Meno cinema e più discount: Italia in crisi

maggio 2, 2012

La crisi economica incide sulla spese di tutti i giorni. Meno cene al ristorante, un taglio ai film visti al cinema, ai viaggi in macchina. E sempre più discount e low cost. Ecco il quadro dell’Italia 2012 fotografato da un’inchiesta del Sole24Ore. La crisi che colpisce il nostro paese da ormai cinque anni sta cambiando radicalmente le nostre abitudini. A partire dalla spesa al supermercato.

Stando ai dati di Assolowcost sempre più italiani fanno spesa al discount. E spesso, per risparmiare, fanno tutto online. Tra le prime voci da sacrificare compare poi la macchina. La colpa è anche del caro benzina, con la super a un passo dalla soglia di due euro al litro. Si comprano macchine come 30 anni fa e si usa sempre di più l’ autobus. La vita è low cost non solo al supermercato ma anche nella salute e nel tempo libero. Lo dimostra la crescita delle prestazioni a basso costo: sempre secondo Assolowcost il valore della sanità a prezzi solidali è arrivato a 10 miliardi di euro. Si tratta di professionisti che fanno risparmiare all’utente dal 30 al 60%. A soffrire di questi speciali “sconti” sono soprattutto i dentisti: secondo l’associazione di categoria i loro ricavi nel 2011 sono calati del 46%.Se da un lato si cerca di spendere meno, dall’ altro si cerca di guadagnare di più. Ecco spiegato il boom dei “compro oro”, raddoppiati in Italia negli ultimi due anni e arrivati a 28mila. Lo stesso avviene per la diffusione di gratta e vinci e video lotterie, aumentati del 55% rispetto al 2011.

Pensionati Italiani: i più poveri d’ Europa

aprile 30, 2012

I pensionati italiani si confermano i più poveri d’Europa. Dal 1993 ad oggi il potere d’acquisto di chi percepisce una pensione medio/bassa è calato di oltre il 50%. Lo afferma purtroppo  l’Istat che ha diffuso i dati  che vedono 7,6 milioni di pensionati, il 45,4% del totale, ricevere pensioni inferiori ai 1.000 euro. A pesare  su questa grave situazione è soprattutto la pressione fiscale, che nel nostro paese resta troppo alta, mentre altri paesi europei non prevedono alcuna tassazione sulle pensioni. A peggiorare la situazione le ultime misure introdotte in Italia, che hanno determinato un aumento dei prezzi e delle tariffe e una conseguente perdita del potere d’acquisto, già crollato negli ultimi anni.

Nel 2010 quasi la metà dei pensionati, 7,6 milioni, il 45,4% del totale, ha ricevuto pensioni (una o più prestazioni) per un importo medio totale mensile inferiore a 1.000 euro. Per 2,4 milioni (14,4%) le prestazioni non superano i 500 euro. Il 14,4% dei pensionati, circa 2,4 milioni, riceve meno di 500 euro mensili; il 31%, 5,2 milioni di individui, tra i 500 e 1.000 euro, il 23,5% tra 1.000 e 1.500 euro e il restante 31,1% più di 1.500 euro. Tra i pensionati le donne, che ne rappresentano il 53%, percepiscono assegni d’importo medio pari a 12.840 euro, inferiore del 30,35% rispetto ai 18.435 euro degli uomini. Il 54,9% delle donne riceve meno di mille euro, a fronte di una quota del 34,9% tra gli uomini.

Stage: il rimborso spese diventa obbligatorio

aprile 27, 2012

Il governo Monti, in questi giorni, introdurrà alcune norme per evitare che gli stage in azienda vengano classificati come collaborazioni gratuite. In tale ambito, qualche novità per ridurre gli abusi e inserire maggiori diritti per gli stagisti. Troppo presto, ad ogni modo, per poter tirare un sospiro di sollievo sulla sorte – non certo felice – degli stagisti. Il governo dovrà infatti innanzitutto vedersela con le Regioni, che rivendicano la propria competenza su una materia da sempre considerata molto difficile. Se le intenzioni dell’esecutivo verranno confermate, tuttavia, presto potrebbe essere raggiunto un importante accordo per introdurre il principio secondo cui lo stagista ha sempre diritto a ricevere (almeno) un rimborso spese.

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Crisi: si sente sulle tavole italiane

aprile 26, 2012

Fotografia allarmante della Cia-Confederazione italiana agricoltori sugli acquisti alimentari delle famiglie italiane. In base agli ultimi dati quattro famiglie su dieci tagliano la spesa: il 60 per cento cambia addirittura menù, mentre il 35 per cento è costretto a optare per prodotti di qualità molto bassa. Analoga la percentuale di chi si rivolge agli hard discount (i cui acquisti nel 2011 sono cresciuti di oltre 3 per cento) o guarda esclusivamente alle promozioni commerciali. Sul fronte dei tagli – rileva la Cia – si riscontra, in particolare, che negli ultimi dodici mesi il 41,4 per cento delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37 per cento quelli di pane e il 38,5 per cento quelli di carne bovina.

