Titoli di Stato, risparmo (quasi) assicurato

giugno 26, 2010

I Bot, i buoni ordinari del tesoro – conosciuti anche col nome comune di titoli di Stato – si confermano ancora una volta un titolo tra i più sicuri sui quali investire. Questo anche e soprattutto in un clima economico come quello attuale, con la crisi che sembra non volerci abbandonare.

I Bot, insomma, insieme a obbligazioni e Ptc sono un titolo per risparmiare, con rendimenti abbastanza scuri (la certezza non è mai matematica) e con rendimenti acettabili; ma non devono essere sottovalutati i costi legati alle spese e alle commissioni. Le borse altalenanti, infatti, non garantiscono un rendimento, e le operazioni si fanno troppo rischiose per chi non ha le spalle coperte da grossi capitali. Sono sempre i titoli per il risparmio preferiti, i buoni del tesoro o i CCT e CTZ. Anche perché, nel caso peggiore di perdita, gli importi delle commissioni devono essere ridotti fino ad eguagliare i rendimenti: quindi, nell’ipotesi peggiore si hanno rendimenti pari a zero: impossibile arrivare al di sotto.

A rappresentare una delle voci di costo sono le spese di gestione e di amministrazione per i depositi bancari. Le regole sulla trasparenza ci dicono che tali costi non possono superare i 10 euro ogni sei mesi: bene quindi controllare sul proprio estratto conto i moviemnti relativi a queste voci di spesa.

Soprattutto, molti istituti bancari presso cui ci si rivolge per gli investimenti in Bot non dicono che è possibile richiedere tassi minori, e questo va tutto a loro vantaggio. È bene, poi, che l’investitore sappia che la somma di 10 euro è un limite massimo a prescindere dall’importo investito, dalla durata del titolo su cui si investe e dalla loro tipologia. Purchè siano titoli di Stato.

Conti ad alto rendimento versus BOT

aprile 29, 2009

Come tutelare il proprio risparmio: prima c’erano i Buoni Ordinari del Tesoro, messi in vendita dallo stato quando questo aveva bisogno di liquidità. Adesso,invece, ci sono anche i colti ad alto rendimento. Che a volte sono anche più convenienti.

Questi conti, nel breve periodo, cioè da 3 fino a 6 mesi, hanno rendimenti annuali che si aggirano intorno al 3,8% lordo, uguale a quello di un BOT che però, con il netto dell’imposizione fiscale vigente, ha un rendimento effettivo del 3,2%, con l’obbligo poi di essere rinnovati semestralmente; il che li rende svantaggiosi in termini di investimenti dato che ogni volta, ad ogni rinnovo, si è costretti a versare anche una commissione alla banca.

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Arrivano i Tremonti bond

febbraio 28, 2009

Novità da parte delle banche: sono arrivati i Tremonti bond. Queste sono obbligazioni emesse direttamente dalle banche italiane e lanciati da un decreto appena firmato dal Ministro del Tesoro.

I Tremonti bond nascono con l’intento di aumentare i finanziamenti alle piccole e medie imprese sparse e radicate nel territorio nazionale, che così potranno evitare i licenziamenti della loro forza lavoro locale. Per le piccole e medie imprese,inoltre, è prevista la sospensione delle rate per i dipendenti in cassa integrazione o che al momento risultano inoccupati. Alle Prefetture locali sarà demandato il compito di osservare e vigilare che si ottemperino queste condizioni. Continua a leggere: Arrivano i Tremonti bond