Le pensioni delle donne
novembre 27, 2008
Secondo una decisione della Corte di Giustizia Europea, il “gentil sesso” è troppo forte sul fronte della pensione. La corte di Lussemburgo ha multato l’Italia per un’aperta violazione del diritto comunitario, per la violazione dell’art. 141 del Trattato UE sulla “parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore”, favorendo le donne rispetto agli uomini, sulle diverse soglie di pensionamento previste -per la vecchiaia- a 65 anni per gli uomini e a 60 per le donne. La Corte ha respinto il ragionamento secondo cui la fissazione di una soglia diversa secondo il sesso è motivata dall’eliminazione di discriminazioni verso le donne: queste dovrebbero ricevere un trattamento di favore per essere anche madri.
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CORTE EUROPEA : CONDANNA L’ETÁ PENSIONABILE DELLE DONNE
novembre 21, 2008
La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per il regime pensionistico dei dipendenti pubblici che prevede che le donne vadano in pensione a 60 anni, mentre gli uomini a 65.
La Corte di Giustizia europea ha stabilito che fissare un’età pensionabile diversa per i dipendenti pubblici a seconda che siano uomini o donne è contrario al diritto comunitario. Pronunciandosi sulla base di un ricorso della Commissione europea, i giudici di Lussemburgo spiegano che “mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di cui all’articolo 141 del Trattato”. Ovvero il principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
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