Conti correnti trasparenti
Marzo 4, 2010
Finalmente innovazione nel settore dei conti correnti, così utili e utilizzati dagli italiani. Da oggi, si cambia: la Banca d’Italia ha imposto livelli maggiori di sicurezza e trasparenza, e soprattutto a costi inferiori rispetto a ciò che è stato fino ad oggi. Sarà così possibile gestire meglio i propri risparmi e in tutta sicurezza.
Bankitalia ha, infatti, appena introdotto l’Indicatore sintetico di costo, ISC. L’ISC è uno strumento che la banca potrà mettere a disposizione del cliente, che in cambio riceverà la possibilità di una maggiore facilità di gestione e di più trasparenza sui diversi servizi legati alla gestione del suo conto corrente: accredito dello stipendio, carta di credito, mutuo per la casa, la gestione del fido e altro ancora.
Bankitalia ha anche elaborato degli indici per i profili di operatività. Questi saranno resi ufficiali entro tre mesi attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per ora, visualizziamo i principali. Bankitalia ha deciso che per i conti correnti che hanno un sistema di tariffazione “a pacchetto”, ossia a forfait, si avranno sei profili individuati in base ad una segmentazione socio demografica, che suddividerà i clienti in giovani, pensionati con operatività bassa o media, famiglie con operatività bassa, media o alta. I conti correnti con una tariffazione ordinaria, quindi a consumo, Bankitalia ha previsto un solo profilo, inerente ad un’operatività bassa. Infatti, questa tipologia di conti correnti solitamente è destinata e scelta da clienti che hanno interessi ed esigenze molto specifiche, per cui è difficile o impossibile inquadrarli in un’altra tipologia di classificazione di operatività. Sono questi conti correnti utilizzati occasionalmente, in modo discontinuo, oppure utilizzati come conti secondari del cliente, magari per il pagamento delle rate del mutuo.
Bankitalia: prestiti in calo per le imprese
Dicembre 15, 2009
Da palazzo Koch, in via Nazionale in Roma, sede della Banca d’Italia, un comunicato stampa del Governatore dell’istituto fa sapere che i prestiti alle imprese, nell’ultimo periodo, hanno segnato un leggero calo, il che ha fatto nuovamente gelare le prospettive di impresa e le imprese degli imprenditori. Sopratutto di quelli più piccoli, veri e propri motori pulsanti dell’economia complessiva italiana, ma anche i soggetti più colpiti dalla crisi internazionale dell’economia e dei mercati.
I dati, in particolare, parlano di una frenata del credito concesso ai soggetti imprenditoriale per quanto riguarda lo scorso mese di ottobre (in attesa dei dati di novembre, le cui previsioni non dovrebbero avere sostanziali novità, non in positivo almeno, ma è tutto da verificare e se ne riparlerà a gennaio). Venendo ai numeri, i dati analizzati e pubblicati dalla Banca d’Italia, parlano di un sostanziale calo pari all’1,6% di prestiti in meno che riguardano, ovviamente, le imprese non finanziare ovvero produttive (commerciali, dei servizi, industriali e così via): come si diceva prima, quel complesso comparto che riguarda l’economia reale e non le speculazioni economiche finanziaramente intese.
La tendenza, nello specifico, parla di un meno 0,1% in meno di settembre, il che significa, ulteriormente, che bisogna di nuovo stare all’erta, probabilmente. Seppure i rischi di credit crunch, di stretta del credito (stallo dei prestiti concessi, rispetto alla domanda, accentuata dalla crisi stessa), sembra comunque un ricordo relativamente lontano, quanto meno scongiurato, almeno per il momento.
In tutto ciò, i dati del relativo istituto europeo delle banche e dei prestiti finanziari, ovvero della Banca Centrale Europea (o BCE) di Francoforte, presieduta da Trichet, non parlano di grande miglioramento per quanto riguarda i prestiti concessi nel vecchio continente, almeno per quanto riguarda l’area dell’euro. Anzi, sottolineano tutt’altro. Se i prestiti segnano un lieve rialzonei pagamenti (1,75% pari a 82 milioni, inoltre, aumentano i prestiti in sofferenza, segnando, nel corso degli ultimi 12 mesi, un aumento di oltre 10 miliardi.
