Carte di credito e bancomat

Agosto 31, 2010

Oggigiorno, il denaro in contante in circolazione è sempre meno utilizzato, e per i pagamenti presso negozi, distributori di benzina, pedaggi autostradale, ristoranti, e così via, ma anche per effettuare ricariche telefoniche, pagamenti rateali, acquisti su internet e via dicendo, ciò che viene utilizzato e ciò che risulta sempre più comodo nonché necessario sono le carte elettroniche di pagamento.

Si distinguono sostanzialmente in due tipologie: carta di debito e carta di credito. Spesso l’una collegata all’altra, ma emesse, ancora più spesso, da soggetti differenti che operano in regime di partnership o anche indipendentemente l’uno dall’altro.

Le carte di debito, emesse tramite la tipica carta bancomat, è direttamente collegata a un conto corrente bancario o postale. La carta bancomat è un badge con una banda magnetica, e con essa è possibile fare prelievi attraverso gli specifici sportelli bancomat o presso le filiali della banche preposta a tali prelievi. Inoltre la carta bancomat è utilizzata per i pagamenti tramite POS, ovvero i terminali che sono presenti presso ormai tutti gli esercizi commerciali. Ed è questa la comodità di questo strumento.

Per la lettura delle informazioni, necessarie alla buona riuscita delle transazioni, il badge carta bancomat dispone di una banda magnetica, la quale permette di interfacciarsi con gli strumenti tecnologici di pagamento. Nelle carte di ultima generazione, invece, è stato implementato uno standard che aumenta la sicurezza dei pagamenti on line. Tale standard è visibile sulla parte frontale della carta tramite un chip, sviluppato grazie all’impegno di Europay, Mastercard, Visa che, operanti nel sistema delle carta di credito, hanno dato vita all’innovazione dell’EMV.

Il denaro tramite il quale si effettuano i pagamenti è, ovviamente, quello del proprio corrente. Per questo le carte bancomat sono definite carte di debito; tale strumento non ha un costo, se non quello di sostituzione, proprio perché i costi di gestione sono già previsti e recuperati tramite le spese che il cliente sostiene nel mantenere attivo il proprio conto corrente.

La differenza con le carte di credito è quindi sostanziale e di notevole importanza. Se quindi ambedue permettono di disimpegnarvi dalla necessità di portare con sé i contanti nel portafogli, e quindi di poter fare acquisti ovunque ci si trovi (ormai le carte sono tutte internazionali), le carte di credito hanno un plus di grande valore.

Innanzitutto quello di offrire un credito mensile. Emesse dalla stessa banca o da un istituto ad essa collegata, le carte di credito, naturalmente, prestano – o meglio anticipano – del denaro che verrà poi restituito tramite il conto corrente o, in certi casi, tramite un saldo con bonifico o bollettino. Le carte in questione, inoltre, permettono di avere accesso a pagamenti rateali, a servizi di pagamento on line e su internet, ad avere finanziamenti personalizzati.

Questa tipologia di pagamento, infatti, è quella prediletta dalle aziende, che la vedono come lo strumento più sicuro per i pagamenti effettuati nel tempo. Inoltre, punto di forza di questo strumento è la restituzione del denaro speso anticipatamente.

Esso, infatti, può essere reso tramite diverse modalità, e quindi le carte, sostanzialmente, si distinguono in carte a saldo o carte revolving. Quelle a saldo prevedono che il denaro prestato durante il mese corrente, venga restituito, tramite il proprio conto corrente, e in somministrazione unica, entro il 15 del mese successivo. Le carte di credito revolving, invece, permettono di saldare l’anticipo del credito prestato, tramite comode soluzioni rateali, secondo la somma e considerate le particolari esigenze del cliente. Tutto ciò, naturalmente, ha dei costi, per cui sul plafond e sul fido, ovvero la somma massima e quella garantita dalla banca o dall’istituto creditizio che emette la relativa carta, verranno quindi calcolati dei costi sugli interessi e sulle spese di gestione. Il Taeg applicato alle rateizzazioni, normalmente, oscilla tra il 20 e il 25%.

