Casa : ancora penalizzazioni per i giovani
settembre 22, 2011
Sembrano non diminuire, le spese per mantenere un’abitazione: gli esborsi sono molteplici dalle bollette alle riparazioni, passando per gli affitti.
Nell’ultimo mese di agosto – secondo i dati dell’Istat – queste voci complessivamente hanno registrato un aumento dei prezzi del 5,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A trainare le uscite sono soprattutto le bollette di luce e gas (+7,9%).
Altra voce che pesa sui bilanci familiari è l’affitto, che però, va a colpire principalmente le giovani famiglie. Secondo il Censis in Italia le nuove generazioni pagano «i canoni più alti d’Europa».
Guardando più da vicino tutte le voci di spesa connesse alla gestione dell’alloggio, l’Istituto di statistica registra per l’abitazione un rialzo dei prezzi ben superiore alla media (+5,1% contro +2,8%).
E alcune città hanno scontato un rincaro a doppia cifra: è il caso delle province di Pordenone (12,4%), Gorizia (11,7%) e Valle d’Aosta (11,5%). A spingere il rialzo più che gli affitti reali, rincarati ad agosto dell’1,5%, e la manutenzione (+2,7%), sono gli esborsi per l’energia elettrica (+4,7%), il gas (+7,7%), il gasolio per riscaldamento (+15,2%), la fornitura di acqua (+9,6%) e la raccolta rifiuti (+5,0%).
Spostando l’attenzione su altri capitoli che gravitano intorno alla casa, qualche sollievo per i portafogli, sempre secondo gli ultimi dati di agosto, arriva dai prezzi per gli elettrodomestici, che sono rimasti fermi. In particolare, sono calati i prezzi per i climatizzatori (-1,4%), le lavastoviglie (-1,3%), le lavatrici (-1,0%), i forni (-0,7%) e i frigoriferi (-0,5%).
Aumenta l’ iva e aumentano i problemi per le famiglie italiane
settembre 8, 2011
Brutte notizie per le famiglie italiane: in base ad una rilevazione effettuata da Adusbef e Federconsumatori, con l’innalzamento dell`Iva dal 20 al 21% deciso dal governo si avranno pesanti ripercussioni sul portafoglio degli italiani. L’incremento dovrebbe tradursi in un esborso di oltre 173 euro a famiglia.
Per le Associazioni le ripercussioni più importanti sono quelle che si avranno nel settore dei carburanti, la cui domanda è abbastanza anelastica. Nel dettaglio, agli aumenti registrati dall`agosto 2010 ad oggi pari a 440 euro tra costi diretti ed indiretti, “si aggiungeranno altri 31 euro (vale a dire le ricadute di costi diretti e indiretti dovute all`aumento dell`Iva). Per un totale complessivo di 471 euro annui. Il rincaro dell’Iva colpirà in generale tutti i beni considerati di lusso, dalle auto alle moto di grossa cilindrata, le imbarcazioni ma anche molti beni come televisori, abbigliamento e calzature, vino e cioccolato. Tra i beni alimentari di largo consumo, l’aumento interessa soprattutto il vino che e’ consumato dal 53 per cento degli italiani. Tra le altre bevande sarà colpita la birra ma anche alimenti pregiati come i tartufi. A questi si aggiungono – continua la Coldiretti – prodotti particolari come il propoli, la lana e il sughero. Fortunatamente sulla gran parte dei prodotti alimentari e delle bevande tuttavia grava l’aliquota Iva del 4 per cento e pertanto non vengono toccati dalla manovra.
Euro: italiani sempre più poveri
settembre 6, 2011
Italiani impoveriti dopo dieci anni di euro. Ma non è tutta colpa della moneta unica, secondo il bilancio di Altroconsumo sulle tasche delle famiglie, attraverso un’analisi di prezzi e tariffe nel decennio appena trascorso.
A fronte di un aumento medio dei prezzi al consumo del 21%, il reddito pro capite è cresciuto, meno velocemente, del 14% con una conseguente riduzione del potere d’acquisto del 7%.
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Crisi : carrello della spesa sempre più vuoto
settembre 5, 2011
Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, le famiglie italiane continuano a risparmiare sulla tavola: comprano poco e con le promozioni, abbandonando il “classico” supermercato per il discount. Le vendite sono ferme, le famiglie “tagliano” e le borse della spesa piangono.
