Meno credito agli immigrati

dicembre 16, 2009

L’immigrazione è un fenomeno che accompagna da sempre la vita degli uomini, nella storia. Ed è un fenomeno in cui si condensano tutte le difficoltà che derivano dal lavoro, la condizione sociale, economica, i progetti di vita.
In questo periodo, in particolare, mentre l’economia stende a riprendersi e il mercato del credito tende a dare spiragli di apertura e rilancio, ma fino ad un certo e timido punto, si segnala come, invece, chi vive in Italia e lavora nel nostro bel paese, provenendo da un paese vicino o da chissà dove (dall’Asia e dall’Africa in particolare), difficilmente riesce ad accedere al credito al consumo, ai prestiti e quindi anche ai mutui per la casa, quelli sostanzialmente più importanti per i progetti di vita degli immigrati, venuti appunto a metter su radici in Italia e dare un futuro dignitoso ai propri figli.
Il credit crunch dei mutui, infatti, rischia così di diventare una vera e propria emergenza sociale, poiché è nella crisi delle compravendite immobiliari che si manifesta un disagio sociale tipicamente contemporaneo. Se è vero che in Italia la maggior parte delle case sono di proprietà, è anche vero che le ultime generazioni non riescono a comprarne una, e per lo più, quando invece ne dispongono di una, si tratta di una abitazione già comperata dai genitori. Se a questa problematica, la crisi economica non ha certo dato sviluppi positivi, il tutto si accenta per quanto riguarda gli immigrati, le cui condizioni lavorative e patrimoniali non certo facilitano l’accesso ai mutui e quindi l’acquisto della prima casa.
La contrazione dei mutui che riguardano gli stranieri, infatti, è di quasi il 25 percento. Un tasso molto alto rispetto agli altri paesi e ai cittadini nazionali in genere. Ed inoltre è una situazione che peggiorerà nei prossimi anni. Le previsioni del 2010 non sono certo rosee. Se nel 2009 gli acquisti sono stati 78 mila circa, nel 2010 tale cifra dovrebbe di poco superare 50 mila (gli analisti immobiliari parlano di 53 mila compravendite). I compratori, con una rata media di 500-600 euro, sono per lo più rumeni, indiani e quindi cinesi, che riescono, quando possono e hanno accesso ai mutui, a pagare il 20 o 30% dell’immobile subito (il valore medio è di 110 mila euro: quello totale si intende). Dove? Per lo più le grandi città, ma sorprende il primo posto di Prato, seguita, appunto, da Roma, Torino, poi addirittura Venezia, quindi ancora Milano e Bologna.
L’immigrato che si trova in Italia, quindi, è ben disposto ad impegnarsi nel costruire nel tempo una vita stabile e duratura, fondata sui cardini della socialità italiana: il lavoro, la famiglia e quindi la casa.