Iniziative regionali per i mutui per la casa

febbraio 10, 2010

Ottenere un mutuo non è una cosa semplice. Le banche chiedono sempre più garanzie e in un momento difficile per tutti anche gli istituti di credito sono più restii a concedere mutui: tanto ai privati quanto alle aziende. Il rischio della stretta sul credito, comunque, sembra ormai scongiurata dopo i difficili mesi tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, anche grazie a varie iniziative di enti locali ed istituzioni territoriali o di settore.

Tra le varie iniziative, più o meno locali che si segnalano in questo periodo, ve ne sono di varie ed efficaci. Innovative e molto vicine a quelle che sono le esigenze delle famiglie e dei singoli o delle giovani coppie che vogliono progettare una vita futura e quindi metter su famiglia. Vediamo, in particolare, alcune iniziative di questo genere, delineandone caratteristiche e condizioni principali.
Ad esempio, agevolazioni riguardano le famiglie liguri. La regione, infatti, ha messo a disposizione un fondo di oltre un milione e duecento mila euro per chi ha deciso di investire i propri risparmi o il proprio lavoro in un mutuo per la casa. Una iniziativa che, a leggere le statistiche del settore, si rende assolutamente necessaria, visto che se si legge il dato delle insolvenze, in questa regione è leggermente più alto rispetto alla media nazionale: in Liguria, quindi, questo dato ammonta all’1,8% dei mutui erogati, nel resto dell’Italia questo dato si ferma leggermente sotto, segnando un comunque non entusiasmante 1,6%.

Questo, almeno, per l’anno 2009. Per fare fronte a questa problematica, quindi, la regione ha messo a disposizione questo sostegno, anche grazie alla istituzione di una commissione che sta a capo del fondo di supporto, composta da rappresentanti di Filse, Regione Liguria, Abi (Associazione della banche italiane).
Oltre a questo possibilità, le cui modalità di accesso saranno presto annunciate dai soggetti in campo in questa iniziativa, c’è anche la proposta dell’Assoediliza, Achille Colombo Clerici, il quale, infatti, ha lanciato una proposta molto innovativa, ovvero concedere un mutuo a tasso zero per quei lavori di ristrutturazione della casa che vengono compiuti in un tempo di 6 mesi, o quanto meno finanziare i lavori che vengono effettuati in un periodo di tempo di tale lunghezza. Una ipotesi, secondo l’associazione, che va a valorizzare il così tanto famigerato piano casa tante volte annunciato dal governo.

Boom di richieste per la moratoria sui mutui

febbraio 5, 2010

È tempo di moratorie sui mutui, ed è subito boom di domande e richieste. L’iniziativa è di qualche mese fa, quando cioè, L’Associazione delle banche italiane – l’Abi – di concerto con varie associazioni di consumatori e di categoria, ha deciso di dare un po’ di respiro ai contraenti un mutuo: si tratti di consumatori privati come le famiglie o di piccole e medie aziende.

Con questa moratoria, in particolare, è possibile sospendere la rata del mutuo per un periodo di un anno. La moratoria, che partirà e sarà dunque operativa a partire da febbraio, è da richiedere entro il 31 di gennaio, ma le richieste hanno fatto il pienone praticamente subito. Vediamo alcuni dati reali pubblicati dalla stessa Abi.

Al 31 dicembre scorso, infatti,  sono state accolte ben 83 mila domande (su 117 mila presentazioni), per un totale di prestiti che ammonta a oltre 7 miliardi di euro. A comunicarlo, sui dati dell’Associazione bancaria d’Italia, è lo stesso dicastero del Tesoro, ovvero dal Ministero dell’Economia (presieduto dal Ministro Giulio Tremonti, il quale, naturalmente, ha personalmente sottoscritto la sospensione dei debiti a favore delle aziende). In particolare, si legge dal comunicato stampa che pubblica i dati: “Le domande di sospensione pervenute al 31 dicembre 2009 sono state circa 117.000, (+40% rispetto allo stock delle domande pervenute al 30 novembre)”.

E poi sottolineando il flusso veloce dell’accettazione delle richieste, si fa presente che i dati debbano essere considerati “Tenendo conto dei tempi di istruttoria (circa 30 giorni), sono già state accolte fino a dicembre 83.000 domande per circa 7 miliardi di euro di mutui e leasing sospesi”.
Tale iniziativa, quindi, ha un duplice obiettivo strategico. Se da una parte servirà alle aziende di tenere a freno le uscite di liquidità (problema principale della crisi economica), dall’altra consentirà alle stesse aziende di ricalcolare le stesse uscite, reinvestire in attività produttive e strategiche gli utili per ridare così slancio all’economia e quindi all’occupazione. Per gli effetti sociali ed economici di tale iniziativa, comunque, bisognerà attendere i dati di risparmio e investimento: nel medio e lungo periodo.

