Focus: carte di credito
luglio 21, 2010
La carta di credito è uno degli strumenti di pagamento più diffuso al mondo. Essa è innanzitutto una valida e soprattutto comoda alternativa al denaro contante, che viene per questo sostituito da una semplice carta plastificata che ha uno speciale dispositivo tale da riconoscere tutti quelli che sono i dati necessari del cliente nonché dell’istituto finanziario o di quello bancario che emette tale carta.
Tali carte di credito sono collegate necessariamente ad un conto corrente bancario, cioè può richiederle chi ne possiede già uno, e il loro scopo è quello di dare all’utente in questione un credito virtuale – per il cliente stesso ma ovviamente non per la banca o l’istituto creditizio – da poter essere utilizzato in tutti i pagamenti elettronici tramite POS (ovvero l’apparecchio elettronico che consente di effettuare materialmente il pagamento tramite una carta magnetica che può essere, appunto, una carta di credito), quelli su internet compresi e le ricariche telefoniche incluse. Inoltre, con tale strumento, è quindi possibile prelevare denaro in contante quando se ne necessita.
Il meccanismo di credito è molto semplice. La banca, o l’istituto di emissione, stabilisce, insieme al cliente e alla tipologia di contratto che viene stipulato, un credito mensile a cui esso può attingere liberamente, senza dover dare nessuna giustificazione a chi gliela concede sull’utilizzo che ne viene effettuato. Questo credito mensile, il cui tetto massimo è definito plafond (il cui minimo, invece, si aggira intorno alle 800 euro, ma questo dipende dai diversi istituti), viene poi recuperato il 15 del mese successivo direttamente sul conto corrente dell’intestatario, a sua volta direttamente connesso alla carta di credito.
Tale recuperò però, è maggiorato da un costo aggiuntivo, ovvero una quota minima mensile come corrispettivo per la concessione del servizio e quindi del credito, a sua volta maggiorato di una piccola quota che deriva dal tasso di interesse sul saldo che risulta ancora scoperto.
Le tipologie di carta di credito sono molteplici. Le più importanti sono: carta di credito a saldo, ovvero quella classica, particolarmente utile nei pagamenti rateali e di solito concessa come servizio complementare all’apertura di un conto. Di norma non ha un costo fisso o particolarmente elevato. C’è poi la carta di credito revolving, che oltre a essere utilizzata nei pagamenti rateizzati, permette di costituire un fido, e cioè una somma scoperta. Quella co-branded, invece, è più che altro uno strumento di marketing e fidelizzazione, poiché il funzionamento è uguale a quello di una revolving bancaria, ma è emessa da una banca in partnership con una azienda terza.
La carta di credito si pone come uno strumento molto comodo soprattutto per le rateizzazioni commerciali e finanziarie, il pagamento e l’utilizzo del credito all’estero (senza per questo dover cambiare valuta e solitamente potendo usufruire di regimi di cambi particolarmente vantaggiosi grazie alle convenzioni bancarie a cui si ha ovviamente e solo in questo modo accesso). La loro sicurezza è invece garantita dal codice PIN, che è strettamente personale e senza di esso il pagamento non può avvenire.
La carta di credito si distingue dal classico bancomat per una sostanziale differenza. Se le funzioni sono sostanzialmente uguali, e cioè quelle di permettere pagamenti elettronici presso negozi convenzionati e ritiro di contanti presso specifici sportelli bancomat, la differenzia sostanziale è che quella bancomat è invece una carta di debito, senza un plafond assicurato. Inoltre, solitamente, nei pagamenti rateizzati, vengono accettate solo le carte di credito proprio per la loro maggiore sicurezza e affidabilità.
Campania: allarme prestiti-lampo
aprile 24, 2010
Nel Paese c’è necessità di soldi, si sa. Le statistiche relative ai consumi e relative alla ricchezza degli italiani ci restituiscono un panorama a tinte fosche; è aumentato anche il numero di poveri e di famiglie che vivono in ristrettezze.
