Censis : un milione di giovani ha perso il lavoro
dicembre 5, 2011
La crisi economica in Italia ha colpito in particolar modo i giovani. Lo sottolinea il Censis riferendo: «La crisi si è abbattuta come una scure su questo universo: tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati è diminuito di 980.000 unità e tra i soli italiani le perdite sono state pari a oltre 1.160.000 occupati». «Investita in pieno dalla crisi, ma non esente da responsabilità proprie, la generazione degli under 30 – si legge nel Rapporto Censis – sembra incapace di trovare dentro di sè la forza di reagire.
La percentuale di giovani che decidono di restare al di fuori sia del mondo del lavoro che di quello della formazione è in Italia notevolmente più alta rispetto alla media europea: se da noi l’11,2% dei giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra 25 e 29 anni, non è interessato a lavorare o studiare, la media dei 27 Paesi dell’Ue è pari rispettivamente al 3,4% e all’8,5%. Di contro, risulta da noi decisamente più bassa la percentuale di quanti lavorano, pari al 20,5% tra i 15-24enni (la media Ue è del 34,1%) e al 58,8% tra i 25-29enni (la media Ue è del 72,2%)». Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 persone con età compresa tra 35 e 44 anni. Solo in 32 casi si è trattato di persone con 45 anni di età o più. Continua a leggere: Censis : un milione di giovani ha perso il lavoro
Censis : il 30 % delle famiglie italiane non arriva a fine mese
gennaio 5, 2010
Più di una famiglia italiana su quattro arriva con grande difficoltà alla fine del mese, e per coprire le necessità quotidiane è costretta ad ingegnarsi attingendo sempre di più, ai risparmi accumulati nel tempo, dilazionando i pagamenti o chiedendo un prestito. A guidare le famiglie in questa situazione, una comune strategia, cercare di risparmiare su tutto.
A fotografare questa situazione, è stato il rapporto 2009 del Censis dedicato alla situazione sociale del Paese. Dall’indagine emerge infatti che, il 28,5% delle famiglie ha avuto difficoltà a coprire le spese mensili con il proprio reddito. Un dato che si confronta, al contrario, con un 71,5% che invece dichiara di avere un reddito sufficiente, con una quota che sale quasi al 79% nel nord-est e scende al 63,5% al sud. Dal Rapporto emerge che, in Italia ci sono un milione e 50 mila famiglie in condizione di “povertà alimentare”, pari al 4,4% del totale, con un divario territoriale enorme tra Nord e Sud : ci sono regioni come Veneto, Toscana, Lazio e Trentino Alto Adige che hanno quote di famiglie in povertà alimentare sotto al 3% e altre come Calabria, Basilicata e le due isole che, invece, presentano valori nettamente più elevati (dal 6,2% al 10,8%). Il disagio sociale è quindi fortemente territorializzato, dice ancora il Censis, che pubblica anche una graduatoria delle province dalla quale emerge che il gap tra Centro-Nord e Sud-isole è molto evidente e relativo a tutte le dimensioni del disagio considerate, da quelle private (consumi e reddito) a quelle di natura collettiva, come le infrastrutture. Le province più problematiche risultano essere Palermo, Agrigento, Matera, Lecce, Caserta, Crotone, Vibo Valentia e Caltanissetta; al contrario, Trieste, Aosta, Belluno e Siena sono le province con livello di disagio sociale più basso. E non dimentichiamo infine che per colpa della crisi economica oltre 760 mila posti di lavoro sono stati persi in un anno.
Mutui: impossibile pagare per 7 famiglie su 10
dicembre 13, 2009
Il Censis ha seguito un monitoraggio complessivo circa la situazione delle insolvenze delle famiglie di Roma. Gli esiti della ricerca non sono molto positivi, e anzi l’osservazione ci dà notizie davvero poco confortanti riguardo lo stato di salute economica delle famiglie. Dallo studio è emerso, infatti, che ben 7 famiglie su 10 sono sul filo di lana dell’insolvenza: rischiano di non poter corrispondere i propri pagamenti. Parlando in numeri, la percentuale è del 7% su 1500 famiglie usate come campione. Questo triste dato deriva dal fatto che molte famiglie chiedono agli istituti di credito, alle banche e alle finanziarie private dei prestiti; prestiti che poi non riescono ad onorare, a causa non solo delle numerose spese quotidiane, ma a volte anche dei tassi d’interesse che fanno avere un ammontare delle rate decisamente troppo elevato. Certo, per le banche è necessario verificare i requisiti delle famiglie e il livello di credito che viene loro concesso. Ma molte famiglie così rischiano ancor più seriamente di trovarsi senza la possibilità di accedere al credito e quindi di ridursi all’insolvenza, se non a situazioni ben peggiori. Molti prestiti sono stabili dal 2003, ma il loro numero è cresciuto dagli anni ’90: segno di un sempre maggiore ricorso al credito bancario, visto come unica risorsa per poter acquistare o ristrutturare la casa, o comunque di fare fronte alle spese più ingenti. Soprattutto, è cresciuto il numero delle richieste di finanziamento respinte.
Le banche stringono sui prestiti
febbraio 10, 2009
La crisi, si fa sempre più sentire anche nel settore bancario, infatti queste ultime, sempre con maggiore difficoltà concedono prestiti alle famiglie italiane, ed anche alle imprese.
Infatti, nel complesso la crescita dei prestiti erogati risulta più che dimezzata.
Questo è uno dei dati che emerge dal rapporto del Censis ‘Diario dell’inverno di crisi’. Ad eccezione dei prestiti alla pubblica amministrazione, infatti, tutti gli altri soggetti creditori hanno visto a fine 2008 rallentare il tasso di crescita dei prestiti a breve termine rispetto al 2007.
Per lo scorso anno il Censis ha preso in considerazione l’ultimo dato disponibile, che è quello di novembre, e lo ha confrontato con quello relativo a dicembre 2007.