Ultimamente le carte di credito, anche e sopratutto per ragioni di marketing e strategie concorrenziali, hanno stipulato particolari accordi con varie aziende e grandi catene di distribuzione al dettaglio, per poter offrire alla clientela servizi particolarmente vantaggiosi per l’accesso al consumo presso i due soggetti considerati. Si tratta, in questo caso, della carte Co-Branded, o anche dette brandizzate.

Le truffe legate alle carte di credito

Agosto 30, 2010

La sicurezza delle carte di credito passa dalla conoscenza dei truffatori e dei loro metodi. Studiando e capendo da un punto di vista tecnico e strategico le varie illiceità messe in pratica dai truffatori, nonché i sistemi tecniche e procedurali di tali soggetti, mette al riparo i clienti che pagano tramite carta di credito, bancomat e carte ricaricabili, nonché tramite le varie smart card evolute e sviluppate negli ultimi anni, da gravi truffe, clonazioni, addebiti irregolari e trappole.

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Modalità di cancellazione: come cancellare un protesto

Agosto 26, 2010

Essere iscritti presso il Registro informatico dei protesti non è una cosa positiva, poiché questa situazione provoca problemi di natura finanziaria e civile se non addirittura penale. Il protestato, infatti, può subire azioni di regresso, ovvero precetti, pignoramenti, interdizioni, revoche di carte di credito, blocchetto assegni e così via.

Ma essere dei protestati significa anche rendere difficile l’accesso ad ulteriori strumenti di pagamento o servizi di altro tipo. Chi è protestato, infatti, oltre a diventare cattivo pagatore e inserito in apposita banca dati consultata dagli istituti finanziari e del credito, ha difficoltà ad ottenere prestiti, a fare acquisti a rate, a intestarsi linee telefoniche ad abbonamento nonché altre utenza di diversa natura e via dicendo. Insomma, non è una buona cosa.

Se quindi per un vario motivo si è iscritti in tale registro, su richiesta del presidente della Camera di commercio, conviene farsi cancellare.

Tale iscrizione avviene quando non si vuole riconoscere un titolo, e non lo si paga nemmeno dopo i solleciti del creditore. Fatti questi il soggetto che ne deve intascare il pagamento lo passa presso un ufficiale levatore (che è una carica ricoperta per legge da un segretario comunale, da un notaio o da un ufficiale giudiziario). Questo richiede a domicilio il pagamento del corrispettivo, avvalendosi di un presentatore o messo. Se il pagamento continua a non avvenire, l’utente viene iscritto, dal levatore, su di un registro, che viene inviato al presidente del tribunale e al presidente della camera di commercio. Questo, entro dieci giorni, iscrive il soggetto insolvente presso il Registro informatico dei protestati, istituito con il decreto legge 316 del 2000.

L’utente a questo punto, ha due possibilità: rimanere sul registro consultabile in tutta Italia da chi ha rapporti finanziari o economici (e potenzialmente averli con lui e quindi negarglieli; oltre che subire un pignoramento), oppure chiederne la cancellazione.

In questo secondo caso ha ulteriori due possibilità: richiedere la cancellazione entro 20 giorni o richiederla dopo un anno. In ogni caso dopo aver pagato il titolo, al di la del pignoramento.

Nel primo caso il richiedente ha facoltà di pagare il titolo entro un anno. Se così si comporta, egli ha il diritto di chiedere la cancellazione dal protesto entro 3 settimane, presentando specifica istanza al presidente della Camera di commercio.

La domanda in carta bollata deve allegare – oltre a un documento di riconoscimento in corso di validità – l’atto di protesto e quindi il titolo di quietanza, ovvero la ricevuta o il certificato attestante il pagamento dovuto con la relativa data di esecuzione formale. In assenza di questa il debitore deve farsi rilasciare una dichiarazione scritta da parte del creditore, che attesti il saldo del debito.

