Mutui : aumentano i tassi di interesse

gennaio 13, 2012

Nello scorso mese di novembre  2011 i tassi medi sui finanziamenti ipotecari per la prima casa sono aumentati attestandosi al 3,98% rispetto al 3,81% del mese precedente. Infatti,  la crescita del costo del denaro è frutto dell’aumento della commissione fissa bancaria sui mutui casa, il cosiddetto spread che risente a sua volta delle pressioni sul debito pubblico italiano. La conseguenza di tutto ciò è che in una fase di inasprimento del costo del mutui come quella attuale il fattore chiave è dato dall’importo della rata da pagare. La scelta consigliabile di norma è quella di puntare su un mutuo con una rata che sia mensilmente pagabile in maniera “agevole” per poi non rischiare nel futuro l’insolvenza.

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Casa : aumentano le ipoteche

novembre 29, 2011

In tempi di crisi,  la casa resta un’ancora di salvataggio, sia come base per nuovi investimenti, sia come risorsa per far fronte alle necessità più ingenti. A darne ulteriore conferma è Mutui.it che ha esaminato oltre 25.000 preventivi di mutuo compilati sul sito negli ultimi mesi, scoprendo che il 4% delle domande riguarda la richiesta di mutuo liquidità. Si tratta di una tipologia di finanziamento che permette di disporre di un capitale elevato (almeno 50.000 euro) senza doverne giustificare l’impiego. Le motivazioni di base sono diverse: interessa chi deve affrontare spese non previste, chi vuole aiutare i figli a comprare casa o a studiare, chi punta ad investimenti nel mattone all’estero – e preferisce gestire il mutuo con una banca italiana – e chi ha bisogno di una grossa somma, ma vuole evitare i tassi d’interesse (più elevati) dei prestiti personali. Condizione necessaria per l’ottenimento del mutuo, però, è che l’immobile da impegnare non abbia già ipoteche in essere.

Nello specifico, la richiesta media per questo tipo di finanziamento è di 116.000 euro, pari al 48% del valore dell’immobile che si intende ipotecare.  Il mutuo liquidità è legato anche alla professione del richiedente: un lavoratore dipendente può, nella maggior parte dei casi, ipotecare fino al 70% del valore dell’immobile; un libero professionista, invece, non può andare oltre al 50% del valore. Le domande di preventivo giunte al sito rispecchiano questa diversità di trattamento: ben il 76% del totale arriva da lavoratori a tempo indeterminato, i liberi professionisti sono il 17%.

Mutui : fuori dalla portata dei giovani del Sud

novembre 8, 2011

Ad incontrare maggiori difficoltà nell’acquisto di una casa sono purtroppo  i giovani del Sud Italia e la situazione peggiora se a richiedere il mutuo è una ragazza. Questo è l’identikit di chi fino ad adesso ha pagato in maggior misura la crisi economica e sembra essere ai margini della società.

La realtà è stata confermata da un’analisi  condotta da  Mutui.it che, esaminando le domande di mutuo per la prima casa giunte negli ultimi mesi dalle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, ha rilevato che meno del 3% delle istanze originate dagli under 30 domiciliati in quelle zone viene accettato
Le cause risiedono nell’assenza di contratti di lavoro solidi e nella non disponibilità di un garante, un cointestatario e nella bassa sicurezza creditizia. A penalizzare i giovani del Meridione è anche il potere d’acquisto, che li obbliga loro a vivere con meno di mille euro al mese e con contratti di lavoro precari.

