Un europeo su 6 non riesce a pagare le bollette

Giugno 26, 2010

Un cittadino europeo su sei, durante il 2009, almeno una volta non ha avuto i soldi per pagare le bollette o per fare la spesa e uno su cinque ha avuto difficoltà nel continuare a pagare le bollette e le rate del mutuo, a maggio 2010. Il 3% si trova in situazione di morosità per quanto riguarda alcune fatture e rate del mutuo ed il 2% ha seri problemi finanziari ed è in mora per molti di tali pagamenti. Ed ancora, tre quarti degli europei ritengono che la povertà sia aumentata nel proprio paese durante l’ultimo anno. Questo è il quadro che emerge dall’indagine Eurobarometro sulle conseguenze sociali della crisi, effettuata nel mese di maggio e presentata dalla Commissione europea.

Per 3 europei su 10 le difficoltà maggiori sono state nel sostenere i costi dell’assistenza sanitaria, ai bambini o di lunga durata per loro o per i loro familiari negli ultimi sei mesi: per l’11% la situazione è diventata “molto più difficile” e per il 18% “un po’ più difficile”. Un europeo su 6 non è molto sicuro o non lo è per nulla, di non perdere il lavoro e quasi la metà dei cittadini pensa che sia abbastanza improbabile o assolutamente improbabile ritrovare un nuovo lavoro entro sei mesi in caso di licenziamento.

Infine, per quanto riguarda le entrate per il futuro, il 73% dei cittadini dell’Unione o si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di più per la vecchiaia. Il 20% teme seriamente che il proprio reddito durante la vecchiaia sia insufficiente a garantire una vita dignitosa ed il 34% se ne preoccupa. In 17 Stati membri la maggior parte degli intervistati teme seriamente o si preoccupa che il proprio reddito durante la vecchiaia non consenta di condurre una vita dignitosa.

Busta paga italiana: la più bassa d’ Europa

Febbraio 4, 2010

Oggi riportiamo una notizia che certo non farà piacere al popolo italiano. Infatti, l’ Italia  è il fanalino di coda sugli stipendi: questo, secondo le rilevazioni effettuate  dall’ Eurispes e  contenute nel ‘Rapporto Italia 2010′. A parità di potere d’acquisto, il nostro Paese occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi dell’Ocse, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro. Continua a leggere: Busta paga italiana: la più bassa d’ Europa

Europa : ecco il primo Freeshop

Gennaio 4, 2010

Parte da  Innsbruck la prima iniziativa di “freeshop”,  ossia di negozio dove tutto è gratis. Il progetto, lanciato nel 2007, sembra andare molto bene,  considerato che a Vienna hanno aperto già due negozi di questo tipo,  mentre la moda si sta espandendo anche in Belgio e Olanda.

Unico dictat: non prendere oltre tre oggetti al giorno e divieto assoluto di rivendita. Stando alla definizione che è possibile trovare sul web,  si tratta di un vero e proprio progetto etico, valida alternativa al sistema capitalistico. Assomigliano in tutto e per tutto ai negozi di carità, solo che tutto è libero e disponibile, che si tratti di un libro, un pezzo di arredamento, un indumento o un articolo casalingo, ecc. ecc. “A noi non importa che chi prenda gli oggetti sia in uno stato di bisogno assoluto, che sia povero, può anche essere ricchissimo - spiega Valentina Callovi, di Trento, una dei due italiani che gestisce Kostnix, a Innsbruck (gli altri volontari sono tutti austriaci) - l’importante è che quello che ha preso gli serva davvero, o gli piaccia”. E dunque l’obiettivo  fondamentale dei freeshop non è quello di combattere la povertà, ma il consumismo, la tendenza a disfarsi degli oggetti che non servono più gettandoli nel cestino, senza pensare che anziché diventare rifiuti, con i pesanti costi di smaltimento che ne conseguono, potrebbero ancora servire a qualcuno, che eviterebbe così di acquistarli,  risparmiando. Come ci si finanzia? “Siamo poco più di una decina di persone – racconta ancora Valentina - e quindi riusciamo a tenere aperto Kostnix solo il martedì e il mercoledì. Ognuno di noi vi lavora senza retribuzione per due ore la settimana. L’affitto del negozio, 20 metri quadri nel centro storico di Innsbruck, costa 400 euro al mese. Ci finanziamo con un concerto annuo, delle serate con il vin brulè nelle quali ognuno offre quello che vuole, la città di Innsbruck ci dà 1000 euro l’anno, e la stessa cifra ci viene versata dai Verdi, che apprezzano il nostro contributo all’ambiente (contribuiamo alla riduzione dei rifiuti attraverso il riutilizzo degli oggetti”.   Gli utenti di questo tipo di servizio, sono dei più variegati ma non  si può dire lo stesso  per chi va a comprare. “Vengono a prendere gli oggetti soprattutto studenti - dice  infine Valentina - oppure signore di 50-60 anni per lo più straniere (qui c’è per esempio un’ampia comunità turca), o infine donne con i bambini piccoli”.

