi di temperatura tra l’interno e l’estero, sono una buona base di partenza per “snellire” la bolletta. In secondo luogo, il CTCU consiglia di verificare periodicamente l’efficienza della caldaia. Un impianto in uso da oltre 20 anni, precisa il Centro, consuma un 20% in più di una nuova caldaia. La sostituzione permetterebbe in tal modo un risparmio energetico di circa un quinto, che tuttavia potrebbe essere ottenuto ugualmente attraverso periodici monitoraggi e controlli sull’efficienza dell’unità.
Mutui e prestiti : le famiglie rallentano
ottobre 24, 2011
Brusca frenata da parte delle famiglie italiane, di mutui (-23%) e prestiti (-10%) nel mese di settembre. I dati arrivano da una elaborazione di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di linee di credito. La richiesta di mutui ipotecari continua il suo calo rispetto ai corrispondenti mesi del 2010 e, a settembre, registra un -23% (dato ponderato sui giorni lavorativi), che segue un semestre in cui la decrescita è risultata sistematicamente in doppia cifra. Anche la domanda di prestiti, torna a scendere, rispetto al corrispondente periodo 2010, segnando un -10% a parità di giorni lavorativi.
Da quanto emerge dal barometro Crif, lo scenario non muta se si ragiona sul dato aggregato dei primi tre trimestri. Nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, il decremento complessivo della domanda di mutui ipotecari è stato del -11% rispetto all’analogo periodo del 2010 e anche il confronto con gli anni precedenti mostra «una significativa» contrazione dei volumi delle richieste. Analogamente la richiesta di prestiti, nell’aggregato di personali e finalizzati, nei primi tre trimestri del 2011 ha fatto registrare una diminuizione del -3% rispetto ai volumi dello stesso periodo 2010, che a sua volta aveva fatto segnare un -4% nei confronti del 2009. In particolare per quanto riguarda la distribuzione delle richieste di mutui per fasce di durata, si conferma la crescita della quota di domanda nelle classi tra i 20 e i 30 anni, che nei primi 9 mesi del 2011 rappresentano quasi il 51% della domanda complessiva. È ancora la classe di durata compresa tra i 25 e i 30 anni a essere quella maggiormente preferita dalle famiglie italiane (30,9% del totale). Relativamente alla distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo, invece, continua la crescita della quota di domanda nelle fasce più basse e si registra un ulteriore calo dell’importo medio calcolato sulla totalità dei primi nove mesi dell’anno, con 136.900 euro contro i 139.600 euro del pari periodo 2010. Relativamente ai prestiti, sia quelli personali sia quelli finalizzati a settembre hanno fatto segnare un calo delle richieste, anche se di entità differente: i prestiti finalizzati, infatti, registrano un -6% contro il -3% dei prestiti personali, arrivando rispettivamente ad un complessivo -14% e -5%, ponderato sui giorni lavorativi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Aumenta il prezzo del pane
ottobre 21, 2011
Il pane piu’ ‘salato’? Quello che purtroppo si acquista a Milano dove si possono spendere anche cinque euro per un chilo di ‘ciabatte’. Mentre a Bari il forno e’ ‘low cost’ e il tipico pane ‘di Altamura’ si acquista a due euro al chilo. Questa la situazione a cui ci dobbiamo abituare, la crisi imperversa oramai in tutti i settori, compreso quello alimentare, che non risparmia nessuno, anche l’ alimento base della nostra alimentazione e cioè il pane. Questo, è quanto rileva un’indagine condotta, dall’ Osservatorio prezzi Codici sui prezzi del pane nelle varie citta’ italiane e da cui emerge che le oscillazioni sul prezzo sono molto forti e, a seconda della tipologia, si possono spendere dai 2 ai 5 euro, il che certo non ci rassicura affatto anzi.
Istat : ultimi dati sull’ inflazione
ottobre 19, 2011
L’Istat ha reso noto gli ultimi dati ufficiali del NIC (l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività) relativi al mese di settembre. Si scopre così che l’inflazione su base tendenziale si è sviluppata del 3%, contro una stima provvisoria precedente pari al 3,1%, e con un’accelerazione di 0,2 punti percentuali rispetto a quanto riscontrato alla fine del mese di agosto (2,8%).
Ancora, l’Istat precisa come l’inflazione acquisita per il 2011 sia ora pari al 2,6%, e come l’inflazione di fondo (cioè, quella calcolata al netto dell’energia e degli alimentari freschi) sia pari al 2,4%, contro il 2,2% di agosto. L’inflazione calcolata tenendo conto degli alimentari freschi, ma escludendo sempre i beni energetici, è invece pari al 2,3% contro il 2,1% di agosto. La crescita dei prezzi tendenziale dei beni è salita inoltre al 3,3% contro il 2,9% di agosto, mentre i prezzi per i servizi si sviluppano al 2,7% contro il 2,5% di agosto. Particolarmente forte, nel mese di settembre, l’incremento dei prezzi relativi ai beni e ai servizi della ricreazione, spettacoli e cultura, e dei servizi ricettivi e di ristorazione.
