Bonus bebè : arriva la beffa

luglio 28, 2011

Sembra incredibile ma sta accadendo veramente: circa ottomila famiglie italiane stanno ricevendo una comunicazione dal ministero dell’Economia che li invita a restituire il bonus bebè da mille euro ottenuto in seguito alla Finanziaria 2006. Le lettere dell’amministrazione contestano l’incasso dell’assegno per aver autocertificato in maniera sbagliata il proprio reddito.

La contestazione arriva dopo le verifiche  effettuate dall’agenzia delle Entrate sul reddito del nucleo familiare indicato al momento della richiesta dell’assegno, cinque anni fa: la norma prevedeva, infatti, che per beneficiare dell’agevolazione, la famiglia del nuovo nato dovesse avere «un reddito complessivo» non superiore a 50mila euro.

Molte famiglie hanno commesso errori nell’autocertificazione dei requisiti, alcuni hanno indicato il reddito “netto”; altri hanno segnalato il reddito da lavoro dipendente senza considerare l’abitazione principale; altri ancora hanno incluso fra i componenti del nucleo anche familiari non a carico, che non rientrano nella composizione del nucleo fiscale (composto da familiari a carico e coniuge – non separato – del dichiarante).
Così, l’amministrazione chiede ora la restituzione entro 30 giorni del bonus da mille euro ingiustamente incassato, e, nei casi in cui il giudice penale accerterà che c’è stata falsa autocertificazione, il versamento di 3mila euro (il triplo del beneficio ottenuto) come sanzione amministrativa.

Bonus Bebè : deve essere almeno di 1000 euro

marzo 18, 2011

Un bonus bebè a sostegno della natalità e delle famiglie pari ad almeno 1.000 euro. E’ questa la richiesta/proposta formulata dalla Federconsumatori per cercare di permettere nel nostro Paese a milioni di cittadini di uscire da una fase ancora molto difficile e caratterizzata da forti pressioni sul bilancio familiare.

L’Associazione dei Consumatori, tra l’altro, ricorda come in passato tale misura fosse stata varata e resa operativa, mentre ora non c’è il bonus bebè, ma un prestito fino a 5.000 euro che tutto fa tranne che aiutare le famiglie. Il prestito, attraverso l’accesso al cosiddetto Fondo per i nuovi nati, non fa infatti altro che far indebitare le famiglie facendo scattare un’altra rata mensile da pagare assieme a tutte le altre; quello che serve, invece, è il vecchio bonus bebè, ovverosia un sostanzioso contributo a fondo perduto che dia sostegno reale alle famiglie facendo loro recuperare potere d’acquisto al fine di sostenere le spese per i bambini piccoli nati in famiglia oppure adottati.
D’altronde proprio la Federconsumatori ha rilevato come la nascita di un figlio sia di certo un lieto evento, ma nello stesso tempo è molto costoso. Al riguardo l’Osservatorio dell’Associazione dei Consumatori ha rilevato come i costi di mantenimento di un bambino nel suo primo anno di vita nel 2011 aumentino del 4-5% rispetto allo scorso anno.

Bonus Bebè 2011 : ecco altre informazioni

gennaio 29, 2011

Bonus bebè 2011 nelle varie regioni italiane: ecco quali sono i  requisiti, che variano in base al proprio luogo di residenza. Da Milano al Piemonte, vari Comuni ed altri enti locali si sono attrezzati, nonostante i budget pubblici limitati , per erogare assegni alle fasce sociali che rispettano determinati criteri di reddito e altre condizioni per l’accesso al sostegno.