Nel secondo caso, invece, il debitore paga il titolo dopo 12 mesi da quando è stato levato, cioè da quando l’ufficiale pubblico glielo ha notificato. In questo caso allora le tempistiche sono differenti. Il debitore, infatti, prima di richiederne la cancellazione – dal registro si intende – deve chiedere al presidente del tribunale di rilasciargli una dichiarazione di rettifica, che viene effettuata tramite l’emanazione di un decreto di riabilitazione, anche corredandolo con documenti che ne giustifichino il siffatto ritardo, come previsto dalle leggi 108 del 1996 e 235 del 2000.

Ottenuta questa documentazione, unitamente ai certificati che si presentano in caso di richiesta di cancellazione prima dei 12 mesi, l’utente consegna al presidente della Camera di commercio il provvedimento di riabilitazione che gli ha rilasciato il tribunale, e ne chiede – ed eventualmente ottiene – la cancellazione dal Registro informatico dei protestati entro 20 giorni. Dopodiché non rimane più nessuna traccia dell’ex debitore su tale lista.

Mense scolastiche : arriva il menù a km zero

Agosto 17, 2010

Arriva anche nelle scuole il menu a chilometri zero con l’elaborazione di piatti secondo i principi di un’alimentazione equilibrata, ma anche considerando la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza.

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Economia : molti fuggono dal Sud

Agosto 3, 2010

Da Sud a Nord, come succedeva già diversi decenni fa, le regioni centro-settentrionali del nostro Paese sono  ancora molto frequentate  da persone in cerca di lavoro, che tentano di fuggire da uno scenario economico depresso come da anni non si verificava. È questa la fotografia dell’Italia scattata dal Rapporto Svimez sull’economia nel Mezzogiorno: viste che le regioni meridionali offrono poche opportunità lavorative, i loro abitanti scappano al Nord.

Secondo le ultime rilevazioni effettuate, il 14% delle famiglie residenti nella parte meridionale del Paese vive con meno di 1000 euro al mese, un dato che risulta tre volte superiore rispetto a quello fatto registrare nelle altre zone d’Italia (5,5%). Se a questa componente si aggiunge che – per quanto emerge dalle statistiche – da ben otto anni consecutivi il Pil del Centro-Nord cresce più di quello del Meridione (fatto mai avvenuto dal dopoguerra ai giorni nostri), si comprende la nuova ondata di emigrazione. Ad alimentare i flussi migratori sono soprattutto le giovani leve. Complessivamente, tra il 1990 e il 2009 sono quasi 2 milioni e 385mila le persone che hanno lasciato la propria regione di origine puntando al Centro-Nord. È questa, infatti, la meta preferita da 9 su 10 dei nuovi emigranti.

Carte di credito? Anche gratuite

Luglio 23, 2010

Non tutte le carte di credito hanno un costo. Difficile a credere ma è davvero così. Sono vari, infatti, gli istituti bancari o quelli creditizi e gestione dei risparmi, anche connessi con grandi aziende della grande distribuzione, a fornire degli strumenti di pagamento che, pur anticipando ingenti somme di denaro ai propri clienti, non chiedano eccessivi costi di gestione o siano addirittura in qualche modo gratuite.

 Vediamone alcuni esempi, che si sottolineano per la flessibilità e leggerezza per quel che riguarda i costi di canone, quelli di pratica e transazione, quelli di emissione, costi di pagamento e cambi di valuta, e tutti gli altri tipi di costi delle varie carte che sono sul mercato italiano e internazionale.