Mutui col contagocce
Dicembre 9, 2009
I dati relativi all’erogazione dei mutui in Italia segnalano una tendenza al “risparmio”. Solo nel primo trimestre di questo anno ormai agli sgoccioli, c’è stata una diminuzione nelle erogazioni 23%, cioè -3,3 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2008. Sono questi i dati messi a disposizione dall’ufficio studi Kiron, del Gruppo immobiliare Tecnocasa, elaborati sulle statistiche di Bankitalia. Già il 2008 si era, infatti, chiuso con una tendenza negativa – che si è quindi riconfermata – del +10%, circa meno 6,4 miliardi di euro. insomma, si accendono meno mutui e, quelli che si accendono, sono anche di importo inferiore, dato anche un minor potere d’acquisto delle famiglie. Anzi, dato che non si ottiene il mutuo le case non si comprano più: la tendenza anche qui è negativa, d al 68,3% rispetto al 70,4%.
Anche sui prestiti verso le famiglie il quadro è a tinte fosche. Il maggor calo è stato quello di Unicredit, con un -70% di prestiti concessi. Il giro di affari è passato da 6,1 a 1,8 miliardi di euro nel primo semestre 2009, contro lo stesso periodo del 2008. un -20% sia Intesa San Paolo che Ing direct, Unipol ha registrato circa un -30%; chiude la trafila la Banca monte dei Paschi di Siena, con n -12% di prestiti concessi. Scende il numero di prestiti e scende anche l’importo: lo studio ha evidenziato che si sono erogati prestiti per circa 110 mila euro, a fronte dei più di 120mila euro del 2008. Il dato si spiega sia perché sono praticamente scomparsi i mutui con copertura finanziaria “al 100%” – e di fatti, se si è fortunatissimi, si ottiene al massimo l’80% della copertura – sia perché si è passati ai mutui erogati nella fascia Loan to Value, che rappresentano da soli il 74% dei mutui concessi.
Calano gli importi, calano le erogazioni ma non calano affatto le richieste che anzi, registrano un continuo aumento. Sono le banche e le finanziarie ad essere decisamente sempre più selettive verso il cliente cui aprire il borsello. Vien da sé che il tasso di indebitamento delle famiglie è sempre alle stelle.
Carte revolving: è boom
Novembre 26, 2009
In questi ultimi anni hanno avuto molto successo le così dette carte revolving, cioè delle vere e proprie carte di credito, che concedono la possibilità di rimborsare ratealmente il saldo alla fine di ogni mese. Hanno un tasso calcolato in base al Taeg e al Tan, così ogni rata ha un importo minimo che può essere scelta dal cliente; di solito, i tassi sono intorno al 5% o al 10%. Il proprietario della carta può così ottenere un prestito, che non rimborsa direttamente col primo estratto conto, ma che può restituire nel tempo, con rate flessibili. In questo modo, si possono sostenere delle spese anche prima che venga accreditato lo stipendio o comunque prima che queste carte vengano ricaricate, e di pagare in un secondo momento. Certo, c’è il rischio che non ci si renda conto delle spese e che quindi la carta vada “in rosso” più di quanto ci si aspetti; ma è proprio qui che interviene la rateizzazione del pagamento. Continua a leggere: Carte revolving: è boom
Crisi e risparmi degli italiani
Settembre 30, 2009
Ecco gli ultimi risvolti della crisi economica. Nel clima di generale insicurezza, che ha coinvolti tutto il mondo economico e finanziario, gli ultimi dati diffusi dalla Cgia di Mestre ed elaborati a partire dalle informazioni in mano alla Banca d’Italia, parlano di un piccolo aumento della ricchezza delle famiglie italiane. Il reddito, infatti, sembra salito a oltre 8 mila miliardi di euro: per esser precisi, a 8338 miliardi. nonostante ciò, i debiti tengono ben salda la loro morsa: si parla di un aumento dell’indebitamento delle famiglie italiane di un +81,3%, durante gli anni di rilevazione. A creare questo insieme di attività, nel bilancio delle famiglie, è soprattutto il comparto casa. Continua a leggere: Crisi e risparmi degli italiani
Più garanzie per concedere prestiti
Agosto 24, 2009
Dai dati forniti nel primo trimestre del 2009 dalla Banca d’Italia, emerge che le istituzioni finanziarie, per concedere credito alle imprese, chiedono sempre più garanzie e parametri più stringenti. Tanto che sono molto poche le imprese che riescono ad ottenere credito e, di conseguenza, sono pochi i distretti industriali e le pmi che possono sviluppare la propria economia e la loro produzione di ricchezza. In termini monetari, per ogni 100 euro chiesti in prestito, quasi la metà sono da restituire subito per garanzie. Alle quali, poi, sono da aggiungere tutte le spese istruttorie, notarili, burocratiche e, non da ultimo, gli interessi. Vien da sé che ciò che resta in mano alle imprese che richiedono i prestiti sono pochi, pochissimi soldi. E per giunta, molto molto sudati. Continua a leggere: Più garanzie per concedere prestiti
I prestiti dai piccoli
Luglio 20, 2009
I grandi colossi bancari e finanziari rendono l’accesso al credito sempre più difficoltoso, nonostante si susseguono progetti di sostentamento ai redditi e agevolazioni ai soggetti familiari più svantaggiati (su tutti si segnala il prestito della speranza). Ciononostante i dati parlano chiaro e segnalano una certa difficoltà da parte dei grandi investitori a prestare denaro ed aprire linee di credito sia a soggetti privati come famiglie e singoli consumatori, che a soggetti per così dire pubblici o meglio commerciali come professionisti, piccole attività, artigiani e altre forme imprenditoriale che rientrano nella dicitura più complessa di piccoli imprenditori.