Un buono per l’acquisto di pannolini, latte in polvere e altri generi di prima necessità per l’infanzia, fino a 250 euro a famiglia per ogni nuovo nato nel 2011. Lo ha stabilito due settimane fa la giunta regionale del Piemonte ponendo un limite di reddito complessivo pari a 38mila euro (circa 1500 netti al mese) per l’accesso al sostegno. Ecco invece i requisiti necessari,  per avere  il bonus a Milano: possono averlo famiglie indigenti (anche quelle affidatarie in fase di preadozione) oppure madri single con tutela legale del figlio, purché residenti nel Comune di Milano da almeno tre anni e con un reddito complessivo non oltre i 18mila euro annui, certificato Isee (indicatore della situazione economica): si può ottenere questo calcolo in tutti i patronati sindacali o direttamente negli uffici Inps. Il bambino, però, non deve avere già fruito di strutture di assistenza come gli asili nido.

Bonus Bebè : prorogati i termini

dicembre 8, 2010

C’è più tempo per ottenere, attraverso l’accesso al Fondo di credito per i nuovi nati, il cosiddetto “prestito bebè“. A darne notizia è stato il Governo italiano nel precisare come la riapertura/proroga dei termini riguardi le richieste di prestito agevolato per i figli nati o adottati nell’anno 2009.

Originariamente, infatti, la scadenza, era fissata  al 30 settembre, ma ora l’istanza può essere presentata entro e non oltre il 31 dicembre del 2010. La decisione della proroga, in particolare, è giunta di comune accordo tra l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ed il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’elenco degli Istituti di credito aderenti all’iniziativa si può visionare al sito Internet www.fondonuovinati.it. Tra questi, ad esempio, c’è la BPM, Banca Popolare di Milano, che può concedere il prestito agevolato attraverso l’accesso al Fondo nuovi nati ad un tasso fisso pari a solo il 2,5%.
Ad esempio, prendendo a riferimento i tassi medi in vigore nel corrente trimestre, il quarto del 2010, è possibile ottenere un prestito agevolato di 5 mila euro, con rimborso in cinque anni, a fronte del pagamento di una rata mensile non superiore ai 95,48 euro. Oppure, per fare un altro esempio, si possono ottenere 3.000 euro in cinque anni, senza la necessità di indicare una finalità di utilizzo, a fronte di una rata mensile non superiore ai 57,29 euro.

Palermo : bonus bebè da 1000 euro

settembre 11, 2010

Bonus bebè nel capoluogo siciliano: il Comune di Palermo mette a disposizione 1000 euro per ogni nuovo nato tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2010.

Per presentare la domanda c’è tempo fino all’8 settembre 2010. Sono ammesse al bando anche le adozioni.
Può presentare istanza per la concessione del bonus un genitore oppure (in caso di impedimento legale di quest’ultimo) uno dei soggetti esercenti la patria potestà. Quanto al prerequisito economico per ottenere il sostegno, l’indicatore Isee del nucleo familiare (ai sensi di legge, a determinare l’indice concorrono tutti i componenti) del richiedente non deve essere superiore a cinquemila euro.
Il settore di competenza è quello dei servizi socio-assistenziali, ufficio Assistenza Sociale. I requisiti da possedere per l’accesso al bonus bebè del Comune di Palermo sono la cittadinanza italiana o comunitaria oppure, in caso di soggetto extracomunitario, il possesso di regolare permesso di soggiorno. Bisogna poi ricordarsi, che è fondamentale,  la residenza nel territorio della Regione siciliana al momento del parto o dell’adozione; per gli extracomunitari con permesso di soggiorno è obbligatoria la residenza da almeno 12 mesi rispetto al momento del parto. I bambini devono essere nati  per forza in Sicilia.

Lazio : 15.000 richieste per il Bonus Bebè

gennaio 28, 2009

Sono state, quindicimila  le richieste per ottenere il  bonus bebè, agevolazione fiscale offerta dallo Stato.
La sola  Regione Lazio, ne ha accettate  novemila e passa delle quali già state evase. Questo è il primo bilancio dell’operazione bonus bebè locale, voluta lo scorso settembre dalla stessa Regione Lazio.
Il progetto prevede, infatti, l’assegnazione di un contributo  di 500 euro alle neo mamme, residenti da oltre un anno nel territorio laziale e con un indicatore della situazione economica (Isee) inferiore o uguale a 20 mila euro.

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