Sempre più italiani preferiscono andare al discount

ottobre 25, 2011

C’è una bella differenza di prezzo tra le tagliatelle di marca e quelle sconosciute, la cui azienda non sognerebbe mai di pagare decine e decine di migliaia di euro a una delle televisioni nazionali pur di farsi pubblicità. Così é possibile mantenere i prezzi. Il costo di quello che acquistiamo infatti, nella maggior parte dei casi, comprende le spese della pubblicità.  E allora perchè non andare al discount, dove prodotti sconosciuti possono essere perfetti sostituti di quelli più costosi?

Secondo la prima indagine su “Gli italiani e l’alimentazione nel tempo della crisi“, realizzata da Coldiretti-Swg,  la crisi pesa e anche tanto sulle tasche degli italiani. Il 49 per cento di loro dichiara infatti, di riuscire a pagare appena le spese e addirittura un 5-10 per cento sottolinea di non riuscire a comprare neanche l’indispensabile. Si evidenzia la tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount – sottolinea il presidente Coldiretti -, a cui però può corrispondere anche una bassa qualità con il rischio che il risparmio sia solo apparente. Risparmiare oltre un certo limite sul cibo può significare nutrirsi di alimenti che possono essere scadenti con effetti negativi sul piano nutrizionale, sulla salute e sul benessere delle persone.

Le famiglie italiane scelgono gli hard discount

maggio 4, 2009

In Italia, nel 2009,  30 famiglie su 100 si dichiarano, a causa della crisi economica ancora in atto, pronte a ridurre i consumi, ma contestualmente 10 famiglie su 100 intendono aumentarli.

E’ questo,  quello che  emerge da un Rapporto che Unioncamere presenterà il prossimo 7 maggio 2009 nel corso della settima Giornata dell’Economia.

Analizzando la situazione, emerge che, le famiglie italiane,  che puntano a ridurre i consumi prevedono di poter fare a meno di beni come  per esempio le  automobili, l’ abbigliamento, le vacanze, i divertimenti e gli svaghi, a conferma del fatto che le prime spese che si tagliano sono proprio quelle non strettamente necessarie.

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ITALIANI: IL 48% ACQUISTA PRODOTTI A BASSO COSTO

novembre 11, 2008

La crisi che ha colpito il nostro paese,  non ha permesso il rilancio dei consumi e le persone puntano il low cost, preparate ad avere ancora una volta in cambio il peggio. Secondo il Censis, infatti, gli italiani si sono abituati ad una “disarmante esperienza del peggio”: “Settore per settore – spiega il Rapporto – nulla quest’anno ci è stato risparmiato: nella politica come nella violenza intra familiare, nella micro-criminalità urbana come in quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcool come nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi”. Quasi il 90% degli  italiani vorrebbe risparmiare, ma solo il 34% riesce veramente a farlo. Un punto percentuale in più rispetto allo scorso anno, ma è una rondine che non fa primavera: nel 2008, 2 italiani su 3 vivono quotidianamente in mezzo a disagi e difficoltà e aumentano (di 2 punti percentuali rispetto al 2007) le famiglie con gravi problemi economici, che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Gli italiani si scoprono di conseguenza a questa situazione , un popolo di risparmiatori, alla continua ricerca di offerte che consentano di fare acquisti senza dissanguare le proprie finanze, dagli alimentari all’abbigliamento ai viaggi, tutto diventa “low cost”. Per esempio a  causa dei rincari nei prezzi tre italiani su quattro hanno cambiato le abitudini alimentari nel 2007, variando il menù della spesa e diminuendolo in modo drastico del 40%, aumentando allo stesso tempo l’attenzione riposta nella lettura dell’etichetta e prestando più attenzione alla provenienza dei cibi a favore di quelli locali,  non c’è da stupirsi se gli italiani ormai  scelgono gli Hard Discount per fare la spesa. Si spende di più per i medicinali, dentista, visite mediche, analisi cliniche e accertamenti diagnostici. Cresce il valore della spesa per le famiglie che vivono in abitazione di proprietà, usufrutto  e proprietarie di un’abitazione secondaria (fitto figurativo).
La crisi, a quanto pare, non riguarda i fumatori, la spesa dei tabacchi è cresciuta rispetto all’anno scorso, nonostante sia sceso il numero di famiglie che li acquista. Il concetto di “basso costo” non sembra più solo sinonimo di risparmio ma sta diventando espressione di un nuovo stile di vita. Per esempio, il 47% degli italiani dichiara di essere intenzionato ad acquistare un’automobile “low cost”; il 72% ritiene infatti che rappresenti un’ottima occasione di risparmio, il 35% pensa che si tratti di auto molto funzionali, infine il 23% ritiene che acquistare un’auto a basso costo sia indice di un atteggiamento di acquisto responsabile ed intelligente. A conferma di questa tendenza i dati relativi all’acquisto di polizze assicurative da compagnie dirette. Il 42% del campione dichiara di essere intenzionato a stipulare un contratto di polizza con una compagnia diretta. Secondo il 75% degli intervistati le polizze offerte da una compagnia diretta assicurano un buon rapporto qualità/prezzo, oltre alla semplicità di acquisto, via Internet o via telefono (50%) e alla possibilità di “personalizzare” il prodotto alle proprie esigenze (24%).