Italiani : i più tartassati per le tasse

gennaio 16, 2012

Gli italiani si confermano tra i cittadini più tartassati d’Europa. La conferma arriva dall’ultima rilevazione di Eurostat, pubblicata nel rapporto ‘Tax revenue in the European Union’, dove si evidenzia come in Italia continuiamo ad avere una pressione fiscale sopra la media sia di Eurolandia (40,2%) sia dell’Unione a 27 (39,6%). L’Italia resta tra i Paesi europei dove è più alto il peso di tasse e contributi sul Pil. Infatti, nonostante la pressione fiscale nel 2010 sia calata al 42,6%, dal 43,1% del 2009, la posizione ricoperta nella classifica europea è rimasta immutata. La Penisola continua a piazzarsi quarta in Eurozona, alle spalle di Belgio (46,4%), Francia (44,5%) e Austria (43,7%).

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Crisi : probabili tasse per i proprietari di case

novembre 14, 2011

La casa è un valore sicuro.  Scontato è pertanto pensare come, in tempi di crisi, proprio il principale valore immobiliare possa diventare la fondamentale base imponibile per possibili modifiche all’ordinamento fiscale, con la presa in considerazione di un incremento dei livelli di tassazione patrimoniale. Il principale timore adesso degli italiani,  è naturalmente relativo a un aggiornamento delle rendite catastali, utili per il calcolo dell’ ICI, dell’Irpef per i redditi fondiaria, dell’imposta di registro, di catasto, ipotecarie, di successione. Un incremento che non si esclude possa essere all’ interno della forbice del 5% – 10%, e che pertanto potrebbe provocare il pagamento di maggiori tasse in capo ai proprietari immobiliari, per un controvalore di qualche decina di euro l’anno.

Ad ogni modo, sembra piuttosto opportuno che dal novero delle innovazioni delle tasse sugli immobili siano escluse le prime case (ad eccezione di quelle di lusso). Pertanto, i proprietari di casa non dovranno temere eccessive penalizzazione dalle prossime misure governative, con una patrimoniale che non dovrebbe generare pregiudizi significativi a chi possiede solo una casa.

Risparmio : missione impossibile per gli italiani

ottobre 31, 2011

Per il 65% degli italiani è impossibile dar seguito a qualsiasi forma di risparmio. Una percentuale che appare in lieve aumento rispetto allo scorso anno, e che conferma le straordinarie difficoltà cui il tessuto sociale italiano sta andando incontro in questo ulteriore periodo di crisi economico finanziaria locale e internazionale, che ci sta inesorabilmente colpendo.

E le previsioni sono tutt’altro che rosee. Stando a quanto affermato da una recentissima indagine che l’Acri ha compiuto con l’Ipsos, infatti, la percentuale degli italiani che riesce a risparmiare è in nuova flessione, con un vero e proprio crollo nel Mezzogiorno.

Di contro, come era prevedibile in tempi di concreto pessimismo (oltre che, giustificato) quali quelli attuali, sta aumentando in maniera significativa la percentuale di coloro che teme di non riuscire a farlo nel prossimo anno.La ricerca rivela così che solo il 35% degli italiani (contro il 36% dello scorso anno) riesce a risparmiare, con un dato che al Sud precipita a quota 25%.

Tasse : arriva il nuovo redditometro

ottobre 27, 2011

Il fisco lancia la sfida ai furbetti con il nuovo redditometro. Inizia la sperimentazione, che durerà 2-3 mesi, del nuovo strumento di controllo che attraverso le associazioni di categorie ha l’obbiettivo di monitorare e accertare la coerenza tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa.

Da febbraio 2012 entrerà poi a regime. Il redditometro riguarderà le dichiarazioni presentate nel 2010 relative cioè all’anno d’imposta 2009. Dunque per l’Agenzia delle Entrate sarà possibile usare il redditometro a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2010.  Nell’ambito del nuovo redditometro sono state individuate sette categorie di spesa: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazione e contributi, istruzione, attività sportive e ricreative e cura delle persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Le famiglie considerate sono, dunque, oltre 22 milioni e verranno divise in 55 gruppi omogenei che si otterranno incrociando gli 11 nuclei familiari, dai single con meno di 35 anni alle coppie con più di tre figli, alle cinque aree geografiche (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole). Per ciascuno dei 55 gruppi omogenei le voci indicative della capacità di spesa contribuiscono in misura differenziata alla stima del reddito della famiglia.