Se, invece, si analizza la ripartizione geografica, si rileva – sostiene la Cia – che nelle regioni del Nord il 32 per cento delle famiglie ha limitato gli acquisti (il 39 per cento ha ridotto le voci pane e pesce); in quelle del Centro la percentuale di chi ha tagliato i consumi sale al 37 per cento (il 38 per cento ha ridotto il pane, il 46 per cento il pesce, il 35 per cento la carne bovina). Mentre nelle regioni del Sud si arriva al 49 per cento (il 38 per cento ha ridotto il pane e il 48 per cento la carne bovina). Per quanto riguarda la scelta di prodotti di qualità inferiore, l’orientamento delle famiglie, a livello nazionale, ha riguardato – afferma ancora la Cia – il pane per il 40,2 per cento, la carne bovina per il 46,2 per cento, la frutta per il 44,5 per cento, gli ortaggi per il 39,7 per cento, i salumi per il 32,5 per cento.

Allarme lavoro: i disoccupati non lo cercano. Ecco gli “scoraggiati”.

aprile 24, 2012

La crisi economica ha coniato un nuovo termine, per definire chi un lavoro non c’è l’ha, oppure lo ha perso e non riuscendo a trovarne uno nuovo non lo cerca più per disperazione. Si chiamano purtroppo gli  “scoraggiati” , e sono quei 2 milioni 897 mila (+4,8%, pari a 133 mila unità in più su base annua) di italiani che non cercano lavoro ma sono disponibili a lavorare. Un livello record dal 2004 spiega l’Istat che fotografa un Paese che accresce il suo disagio, in maniera quasi esponenziale.

Guardando al confronto con l’Ue, l’Istat spiega che si trovano in Italia un terzo dei circa 8,6 milioni di individui che nei paesi dell’Unione europea dichiarano di non cercare lavoro ma di essere disponibili a lavorare, a fronte di poco più del 9% dei disoccupati italiani sul totale dei disoccupati Ue. Anche in rapporto alle forze di lavoro, questo gruppo di inattivi è in Italia di gran lunga superiore quello Ue: l’11,6% in confronto al 3,6%. Peraltro, percentuali molto contenute emergono in numerosi paesi tra i quali Francia (1,1%), Grecia (1,3%), Germania (1,4%) e Regno Unito (2,4%). Quanto alle differenze tra la componente femminile e quella maschile, l’Istituto di statistica fa sapere che in quasi tutti i paesi dell’Unione europea, le donne inattive disponibili, in rapporto alle forze lavoro, sono di più rispetto agli uomini, come era prevedibile. Tuttavia nel nostro Paese il divario è ancora  più ampio: il 16,8% delle donne rispetto al 7,9% degli uomini (4,5% a fronte del 2,8% nell’Ue).

Imu: ancora novità

aprile 23, 2012

Cambiano ancora le norme sull’ Imu, infatti negli ultimi giorni, le notizie sono sempre poco complete, in quanto le modifiche al decreto sono ancora in corso. Le ultime riguardano sempre il pagamento. I cittadini infatti,  potranno scegliere se pagare la tassa in due o tre rate. Lo prevede un sub emendamento al decreto legge di semplificazione fiscale, approvato dalla commissione finanze della Camera.

Secondo questa novità introdotta nel decreto,  il contribuente entro il 16 giugno 2012, scadenza della prima rata, potrà decidere se pagare il 33%, e avere altre due rate (a settembre e dicembre), oppure pagare il 50% e avere una seconda e ultima rata a dicembre. La novità riguarda solo l’ Imu sulla prima casa e sulle pertinenze. L’ Imu potrà essere pagata anche mediante bollettino postale e non solo attraverso l’F24, ma solo dal 1 dicembre 2012. I Comuni inoltre,  potranno agevolare, come una abitazione principale, la casa posseduta da cittadini italiani non residenti nel territorio italiano, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata. Il testo in Commissione prevede anche che nel caso di separazione o divorzio che  l’imposta spetti al coniuge che abita la casa e dà la possibilità di versare tramite bollettino postale.

Comprare casa: i genitori aiutano i figli

aprile 20, 2012

Da un’indagine condotta da Casa.it emerge che in Italia due famiglie su tre si vedono costrette a sostenere i propri figli, in crescente difficoltà economica, nell’ acquisto della prima casa. La maggior parte dei giovani tra i 20 e i 35 anni, infatti, ricorre ai risparmi dei  propri genitori per potersi permettere di vivere da soli. I giovani infatti, a causa della crisi, per comprare il proprio immobile devono rifarsi al patrimonio familiare, qualunque sia il budget.