Abi: prestiti in aumento

gennaio 25, 2010

Buone notizie per i consumatori in questo periodo di lieve ripresa economica. Se, infatti, da più parti politiche, così come analisti, banche e istituti, o anche società di consulenza ritengono infatti che la crisi sta via via scomparendo, è anche vero che l’occupazione diminuisce (sono questi i risultati delle ultime indagini Istat, Ocse, Bce) e i consumi di certo non decollano.

Uno dei motivi di mancata ripresa dei consumi, strettamente collegata con la ripresa dell’occupazione, è anche la stretta – diretta o indiretta, volontaria o involontaria – che si è manifestata, negli ultimi anni, per quanto riguardo il credito al consumo: con alti e bassi, ovviamente.
Ma buone notizie, però, vengono divulgate dalla Associazione delle banche d’Italia, l’Abi, la quale sottolinea come nel secondo semestre del 2009, l’anno appena trascorso (turbolento da un punto di vista produttivo, consumistico, finanziario e industriale), ha fatto segnare, stando ai dati dei banchieri italiani sopra menzionati, segni di ripresa sia per quanto riguarda i prestiti che sono stati concessi alle imprese che per quanto riguarda i prestiti concessi alle famiglie o comunque ai singoli consumatori (il credito al consumo sostanzialmente).

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I tassi scendono, ma le difficoltà restano. Attesa per la moratoria.

dicembre 16, 2009

Può sembrare strano, ma dopo le bolle immobiliari, la crisi del settore finanziario e la generale sfiducia nel sistema creditizio, le famiglie italiane non riescono ad uscire da una situazione ormai incontrollabile e di difficile soluzione, almeno in una prospettiva di breve o medio periodo.

Gli analisti, nelle previsioni di medio raggio, infatti, non paventano soluzioni di sorta per la difficoltà di imprese e famiglie a far fronte all’acquisto di immobili, strumenti industriali, e così via.
In particolare, è ovvio, la situazione è benché pesante per le famiglie italiane, nonostante i tassi di interesse che si applicano ai mutui per l’acquisto della casa continuano a scendere e segnalano, nelle ultime rilevazioni tecniche, valori mai così in ribasso negli ultimi 15 anni. Questo, infatti, è ciò che emerge dal bollettino statistico in supplemento pubblicato dalla Banca d’Italia di via nazionale a Roma, governata da Mario Draghi, e che riguarda il mese di ottobre. Infatti, si legge dallo stesso, il tasso medio che è stato praticato alle famiglie italiane per acquistare – con dei prestiti bancari – la prima casa è stato il più basso da addirittura il lontano 1995: segnando, in particolare, una quota del 2,97%, vero e proprio record storico. A settembre, poi, lo stesso tasso medio era stato registrato su di una quota pari al 3,06%, risultato già di grande rilevanza, anche considerato il momento non propriamente roseo per tutto il settore e le tasche già di per sé martoriate degli italiani, che in qualche modo tentano di reagire alla crisi, ma gli effetti per il momento non è che siano ancora vistosi o strutturalmente rilevanti. Anzi, tutt’altro. E per far quindi fronte ad un calo perenne delle compravendite immobiliari – puntello necessario allo sviluppo sociale di un paese- l’Abi, ovvero l’associazione delle banche d’Italia, ha deciso di rendere operativa una moratoria che possa venire incontro a quelle che sono le esigenze dei consumatori italiani. Quando questo avverrà e in che modalità è ancora da definire, e non se ne verrà a capo se prima non saranno decisi punti stabili che possano dare il via all’accordo tra le parti chiamate in causa. In particolare, il principale scoglio, oltre alle questioni temporali di ammortamento o moratoria stessa (dovrebbe comunque essere di 12 mesi), va deciso quale debba essere il tetto dei mutui che in essa possano rientrare: fermandosi ovviamente alla prima casa: precondizioni necessaria e incontrovertibile. L’Abi ha proposto una cifra intorno ai 120-130 mila euro. I consumatori chiedono, invece, che venga fatto uno sforzo e tale cifra sia portata almeno a 150 mila euro.
Accordo invece sul ritardo di pagamento, che invece di 90 giorni – come inizialmente previsto – sarà esteso a 180.

