Codice tributo 8911: come utilizzare il ravvedimento nel modello F24

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Il codice tributo 8911 è un codice utilizzabile nel modello F24 per poter versare le sanzioni per violazioni relative a imposte sul reddito, imposte sostitutive, Irap e Iva, dovute nell’ipotesi in cui il contribuente abbia scelto di ricorrere al ravvedimento, ovvero allo strumento che permette di regolarizzare la propria posizione in maniera spontanea e volontaria, correggendo tardive presentazioni della dichiarazione dei redditi o tardivi pagamenti di imposte. Ma come utilizzarlo? E come funziona l’istituto del ravvedimento?

Come utilizzare il codice tributo 8911

Per poter regolarizzare i propri tardivi versamenti è sufficiente effettuare il versamento della relativa sanzione (tra poche righe vedremo in che modo calcolarla) mediante il modello F24, e indicando nel codice tributo il numero “8911“, identificativo del provvedimento.

Cosa è il ravvedimento

Il ravvedimento è uno strumento che permette di regolarizzare la propria posizione di contribuente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Permesso a tutti i contribuenti, fino a poco tempo fa (prima dell’introduzione della legge di Stabilità 2015), il ravvedimento era consentito solamente se non fosse già stata constatata e notificata la violazione a chi l’aveva commessa, non fossero già iniziati accessi, ispezioni e verifiche, e non fossero iniziate altre attività di accertamento formalmente comunicate al contribuente, come ad esempio la notifica di inviti a comparire, la richiesta di esibizione di documenti, l’invio di questionari e altro ancora.

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Oggi queste preclusioni, in riferimento ai tributi che vengono amministrati dalla stessa Agenzia delle Entrate, non risultano più operativi. Rimane però fermo il fatto che il ravvedimento è sicuramente inibito dalla notifica degli atti di liquidazione e di accertamento. In ogni ipotesi, sia il versamento che la regolarizzazione non precludono certamente l’avvio o la prosecuzione di accessi, di ispezioni, di verifiche o di altra attività amministrativa, di controllo e di accertamento.

Come utilizzare il ravvedimento

Il ravvedimento può essere utilizzato attraverso il versamento, con modello F24 e codice tributo 8911:

  • Dell’imposta dovuta dal contribuente
  • Degli interessi, da calcolarsi sul tasso di interesse legale annuo, con decorrenza dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato, a quello in cui viene effettivamente eseguito
  • Della sanzione, in misura ridotta.

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A quanto ammonta la sanzione

Per quanto infine concerne la sanzioni, la stessa risulterà essere ridotta a:

  • 3%, nell’ipotesi in cui il tributo o l’acconto non pagati, vengono regolarizzati entro il termine di trenta giorni dalla data della violazione.
  • 1/9 del minimo, nell’ipotesi in cui la regolarizzazione avviene entro il 90mo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione o, se non è prevista dichiarazione, entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore.
  • 1/8 del minimo, nell’ipotesi in cui la regolarizzazione avviene entro l’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, o nell’ipotesi in cui non sia prevista alcuna dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore.
  • 1/7 del minimo, nell’ipotesi in cui la regolarizzazione avviene entro due anni dal momento in cui è stata commessa la violazione, o nell’ipotesi in cui non sia prevista alcuna dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore.
  • 1/6 del minimo, nell’ipotesi in cui la regolarizzazione avviene oltre due anni dal momento in cui è stata commessa la violazione, o nell’ipotesi in cui non sia prevista alcuna dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore.
  • 1/5 del minimo se la regolarizzazione degli errori o delle omissioni avviene dopo la constatazione della violazione.
  • 1/10 del minimo per l’omissione della presentazione della dichiarazione se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.

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Si ricorda inoltre che i contribuenti che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e di ritenute entro i 14 giorni successivi alla scadenza, è possibile ridurre ulteriormente la misura della sanzione: in particolare, la sanzione è ridotta allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento è effettuato entro i 14 giorni e allo stesso si accompagna quello spontaneo dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di 30 giorni dalla scadenza.