Focus sui tassi d’interesse

luglio 5, 2010

Il tasso d’interesse è il costo da sostenere quando si prende in prestito del capitale. Se i tassi d’interesse aumentano, aumenta il costo dell’acquisizione del capitale. Ciò limita le possibilità dei manager di finanziare nuove iniziative, espandere o alimentare il flusso dei pagamenti.

Se i costi aumentano troppo, molte aziende non possono prendere in prestito e utilizzare il capitale per produrre profitti in modo efficiente.
Dato che il rialzo dei tassi d’interesse riduce la crescita e le attività delle imprese, a seguito dei rialzi ci sono meno investimenti e l’attività economica in generale tende a rallentare. Al contrario, quando i tassi scendono, le aziende hanno più possibilità di utilizzare al meglio il capitale e tendono ad investire e ad aumentare la produzione favorendo una crescita dell’economia generale.
Le banche centrali fanno leva sul legame tra i tassi d’interesse e l’andamento economico per regolare il tasso di crescita dell’economia ed i tassi di inflazione che seguono l’andamento della crescita economica. Aumentando e diminuendo deliberatamente i tassi d’interesse, banche come la Federal Reserve Bank o la Banca Centrale Europea possono rallentare o stimolare l’attività economica e l’inflazione.
Quando i tassi d’interesse vengono aumentati, il risultato è generalmente un rallentamento dell’economia, che abbassa le vendite di prodotti e servizi, inclusi i prodotti e servizi media e di comunicazione. E quando le vendite al dettaglio calano, la spesa pubblicitaria di produttori industriali, rivenditori, imprese in cerca di personale e altri inserzionisti si contrae, riducendo i ricavi pubblicitari delle imprese m e d ia .
I tassi d’interesse sono importanti per le aziende perché quasi tutte le imprese dipendono dai prestiti di capitale contratti per finanziare acquisizioni, processi di crescita e grandi spese in conto capitale.

Mutui in ribasso, parte la corsa per la casa

marzo 30, 2010

Momento decisamente favorevole per chi vuole acquistare o ristrutturare una casa, e ha bisogno di un mutuo per farlo. In questo momento, il mercato è in ribasso: anzi, ai minimi storici; la media dei tassi applicati dalle banche, al momento della stipulazione di un mutuo e delle rate, è appena intorno al 2,68%.

Questo ribasso è dovuto anche all’andamento in discesa dei titoli di stato, i bot, che hanno un rendimento più basso e soprattutto per opera di una decisione presa già l’anno scorso dalla BCE, al Banca Centrale Europea, che ha lasciato fisso il costo del denaro in eurozona all’1%. Insomma, gli ultimi dati diffusi dall’ABI dicono che a gennaio 2010, rispetto a gennaio 2009, il valore dei mutui si è incrementato del +7%, per un giro d’affari di 282miliardi di euro.

Questi dati giungono dopo un periodo di stagnazione, in cui – complice la crisi che ha fatto chiudere alle banche i rubinetti del credito – la stipulazione dei mutui aveva subito una battuta d’arresto, con conseguente stagnazione del mercato. Senza mutui, nessuno si azzardava a muoversi nel mercato immobiliare: le compravendite di immobili erano ridotte all’osso; soprattutto, i clienti rimanevano a tasche vuote anche per tutti gli altri consumi quotidiani.

Adesso, recarsi in banca per accendere un mutuo incrementa le speranze di una risposta positiva: i tassi d’interesse applicati hanno subito una contrazione di due punti, passando dal 4,79% al 2,75% di questo mese, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il tasso d’interesse a questi livelli è al suo minimo storico, e molto inferiore rispetto alla media europea degli altri Paesi dell’eurozona, dove i tassi si aggirano intorno al 3,57%.

In questo periodo, con tassi ridotti così ai minimi storici, la convenienza è un mutuo a tasso variabile: chi l’ha contratto già un anno fa di certo non ha avuto di che pentirsi, perché le rate si sono sempre mantenute basse rispetto alla media di un mutuo contratto a tasso fisso. L’ABI fa appunto sapere che tra molti dei mutui contratti nell’ultimo anno, ben l’80% dei prodotti mutuari è stato fatto con mutui a tasso variabile, per un giro d’affari di circa un miliardo e 800 milioni d euro.

