Crisi : famiglie italiane “a rate”

Agosto 25, 2010

La crisi pesa sempre di più sul bilancio delle famiglie italiane: infatti, secondo gli ultimi dati della Cgia di Mestre cresce il ricorso all’indebitamento che nel corso del 2009 ha raggiunto la cifra media record di 15.930 euro.

La richiesta di soldi, è legata principalmente all’accensione di mutui per l’acquisto della casa, ai prestiti per l’acquisto di beni mobili, al credito al consumo e ai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.

A livello provinciale le criticità  maggiori sono state riscontrate  nelle famiglie di Roma (22.394 euro), seguite da quelle di Lodi (22.218 euro) e da quelle di Milano (22.083 euro). Al quarto posto troviamo Trento (21.644 euro), poi  Prato (21.442 euro), e infine  Como (20.695 euro).

A vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari, continua l’analisi della Cgia, sono  a sorpresa, le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nelle provincie di Carbonia-Iglesias (7.486 euro), Medio Campidano (7.431 euro) e, infine, Ogliastra (5.784 euro).

Agriturismo : tempo di saldi anche qui

Luglio 26, 2010

Le spese delle famiglie italiane,  a causa della crisi, sono sempre più ristrette, e per questo anche nel settore turistico, ed in particolare nell’agriturismo, si registrano forti cali di presenza.  In accordo con quanto riporta la Cia, la vacanza in campagna degli italiani è sempre più “mordi e fuggi”, ragion per cui al fine di attirare la clientela, e farla soggiornare il più possibile, gli agriturismi hanno aumentato le offerte e le promozioni per quelli che risultano essere in tutto e per tutto dei “Saldi di alta stagione“.

Le settimane di ferie degli italiani,  si sono oramai trasformate in veri e propri “week-end lunghi” per i quali gli agriturismi mantengono i prezzi invariati rispetto allo scorso anno, ma spesso offrono la vantaggiosa formula del “3×2″ per cercare  di poter fare un periodo di vacanza, anche se breve, che non ha nulla da invidiare alla classica vacanza con pernottamento in albergo.

Anzi, per chi è amante della natura possiamo tranquillamente dire che non ci sono paragoni specie se si considera che oramai le strutture agrituristiche, grazie ad un progressivo rinnovamento e ad un aumento dei servizi offerti, in molti casi sono in grado di offrire anche un’area benessere, sale di lettura ma anche il servizio “wireless” per chi non può fare a meno di navigare in Internet anche in vacanza. Sono tantissimi poi gli agriturismi che in Italia si trovano in luoghi veramente molto belli, immersi nel verde in aree a vincolo paesaggistico e naturalistico che offrono tranquillità e serenità lontani dal caos quotidiano unitamente a tante comodità che oramai le strutture ricettive sono in grado di offrire sempre con un buon rapporto tra qualità e prezzo.

Divorziare : costa sempre di più

Luglio 24, 2010

L’ Adoc  ha rilevato spese da capogiro per i divorzi, che possono arrivare ad un massimo di 23 mila euro. Avvocati, psicologi, assegni di mantenimento, nuovi mutui, piatti rotti: separarsi quindi è diventato  un vero  lusso! Continua a leggere: Divorziare : costa sempre di più

Milano : ecco il Fondo Anti Crisi

Luglio 20, 2010

A Milano sono pronti dieci milioni di euro per aiutare le famiglie della città  a superare le difficoltà finanziarie,  attraverso delle misure di sostegno sia al reddito, sia all’occupazione.

A darne notizia è stata  l’Amministrazione cittadina dopo che dalle utility milanesi sono emersi rispetto al previsto maggiori dividendi erogati dalle municipalizzate; il Consiglio Comunale è unanime nell’alimentare il Fondo Anticrisi che a livello strutturale sarà equamente suddiviso in due misure di intervento: cinque milioni di euro a sostegno del reddito, ed altrettanti in aiuto di quelle famiglie dove a causa della crisi ci sono disoccupati e persone che  non riescono a trovare lavoro.