Italia: la spesa costa meno in Europa

Novembre 23, 2009

Rispetto agli altri Paesi Europei come il Regno Unito, la Francia e la Spagna, fare la spesa in Italia, presso i supermercati, costa molto di più. Ad affermarlo è Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, commentando i risultati di un’indagine effettuata proprio sui supermercati da Which, un’Associazione di Consumatori inglese. Confrontando infatti alcuni prezzi per esempio si è notato che la maggior parte dei prodotti che in Italia costa di più, sono cosmetici e prodotti per l’igiene, ma non mancano anche prodotti per l’alimentazione, come per esempio Kellogg’s e Nescafè. Infatti, in un anno gli italiani spendono per quei quindici prodotti 848 euro contro i 621 spesi per esempio dagli inglesi. Continua a leggere: Italia: la spesa costa meno in Europa

Natale 2009 : pochi regali anche in Europa

Novembre 22, 2009

Quest’anno ci saranno meno regali sotto l’albero di Natale  anche  per gli  Europei. Secondo un sondaggio, condotto dalla shopping community di Ciao tra i suoi utenti di tutta Europa, quest’anno gli abitanti del vecchio Continente non hanno intenzione  di spendere molto per i regali di Natale. Metà degli intervistati infatti,  ha risposto che per queste feste,  ha in programma un forte taglio alle spese per regali e festeggiamenti.  L’unica che non segue questa moda, è la Spagna: per sfidare la crisi non mancheranno infatti i regali sotto gli alberi iberici. Uno spagnolo su cinque dichiara che spenderà per i presenti natalizi più di quanto non abbia speso l’anno scorso, mentre in Germania lo farà un tedesco su sei e un italiano su dieci in Italia. Un altro dato uscito dalla ricerca realizzata da Ciao è che gli utenti preferiscono le community online per cercare idee e informazioni relative ai potenziali regali di Natale e anche per risparmiare.  Continua a leggere: Natale 2009 : pochi regali anche in Europa

Telefonini:da Luglio chiamare in Europa costa meno

Giugno 10, 2009

Il taglio delle bollette di telefonia mobile - anche fino al 60% -  è stato approvato ieri dai ventisette ministri delle Comunicazioni, dopo l’approvazione del Parlamento europeo.
Infatti, dal primo luglio 2009,  telefonare e inviare sms, in Europa, sarà sensibilmente meno caro.
Questo è quello che accadrà, un messaggino inviato da un Paese all’altro della Unione europea non dovrà costare più di 11 centesimi di euro, iva esclusa, mentre la media attuale è di 29 centesimi.

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Bankitalia: mutui per la casa in calo, ma i tassi scendono

Giugno 6, 2009

Il Governatore della Banca d’Italia, a fronte della relazione annuale dell’istituzione, ha elencato vari dati che riguardano la situazione dei mutui per la casa in Italia e quindi che riguardano, di conseguenza, quella che è la situazione immobiliare in Italia e del suo mercato nella nostra società, caratterizzata, come si sa, dalla forte propensione al possesso e quindi all’acquisto della propria abitazione: almeno più dei nostri colleghi europei e dei cittadini americani. Continua a leggere: Bankitalia: mutui per la casa in calo, ma i tassi scendono

Aiuti europei per le imprese

Giugno 5, 2009

La Commissione europea, viste le ultime vicissitudini e polemiche tra banche e imprese, ha deciso di dare al via ad alcune misure particolari per quanto riguarda il rapporto tra i due soggetti, non proprio idilliaco negli ultimi tempi di crisi economica. Infatti la stretta creditizia non è più un mistero, e le aziende che si trovano in una situazione di difficoltà non fanno che aumentare, anche per colpa di questa problematica molto seria.
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CGIA: in Italia i prestiti alle aziende più cari d’Europa

Giugno 3, 2009

L’attuale situazione creditizia non è favorevole: né in Italia né all’estero. E questo è confermato da studi specialistici, inchieste giornalistiche, statistiche ufficiali, previsioni delle istituzioni centrali e non, come confermano, in particolare, le recenti prese di posizione della Banca Centrale Europea di Francoforte guidata dal governatore Jean-Claude Trichet nonché da quelle prese dallo stesso governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Situazione ancora più fortemente sottolineata dalle varie unioni imprenditoriali: Confindustria, Confcommercio, eccetera. Continua a leggere: CGIA: in Italia i prestiti alle aziende più cari d’Europa

Se i prestiti diminuiscono, aumentano i risparmi

Maggio 31, 2009

Il mercato dei prestiti, in questo 2009, non è dei più rosei, e i dati che emergono dalle varie società che elaborano informazioni quantitative su questo argomento lo dimostrano ampiamente. È probabile, quindi, anzi è quasi sicuro, che l’incertezza economica e finanziaria, nonché la solidità delle nostre famiglie ed imprese minata dai grandi eventi globali abbiano in qualche modo favorito un forte irrigidimento del mercato in termini di concessione creditizia. Continua a leggere: Se i prestiti diminuiscono, aumentano i risparmi

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