Busta paga italiana: la più bassa d’ Europa
Febbraio 4, 2010
Oggi riportiamo una notizia che certo non farà piacere al popolo italiano. Infatti, l’ Italia è il fanalino di coda sugli stipendi: questo, secondo le rilevazioni effettuate dall’ Eurispes e contenute nel ‘Rapporto Italia 2010′. A parità di potere d’acquisto, il nostro Paese occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi dell’Ocse, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro. Continua a leggere: Busta paga italiana: la più bassa d’ Europa
Prestiti senza busta paga
Agosto 31, 2009
Prestiti senza presentare busta paga? Da oggi si può. Quella dei lavoratori senza un reddito fisso, con contratti a tempo e interinali, infatti, rappresenta una parte considerevole del mercato dei prestiti che, solitamente, non aveva accesso al credito presso gli istituti bancari. Ma, dato il considerevole numero – e continuo aumento – dei lavoratori “precari” o con reddito non dimostrabile, le banche hanno finalmente deciso che non è più tempo per lasciarsi sfuggire ancora i proventi che questi lavoratori possono rappresentare. Ecco, allora, la nascita dei prestiti senza busta paga. Prima se non si poteva presentare alla banca una certificazione del proprio reddito o comunque senza presentare garanzie non si poteva nemmeno sognare di poter chiedere un prestito: Continua a leggere: Prestiti senza busta paga
Detassazione tredicesime : ancora nessuna soluzione
Dicembre 6, 2008
La detassazione delle tredicesime, se adottata come provvedimento straordinario a sostegno dei consumi da parte dell’attuale Governo in carica, avrebbe di certo fornito una boccata d’ossigeno alle famiglie e ai loro bilanci.
Purtroppo, la mancanza di risorse ed il mantenimento di livelli di deficit adeguati ai parametri dell’Unione Europa, ha indotto l’Esecutivo a non procedere in tal senso.
Ma una possibile riduzione degli acconti fiscali di fine anno, per i quali a novembre i lavoratori sono ora chiamati a versare il 97% dell’Irpef e le imprese il 100% dell’Ires. È quanto prevede il piano che il governo sta mettendo a punto per fronteggiare la crisi economica.
A seconda delle risorse, la misura sul taglio degli acconti fiscali potrebbe essere limitata ai redditi più bassi: le riduzioni ipotizzate sono infatti tra i 3 e i 4 punti percentuali che, se estese a tutti i contribuenti, potrebbero costare anche più di 2 miliardi. Sull’ipotesi, che per ora non sarebbe ancora stata definita nei dettagli, starebbero lavorando i tecnici del governo in vista del varo del decreto per rilanciare l’economia in Italia.
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