La prima che prendiamo in considerazione è la carta Barclaycard, emessa dall’omonimo gruppo inglese, che a sua volta fa parte di Bank PLC, gruppo bancario che vanta oltre tre secoli di esperienza nel settore del credito al consumo e non. La peculiarità di questa carta di credito è racchiusa nel proprio motto: zero pensieri, mille servizi. Infatti, tale strumento finanziario, permette di avere a disposizione una miriade di servizi avanzati e personalizzati senza doversi troppo preoccupare della gestione amministrativa e contabile nonché dei costi dell’imposta di bollo e delle spese che ne coinvolgono l’utilizzo, perché è pressoché tutto gratuito. La sua flessibilità non costa nulla. Né per una promozione, né per un periodo limitato, né a particolari e svantaggiosi condizioni contrattuali. Ma è proprio il punto di forza del prodotto Barclaycard. L’emissione è quindi gratuita, il canone annuo non deve essere pagato né il primo anno né gli anni successivi. Non ci sono costi e commissioni che riguardano gli acquisti, neanche quelli sulle ricariche telefoniche, i rifornimenti di carburante, i pedaggi dell’autostrada. Sono totalmente gratuiti anche i servizi di sostituzione o riemissione della carta, nonché la richiesta di una carta aggiuntiva. A fronte di tutto ciò non ci sono limitazioni sostanziali. La carta può disporre di un credito che può essere utilizzato in tutti i modi e sopratutto dovunque. Le carte Barclaycard, infatti, sono accettate in tutto il mondo. Questa peculiarità è garantita dal fatto che fa parte del circuito Visa. Esse possono essere utilizzate anche per prelevare contante, che viene rimborsato in caso di rapina. La sicurezza è, infatti, un punto forte in Barclaycard, per cui viene garantita ogni transazione elettronica, anche on line, grazie ad un efficiente servizio di garanzia e antifrode. Di grande utilità è la possibilità di accedere ai diversi strumenti di rateizzazione e pagamenti differiti. Non ci sono costi sull’imposta di bollo per quanto riguarda l’emissione dell’estratto conto. L’assistenza clienti poi, è attiva 24 ore su 24. Il rimborso avviene tramite saldo o rata fissa, secondo le esigenze del cliente, che può gestire tutte le attività del servizio offerto tramite strumenti di home banking, e non c’è nemmeno bisogno di cambiare conto corrente bancario. Per richiederla serve essere cittadini dell’Unione europea, essere residenti in Italia, naturalmente essere maggiorenni e avere un conto corrente bancario nonché postale.

Sulla stessa scia il colosso del credito e dei servizi finanziari American Express, grazie al prodotto denominato Blu American Express. Questa carta di credito è particolarmente flessibile, perché permette di fare acquisti liberamente senza nessun tipo di limitazione sui costi e le modalità. Basta telefonare per riferire se si preferisce pagare subito o in modalità rateale. La linea del credito è altamente personalizzata, poiché se ad ogni spesa il credito scende, il fido si ricarica tramite le rate prestabilite a seconda delle diverse esigenze del periodo. La Blu American Express si distingue poi per la non responsabilità per l’uso di terzi, la sostituzione gratuita in caso di furto o smarrimento, il programma di rimborso sugli acquisti di non soddisfazione, gli svariati e sempre più utili servizi su internet.

Assicurazioni prestiti auto

Luglio 22, 2010

Nell’acquistare un’automobile, l’acquirente può disporre di un finanziamento a copertura parziale del costo totale della vettura. Per vedersi però concesso il prestito, il consumatore che ne fa richiesta, deve farsi però carico delle coperture assicurative sul veicolo. Coperture che serviranno come rimborso al finanziatore nel caso in cui l’auto venga rubata, danneggiata, incendiata, e via discorrendo per la lista dei sinistri coperti dalle assicurazioni per auto.

Il finanziamento per l’acquisto delle automobili, infatti, è un prestito finalizzato. Ciò vuol dire che il cliente di un concessionario può avvalersene solo per lo scopo preposto, e la somma eventualmente concessa, non viene erogata direttamente a lui, ma all’esercente commerciale convenzionato. Il meccanismo, quindi, prevede che l’utente si rivolge al rivenditore per acquistare una autovettura. Nuova oppure usata o chilometri zero. L’esercente proporrà uno dei tanti prodotti finanziari disponibili. Avrà facoltà di farlo perché avrà preventivamente stipulato specifici accordi e convenzioni con le società creditizie o gli istituti finanziari preposti a tali funzioni.