Secondo quanto dichiarato da Manfredi Palmeri, Presidente del Consiglio comunale, si stima che già a partire dalla settimana prossima,  si possa procedere con la votazione del provvedimento al fine di poter di conseguenza mettere a punto nel più breve tempo possibile i relativi Bandi. Saranno così concessi contributi di sostegno al reddito a favore di quelle famiglie che faticano nel pagamento delle spese primarie quali, tra l’altro, quelle mediche, quelle per affitto e quelle per le rette degli asili nido. Ma ci saranno anche risorse ed incentivi economici a favore dell’occupazione ed in particolare delle imprese che assumono, così come sarà dato ampio spazio alla messa a punto di strumenti finalizzati a favorire la riqualificazione professionale, la formazione con le borse lavoro e l’accesso al credito attraverso sia i fondi di garanzia, sia con lo strumento del microcredito.

Focus sull’inflazione

Luglio 1, 2010

Con il termine inflazione si indica una crescita sostenuta nel livello generale dei prezzi di beni e servizi che influisce sul potere d’acquisto di produttori e consumatori.

 L’inflazione è causata da una serie di fattori quali la rapida crescita dell’economia, le preoccupazioni sul valore di una moneta causate da una congiuntura incerta, da guerre o da altre crisi nazionali.
Un livello nominale di inflazione è normale ed è generalmente stabile quando l’economia è in una fase di espansione. L’inflazione tende a diminuire quando l’economia si contrae. Se i tassi di inflazione variano tra l’1 e il 3% annuo, non vi sono particolari problemi per le imprese. Se sono più alti, però, diventa difficile per le aziende aumentare il loro fatturato ed i tassi di rendimento ai più alti livelli richiesti per realizzare un reale tasso di sviluppo. Questo accade perché gli alti tassi di inflazione rallentano la crescita dell’economia in generale.
Gli economisti misurano l’inflazione raccogliendo i prezzi di un paniere di beni e servizi a intervalli regolari e confrontandoli con i prezzi aggregati rilevati in periodi precedenti. Gli indicatori principali sono gli indici dei prezzi al produttore, che misurano il prezzo di acquisto delle risorse produttive e gli indici dei prezzi al consumo, che misurano il prezzo di acquisto di beni e servizi da parte del consumatore.
Nel breve periodo, l’inflazione costringe le aziende ad adeguare i loro budget, tenendo conto dell’aumento dei prezzi; nella maggior parte dei casi, le costringe a riversarli sui costi a carico del consumatore, aumentando i prezzi. Se gli aumenti sono consistenti, però, possono scoraggiare la domanda e ridurre di conseguenza i profitti dell’azienda e questo costringe i manager a tenere sotto controllo costante l’inflazione ed a elaborare strategie per farvi fronte.
Poiché le aziende operano su anni contabili, a volte i manager danno scarsa o nessuna importanza agli effetti nel tempo dell’inflazione, ma questo può causare problemi dal momento che l’inflazione a lungo termine ha effetti negativi sulla situazione economica delle aziende, se la crescita del valore dell’impresa o il valore dei suoi assets non è eguale o superiore ai tassi di inflazione. Di conseguenza le imprese devono adottare delle misure per reagire all’inflazione promuovendo la crescita ed i reinvestimenti.
Nel paragonare i dati finanziari di periodi diversi (di solito anni, ma anche trimestri, se i tassi d’inflazione sono alti), è necessario fare degli aggiustamenti che tengono conto dell’inflazione per interpretare in modo accurato tendenze e cambiamenti. Per far questo, i dati devono essere deflazionati, in altre parole depurati dall’effetto inflazionistico. Una volta deflazionati, i dati si presenteranno a prezzi costanti.

