Previdenza sociale: assegni leggeri

luglio 6, 2011

Tempi difficili per le pensioni. La nuova manovra restrittiva sulla spesa per la previdenza dovrebbe infatti concretizzarsi in una stretta ai danni dei pensionati italiani per almeno 4 miliardi e mezzo di euro, nel corso dei soli prossimi due anni. Un ammontare molto significativo di denaro, che potrebbe farsi addirittura maggiore nel caso in cui l’inflazione dovesse tendere in aumento, rendendo così ancora più incisivo il restringimento dei cordoni della borsa. Continua a leggere: Previdenza sociale: assegni leggeri

Modalità di cancellazione: come cancellare un protesto

agosto 26, 2010

Essere iscritti presso il Registro informatico dei protesti non è una cosa positiva, poiché questa situazione provoca problemi di natura finanziaria e civile se non addirittura penale. Il protestato, infatti, può subire azioni di regresso, ovvero precetti, pignoramenti, interdizioni, revoche di carte di credito, blocchetto assegni e così via.

Ma essere dei protestati significa anche rendere difficile l’accesso ad ulteriori strumenti di pagamento o servizi di altro tipo. Chi è protestato, infatti, oltre a diventare cattivo pagatore e inserito in apposita banca dati consultata dagli istituti finanziari e del credito, ha difficoltà ad ottenere prestiti, a fare acquisti a rate, a intestarsi linee telefoniche ad abbonamento nonché altre utenza di diversa natura e via dicendo. Insomma, non è una buona cosa.

Se quindi per un vario motivo si è iscritti in tale registro, su richiesta del presidente della Camera di commercio, conviene farsi cancellare.

Tale iscrizione avviene quando non si vuole riconoscere un titolo, e non lo si paga nemmeno dopo i solleciti del creditore. Fatti questi il soggetto che ne deve intascare il pagamento lo passa presso un ufficiale levatore (che è una carica ricoperta per legge da un segretario comunale, da un notaio o da un ufficiale giudiziario). Questo richiede a domicilio il pagamento del corrispettivo, avvalendosi di un presentatore o messo. Se il pagamento continua a non avvenire, l’utente viene iscritto, dal levatore, su di un registro, che viene inviato al presidente del tribunale e al presidente della camera di commercio. Questo, entro dieci giorni, iscrive il soggetto insolvente presso il Registro informatico dei protestati, istituito con il decreto legge 316 del 2000.

L’utente a questo punto, ha due possibilità: rimanere sul registro consultabile in tutta Italia da chi ha rapporti finanziari o economici (e potenzialmente averli con lui e quindi negarglieli; oltre che subire un pignoramento), oppure chiederne la cancellazione.

In questo secondo caso ha ulteriori due possibilità: richiedere la cancellazione entro 20 giorni o richiederla dopo un anno. In ogni caso dopo aver pagato il titolo, al di la del pignoramento.

Nel primo caso il richiedente ha facoltà di pagare il titolo entro un anno. Se così si comporta, egli ha il diritto di chiedere la cancellazione dal protesto entro 3 settimane, presentando specifica istanza al presidente della Camera di commercio.

La domanda in carta bollata deve allegare – oltre a un documento di riconoscimento in corso di validità – l’atto di protesto e quindi il titolo di quietanza, ovvero la ricevuta o il certificato attestante il pagamento dovuto con la relativa data di esecuzione formale. In assenza di questa il debitore deve farsi rilasciare una dichiarazione scritta da parte del creditore, che attesti il saldo del debito.

Nel secondo caso, invece, il debitore paga il titolo dopo 12 mesi da quando è stato levato, cioè da quando l’ufficiale pubblico glielo ha notificato. In questo caso allora le tempistiche sono differenti. Il debitore, infatti, prima di richiederne la cancellazione – dal registro si intende – deve chiedere al presidente del tribunale di rilasciargli una dichiarazione di rettifica, che viene effettuata tramite l’emanazione di un decreto di riabilitazione, anche corredandolo con documenti che ne giustifichino il siffatto ritardo, come previsto dalle leggi 108 del 1996 e 235 del 2000.