Proposto il finanziamento, con funzione di mediazione creditizia, il concessionario si fa carico si tutte le operazione burocratiche che seguono la richiesta all’ente finanziatore: compilazione della domanda, raccolta dei documenti necessari e così via.

Dopo aver visualizzato la documentazione, l’istituto finanziario decide sulla possibilità di procedere con il finanziamento oppure no. E questo sulla base di diversi parametri e giudizi, ovviamente economici e finanziari. Nel caso di accettazione della domanda di finanziamento, l’ente pagherà il costo parziale dell’automobile direttamente al concessionario. Solitamente tale somma non può essere superiore all’80% del valore totale dell’acquisto. Il rivenditore, da parte sua, riceverà un compenso commisurato all’entità dell’acquisto, direttamente dall’ente che eroga il finanziamento, e che quindi anticipa il cliente nel pagamento della vettura. Percepisce, cioè, una parcella, una provvigione per aver procacciato un affare, avendo fatto le funzioni di un mediatore creditizio.

A questo punto il cliente, secondo le disposizioni contrattuali accettate a monte di questo procedimento, dovrà rimborsare nel tempo il costo del capitale anticipato. Tale quota capitale, ovviamente, sarà maggiorata dalle spese di gestione nonché dai tassi di interesse applicati al finanziamento. Tali tassi, in particolare, dipenderanno da diversi fattori, tra cui, essenzialmente: la somma del capitale totale, la durata del finanziamento, l’entità delle rate, la formula del rimborso e le sue modalità operative.

Questi, quindi, sono i guadagni che l’istituto percepirà a fronte dell’anticipo versato per l’acquisto, che a questo punto lascia fuori l’esercente commerciale venditore del bene (che potrebbe, in altri casi, ad esempio essere un servizio). Ma oltre ai requisiti economici e di affidabilità richiesti al consumatore acquirente, l’ente creditizio (il creditore), chiede al suo debitore altre garanzie specifiche: quelle assicurative.

L’ente finanziatore, cioè, pretende che l’acquirente dell’auto abbia stipulato quanto meno la copertura assicurativa per la responsabilità civile (d’altronde prevista ed imposta dalla legge). Questo perché in caso di incidente, l’indennizzo assicurativo va poi ad essere liquidato dal finanziatore, quanto meno per la quota del finanziamento concesso, proporzionalmente allo stato del pagamento a rimborso effettuato, fino al momento critico, da parte del debitore. Il resto, eventualmente, spetta di diritto all’acquirente del mezzo.

Si tratta, insomma, di una ulteriore rassicurazione sul pagamento, nei confronti di chi ha concesso il denaro, in anticipo, per comprare l’automobile. Ma nel caso in cui l’indennizzo assicurativo non sia sufficiente a rimborsare la quota per l’estinzione anticipata, allora sarà il cliente a dover provvedere al pagamento corrispondente.

Accanto alla copertura assicurativa RC – responsabilità civile, alcune finanziarie richiedono coperture aggiuntive e speciali. Tra queste si segnalano la copertura assicurativa per il furto e gli incendi, quelle che coprono eventuali insolvenze nel caso in cui il cliente deceda, diventi invalido o disoccupato. Meno frequentemente viene richiesta una ipoteca sull’automobile.

Focus: carte di credito

Luglio 21, 2010

La carta di credito è uno degli strumenti di pagamento più diffuso al mondo. Essa è innanzitutto una valida e soprattutto comoda alternativa al denaro contante, che viene per questo sostituito da una semplice carta plastificata che ha uno speciale dispositivo tale da riconoscere tutti quelli che sono i dati necessari del cliente nonché dell’istituto finanziario o di quello bancario che emette tale carta.