Mutui e prestiti : le famiglie rallentano

ottobre 24, 2011

Brusca frenata da parte delle famiglie italiane,  di mutui (-23%) e prestiti (-10%) nel mese di settembre. I dati arrivano da una elaborazione di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di linee di credito. La richiesta di mutui ipotecari continua il suo calo rispetto ai corrispondenti mesi del 2010 e, a settembre, registra un -23% (dato ponderato sui giorni lavorativi), che segue un semestre in cui la decrescita è risultata sistematicamente in doppia cifra. Anche la domanda di prestiti,  torna a scendere, rispetto al corrispondente periodo 2010, segnando un -10% a parità di giorni lavorativi.
Da quanto emerge dal barometro Crif, lo scenario non muta se si ragiona sul dato aggregato dei primi tre trimestri. Nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, il decremento complessivo della domanda di mutui ipotecari è stato del -11% rispetto all’analogo periodo del 2010 e anche il confronto con gli anni precedenti mostra «una significativa» contrazione dei volumi delle richieste. Analogamente la richiesta di prestiti, nell’aggregato di personali e finalizzati, nei primi tre trimestri del 2011 ha fatto registrare una diminuizione  del -3% rispetto ai volumi dello stesso periodo 2010, che a sua volta aveva fatto segnare un -4% nei confronti del 2009. In particolare per quanto riguarda la distribuzione delle richieste di mutui per fasce di durata, si conferma la crescita della quota di domanda nelle classi tra i 20 e i 30 anni, che nei primi 9 mesi del 2011 rappresentano quasi il 51% della domanda complessiva. È ancora la classe di durata compresa tra i 25 e i 30 anni a essere quella maggiormente preferita dalle famiglie italiane (30,9% del totale). Relativamente alla distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo, invece, continua la crescita della quota di domanda nelle fasce più basse e si registra un ulteriore calo dell’importo medio calcolato sulla totalità dei primi nove mesi dell’anno, con 136.900 euro contro i 139.600 euro del pari periodo 2010. Relativamente ai prestiti, sia quelli personali sia quelli finalizzati a settembre hanno fatto segnare un calo delle richieste, anche se di entità differente: i prestiti finalizzati, infatti, registrano un -6% contro il -3% dei prestiti personali, arrivando rispettivamente ad un complessivo -14% e -5%, ponderato sui giorni lavorativi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Mutuo Banco Posta : mutuo ancora più leggero

luglio 15, 2011

Fino al prossimo 31 luglio il Mutuo BancoPosta sarà ancora più leggero, poiché le spese di istruttoria e perizia saranno gratuite. In base alla nota diffusa da Poste Italiane, si apprende che la promozione sarà applicabile a tutte le richieste di mutuo.

Il mutuo viene reso disponibile per tutti i cittadini italiani e stranieri che abitano in Italia , per i lavoratori a tempo indeterminato, ed i lavoratori autonomi. Con la crisi sempre più forte, il mutuo BancoPosta è riuscito ad affermarsi in breve tempo come un’opportunità affidabile per il cliente e può essere utilizzato da chi ha intenzione di acquistare o ristrutturare una casa ma anche per poter surrogare un precedente mutuo.

Affitti, prestiti e bollette pesano sugli italiani

maggio 9, 2011

Sfratti, pignoramenti, esecuzioni immobiliari. Il vocabolario della famiglia italiana in tempi di crisi, si declina (anche) in tribunale, purtroppo.  Negli ultimi tre anni, i dati raccolti nelle cancellerie hanno registrato un continuo peggioramento: procedimenti in crescita a doppia cifra e privati sempre più in difficoltà con il pagamento dell’affitto, del mutuo, dei prestiti al consumo.

