Prestiti Inpdap : cosa sono e come funzionano

maggio 16, 2011

I prestiti Inpdap,  sono dedicati ai dipendenti statali. L’inpdap in aggiunta alla gestione delle pensioni offre un servizio di offerta di prestiti a chi risulta registrato a uno specifico fondo. I prestiti Inpdap sono concessi in maniera diretta tramite un fondo o indirettamente tramite accordi con le banche.

Tra i prestiti inpdap troviamo i piccoli prestiti che hanno un importo non superiore a ottomila euro e possono essere rimborsati in un numero di rate inferiore a trentasei. Un ulteriore tipo di prestiti inpdap che è decisamente interessante è costituito dai prestiti pluriennali che sono prestiti che possono essere richiesti da chi è impiegato da un minimo di quattro rate e sono rimborsati con rate mensili. Per ottenere questo genere di prestiti è necessario indicare i motivi per chi si necessita del finanziamento e frequentemente i tempi per ottenere i prestiti inpdap non risultano essere molto rapidi. Possiamo individuare poi i prestiti Inpdap offerti da banche che dispongono di accordi particolari.
Questi finanziamenti possono essere richiesti senza spiegare le ragioni per chi si richiede il prestito. I prestiti Inpdap risultano essere comunque convenienti perchè permettono di avere condizioni molto più vantaggiosi rispetto ai soliti prestiti.

Prestiti erogati

aprile 7, 2011

Le centrali di rischio finanziario sono banche dati che si occupano di raccogliere informazioni relative alla situazione dei prestiti erogati, sia a privati sia a imprese, e la loro restituzione. Queste informazioni vengono raccolte al fine di determinare il grado di rischio o le probabilità di insolvenza di tutte le persone che richiedono qualsiasi tipologia di prodotto finanziario. Queste informazioni sono accessibili a tutte le banche e istituti eroganti nel momento in cui devono concedere un prestito oppure no.

In generale le centrali di rischio possono essere di 3 tipi:

- Pubblica, ovvero quella gestita direttamente dalla Banca d’Italia e riguarda solo i finanziamenti di importi che superano i 75 mila euro.

- Gestita dalla Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) sotto la supervisione della Banca d’Italia per finanziamenti dai 30 mila ai 75 mila euro.

- Private, regolarizzate solo nel 2004 e che riguardano importi inferiori ai 30mila euro. Prima di questa data, i dati dei cattivi pagatori venivano conservate per più di 5 anni; attualmente invece la tempistica massima si è ridotta a tre anni.

In Italia, a gestire l’intera mole di informazioni raccolte è il CRIF, una società privata che registra tutti i movimenti relativi ai prestiti personali e ai finanziamenti. La CRIF, non è semplicemente un archivio di “cattivi pagatori”, ma di tutti coloro che richiedono un prestito, anche di quei finanziamenti rimborsati puntualmente.

Nel caso in cui si è stati segnalati come “cattivi pagatori” ci sono grandi possibilità di vedersi negata la richiesta di un nuovo prestito. Le banche negheranno facilmente l’accesso al finanziamento o chiederanno delle garanzie aggiuntive come la firma di una terza persona.

Per quel che riguarda la cancellazione della banca dati, è possibile effettuarla in qualsiasi momento se si è stato un pagatore regolare, cioè nel caso in cui i prestiti siano stati rimborsati puntualmente; è possibile richiedere la cancellazione dei dati della banca dati ma, in questo caso, non è conveniente perché uno storico positivo in questi archivi rappresenta una garanzia per gli istituti eroganti che potrebbero concedere prestiti maggiormente convenienti. Nel caso in cui si tratta di segnalazioni per insolvenze o ritardi nei pagamenti, la cancellazione dei dati avviene in modo automatico in base a diverse tempistiche:

- Nel caso di ritardo di una o due rate, i dati vengono cancellati dopo un anno dall’estinzione del prestito

- Nel caso di ritardi di più di 2 rate, i dati vengono cancellati automaticamente dopo 2 anni dalla regolarizzazione

- Nel caso in cui i ritardi non vengono sanati, la cancellazione dei dati avviene dopo 3 anni dall’estinzione del prestito

Come abbiamo appena visto, non è facile ottenere un finanziamento se si è stato segnalato nella CRIF, ma non è neanche impossibile. Infatti, esistono alcune tipologie di finanziamenti accessibili anche ai “cattivi pagatori” come la cessione del quinto dello stipendio. Un prestito personale riservato a dipendenti e pensionati nel quale non viene valutata la solvibilità dei richiedenti.