Lo dimostrano i dati Istat sul commercio al dettaglio a giugno, che evidenziano un andamento piatto, stagnante. In particolare i consumi alimentari registrano una variazione nulla sia a livello congiunturale che tendenziale, rimediando solo un aumento dello 0,2 per cento nel complessivo del primo semestre 2011: un “rialzo” talmente leggero che non serve neppure a coprire le perdite subite nel triennio precedente. Gli italiani, quindi, continuano a tirare la cinghia -spiega la Cia- e a tavola ricercano la promozione e il prezzo più basso, risparmiando anche sulla qualità. Tanto che anche a giugno l’unica tipologia commerciale che resta su valori moderatamente positivi è il discount, con un incremento annuo dell’1,5 per cento. All’opposto, gli ipermercati crollano al meno 1,7 per cento, le botteghe di quartiere al meno 1,5 per cento e i supermercati devono accontentarsi di un misero più 0,4 per cento.
Crisi : e gli affitti crescono
settembre 5, 2011
Nonostante la crisi del mercato immobiliare, non si fermano i prezzi degli affitti nelle maggiori città italiane. Lo evidenzia una ricerca di idealista.it. Secondo quanto emerge dai dati, l’atteso effetto cedolare secca per ora non c’è stato. Roma vanta il primato degli affitti più alti a livello nazionale, guida anche la tendenza rialzista delle locazioni registrata negli ultimi sei mesi, con un incremento dei prezzi dell’1,7%, seguita da Milano e Torino, su di un punto e mezzo percentuale.
La zona più cara della capitale si conferma il centro storico, con affitti in aumento del 7,2% a 22,6 euro/m². Crescono anche le locazioni dei quartieri a sud di Roma: Appia antica (+4,6% a 13,7 euro/m²) e Eur (+3,3% a 13,6 euro/m²). Resta invece praticamente invariato il quartiere Aurelia, fermo a 14,5 euro.
Più costoso rispetto a gennaio anche vivere in affitto a Milano, dove il prezzo medio al metro quadro delle case si aggira ora sui 15 euro, spinto dall’aumento di circa il 15% della zona Garibaldi-Porta Venezia, del 5,4% di Chiesa Rossa-Gratosoglio e del 4,4% dell’area Navigli-Bocconi. Rialzi più contenuti per i quartieri periferici. Calano gli affitti nel centro storico, che resta comunque la zona più cara della metropoli con i suoi quasi 20 euro al metro quadro, mentre il ribasso maggiore è stato segnato dalla periferica Città Studi: un -6,3% per un affitto di 13,4 euro.
La più conveniente tra le grandi città italiane risulta Torino, con il suo canone medio a 8,3 euro al metro quadro. Spicca l’incremento semestrale del 7,6% del quartiere Santa Rita-Lingotto-Mirafiori, a 7,7 euro al metro quadro, in un panorama di prezzi sostanzialmente stabili. In controtendenza i quartieri periferici di Aurora-Rebaudengo, con una diminuzione dell’1,6% a 7,6 euro, mentre la zona di Borgo Vittoria-Vallette è la più economica di Torino, a soli 7 euro al metro quadro.
Giovani : comprare casa è sempre più difficile
agosto 30, 2011
Sarà anche un popolo di “bamboccioni”, quello italiano, ma è pur vero che per lasciare la casa dei genitori, i giovani della Penisola devono davvero fare sacrifici.
Sacrifici che, comunque, nella maggior parte dei casi, si rivelano anche insufficienti, poichè al giorno d’oggi per comprare casa appare quasi indispensabile l’aiuto economico dei genitori. Una figura paterna o materna che, oltre a intervenire con un sostegno finanziario, influenza in maniera decisiva le scelte di acquisto dei figli.
Secondo quanto afferma il sito, Casa.it in un recente studio, infatti, la maggior parte dei giovani di età anagrafica compresa tra i 18 e i 30 anni non riesce ad acquistare la propria prima casa con le sole proprie forze, ed è pertanto costretto a ricorrere ai risparmi accumulati nel tempo dai genitori. Casa.it rivela infatti che ben 67 famiglie italiane su 100 avrebbero permesso l’acquisto della prima casa dei propri figli mediante un supporto economico più o meno consistente.
Crisi: soffrono le giovani famiglie italiane
agosto 25, 2011
Le giovani famiglie italiane sono in difficoltà con la crisi: in base ai risultati del primo anno di lavoro del progetto “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali” di Censis e Unipol, solo il 28% dei nuclei giovani (con persona di riferimento fino a 35 anni) riesce a risparmiare, il 42% non ha nessun patrimonio immobiliare, il 40% vive in affitto.