Un europeo su 6 non riesce a pagare le bollette

Giugno 26, 2010

Un cittadino europeo su sei, durante il 2009, almeno una volta non ha avuto i soldi per pagare le bollette o per fare la spesa e uno su cinque ha avuto difficoltà nel continuare a pagare le bollette e le rate del mutuo, a maggio 2010. Il 3% si trova in situazione di morosità per quanto riguarda alcune fatture e rate del mutuo ed il 2% ha seri problemi finanziari ed è in mora per molti di tali pagamenti. Ed ancora, tre quarti degli europei ritengono che la povertà sia aumentata nel proprio paese durante l’ultimo anno. Questo è il quadro che emerge dall’indagine Eurobarometro sulle conseguenze sociali della crisi, effettuata nel mese di maggio e presentata dalla Commissione europea.

Per 3 europei su 10 le difficoltà maggiori sono state nel sostenere i costi dell’assistenza sanitaria, ai bambini o di lunga durata per loro o per i loro familiari negli ultimi sei mesi: per l’11% la situazione è diventata “molto più difficile” e per il 18% “un po’ più difficile”. Un europeo su 6 non è molto sicuro o non lo è per nulla, di non perdere il lavoro e quasi la metà dei cittadini pensa che sia abbastanza improbabile o assolutamente improbabile ritrovare un nuovo lavoro entro sei mesi in caso di licenziamento.

Infine, per quanto riguarda le entrate per il futuro, il 73% dei cittadini dell’Unione o si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di più per la vecchiaia. Il 20% teme seriamente che il proprio reddito durante la vecchiaia sia insufficiente a garantire una vita dignitosa ed il 34% se ne preoccupa. In 17 Stati membri la maggior parte degli intervistati teme seriamente o si preoccupa che il proprio reddito durante la vecchiaia non consenta di condurre una vita dignitosa.

Vacanza 2010 : meglio “Mordi e Fuggi”

Giugno 21, 2010

Le vacanze degli italiani si fanno sempre di  più “mordi e fuggi” e sempre meno da “alta stagione”. Nonostante i prezzi di alberghi, campeggi e case vacanza non siano aumentati di molto rispetto all’ anno scorso (+3%), per quest’anno si prevede una forte contrazione dei flussi turistici: -6-7% rispetto al 2009. Dunque la crisi economica si fa sentire e si farà sentire ancora di più anche per colpa  della manovra finanziaria approvata dal Governo. Il  nuovo modello vacanza quindi è diventato questo: le canoniche due settimane ce le possiamo dimenticare mentre si privilegiano i ponti e il modello toccata e fuga. A dimostrazione anche di una maggiore sobrietà negli stili di vita degli italiani.  Infatti, la tariffa alberghiera media procapite (2, 3, 4 stelle) in camera doppia, per un trattamento di pensione completa, va dai 71 euro al giorno per la bassa stagione ai 102 di Ferragosto. I prezzi più alti si registrano in Sardegna (166 euro al giorno a Ferragosto, 119 nella settimana dal 10 al 17 luglio e 96 dal 12 al 19 giugno), Sicilia (140 - 111 - 95) e Puglia (139 - 99 - 83); quelli più bassi in Emilia-Romagna (71 - 59 -53) e Veneto (82 - 73- 67).  Per quanto riguarda i campeggi, i prezzi medi giornalieri per il pernottamento, l’affitto di una piazzola per tenda e camper, vanno dai 16,92 euro della settimana di Ferragosto agli 11,12 di quella di giugno. Infine, il prezzo settimanale di locazione di un appartamento con 3-4 posti letto va dai 444 euro della bassa stagione ai 963 di Ferragosto. Continua a leggere: Vacanza 2010 : meglio “Mordi e Fuggi”

Rate: le famiglie sono in difficoltà

Giugno 13, 2010

Il mercato internazionale non è in crisi come nei mesi precedenti, ma l’economia reale non si è ancora ripresa del tutto. Le imprese – e in particolar modo le piccole e medie imprese PMI – come anche le famiglie e i piccoli risparmiatori in genere, infatti, sono sempre alle prese con le solite difficoltà di pagamento e sempre sull’orlo dell’insolvenza, e a chiarirlo è ancora il solito bollettino pubblicato dalla Banca Centrale Italiana (Bankitalia). Continua a leggere: Rate: le famiglie sono in difficoltà