Così, spesso, per sopperire alle necessità quotidiane si accendono mutui e si chiedono prestiti. Sui mezzi di comunicazione si dà ampio spazio alle pubblicità di molte società finanziarie che promettono di elargire soldi, promettendo anche una restituzione rateale comoda.
È così, quindi, che aumenta il numero di prestiti “facili”, così come è avvenuto in Campania, dove il numero di prestiti è aumentato esponenzialmente. L’allarme proviene dal presidente di Federconsumatori, evidenziando quelli che sono i problemi in cui si incorre se si possono chiedere finanziamenti on line (anche se permettono di risparmiare molto tempo) e si possono richiedere le carte di credito revolving. La sua non è una demonizzazione dell’intero comparto, per altro così utile ai cittadini in difficoltà che non possono accedere ad altre forme di liquidità, ma un invito a prestare attenzione e a non accumulare troppi debiti e finanziamenti. Infatti, pur non disponendo di uno stipendio molto elevato, è possibile richiedere anche tre finanziamenti contemporaneamente, e questo alla lunga non fa che indebolire il potere d’acquisto del cliente, lasciandolo con meno soldi in tasca di prima che chiedesse i prestiti, dopo una prima illusione di aver risolto tutti i problemi. Diventa insomma molto facile accumulare una lunga lista di debiti, che rischia di spossare del tutto le capacità economiche. La situazione diventa anche più difficile da gestire se non si presta attenzione alle rate e alle condizioni di finanziamento che, ad una prima occhiata, possono sembrare sempre molto allettanti; molti consumatori sono poi attirati dalle condizioni di “salto della rata” o dalla possibilità di estinguere il debito in un’unica soluzione, senza somme aggiuntive. Se da un lato si deve fare attenzione ai finanziamenti, l’altra faccia della medaglia sono le carte revolving, che offrono l’illusione di un credito illimitato ma che, alla fine, va comunque restituito e, a questo punto, la possibilità di contrarre debiti può esser dietro l’angolo. Come corollario, l’ultima raccomandazione di Federconsumatori riguarda i tassi d’interesse: a fronte di rate basse, infatti, c’è il rischio di avere tassi d’interesse molto elevati, che rischiano di dissanguare le nostre tasche.
Carte Revolving : attenzione ad alcune società
novembre 21, 2009
Compass, Consel, Ducato, Findomestic e Unicredit Family Financing Bank, se possedete una carta revolving di questa tipologia fate attenzione, poiché nei contratti emessi da queste società, l’ associazione Altroconsumo, ha riscontrato decine di clausole vessatorie. Il titolare infatti, è in balìa di condizioni che cambiano unilateralmente senza avere la possibilità reale di esercitare il diritto di recesso previsto dalla legge. Ed è anche costretto a pagare penali molto salate che arrivano (fino al 30%) se si ritarda nei pagamenti. Continua a leggere: Carte Revolving : attenzione ad alcune società
Prudenza nella richiesta dei prestiti
giugno 24, 2009
Se c’è crisi economica è perché c’è crisi dei consumi. Se c’è crisi dei consumi, evidentemente, c’è crisi di produzione (crisi industriale), e quindi c’è difficoltà occupazionale: di conseguenze c’è pericolo sociale, ovvero difficoltà nella gestione della spesa sociale, ovvero in quello che con più appeal viene chiamato Welfare.
I dati statistico economici sui consumi del credito evidenziano una situazione generalizzata, ovvero quella che sempre di più le famiglie e i singoli consumatori da una parte non vogliono più esagerare nella richiesta dei prestiti alle banche, mentre queste ultime non vogliono, allo stesso tempo, erogare con estrema facilità, ma pretendono sempre più garanzie rispetto alla situazione del proprio debitore.
