Fisco: Famiglie italiane tartassate

giugno 29, 2011

Ennesima conferma sul fronte del fisco italiano: una rilevazione della Cgia evidenzia come il peso delle tasse sulle famiglie italiane è tra i più alti d`Europa.
Per l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese in Italia le detrazioni di imposta per i familiari a carico ammontano a circa 11,3 miliardi di euro.

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Italia : una famiglia su 3 non arriva a fine mese

febbraio 4, 2010

Una famiglia su 3 non arriva a fine mese. Continuano per questo motivo  a ridursi le spese per tempo libero, vacanze, pasti fuori casa e non stupisce se, oggi, il 47,1% di famiglie veda peggiorata la propria situazione economica (2 anni fa erano il 37,6 per cento).
Dito puntato primariamente,  contro le banche: nonostante, denuncia l’annuale rapporto Italia, presentato, a Roma, dall’Eurispes, abbiamo ricevuto aiuti pubblici per circa 3mila miliardi di euro (più o meno il doppio del Pil italiano), di cui 1.264 miliardi solo in Europa (49 istituti destinatari), i prestiti destinati a risollevare il settore privato, famiglie e imprese, sono in costante calo: nell’area euro, a ottobre scorso, segnavano una diminuzione dello 0,8% su base annua e dello 0,3% su base mensile.

Le banche sono troppo care e distanti dalle esigenze delle famiglie. La bocciatura emerge dal sondaggio  che è stato condotto dall’Eurispes per il suo Rapporto Italia 2010. A giudicare eccessivamente onerosi i prestiti concessi dagli istituti e’ il 45,2% degli intervistati. Ma cio’ che maggiormente viene contestato al sistema creditizio e’ la sua lontananza dalle esigenze della gente comune. L’86,1% del campione ritiene infatti,  che le banche non siano in alcun modo (46,6%) o poco (39,5%) in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie. Il 55,2% degli italiani e’ inoltre molto convinto che le banche diano credito solo a chi dimostra gia’ di possedere beni e l’84,1% le giudica esose.

Molta diffusa è anche  l’idea che le banche diano credito ai potenti indipendentemente dalle garanzie: appartiene al 71,5% degli intervistati. Il 75,7% degli italiani pensa che gli istituti di credito raccolgano i risparmi tra i piccoli per finanziare i grandi. Appena il 16,5% giudica le banche importanti per finanziare le imprese. Insufficienti anche i servizi offerti: il 78,4% del campione ne da’ un giudizio negativo o appena sufficiente.

La tornata di privatizzazioni di alcuni servizi pubblici inoltre, ha prodotto risultati abbastanza modesti sul fronte del miglioramento delle prestazioni a favore dei cittadini: il 61,9% degli italiani giudica alquanto deludente la qualità dei servizi resi dalle nuove Spa.

Censis : il 30 % delle famiglie italiane non arriva a fine mese

gennaio 5, 2010

Più di una famiglia italiana su quattro arriva con grande difficoltà alla fine del mese,  e per coprire le necessità quotidiane è costretta ad ingegnarsi attingendo sempre di più,  ai risparmi accumulati nel tempo, dilazionando i pagamenti o chiedendo un prestito. A guidare le famiglie in questa situazione, una comune strategia, cercare di   risparmiare su tutto.

A fotografare  questa situazione, è stato il rapporto 2009 del Censis dedicato alla situazione sociale del Paese. Dall’indagine emerge infatti che,  il 28,5% delle famiglie ha avuto difficoltà a coprire le spese mensili con il proprio reddito. Un dato che si confronta, al contrario, con un 71,5% che invece dichiara di avere un reddito sufficiente, con una quota che sale quasi al 79% nel nord-est e scende al 63,5% al sud. Dal Rapporto emerge che, in Italia ci sono un milione e 50 mila famiglie in condizione di “povertà alimentare”, pari al 4,4% del totale, con un divario territoriale enorme tra Nord e Sud : ci sono regioni come Veneto, Toscana, Lazio e Trentino Alto Adige che hanno quote di famiglie in povertà alimentare sotto al 3% e altre come Calabria, Basilicata e le due isole che, invece, presentano valori nettamente più elevati (dal 6,2% al 10,8%). Il disagio sociale è quindi fortemente territorializzato, dice  ancora il Censis, che pubblica anche una graduatoria delle province dalla quale emerge che il gap tra Centro-Nord e Sud-isole è molto evidente e relativo a tutte le dimensioni del disagio considerate, da quelle private (consumi e reddito) a quelle di natura collettiva, come le infrastrutture. Le province più problematiche risultano essere Palermo, Agrigento, Matera, Lecce, Caserta, Crotone, Vibo Valentia e Caltanissetta; al contrario, Trieste, Aosta, Belluno e Siena sono le province con livello di disagio sociale più basso. E non dimentichiamo infine che per colpa della crisi economica oltre 760 mila posti di lavoro sono stati  persi in un anno.

Le famiglie italiane scelgono gli hard discount

maggio 4, 2009

In Italia, nel 2009,  30 famiglie su 100 si dichiarano, a causa della crisi economica ancora in atto, pronte a ridurre i consumi, ma contestualmente 10 famiglie su 100 intendono aumentarli.

E’ questo,  quello che  emerge da un Rapporto che Unioncamere presenterà il prossimo 7 maggio 2009 nel corso della settima Giornata dell’Economia.

Analizzando la situazione, emerge che, le famiglie italiane,  che puntano a ridurre i consumi prevedono di poter fare a meno di beni come  per esempio le  automobili, l’ abbigliamento, le vacanze, i divertimenti e gli svaghi, a conferma del fatto che le prime spese che si tagliano sono proprio quelle non strettamente necessarie.

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