Il 28,5% è disposto a spendere tra i 100.000 e i 150.000 Euro, il 26,9% tra i 150.000 e i 200.000 Euro, mentre il 20,6% tra i 200.000 e i 300.000 Euro. Infine, solo il 6,3% si può permettere immobili dal valore di 400.000 Euro in su, mentre un più consistente 12,6% si oriente nella direzione opposta, cercando di non superare i 100.000 Euro. Ed  inoltre c’interroghiamo a questo punto  su chi ricadrà l’onere della maggiore tassazione immobiliare,  cioè l’ IMU, ormai sempre più imminente.  A pagare saranno ancora una volta  sicuramente, le famiglie o i figli con possibilità economiche.  L’effetto certo sembra essere  l’allungamento dei tempi di acquisto della prima casa e il conseguente aumento del gap con altri mercati europei dove la prima indipendenza viene raggiunta molto prima, essendo più alti gli stipendi.

Famiglie Italiane: per la crisi vendono oro e gioielli in Svizzera

aprile 18, 2012

La crisi avanza e le famiglie  italiane vendono  anche l’oro . Il 2012 non è iniziato nel migliore dei modi per il Made in Italy, le esportazioni non registrano più crescite a doppia cifra e su base mensile a stento si mantengono positive. Ma c’è un’eccezione: la fotografia dell’Istat sui flussi commerciali, aggiornati a febbraio, mostra come l’export si salvi soprattutto grazie alle vendite di prodotti in metallo verso la Svizzera.Una voce che fa registrare un aumento del 109,1% su base annua, trascinando la confederazione al primo posto tra i Paesi in cui le vendite crescono di più (+35,6%).

Con tutta probabilità l’Italia si sta liberando di una quantità di metallo prezioso che non può più permettersi. A causa della crisi sta aumentando il numero di coloro che decidono, per fare fronte alle spese quotidiane, di vendere i gioielli di famiglia. Ne è una prova il proliferare dei Compro oro. Collane, anelli, orecchini, orologi e quant’altro,  viene raccolto per poi essere trasformato in lingotti che nella gran parte dei casi prendono la strada della Svizzera, considerata un hub internazionale per l’oro.

Imu: si pagherà in tre rate, ecco le ultime novità

aprile 16, 2012

Apertura sul fronte dell’ Imu da parte del Governo. Il relatore della commissione Finanze alla Camera, che sta analizzando gli emendamenti al dl fiscale, ha annunciato che sarà proposta la divisione dell’ Imu in tre rate.  Lo ha detto Gianfranco Conte (Pdl), preannunciando il contenuto di un emendamento che presentera’, alla Commissione Finanze della Camera. La decisione ha il fine di alleviare il carico fiscale alle famiglie italiane alla luce della difficile situazione economica. È ancora da chiarire se la rateazione riguarderà solo le prime case o interesserà l’ Imu in generale e i tempi dei pagamenti. Possibilità di sconti potrebbero riguardare le case affittate a canone concordato e per le dimore storiche.

Nessuno sconto, invece, per le abitazioni degli anziani. Gianfranco Conte, parlando a margine dei lavori della Commissione Finanze sul dl fiscale, ha spiegato che il rischio e’ che un’agevolazione di questo genere ”spinga i familiari a mettere gli anziani nella casa di riposo” per usufruire della tassazione piu’ leggera sulla loro casa di abitazione.Altro stop arriva anche sulle modifiche per le fondazioni bancarie.

 

Tasse locali: salasso per gli italiani nel 2012

aprile 13, 2012

Italiani popolo di tartassati. I conti li ha fatti la CGIA di Mestre, che ha analizzato il “peso”, che ricade sui portafogli dei cittadini italiani, della pressione tributaria locale. Il risultato è  molto allarmante: al top della graduatoria riferita al 2011 troviamo Varese, con una pressione tributaria locale pro capite pari a 1.714 €; segue Lecco, con 1.681 €. Il gradino più basso del podio è occupato da ben 3 Comuni capoluogo con la stessa pressione tributaria locale pari 1.665 €. Stiamo parlando di Bergamo, Monza e Bologna.

Appena fuori dal podio si piazza Sondrio, con 1.650 € e di seguito, con lo stesso importo pari a 1.630 €, Rieti e Pavia. Chiudono la graduatoria nazionale 3 Comuni capoluogo del Sud: Caltanisetta, con 789 € pro capite, Agrigento, con 767 € e Lanusei, con 671 €. Questa è la  fotografia riferita al 2011, vale a dire immediatamente precedente alla “raffica” di aumenti che si è scatenata nel corso dell’anno con le due manovre d’estate approvate dal Governo Berlusconi (Dl 98/2011 e Dl 138/2011) e con il decreto “salva Italia” (Dl 201/2011). Ricordiamo, tra gli altri, l’introduzione dell’ IMU (estesa anche alle prime case e con l’aumento dei moltiplicatori da applicare alla rendita catastale) e l’aumento dello 0,33% dell’aliquota base dell’addizionale regionale IRPEF. Pertanto è certo che nel 2012 assisteremo ad una impennata impressionante della tassazione locale, con effetti per le casse delle Regioni,  degli Enti locali, e dei poveri cittadini.

 

 

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