I dati Assofin, quindi, evidenziano una crescita dell’1,2% delle richieste di prestiti e finanziamenti. Continua a leggere: Prudenza nella richiesta dei prestiti
Aumenta l’utilizzo delle carte revolving
maggio 13, 2009
I dati che fanno riferimento agli acquisti a rate non lasciano dubbi sull’utilizzazione di strumenti sempre più flessibili e peculiari.
Tra questi, uno dei prodotti maggiormente usati dalle famiglie italiane c’è quello delle carte di credito revolving, il cui utilizzo, negli ultimi tempi, è esponenzialmente aumentato in tutta Italia e in tutte le fasce della popolazione: nell’ultimo biennio, infatti, il loro utilizzo è aumentato dell’11%.
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Il fenomeno delle carte per prestiti in Italia
febbraio 20, 2009
Dopo qualche mese di crisi, torna a crescere in Italia la diffusione del nuovo fenomeno delle carte revolving. Queste sono, particolari carte di credito che prevedono gli stessi servizi , ma con la caratteristica nuova di contenere un prestito. Ciò significa che questa carta offre la possibilità di spendere del denaro indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di ripagare ratealmente il proprio debito.
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Le carte fedeltà
novembre 13, 2008
Le carte fedeltà sono le tessere rilasciate dalle catene di grande distribuzione che offrono vantaggi quando si fa la spesa, al supermercato come nei grandi magazzini, o negli hard discount. Di solito questo si traduce in sconti per i titolari della carta e promozioni mirate, oltre all’immancabile raccolta punti per portarsi a casa interi cataloghi di premi. Ottenere una carta fedeltà è semplice. Il cliente compila un modulo con tutti i suoi dati e ritira la tessera, che poi sfodera ogni volta che si presenta alle casse. Sullo scontrino vengono calcolati sconti, punti accumulati e, se è il caso, gli auguri personalizzati. I dati di vendita, associati al titolare della carta, vengono raccolti in un data base e utilizzati dal marketing per costruire le strategie di vendita. Oggi le carte fedeltà sono tutte magnetiche e hanno soppiantato i vecchi bollini adesivi permettendo così uno scorrimento più fluido alle casse, un minore sforzo da parte del cliente che non si trova più impegnato a dover incollare adesivi con il rischio di perderli e soprattutto consentono ai gestori dei punti vendita di raccogliere informazioni dettagliate riguardo gli acquisti di ogni cliente generando così un profilo della clientela.
Negli ultimi anni, oltre alle carte fedeltà tradizionali, sul mercato sono apparse delle carte fedeltà evolute, per consentire ai clienti la comodità di pagare direttamente con la carta stessa: se le prime carte di questo tipo erano più simili a delle carte di credito, spesso oggi sono delle vere e proprie carte revolving, che consentono al titolare di pagare la spesa a rate, a fronte di un certo interesse (tipicamente abbastanza elevato).Se nella versione “carta di credito” le carte fedeltà presentano la comodità di effettuare il pagamento della spesa una volta al mese, con il prelievo degli importi dovuti direttamente dal conto bancario associato alla carta o tramite bollettini postali, la versione revolving di queste carte prefigura un vero e proprio prestito personale, addirittura consentendo al titolare di richiedere ulteriori somme di denaro in prestito non correlate alla spesa effettuata. Per ottenere questo tipo di carte, il richiedente deve aprire una linea di credito direttamente con il negozio o con la società di servizi che gestisce questo tipo di carta, con tanto di possibili polizze assicurative rischio morte a copertura del rimborso del credito derivante dal finanziamento. L’accesso a tali carte diviene in tutto e per tutto simile all’accesso a dei veri e propri prestiti personali, ed è quindi soggetto alla valutazione di solvibilità del soggetto richiedente da parte della società erogante. Il costo di questo tipo di carte è relativamente basso: spesso sono gratuite il primo anno mentre gli anni successivi sono previsti importi di pochi Euro o poche decine di euro.