«La situazione è molto variegata e si presenta sostanzialmente a pelle di leopardo, anche in base alla situazione economica dei singoli territori, alcuni dei quali danno segnali tendenzialmente di uscita dalla crisi e altri no», osserva Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, la principale associazione dei proprietari. Anche perché, sempre più spesso, a fare la differenza sono le specificità locali: «Rileviamo una minore tensione nelle grandi città – aggiunge Sforza Fogliani – mentre la situazione è diversa, e persino opposta, nei piccoli centri, in particolar modo per quelli interessati da crisi aziendali rilevanti». Che la situazione non possa dirsi avviata alla normalità lo confermano anche le stime del Sunia, sindacato inquilini, che prevede 200mila sfratti per morosità emessi in tutta Italia nei prossimi tre anni, dopo i 150mila registrati tra il 2008 e il 2010. Le risultanze delle aule di giustizia possono essere incrociate anche con le rilevazioni sulla qualità del credito alle famiglie condotte da Crif. Il calo di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari – così come quello dei decreti ingiuntivi, che interessano in parte anche i privati – è stato “anticipato” dall’andamento del tasso di default (cioè di insolvenza) delle famiglie. Quando il tasso diminuisce, il credito diventa più affidabile e il contenzioso in tribunale diminuisce. A giugno del 2008 i default riguardavano il 2,3% dei finanziamenti al consumo, mentre a dicembre erano arrivati al 3,2%, per poi scendere al 2,9% a settembre del 2010. Un andamento positivo, dunque, che però non consente di dire che il peggio è alle spalle. Secondo Enrico Lodi, direttore generale credit bureau services di Crif, nei prossimi anni ci sarà «uno scenario caratterizzato da un’ulteriore emersione di sofferenze nel biennio 2011-12, sebbene a ritmi progressivamente ridotti».

2010 : Boom di mutui

maggio 3, 2011

Boom di mutui nel 2010. Lo scorso anno le richieste di prestiti per comprare casa sono aumentate, crescendo del 11.49% rispetto al 2009.

Lo rivelano i dati divulgati dalla Tecnocasa, i mutui sono statio concessi per 56.914,32 milioni di euro in tutto l’anno passato. Un dato senza dubbio incoraggiante e che si associa all’altro dato roseo: il 31.7% degli italiani infatti, con denaro da investire confida di volersi lanciare nel mercato immobiliare (recenti dati Censis – Confcommercio).

Un’altra buona notizia, per chi invece intende  spostarsi all’ estero, è la prospettiva di rendita di un immobile a Berlino. Proprio così: comprare casa nella capitale della Germania si prospetta come un ottimo acquisto a scopo investimento: prezzi bassi e buone rendite medie.

Mutui : famiglie in difficoltà

aprile 12, 2011

In Italia, una famiglia su quattro è in difficoltà nei pagamenti delle rate del mutuo. L’allarme arriva dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Regionale sul Costo del Credito (Orcc), promosso da Caritas Italiana e Fondazione Culturale Responsabilita’ Etica. Sono dunque a rischio il 24,7 per cento delle famiglie. La sofferenza domestica aumenta a causa del peso rilevante da sostenere per tariffe e bollette, che si sommano alle rate del mutuo, così quasi il 50 per cento dei nuclei familiari deve versare il 30 per cento del proprio reddito per la casa.

I soggetti piu’ a rischio sono le famiglie mononucleari e le famiglie composte da un adulto e da uno o piu’ figli”. Il rischio aumenta se il genitore è lavoratore autonomo o in cerca di un’occupazione.
Le famiglie piu’ a rischio abitano in Liguria, Abruzzo, Molise, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda le famiglie in affitto, l’analisi denota “una maggiore vulnerabilità che si presenta nell’accesso al credito e nella sostenibilità economica dell’indebitamento”. Emerge, ad esempio, che l’incidenza media sul reddito delle spese di gestione e’ lievemente superiore nelle famiglie in affitto (8,8 per cento contro 7,9), confermando “una situazione piu’ sfavorevole per chi abita in affitto”.
L’incidenza delle spese di gestione tende ad aumentare negli anni successivi al 2007 a causa “dell’aumento dei prezzi e delle tariffe delle voci di spesa comprese (elettricita’, riscaldamento).
Tra le famiglie maggiormente penalizzate si trovano anche in questo caso quelle unipersonali e monogenitoriali, con l’incidenza della spesa sul reddito intorno al 12 per cento, nettamente superiore alla media complessiva.

Case: sale la rata del mutuo

aprile 10, 2011

Il rialzo del costo del denaro deciso dalla Bce, interesserà 2.233.000 famiglie italiane titolari di un mutuo casa a tasso variabile e si tradurrà in un incremento medio annuo di 132,4 euro.

