Mutui: tassi fissi e Cap in crescita
settembre 10, 2010
Buone notizie per i consumatori: i mutui a tassi fissi sono sempre più convenienti. Il tasso d’interesse di riferimento di tali prestiti infatti, l’Eurirs, è disceso ancora verso valori nominali favorevoli, portando i tassi al di sotto della soglia del 5%, almeno per la maggiore.
Già all’inizio del secondo semestre del 2010, difatti, i tassi migliori erano già in ogni caso sotto alla soglia determinata. Tendenza ancor di più evidenziatasi all’inizio, invece, del secondo semestre dell’anno in corso, dove le ricerche riportano mutui a tasso fisso anche ventennale (nelle modalità di ammortamento e rimborso) con un valore d’interesse al 4,11% e un tasso annuo effettivo globale (il cosiddetto TAEG), pari a un già di per sé rilevante 4,27%. la convenienza, quindi, sembra alla portata dei consumatori, quanto meno i mutui cominciano a diventare più convenienti dopo il grande spavento della crisi dei mutui e dei prestiti, la spauracchio delle insolvenze e la crescente precarietà del mondo del lavoro.
Ma è pur vero che se si risica forse si rosica, cosicché in situazioni di tranquillità e stabilità economico-finanziaria (europea – riferita più che altro all’eurozona – e internazionale più in generale), i prestiti e i mutui a tasso variabile posso addirittura scendere al di sotto della soglia del 4%, con valori che si possono includere tra il 3,5% e i quattro punti percentuali. Ottimo, insomma, se si ha una certa possibilità di poter rischiare. Tasso variabile, comunque, che si inserisce tra l’altro in un contesto assai diverso dopo le impennate ed impazzate degli ultimi 2-3 anni. Sono infatti aumentate di molto le richieste che si riferiscono a quelle tipologie di prodotti creditizi e finanziari che le banche o le imprese del credito e del prestito concedono mettendo però vincoli di natura strutturale: tessi all’aumento dei tassi, tipologie di tassazione e costo del denaro misti, e così via. Indicativo anche lo sviluppo di forme di prestito alternative come la cessione del quinto dello stipendio e i prestiti inpdap. Dalle ultime rilevazioni, difatti, emergono dati significativi proprio in questa direzione: ad esempio i mutui con tasso fisso e con tasso variabile di tipologia Cap (ovvero con un limite massimo fissato e determinato oltre la quale soglia non si può andare, proprio perché previsto da contratto, nonostante i mercati potenzialmente possano superarne le soglie) rappresentano il 76% delle erogazioni (che tramutato in richieste effettuate arrivano anche alla soglia del 70% circa). Spread permettendo (costo del denaro facoltativo, ovviamente), si tratta di strumenti sicuri e per quanto possibile rigidi, che permettono quindi di tenere alta la domanda e ottime possibilità di guadagno, facendo altresì aumentare i guadagni finanziari proprio puntando sulla qualità e il costo del denaro: nuova tipologia di business nata sugli spaventi delle ultime vicissitudini del mondo bancario europeo e non.
Come controllare i tassi di interesse sul mutuo
dicembre 26, 2009
Ogni volta che effettuiamo un pagamento rateale sentiamo parlare di interessi e relativi tassi d’interesse. Dagli elettrodomestici ai beni di consumo, passando per l’arredamento, ogni pagamento rateale ha, nel momento in cui si calcola l’importo delle rate da restituire, una maggiorazione per via dei tassi d’interesse. Continua a leggere: Come controllare i tassi di interesse sul mutuo