Jessica Parra | Cessione Quinto INPDAP.

Prestiti inpdap per pensionati e dipendenti pubblici

agosto 24, 2010

A tutti può capitare di trovarsi di fronte alla necessità di dover effettuare una spesa improvvisa. Un elettrodomestico da dover cambiare o la riparazione dell’auto che ci lascia a piedi da un momento all’altro. È possibile che nello stesso momento i soldi messi da parte non bastino per risolvere autonomamente il problema. Oltre alla possibilità di richiedere un finanziamento alla propria banca è possibile prendere in considerazione l’idea dei prestiti Inpdap a pensionati e dipendenti pubblici.

I prestiti possono essere richiesti senza bisogno di presentare documentazioni che attestino una necessità particolare o un certificato medico e sono rivolti a tutti gli iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. I moduli, scaricabili dal sito ufficiale dell’Inpdap, possono essere riconsegnati all’ufficio provinciale o territoriale dell’Istituto direttamente se si è pensionati o tramite la propria amministrazione se si è dipendenti.

Gli importi ottenibili sono pari ad una mensilità netta del proprio stipendio per le richieste di prestito annuale, due due mensilità per le concessioni biennali e di tre mensilità per quelle triennali.  Gli importi possono raddoppiare nel caso in cui chi richiede il prestito non abbia altre trattenute in corso per cessione del quinto dello stipendio. Il tasso d’interesse è del 4,25% a cui va sommato lo 0,5% di spesse di amministrazione e un’aliquota di premio fondo rischi.

Prestiti Inpdap agevolati a dipendenti pubblici e pensionati

agosto 19, 2010

Se siete dipendenti pubblici o pensionati e avete bisogno di un prestito di una piccola somma per far fronte ad una spesa improvvisa potete valutare la possibilità di richiedere un prestito all’Inpdap invece che rivolgervi alla vostra banca di fiducia. Vi si è rotta la lavatrice? Avete un tubo che perde in bagno?
Sul sito dell’Istituto di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, troverete alla voce “Piccolo Prestito” le caratteristiche dei prestiti Inpdap agevolati per i dipendenti pubblici e per i pensionati. Se non avete altre trattenute del quinto dello stipendio potrete ottenere fino a 8 mila euro senza dover giustificare la richiesta con una nota spese o con un certificato medico.

 
In base al numero di rate di restituzione del prestito infatti potrete ottenere la somma pari al vostro stipendio netto da restituire in 12 mesi, due stipendi o tre stipendi se restituirete la somma in  24 o 36 mesi. La somma raddoppia se il richiedente non ha altre ritenute sulla busta paga.

Il piano offerto dall’Inpdad prevere untasso di interesse nominale annuo del 4,25%, a cui vanno sommate l’aliquota per le spese d’amministrazione dello 0,50% e un Premio fondo rischi calcolato in proporzione all’età di chi richiede il prestito. Una volta superato il periodo minimo di ammortamento è possibile anche il rinnovo della concessione per un periodo di 6 mesi nel caso di una richiesta di piano annuale e di 12 mesi e 18 mesi nel caso di prestiti biennali e triennali.

Il Quinto per pensionati INPS e INPDAP

giugno 13, 2010

Poste Italiane conferma la propria offerta in termini di credito, prestiti e mutui, e ai pensionati dedica uno strumento già ben conosciuto: la cessione del quinto della pensione.
Questo strumento finanziario, cioè, rende possibile il rimborso della rata del piano di ammortamento da restituire al creditore, detraendola direttamente da ciò che l’ente versa mensilmente all’utente beneficiario che quindi diventa debitore. Continua a leggere: Il Quinto per pensionati INPS e INPDAP

Il sistema pensionistico in Italia

marzo 3, 2009

Un annoso problema in Italia è la riforma del sistema pensionistico. Per pensione comunemente detta si intende una sorta di “stipendio” che un lavoratore riceve alla fine del suo contratto di lavoro, dopo aver versato, negli anni di lavoro, i contributi necessari.

In Italia, tale forma previdenziale è principalmente a carico dello stato che, negli anni, sottrae dalla busta paga una quota destinata agli enti assistenziali e previdenziali come l’INPS: si tratta della pensione di anzianità lavorativa. Negli ultimi anni stanno crescendo anche le quote versate dai lavoratori ad enti para statali o ad assicurazioni private, data la difficoltà di tirare avanti con una pensione di scarsa entità e con poco potere d’acquisto: si tratta della previde complementare.

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