Infatti, secondo il bollettino economico pubblicato dalla Banca d’Italia per quanto riguarda l’attività bancaria e creditizia, segnala come nel primo trimestre dell’anno corrente i finanziamenti concessi dai cinque più grandi enti bancari che operano in Italia siano calati del 3,2%, a fronte di una crescita esponenziale per quanto riguarda la crescita, invece, dei prestiti altrimenti erogati da tutti gli altri istituti creditizi presenti sul mercato e quindi sul territorio del bel paese. La crescita in questione, infatti, ha fatto segnalare un buon 6,8%, che in una fase di recessione e difficoltà contingente come quella attuale, è una cifra di tutto rispetto (considerando anche il sempre paventato rischio di stretta sul credito, che in effetti tendenzialmente si verifica nei più grandi soggetti adibiti a tali compiti pressapoco oramai sociali oltre che economici ed industriali).
Se si leggono le risposte degli intervistati – in qualità di imprenditori – infatti, emerge una certa consapevolezza per quanto riguarda la difficoltà ad accedere al credito e ai finanziamenti in generale (è quello che emerge, questo, dalla stessa ricerca qualitativa e quantitativa promossa dalla Banca d’Italia e sviluppata dall’Invid): “Gli intermediari intervistati segnalano un ulteriore indebolimento della domanda di credito da parte delle imprese, connesso con con le minori esigenze di finanziamento per investimenti fissi, scorte e capitale circolante, che hanno più che compensato la maggiore richiesta di prestiti per operazioni di ristrutturazione del debito e la ridotta disponibilità di fonti di finanziamento alternative” si legge dal rapporto, a riprova di come il credit crunch, effettivamente, non sia del tutto scongiurato.
Prestito per i cassaintegrati
Giugno 6, 2009
Il mondo del lavoro, nel nostro bel paese, non gode di un buon momento. Secondo Bankitalia, infatti, gli effetti della crisi devono ancora manifestarsi nella loro pienezza e PIL – il prodotto interno lordo, che oltre a misurare il tasso di produzione di un sistema economico come quello nazionale, ne misura anche il potenziale benessere – e il tasso stesso di occupazione, direttamente dipendente dal primo, mostrano – ancora una volta – segni di cedimenti strutturali, a conferma e a riprova di quanto sta avvenendo nel mondo attuale: nell’Europa federata, come e sopratutto nella nostra nazione. Continua a leggere: Prestito per i cassaintegrati
Bankitalia: mutui per la casa in calo, ma i tassi scendono
Giugno 6, 2009
Il Governatore della Banca d’Italia, a fronte della relazione annuale dell’istituzione, ha elencato vari dati che riguardano la situazione dei mutui per la casa in Italia e quindi che riguardano, di conseguenza, quella che è la situazione immobiliare in Italia e del suo mercato nella nostra società, caratterizzata, come si sa, dalla forte propensione al possesso e quindi all’acquisto della propria abitazione: almeno più dei nostri colleghi europei e dei cittadini americani. Continua a leggere: Bankitalia: mutui per la casa in calo, ma i tassi scendono
Morandini sui prestiti alle imprese
Maggio 4, 2009
I dati che riguardano i prestiti per le imprese non convincono il vicepresidente di Confindustria Giuseppe Morandini, che dati alla mano, seppur riconosce una certa tendenza positiva per quanto riguarda la ripresa del mercato, non si dice assolutamente soddisfatto per l’atrofizzazione di un mercato vitale per tutto il sistema paese: quello del supporto delle banche alle imprese italiane. Continua a leggere: Morandini sui prestiti alle imprese