La stima arriva dalla Cgia di Mestre che evidenzia come le famiglie più colpite saranno quelle del Centrosud: in particolare quelle che abitano, nella provincia di Pescara (+207,7 euro), di Cagliari (+ 204,9 euro), di Roma (+203,4), di Sassari (+ 201,6) e Napoli (+198,7).
Le meno investite dagli aumenti, invece, saranno le famiglie che risiedono nelle nuove province sarde: Carbonia-Iglesias (+29,7), Medio Campidano (+23) e Ogliastra (+15).
La Cgia di Mestre fa notare che su 3.350.000 famiglie italiane con un mutuo casa, circa due su tre hanno in essere un mutuo a tasso variabile, e quindi saranno interessate dal provvedimento.
Attualmente, la rata media a livello nazionale è pari a 713,8 euro che, con l’aumento medio di 132,4 euro, porterà la rata media annua a pesare sui portafogli delle famiglie italiane per 724,8 euro.

Prestiti erogati

aprile 7, 2011

Le centrali di rischio finanziario sono banche dati che si occupano di raccogliere informazioni relative alla situazione dei prestiti erogati, sia a privati sia a imprese, e la loro restituzione. Queste informazioni vengono raccolte al fine di determinare il grado di rischio o le probabilità di insolvenza di tutte le persone che richiedono qualsiasi tipologia di prodotto finanziario. Queste informazioni sono accessibili a tutte le banche e istituti eroganti nel momento in cui devono concedere un prestito oppure no.

In generale le centrali di rischio possono essere di 3 tipi:

- Pubblica, ovvero quella gestita direttamente dalla Banca d’Italia e riguarda solo i finanziamenti di importi che superano i 75 mila euro.

- Gestita dalla Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) sotto la supervisione della Banca d’Italia per finanziamenti dai 30 mila ai 75 mila euro.

- Private, regolarizzate solo nel 2004 e che riguardano importi inferiori ai 30mila euro. Prima di questa data, i dati dei cattivi pagatori venivano conservate per più di 5 anni; attualmente invece la tempistica massima si è ridotta a tre anni.

In Italia, a gestire l’intera mole di informazioni raccolte è il CRIF, una società privata che registra tutti i movimenti relativi ai prestiti personali e ai finanziamenti. La CRIF, non è semplicemente un archivio di “cattivi pagatori”, ma di tutti coloro che richiedono un prestito, anche di quei finanziamenti rimborsati puntualmente.

Nel caso in cui si è stati segnalati come “cattivi pagatori” ci sono grandi possibilità di vedersi negata la richiesta di un nuovo prestito. Le banche negheranno facilmente l’accesso al finanziamento o chiederanno delle garanzie aggiuntive come la firma di una terza persona.

Per quel che riguarda la cancellazione della banca dati, è possibile effettuarla in qualsiasi momento se si è stato un pagatore regolare, cioè nel caso in cui i prestiti siano stati rimborsati puntualmente; è possibile richiedere la cancellazione dei dati della banca dati ma, in questo caso, non è conveniente perché uno storico positivo in questi archivi rappresenta una garanzia per gli istituti eroganti che potrebbero concedere prestiti maggiormente convenienti. Nel caso in cui si tratta di segnalazioni per insolvenze o ritardi nei pagamenti, la cancellazione dei dati avviene in modo automatico in base a diverse tempistiche:

- Nel caso di ritardo di una o due rate, i dati vengono cancellati dopo un anno dall’estinzione del prestito

- Nel caso di ritardi di più di 2 rate, i dati vengono cancellati automaticamente dopo 2 anni dalla regolarizzazione

- Nel caso in cui i ritardi non vengono sanati, la cancellazione dei dati avviene dopo 3 anni dall’estinzione del prestito

Come abbiamo appena visto, non è facile ottenere un finanziamento se si è stato segnalato nella CRIF, ma non è neanche impossibile. Infatti, esistono alcune tipologie di finanziamenti accessibili anche ai “cattivi pagatori” come la cessione del quinto dello stipendio. Un prestito personale riservato a dipendenti e pensionati nel quale non viene valutata la solvibilità dei richiedenti.

Jessica Parra | Cessione Quinto INPDAP.

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