Il “Piano famiglie” dell’Abi

novembre 18, 2009

L’ABI ha varato un provvedimento che rende possibile la sospensione della rata, per una durata di 12 mesi, nella restituzione di un prestito per l’acquisto della prima casa. Questo provvedimento, però, ha dei costi, ancora non ben definiti dall’ABI. Nel frattempo, sono le singole banche (come MPS, Monte dei Paschi di Siena) che hanno intrapreso la sospensione della rata in maniera autonoma già dallo scorso febbraio. dallABI sis aspettano anche delucidazioni circa le modalità di recupero degli interessi che, nonostante la sospensione, verranno maturati: questi potrebbero essere dilazionati durante un periodo di ammortamento e magari esser accompagnati da una ridefinizione della rata. Continua a leggere: Il “Piano famiglie” dell’Abi

Sgravi fiscali anche per le banche

ottobre 31, 2009

Anche le banche sono imprese e necessitano di liquidità. Le parole del Presidente dell’ABI, l’associazione bancaria italiana, Corrado Faissola, non lasciano molti dubbi. Le banche necessitano ancora di interventi forti e strutturati per avere liquidità. Continua a leggere: Sgravi fiscali anche per le banche

Mutuo alto? C’è il ricorso

ottobre 27, 2009

Vi sentite vittime del sistema? Il mutuo vi sembra opprimente? Niente paura: Bankitalia ha messo a punto un sistema che tutela coloro che hanno un mutuo troppo alto, e che a causa del suo importo rischia l’insolvenza, oltre al bilancio familiare…poco equilibrato. Bankitalia insomma, per rispondere a queste istanze, ha predisposto l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), figura già attiva ma di cui non si è parlato e che va a sostituire l’ex giurì bancario istituito dall’ABI anni fa. Questa figura del giurì comunque resterà attiva per i contenziosi in materia di investimenti, di solito competenza della Consob. Questa figura di riferimento per i mutuari è stata introdotta in seguito alla riforma per il risparmio, e ha il compito di rispondere a tutte le lamentele dei clienti che prima erano semplicemente ignorate. Continua a leggere: Mutuo alto? C’è il ricorso

Surroga mutuo e aumento importo

ottobre 5, 2009

Spesso si sente parlare di surrogazione del mutuo. In molti però non sanno di quale tipologia di operazione si tratta, quali sono le modalità e i costi che comporta. Per surrogazione si intende quell’operazione mediante la quale è possibile trasferire il proprio mutuo, acceso in un istituto di credito, presso un’altra banca che possa elargirci condizioni migliori riguardo le somme e gli interessi e soprattutto l’ammontare delle rate. Ora, è possibile trasferire il mutuo più di una volta? In tal senso, l’ABI, cioè l’Associazione Bancaria Italiana, ha siglato un accordo che prevede la possibilità di rinegoziare il mutuo più volte, sempre per incontrare condizioni quanto più favorevoli possibili al contraente del mutuo.  Continua a leggere: Surroga mutuo e aumento importo

Banche italiane: le più care

settembre 23, 2009

Direttamente da Bruxelles, un dossier che sta scuotendo le viscere delle banche dal profondo: in Italia, gli istituti di credito sono i più cari della vecchia Europa. L’accusa arriva direttamente dalla Commissione Europea, e sembra anche fondata. Dopo mesi e mesi di analisi, previsioni, dati, statistiche, la Commissione si è messa a fare i conti in tasca a tutti i risparmiatori dell’Unione europea, i numeri parlano chiaro e questi conti non tornano. E, anche sul lato della trasparenza, le banche italiane non sembrano proprio in regola coi parametri europei minimi richiesti. Continua a leggere: Banche italiane: le più care

I piccoli comuni sostengono il Prestito della Speranza

luglio 10, 2009

La CEI e i piccoli comuni italiani – con il patrocinio dell’Abi, l’associazione delle banche italiane – hanno raggiunto un importante accordo che vedrà l’erogazione di un prestito per le famiglie più disagiate, che per questo motivo è già stato battezzato prestito della speranza. Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, infatti, ha deciso di sostenere l’importante progetto ideato e lanciato dalla Conferenza Episcopale Italiana, ovvero la massima rappresentanza ecclesiastica e cattolica in Italia. Il Prestito della Speranza, che sarà reso operativo dal settembre del 2009, anche grazie al forte sostegno delle banche italiane (tramite l’associazione specifica Abi), si pone come un fondamentale progetto di microcredito, con l’obiettivo dichiarato di venire incontro alle necessità familiari più incombenti, sopratutto per quelle che più di tutte stanno subendo i gravi effetti della crisi economica, occupazionale e il caro dei prestiti. Continua a leggere: I piccoli comuni sostengono il Prestito della Speranza

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