Istat : la crisi e i giovani

Maggio 29, 2010

La crisi economica del 2008-2009 è stata la più grave dal dopoguerra e ha influito fortemente  sul sistema produttivo e sulle famiglie italiane: sono cresciuti infatti,  i tassi di disoccupazione e di inattività, soprattutto nei giovani. La disoccupazione giovanile, infatti, ha raggiunto quasi il 25% e ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Il reddito annuo procapite disponibile oggi è più basso di 360 euro rispetto a quello del 2000.  E questi sono soltanto alcuni dei dati che emergono dal Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione dell’Italia. Vista la grave situazione, bisogna cercare  quindi possibili soluzioni per assicurare un orizzonte di prosperità alle generazioni attuali e a quelle future. Certo gli aspetti critici della nostra economia sono molti, a cominciare dalle caratteristiche dimensionali e di posizionamento settoriale delle imprese industriali e dei servizi, dalla bassa quota di investimenti pubblici al ritardo infrastrutturale di cui soffre il Paese. Per non parlare poi delle debolezze del sistema formativo delle giovani generazioni e degli adulti, dal sottoutilizzo delle risorse femminili al sottoinquadramento sul posto di lavoro che interessa oltre 4 milioni di persone e configura uno spreco di capitale umano inaccettabile. Ai giovani di oggi è chiesto un impegno straordinario e difficilissimo.

Mutui sospesi: 6600 euro annui in più

Maggio 25, 2010

Una manovra anticrisi che sta dando i suoi frutti per le famiglie con un mutuo acceso. Rispetto al 2008 e al 2009, infatti, il numero delle famiglie con un mutuo a carico per scopi immobiliari sono aumentate dell’8,2%, e hanno generato un giro d’affari di 247 miliardi di euro.

Anche se i rubinetti del credito non sono aperti per tutte le famiglie indistintamente, anche i “privilegiati” che hanno ottenuto la concessione del mutuo si trovano davanti spese ingenti da sostenere. Ecco, allora, la manovra che ha consentito il risparmio di svariati mila euro per oltre 10 mila famiglie italiane, che hanno deciso di ricorrere alla sospensione delle rate del mutuo. Il risultato è stato un blocco dei prestiti da un miliardo di euro solo nei mesi tra febbraio e marzo. Insomma, una vera boccata d’ossigeno per le famiglie, che possono risparmiare fino ai 6600 euro ogni anno con la sospensione delle rate. Se ne sono avvantaggiati soprattutto coloro che, pur non essendo in ritardo con qualche pagamento – in quella situazione denominata “in bonis” -  si sono visti diminuire lo stipendio per una riduzione dell’orario lavorativo o che sono stati sospesi dai loro incarichi, e si trovano quindi a fronteggiare un momento di difficoltà imprevista. A usufruire della sospensione delle rate sono stati ovviamente anche coloro che  hanno un ritardo nei pagamenti delle rate a causa della cessazione del rapporto di lavoro, soprattutto subordinato. Dall’altra parte, per la fase di start up dell’iniziativa c’è stato dapprima un accordo tra ABI, associazioni bancarie, presidenza del consiglio, enti locali e associazioni dei consumatori, che hanno predisposto insieme un piano di ammortamento di una corrispondente cifra: 10mila famiglie a 6600 euro ciascuna sono stati tradotti in uno stanziamento da 66miliardi di euro. Un piano famiglie, insomma, che conta su un largo appoggio anche da parte della CEI, e che ancora non è terminato: sono allo studio ulteriori 720 domande di assistenza, e un credito residuo per appoggiare la sospensione del mutuo che si aggira intorno ai 54 miliardi di euro.

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