Mutuo Euro a tasso variabile

dicembre 21, 2009

Se dovete acquistare la vostra prima casa, o dovete ristrutturare l’abitazione di residenza, potete richiedere presso le banche una tipologia di mutuo che vi aiuterà con le spese. Si tratta del Mutuo BCC Euro a tasso variabile. Questa tipologia di finanziamento può contare sulla flessibilità del tasso variabile, calcolato non in base all’andamento del mercato e all’Euribor ma, difformemente da tutte le altre tipologie di mutuo a tasso variabile, c’è il tasso della BCE, la Banca Centrale europea, che fa da punto di riferimento. Questo indice si attiva nelle operazioni di rifinanziamento e interviene nel calcolo delle rate per la restituzione del capitale.
Questo mutuo ha una durata variabile dai 5 ai 30 anni, con la possibilità ulteriore, per chi lo sottoscrive, di scegliere delle scadenze quinquennali. La copertura massima è dell’80% rispetto al valore dell’immobile da acquistare o da ristrutturare; lo stesso immobile viene offerto come garanzia ipotecaria. Il pagamento delle rate è invece mensile, con una scadenza fissa. Per accedere a questo mutuo, inoltre, è prevista obbligatoriamente un’assicurazione che copra incendio e scoppio.

Prestiti in Eurozona

novembre 17, 2009

Grazie alla Banca Centrale Europea sono disponibili i dati relativi ai prestiti del settore privato del mese di settembre 2009. Nell’Eurozona la massa monetaria è rallentata rispetto all’osservazione dell’anno passato e all’osservazione fatta durante l’estate: si riscontra un +1,8% rispetto al 2,6% previsto; l’anno scorso, nello stesso periodo, la crescita era del 3,1%. I prestiti del settore privato, insomma, sono diminuiti dello 0,3% rispetto allo 0,1% dell’agosto 2008 durante il trimestre di rilevazione che è andato da luglio a settembre. È inevitabile quindi, come già sta prevedendo la BCE, che le banche debbano correre ai ripari, per prevenire un collasso. Una possibile manovra a vaglio delle ipotesi delle direzioni centrali è quella di abbassare le soglie minime per gli standard richiesti nell’accesso al credito. Questa manovra interesserà sia i privati sia le aziende, in modo tale che sia almeno lievemente più facile poter aver accesso al credito. Questo avviene nonostante le prime modifiche già avvenute per l’accesso al credito, per evitare un nuovo calo simile a quello dell’anno scorso, quando si passò da 21% all’8% a causa delle modifiche delle banche, che resero fin troppo rigido l’accesso al credito per i privati soprattutto. Continua a leggere: Prestiti in Eurozona

Regole comuni per mutui e coperture

ottobre 26, 2009

In zona euro c’è una nuova esigenza, cioè curare le ferite della crisi e pensare a come equilibrare i requisiti di capitale delle banche al momento della richiesta di mutui e finanziamenti. Sono diverse le soluzioni che la BCE ha pensato per arginare questo fenomeno, nessuna delle quali però è stata regolarmente ufficializzata dai portavoce. Una delle ipotesi è per esempio quella di ridurre la copertura dei mutui fino al 40% rispetto al valor dell’immobile. Un intervento sui mutui è comunque necessario, dato che è stato così prescritto dalle direttive ricevute nel documento di consultazione della Commissione. In sostanza, si parla di ridurre la complessità e la difficoltà nell’accesso al credito; soprattutto, nell’allargare la copertura del prestito in caso per esempio di acquisto per la prima casa. Attualmente, infatti, i mutui coprono nelle più rosee previsioni l’80% del valore dell’immobile da acquistare. Questo può none essere sufficiente in caso di giovani coppie o in caso di famiglie a basso reddito. Il restante 20% può essere invece coperto grazie alla stipulazione di polizze assicurative. In zona euro si parla di ridurre questa quota, per tutti i Paesi membri, al 40%. E il restante 60% sarebbe sempre acquisibile tramite la stipulazione di assicurazioni private, che comporterebbero anche dei costi aggiuntivi. Non sono, nessuna delle due, decisioni appetibili per il mercato dei mutui italiano. Dove infatti vige una particolare pratica della crisi, singolare rispetto agli altri Paesi che hanno subito la crisi: sono stati dati soldi alle banche, per ripararsi dalla crisi, piuttosto che alle famiglie o alle piccole e medie imprese. Con questa manovra, saranno coloro che contraggono un mutuo a pagare una somma più onerosa, non solo per i mutui accesi per l’acquisto della prima casa ma anche per i mutui commerciali. Il che non esclude anche l’innalzamento dei tassi d’interesse. Ma anche questa decisione, presa a livello europeo, non tiene in debito conto le profonde e incolmabili differenze che esistono in tema di mutui tra i diversi membri dell’Unione Europea, ivi compresi i diversi tassi di insolvenza. Che, come sappiamo, già solo nel nostro Paese vedono un profondo divario tra Nord e Sud.
Ogni decisione sarà rinviata però tra pochi giorni. La commissione infatti ha un mandato che scade periodicamente, e l’attuale commissione sarà in carica fino al 31 ottobre.

