Tassi di interesse prestiti troppo alti: nuove proposte per aiutare i cittadini
aprile 1, 2010
Conti, rate, tassi, mutui, interessi, bollette: la vita quotidiana dei cittadini è sempre estremamente dura. E se hanno sulle spalle anche il peso di un mutuo, per quanto basse possano essere le rate, a fine mese è difficile fa quadrare i conti.
Da adesso, però, c’è un nuovo accordo che nasce per aiutare tutti i lavoratori che ricorrono alla cessione del quinto dello stipendio: è stata, infatti, siglata una convenzione tra la Fondazione Crt, Unione Industriale e Camera di Commercio. L’idea prende le mosse dalla FIOM, il sindacato dei metalmeccanici, che ha rilevato che circa il 40% dei lavoratori del settore ha un debito contratto con un mutuo o con altri simili prodotti bancari, e che a malapena riesce a coprire le spese – o non le copre affatto – dato lo stipendio che riceve.
L’accordo vuole modificare la legge che tutela i lavoratori che utilizzano la cessione del quinto del loro stipendio; attualmente i tassi di prelievo dallo stipendio si aggirano tra il 12,5 e il 15, con picchi del 17%. Il tasso di usura è fissato al 18, e questi sono veramente al limite. L’accordo vuole chiedere una modifica per cui non sia possibile superare oltre il 25% dei tassi per i prestiti ai privati fissati da Bankitalia, mentre adesso si può arrivare anche al 50%.
Si chiede anche una maggiore trasparenza sui costi, per consentire a tutti i contraenti dei mutui la percezione esatta di ciò che verrà loro a costare l’apertura di un finanziamento, considerando anche il grande numero di intermediari che hanno un margine di guadagno sui passaggi per ottenerlo. Senza contare poi che occorre una maggiore trasparenza anche sulle spese accessorie, spesso celate agli occhi di chi si reca in banca a chiedere un prestito, e che invece dovrebbe conoscere bene dato che sono a suo esclusivo carico. Tali spese a volte raggiungono cifre esorbitanti e non sono conteggiate come spese detraibili né dalla dichiarazione dei redditi né dall’importo del mutuo: sono veri e propri costi “extra” per la burocrazia, che invece potrebbe essere grandemente snellita e velocizzata.