Ottenuta questa documentazione, unitamente ai certificati che si presentano in caso di richiesta di cancellazione prima dei 12 mesi, l’utente consegna al presidente della Camera di commercio il provvedimento di riabilitazione che gli ha rilasciato il tribunale, e ne chiede – ed eventualmente ottiene – la cancellazione dal Registro informatico dei protestati entro 20 giorni. Dopodiché non rimane più nessuna traccia dell’ex debitore su tale lista.

Assegni familiari 2010 : aumentano gli importi

marzo 1, 2010

L’importo massimo mensile 2010 per gli assegni familiari è pari a 129,79 euro che corrispondono annualmente  a 1.687,27 euro per un totale di tredici mensilità; a farlo presente è stata  la Coldiretti nel sottolineare come quest’anno le prestazioni assistenziali siano più alte e destinate, così come si legge tra l’altro nella Gazzetta Ufficiale numero 37 del 15 febbraio 2010, a quei nuclei familiari composti da cinque persone che hanno un reddito complessivo non superiore, ai fini dell’indicatore della situazione economica, al livello dei 23.362,70 euro.

Per nuclei familiari con un numero di componenti diversi il limite ISE viene chiaramente adeguato. L’Organizzazione degli agricoltori ricorda però,  come il reddito ISE possa cambiare, in eccesso o in difetto, al reddito percepito dal nucleo familiare in quanto per la sua determinazione non concorre solo il reddito assoggettato all’imposta sul reddito delle persone fisiche, con le eventuali deduzioni e detrazioni, ma anche quello relativo al possesso di valori mobiliari ed immobiliari.

Per la presentazione della domanda di richiesta per questa agevolazione, il termine è quello del 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale l’assegno viene richiesto; ne consegue che per la richiesta degli assegni familiari 2010, concessi dai Comuni alle famiglie numerose, e con gli importi erogati dall’Inps, il termine ultimo è quello del 31 gennaio del 2011, data quindi molto importante da ricordare.

Per quanto riguarda invece l’assegno di maternità 2010, l’importo ricordiamo è pari a 311,27 euro al mese per cinque mesi, ovverosia 1.556,35 euro complessivi; l’assegno 2010 spetta per i figli nati, adottati o in affidamento preadottivo per l’anno in corso. Per quanto riguarda il limite ISE da rispettare, questo è pari per quest’anno a 32.448,22 euro per i nuclei familiari che sono composti da tre componenti. Anche l’assegno di maternità viene concesso dai Comuni e pagato dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.

Assegni e bonifici : ecco le novità

novembre 17, 2009

Sono entrate in vigore da poco, le nuove regole per assegni e bonifici dettate dal decreto anticrisi Tremonti (dl 78/2009) e dalla normativa. Infatti, a partire dall’inizio di questo mese, ci saranno nuove norme in merito ai tempi massimi per la disponibilità delle somme accreditate con assegno o con bonifico, ed anche sui tempi a partire da cui iniziano a maturare gli interessi. Nello specifico, i tempi si accorciano, gli interessi iniziano a maturare prima, ma si può fare ancora di più. Con le nuove regole, in accordo con quanto porta ad esempio l’Asssociazione Altroconsumo, un bonifico effettuato ad un fornitore, tale Sigr. Verdi, per esempio il 16 novembre 2009, è tale che la somma accreditata inizierà a maturare gli interessi a favore del ricevente entro massimi quattro giorni lavorativi, ovverosia entro il 20 novembre, mentre per la disponibilità della somma si possono attendere fino a massimi sette giorni lavorativi, in questo caso entro il 25 novembre 2009. Chiaramente ci sono banche che permettono di acquisire i bonifici e le disponibilità delle somme in tempi anche più brevi, ma può anche accadere che la vostra banca si attenga solo ed esclusivamente ai limiti imposti con la conseguenza che i tempi rimangono ancora relativamente lunghi. Continua a leggere: Assegni e bonifici : ecco le novità

Diminuisce costo assegni interbancari

aprile 27, 2009

L’Antitrust entra in azione e porta buone novità. Il costo interbancario degli assegni scende. Non solo: diminuiscono anche i tempi per potersi vedere versati i capitali. Queste novità prendono corpo dopo l’intervento dell’Authority che ha formalizzato gli obblighi imposti dall’associazione bancaria italiana e da Patti chiari, dopo quella che era l’istruttoria potenzialmente elusiva della concorrenza.

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