Tali carte di credito sono collegate necessariamente ad un conto corrente bancario, cioè può richiederle chi ne possiede già uno, e il loro scopo è quello di dare all’utente in questione un credito virtuale – per il cliente stesso ma ovviamente non per la banca o l’istituto creditizio – da poter essere utilizzato in tutti i pagamenti elettronici tramite POS (ovvero l’apparecchio elettronico che consente di effettuare materialmente il pagamento tramite una carta magnetica che può essere, appunto, una carta di credito), quelli su internet compresi e le ricariche telefoniche incluse. Inoltre, con tale strumento, è quindi possibile prelevare denaro in contante quando se ne necessita.

Il meccanismo di credito è molto semplice. La banca, o l’istituto di emissione, stabilisce, insieme al cliente e alla tipologia di contratto che viene stipulato, un credito mensile a cui esso può attingere liberamente, senza dover dare nessuna giustificazione a chi gliela concede sull’utilizzo che ne viene effettuato. Questo credito mensile, il cui tetto massimo è definito plafond (il cui minimo, invece, si aggira intorno alle 800 euro, ma questo dipende dai diversi istituti), viene poi recuperato il 15 del mese successivo direttamente sul conto corrente dell’intestatario, a sua volta direttamente connesso alla carta di credito.

Tale recuperò però, è maggiorato da un costo aggiuntivo, ovvero una quota minima mensile come corrispettivo per la concessione del servizio e quindi del credito, a sua volta maggiorato di una piccola quota che deriva dal tasso di interesse sul saldo che risulta ancora scoperto.

Le tipologie di carta di credito sono molteplici. Le più importanti sono: carta di credito a saldo, ovvero quella classica, particolarmente utile nei pagamenti rateali e di solito concessa come servizio complementare all’apertura di un conto. Di norma non ha un costo fisso o particolarmente elevato. C’è poi la carta di credito revolving, che oltre a essere utilizzata nei pagamenti rateizzati, permette di costituire un fido, e cioè una somma scoperta. Quella co-branded, invece, è più che altro uno strumento di marketing e fidelizzazione, poiché il funzionamento è uguale a quello di una revolving bancaria, ma è emessa da una banca in partnership con una azienda terza.

La carta di credito si pone come uno strumento molto comodo soprattutto per le rateizzazioni commerciali e finanziarie, il pagamento e l’utilizzo del credito all’estero (senza per questo dover cambiare valuta e solitamente potendo usufruire di regimi di cambi particolarmente vantaggiosi grazie alle convenzioni bancarie a cui si ha ovviamente e solo in questo modo accesso). La loro sicurezza è invece garantita dal codice PIN, che è strettamente personale e senza di esso il pagamento non può avvenire.

La carta di credito si distingue dal classico bancomat per una sostanziale differenza. Se le funzioni sono sostanzialmente uguali, e cioè quelle di permettere pagamenti elettronici presso negozi convenzionati e ritiro di contanti presso specifici sportelli bancomat, la differenzia sostanziale è che quella bancomat è invece una carta di debito, senza un plafond assicurato. Inoltre, solitamente, nei pagamenti rateizzati, vengono accettate solo le carte di credito proprio per la loro maggiore sicurezza e affidabilità.

Chrysler e la promozione soddisfatti o rimborsati

Luglio 14, 2010

Chrysler Group LLC sta lanciando negli Stati Uniti, ma potrebbe farlo presto anche in Italia, una nuova promozione che permette ai clienti di restituire le auto comperate entro 60 giorni se non soddisfatti dell’acquisto, quasi come se si trattasse di un autonoleggio.  L’azienda automobilistica di Detroit inoltre , all’interno di questo piano di incentivi pagherà le prime due rate mensili fino ad un massimo di 1.000 dollari (fino a 500 dollari al mese) sul prezzo d’acquisto. Continua a leggere: Chrysler e la promozione soddisfatti o rimborsati

Cosa significa mutui on-line

Luglio 13, 2010

Come ogni cosa che riguarda il caotico ma delle volte salvifico mondo di internet, anche la voce mutui on-line provoca spesso alcune perplessità.

Continua a leggere: Cosa significa mutui on-line

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