Poveri in aumento in Italia
ottobre 18, 2011
In Italia aumentano i ‘nuovi poveri’, anche chi ha la residenza in una casa e possiede un lavoro fisso rientra fra le persone con disagi economici. Dal 2007 al 2010 sono aumentati del 13,8%; al Mezzogiorno l’aumento è arrivato al 74%. Lo afferma il rapporto Caritas-Fondazione Zancan. Si tratta di persone che, diversamente dagli anni passati, risiedono stabilmente in una casa, lavorano e vivono in un nucleo familiare. Fra i nuovi poveri ci sono i giovani. Il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto ha meno di 35 anni. In soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di giovani è aumentato del 59,6%.
Il 76,1% (era il 70% nel 2005) di questi non studia nè lavora. Al primo posto fra i problemi segnalati c’è la povertà economica, seguono i problemi occupazionali ed abitativi; al quarto posto, i problemi familiari. Nel complesso, in 4 anni è aumentata dell’83,1% la richiesta di coinvolgimento di soggetti esterni (come gruppi di volontariato, enti pubblici o privati, persone o famiglie, parrocchie). Forte anche l’aumento delle richieste di sussidi economici (+80,8%) e di consulenze professionali (+46,1%). Diminuiscono invece le richieste di sostegno socio-assistenziale (-38,6%) ma anche quelle di lavoro (-8,5%). Rispetto alle risposte fornite dalla Caritas, aumenta il coinvolgimento di soggetti terzi (+90%) come anche l’erogazione di sussidi economici e di beni primari: rispettivamente, +70% e +40,8%. Dalla fotografia del rapporto cambia il volto della povertà che ora coinvolge «pesantemente l’intero nucleo familiare: tutti si trovano a vivere, in modo diversi, una condizione di stress e di sofferenza, anche se le donne e i giovani pagano il prezzo più alto». Ad esempio, nel 2004 il 75% dei problemi si riferiva ai bisogni di carattere primario (casa, cibo, sanità, ecc.), nel 2010 tale valore ha raggiunto l’81,9% mentre le problematiche post materiali (come disagio psicologico e dipendenze) passano dal 25 al 18,1%. La questione abitativa diventa un«’emergenza» i cui problemi in 4 anni sono aumentati del 23,6%. Altro dato in forte aumento: dal 2005 al 2010, il numero dei giovani che si è rivolto ai centri è aumentato del 59,6%; il 76,1% (era il 70% 5 anni prima) di questi non studia nè lavora. Particolarmente vulnerabili si confermano gli stranieri che rappresentano il 70% delle persone che si rivolgono ai centri.
Giovani Italiani : sono poveri
ottobre 14, 2011
In base a uno studio di Banca d’Italia, il 60% dei giovani fino ai 34 anni vive in casa coi i genitori. Colpa della crisi economica, che non permette ai ragazzi di rendersi autonomi e dei prezzi delle case troppo alti. Una volta i giovani italiani erano accusati di essere “mammoni”, in seguito sono stati ribattezzati “bamboccioni“, e tutto perché la loro permanenza nella casa della famiglia d’origine è decisamente più elevata rispetto alla media europea. Più che “bamboccioni” bisognerebbe forse chiamarli “poveri”. E’ questa la situazione che emerge dall’ultimo studio pubblicato dalla Banca d’Italia, dal titolo “Uscita di casa e prezzi degli immobili. Il caso italiano”. Negli ultimi 15 anni, le quotazioni immobiliari nelle principali città italiane sono più che raddoppiate, mentre i salari dei giovani si sono ridotti all’osso e la precarietà lavorativa è diventata la regola: così, se nel 1983 il 49% dei ragazzi tra i 18 e i 34 anni abitava con i genitori, oggi questa percentuale è salita al 59%. Chi ha meno di 24 anni vive in famiglia nel 90% dei casi, mentre nella fascia d’età tra i 30 e i 34 anni il 29% non è ancora uscito di casa (30% per gli uomini e 20% per le donne). In base allo studio di Bankitalia, abitare con mamma e papà in molti casi non è un privilegio di giovani viziati, ma l’unica alternativa di ragazzi che non hanno possibilità per comprare un’abitazione e non possono offrire alle banche garanzie sufficienti per ottenere un mutuo prima casa. Chi riesce a fare il grande salto e abbandonare la casa dei genitori, il più delle volte, non è né più bravo, né più ricco dei suoi coetanei: semplicemente ha una famiglia alle spalle. Il 30% dei giovani che ha una casa di proprietà, infatti, l’ha avuta in regalo da mamma e papà. Un’alternativa al mutuo rimane l’affitto, ma non è certo un’alternativa economica: anche i prezzi delle locazioni sono infatti aumentati dell’80% dal 1998 al 2006. Ciononostante, in base ad una recente indagine Censis, il 36,3% dei giovani abita in affitto mentre i proprietari di casa sono soprattutto ultraquarantenni. Lo studio di Banca d’Italia indica come soluzione al problema una seria politica per ridurre i prezzi immobiliari, a favore soprattutto di giovani disoccupati o precari e di coloro che provengono da famiglie a basso reddito.