Mutui e Euribor

ottobre 10, 2009

Novità per chi possiede un mutuo a tasso variabile. Negli ultimi mesi si era assistito a un andamento altalenante dei tassi a causa dell’Euribor. Il tasso Euribor a tre mesi, tendeva comunque a tenersi sempre su valori piuttosto bassi, che impedivano alle rate dei mutui di schizzare alle stelle all’improvviso. In questi giorni, invece, il tasso Euribor, che indica il valore con cui si indicizzato i mutui a tasso variabile in Italia, dopo tutta la serie di ribassi è tornato a salire, passando a un +0,75%. Fino a pochi mesi fa, il suo valore si aggirava intorno al 3%: chi ha avuto la fortuna di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile si è trovato inspiegabilmente sotto una fortunata congiuntura. Continua a leggere: Mutui e Euribor

Più garanzie per concedere prestiti

agosto 24, 2009

Dai dati forniti nel primo trimestre del 2009 dalla Banca d’Italia, emerge che le istituzioni finanziarie, per concedere credito alle imprese, chiedono sempre più garanzie e parametri più stringenti. Tanto che sono molto poche le imprese che riescono ad ottenere credito e, di conseguenza, sono pochi i distretti industriali e le pmi che possono sviluppare la propria economia e la loro produzione di ricchezza. In termini monetari, per ogni 100 euro chiesti in prestito, quasi la metà sono da restituire subito per garanzie. Alle quali, poi, sono da aggiungere tutte le spese istruttorie, notarili, burocratiche e, non da ultimo, gli interessi. Vien da sé che ciò che resta in mano alle imprese che richiedono i prestiti sono pochi, pochissimi soldi. E per giunta, molto molto sudati. Continua a leggere: Più garanzie per concedere prestiti

Euribor di nuovo in discesa

luglio 2, 2009

Contro ogni previsione, l’Euribor è tornato a scendere. Infatti, da molte parti si erano sollevati dubbi sul fatto che i mercati bancari, senza la mano visibile della Banca Centrale Europea, avessero tenuto in equilibrio i tassi di interesse sulle soglie raggiunte dopo mesi di discesa ripida. Ma a confermare le previsioni ancora una volta errate degli esperti ed analisti (gli stessi che non hanno previsto la crisi finanziaria o non si sono allarmati della bolla dei mutui subprime: molti economisti, esperti, finanziari ed analisti, infatti, avevano criticato i continui tagli ai tassi operati volontariamente dall’esecutivo della Banca Centrale d’Europa governata dal francese Jean Claude Trichet, sottolineando come tali tagli sarebbero tornati come boomerang sulla comunità degli investitori e delle famiglie), sono stati i numeri reali, quelli cioè che sintetizzano il valore dell’Euro Interbank Offered Rate (l’Euribor), l’indice che segnala, quindi, il tasso tramite cui le maggiori Continua a leggere: Euribor di nuovo in discesa

Sospensione delle rate per disoccupati

giugno 16, 2009

Le rate dei mutui, quelli per la propria abitazione, sono veri e propri salassi. Specialmente quelli calcolati con tassi variabili, ovvero trimestralmente considerati e valutati secondo l’indice interbancario Euribor. Infatti, l’ultimo decennio è stato caratterizzato da una impennata pazzesca degli interessi sui finanziamenti, e visto che il settore di questo mondo più corposo sono i mutui per l’acquisto o la ristrutturazione (se non per la costruzione: rispettivamente mutuo fondiario ed ipotecario, mutuo per la ristrutturazione, mutuo edilizio, nelle loro molteplici tipologie e sottotipologie), ne viene da se che esso risulta anche l’ambito maggiormente colpito. Se si considera anche che la casa è un bene di prima e assoluta (ovvero irrinunciabile) necessità, allora si rende ancora più evidente come esso – il caro mutui – sia una problema sociale rilevantissimo. Continua a leggere: Sospensione delle rate per disoccupati

Tassi adeguati per la BCE

giugno 15, 2009

Secondo la Banca Centrale Europea, i tassi di interesse applicati al costo del denaro in corso di finanziamenti, prestiti e erogazioni di liquidità o investimenti, rispettano le regole del mercato, e sono quini erogati. A sottolineare questa indicazione è il consueto bollettino pubblicato dall’ente istituzionale monetario che ha sede a Francoforte ed è governato da Jean-Claude Trichet (autore, assieme a tutto il direttorio esecutivo della Banca Centrale Europea, di un taglio ai tassi di interessi sostanziale, che ha portato gli stessi ai minimi storici da quanto l’istituto regola i rapporti monetari e bancari dei paesi che hanno aderito al sistema monetario unico: correva l’anno 1999). Continua a leggere: Tassi adeguati per la BCE

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