Sono le famiglie con persona di riferimento più giovane quelle che meno delle altre sono riuscite a risparmiare nel corso dell’ultimo anno. Solo il 28,6% dei capofamiglia fino a 35 anni indica che la sua famiglia è riuscita a mettere da parte qualcosa, rispetto a una percentuale più alta (il 38%) riferita ai capofamiglia di 45-54 anni. Dall’osservazione dell’assetto patrimoniale delle famiglie italiane emerge in modo netto la debolezza dei nuclei più giovani, particolarmente marcata in oltre la metà dei casi. L’8% non può contare su nessun genere di patrimonio, e a queste si aggiunge il 42,6% che non ha nessun patrimonio immobiliare (contro il 16,8% medio). Circa il 20% delle famiglie giovani (rispetto al 40% circa del totale delle famiglie) può contare esclusivamente sulla prima casa (3,7%) o sulla prima casa e un conto in banca (19,1%). Il possesso di altri immobili o di investimenti e rendite riguarda circa il 23% di esse, contro il 36% riferito alla totalità delle famiglie italiane. Oltre il 40% delle famiglie giovani vive infatti in una casa in affitto.
Crisi : solo un italiano su due risparmia
luglio 29, 2011
Gli italiani sono un popolo di risparmiatori? Se questo era vero fino a qualche tempo fa, probabilmente questa affermazione deve essere un po’ rivista. Il Centro ricerca Einaudi con Intesa Sanpaolo e con la collaborazione della Doxa, ha sondato infatti, nei mesi di febbraio e marzo 2011 un campione di 1.057 capofamiglia della Penisola.
Il requisito che ha accomunato questi cittadini nell’indagine é stata la titolarità di un conto corrente. La flessione del risparmio e’ una diretta conseguenza della crisi italiana, problema critico, della nostra economia, ed e’ un vero e proprio campanello di allarme. Dall’indagine é emerso che l’incidenza del risparmio sul reddito nazionale disponibile lo scorso anno sia scesa al 6%, meno della meta’ rispetto agli anni 90. Il dato é sceso soprattutto a causa della disoccupazione, e rappresenta un segno negativo dell’economia e dello stato di salute delle famiglie italiane. La crisi ha inoltre costretto il 44% del campione a intaccare i risparmi e solo il 19% non ha mutato nulla del proprio stile di vita. In pratica sono aumentate le rinunce, anche di beni ritenuti importanti: il 21% ha rinviato l’acquisto di una casa, il 38% quello di un auto.
Giovani : il 30% degli under 30 non studia e non lavora
luglio 22, 2011
La crisi economica colpisce anche e soprattutto i giovani ed il loro rapporto con il mondo del lavoro, come già più volte abbiamo detto anche in questa sede. L’Istat ha più volte certificato dati preoccupanti: nel Rapporto statistico conclusivo sull’Italia del 2010, sono 2,1 milioni i ragazzi tra 15 e 19 anni che rientrano nella categoria Neet (not in education, employment or training) ovvero quelli che non lavorano e non studiano. Soprattutto donne, la maggior parte al Sud e con basso livello di istruzione (licenzia media) ma è un fenomeno in aumento anche tra diplomati e cittadini stranieri.
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Famiglie italiane : è crisi profonda
luglio 19, 2011
La crisi ‘morde’ sempre più le famiglie italiane: in base ai dati dell’ultima ricerca condotta dal Centro di ricerca Luigi Einaudi e da Intesa Sanpaolo su rilevazioni Doxa, quasi metà degli italiani per vivere fa ricorso ai risparmi accumulati negli anni passati. Per il 45% del campione consultato dalla Doxa la crisi non è terminata e i suoi effetti persisteranno sui bilanci di famiglia.
A conferma di ciò solo il 19% degli intervistati dice di non aver mutato per nulla il proprio tenore di vita. Il 21% ha invece rinviato l´acquisto di una casa e il 38% quello di un´auto. Non bastasse, il saldo sulla sufficienza del reddito all´età della pensione è di 27 punti percentuali peggiore rispetto al saldo sul reddito corrente. Le dichiarazioni di “impossibilità a risparmiare” toccano il 52,8 per cento.
La impossibilità di risparmiare è più alta nel Mezzogiorno (67,6 per cento). I risparmiatori sono solo il 47,2 per cento del campione e il tasso medio di risparmio (dei risparmiatori) scende al 9 per cento. È lievemente superiore alla media fra i trentenni e i laureati. Il risparmio delle famiglie italiane resta comunque tra i più alti al mondo, pari a 2.570 miliardi, ovvero il 180% del Pil. Meglio di noi fanno solo Gran Bretagna, a 2.910 miliardi, e Usa, a 2.930 miliardi. Dietro c’è la Francia a 2.010 miliardi, la Germania (1.980) e la Spagna (970).



