Italia : aumentano i contratti precari
febbraio 14, 2012
Il mercato del lavoro italiano è caratterizzato dalla precarietà. Lo evidenzia anche l’ultimo rapporto sulla coesione sociale realizzato da Istat, ministero del Lavoro e Inps che evidenzia come quasi 8 nuovi contratti su 10 (ovvero l’76,3%) sono fatti con accordi a termine o collaborazioni. Nel primo semestre 2011 sono stati attivati oltre 5,325 milioni di rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato. Il 67,7% delle assunzioni è stato fatto con contratti a tempo determinato, l’8,6% con contratti di collaborazione e solo il 19% con contratti a tempo indeterminato.
I rapporti di apprendistato sono stati appena il 3% del totale. Altro capitolo “drammatico” è composto dai lavoratori parasubordinati, precari con un’età media di 42 anni, che in Italia raggiunge circa 1,7 milioni di persone. Nel 2010 i contribuenti parasubordinati (con almeno un versamento nell’anno) sono 1,7 milioni, dei quali 1,4 milioni (85%) collaboratori e poco più di 250mila (15%) professionisti. La componente maschile “è preponderante (58,7%, pari a circa 995mila) su quella femminile (41,3%, circa 700mila)”. Il numero dei collaboratori, rispetto all’anno prima, segna un calo dell’1,7% mentre cresce del 3,2% quello dei professionisti. I parasubordinati si concentrano nelle regioni del Nord (55,4%) e in misura molto più contenuta al Centro (25,9%) al Sud (12,5%) e nelle isole (6,2%). L’età media si attesta a 42,2 anni: 45 anni per i maschi e 38,3 anni per le femmine. È come se non bastasse la precarietà, anche dal punto di vista dei compensi gli italiani non vengono premiati In Italia infatti lo stipendio medio è di quasi 1.300 euro, con gli uomini che guadagnano più delle donne. Nel corso del 2010 la retribuzione mensile netta è stata di 1.286 euro per i lavoratori italiani, e in media gli uomini percepiscono una retribuzione più alta (1.407 euro) rispetto alle donne (1.131 euro). Il salario medio degli stranieri è invece più basso, pari a 973 euro netti al mese. Il divario retributivo di genere “è più accentuato per la popolazione straniera, con gli uomini che percepiscono in media 1.118 euro e le donne soltanto 788 euro”.
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