Italiani : il 20% non paga il condominio

febbraio 4, 2009

Le difficoltà economiche degli italiani,  si riflettono  anche nella gestione delle spese condominiali che affliggono tutti noi, con le loro rate incombenti: circa il 20% dei residenti in condominio non paga infatti le quote periodiche, rischiando il pignoramento.
I condomini con sempre maggiore frequenza scelgono di non pagare le quote mensili per l’immobile dando la priorità ad altre spese domestiche, come il mutuo e le bollette, considerate più urgenti di quelle condominiali. “La crisi – spiega Giuseppe Bica, presidente dell’Anammi – si sente anche in condominio.

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La via del credito al condominio

gennaio 30, 2009

Le insolvenze in Italia sono in forte aumento, anche se non riguardano o raggiungo gli alti numeri delle recenti vicissitudini americane. Ciò nonostante, recentemente l’istituto per la ricerca economico-sociale del Censis, ha rilevato come anche nel bel paese è sempre più elevato il tasso reale di insolvenze, come il rischio che queste si verifichino e riguardino sempre più famiglie, andando ben oltre le soglie fisiologiche dell’economia dei mercati finanziari. 

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AGEVOLAZIONI FISCALI : PER IL CONDOMINIO SE NE OCCUPA L’AMMINISTRATORE

novembre 23, 2008

Ai fini della detrazione del 36% per le ristrutturazioni, nel caso di un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio condominiale, gli adempimenti necessari per la fruizione delle agevolazioni fiscali possono essere assolti dall’amministratore giudiziario del condominio.
 Lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 442/E del 17 novembre 2008, in risposta all’amministratore giudiziario pro-tempore di un condominio in fase di ricostruzione, che chiedeva chiarimenti in merito alla procedura da seguire ai fini della detrazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, prevista dalla legge 449/1997.
L’agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall’imposta il 36% delle spese sostenute nel corso dell’anno per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Si noti che trattandosi di una detrazione dall’imposta e non di rimborso, ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.

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FAMIGLIA E CONDOMINIO: DIFFICOLTÁ A PAGARE LE RATE.

novembre 11, 2008

La famiglia media italiana con figli, pilastro dell’edificio sociale, mette in coda il pagamento delle rate condominiali. Da qualche anno a questa parte, si sta rivelando sempre più il vero momento critico, quello in cui le difficoltà a far quadrare i conti esplodono fino al mancato rispetto della scadenza.
Preoccupa molto il dato emerso su chi siano effettivamente i morosi: la metà degli amministratori interpellati mette le famiglie con figli al primo posto, seguono i proprietari di negozi e uffici e, ma questo è un dato che ci si aspettava, gli anziani e i single, che spesso sono, rispettivamente, pensionati e precari, quindi con minor potere d’acquisto, Gli stranieri, invece, risultano ottimi pagatori.
La difficoltà delle famiglie si manifesta non solo per il maggior impatto che le rate di mutuo hanno sui bilanci familiari, ma anche per l’incidenza progressivamente sempre più rilevante delle spese condominiali. La crescita del costo dei servizi comuni (riscaldamento e appalti per la gestione di altri servizi) concorre dunque con le rate di mutuo a generare una pressione che le famiglie, sempre più spesso, non riescono a sopportare. Si tratta di situazioni nelle quali la scelta di non dar corso al pagamento delle spese condominiali è correlata alla necessità di pagare, in via alternativa, le rate di mutuo, sul presupposto che la banca creditrice ipotecaria è soggetto assai più pericoloso del condominio. Stiamo assistendo purtroppo, ad un significativo aumento delle morosità nell’ambito delle gestioni condominiali, che comunque origina, sebbene in tempi relativamente più lunghi, lo sviluppo di un’attività giudiziale di recupero del credito da parte del condominio, che si conclude anch’essa con un pignoramento immobiliare. In buona sostanza il proprietario in difficoltà, per sfuggire all’azione della banca creditrice ipotecaria, si espone nei confronti del condominio. Il che significa che il credito del Condominio verso il singolo proprietario, non potendo essere soddisfatto in tempi ragionevoli (una procedura esecutiva dura qualche anno), di fatto sottrae la provvista occorrente al Condominio per far fronte al pagamento dei servizi comuni ed impone agli altri condomini un ulteriore aggravio costringendoli ad reintegrare le disponibilità di cassa con quanto non acquisito dal condomino in difficoltà. Per esempio a Roma ogni giorno nelle aule giudiziarie, vengono dibattute 10 o 12 cause di sfratto per morosità: un numero notevole che esprime da solo il malessere dei romani rispetto al problema casa. Il problema investe ormai, oltre alle fasce più deboli della popolazione (famiglie monoreddito, portatori di handicap, anziani ultrasessantacinquenni e malati gravi o terminali), anche fasce crescenti del ceto medio, ed è in crescendo in tutta l’Italia.