Sempre più italiani preferiscono andare al discount

ottobre 25, 2011

C’è una bella differenza di prezzo tra le tagliatelle di marca e quelle sconosciute, la cui azienda non sognerebbe mai di pagare decine e decine di migliaia di euro a una delle televisioni nazionali pur di farsi pubblicità. Così é possibile mantenere i prezzi. Il costo di quello che acquistiamo infatti, nella maggior parte dei casi, comprende le spese della pubblicità.  E allora perchè non andare al discount, dove prodotti sconosciuti possono essere perfetti sostituti di quelli più costosi?

Secondo la prima indagine su “Gli italiani e l’alimentazione nel tempo della crisi“, realizzata da Coldiretti-Swg,  la crisi pesa e anche tanto sulle tasche degli italiani. Il 49 per cento di loro dichiara infatti, di riuscire a pagare appena le spese e addirittura un 5-10 per cento sottolinea di non riuscire a comprare neanche l’indispensabile. Si evidenzia la tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount – sottolinea il presidente Coldiretti -, a cui però può corrispondere anche una bassa qualità con il rischio che il risparmio sia solo apparente. Risparmiare oltre un certo limite sul cibo può significare nutrirsi di alimenti che possono essere scadenti con effetti negativi sul piano nutrizionale, sulla salute e sul benessere delle persone.

Italiani : ancora pessimisti per il 2011

gennaio 20, 2011

Per il 18,9% degli italiani la situazione economica del Paese sarà migliore rispetto a quella del 2010, per il 48,0% sarà simile mentre per il 33,1% peggiorerà. In sostanza, poco meno di sette italiani su dieci ritengono che la situazione del paese sarà uguale o migliore rispetto a quella dell’anno appena passato, inoltre aumenta la quota di ottimisti (per lo più uomini, giovani, residenti al Nord) e si riducono i pessimisti (prevalentemente donne, giovanissimi e anziani, residenti al Sud).
Aspettative di cauto ottimismo, dunque, che si ritrovano anche in relazione alla situazione economica personale o della propria famiglia: quasi otto italiani su dieci, infatti, si aspettano nel 2011 una stabilità o un miglioramento rispetto a quella dello scorso anno, mentre solo due italiani su dieci prevedono un peggioramento.
Tra i timori degli italiani per l’anno appena iniziato, si confermano le “paure” di sempre – in particolare l’incertezza verso il futuro (per il 53,3% delle famiglie), la salute (41,9%), le difficoltà a fronteggiare economicamente le proprie esigenze (32,6%) – quelle che oggi, a causa della crisi, hanno spesso a che fare con la serenità economica di molte famiglie, in particolare nelle regioni del Sud Italia. Paure e timori dei quali gli italiani tengono conto, tuttavia, senza cedere né ad uno sterile senso di rassegnazione né ad un ottimismo ingenuo, ma guardando al futuro con senso della realtà e con il desiderio di allungare il passo.

Costo della vita : è allarme

settembre 29, 2010

Qualche ragione per lamentarsi gli italiani la hanno sempre, infatti, uno studio realizzato dall’istituto di credito svizzero Ubs attesta l’elevato livello del costo della vita nelle città del Belpaese. Nello specifico, confrontando il livello dei prezzi e dei salari, la banca elvetica ha scoperto che Roma è più cara di Milano, ma che entrambe le metropoli sono posti meno convenienti per vivere di molti altri angoli del mondo.

Analizzando i dati raccolti da Ubs (che ha preso in considerazione costo della vita e livello dei salari in vari entri urbani), il Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio) ha evidenziato le innegabili difficoltà con cui si trovano a dover convivere ogni giorni gli italiani. L’organismo, cui  aderiscono le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, non ha potuto sorvolare sulla graduatoria attinente il potere d’acquisto dei cittadini. Nella speciale classifica, Roma si piazza al 41/mo posto e Milano, capitale economica d’Italia, non riesce a oltrepassare la 27/ma posizione.

Meglio di entrambe hanno fatto anche città come Mosca, Johannesburg, Lubiana, Taipei, Atene o Nicosia. Secondo le associazioni dei consumatori i risultati dell’indagine dipingono uno scenario non certo facile. La costante crescita di prezzi e tariffe e la sostanziale stabilità dei salari, a loro dire, sarebbero condizioni che impediscono a molti di mantenere un adeguato tenore di vita. Il timore espresso dagli analisti del Casper è che nel contesto di crisi che si è creato, i cittadini italiani risultino oltremodo penalizzati rispetto agli abitanti di altri Paesi e rischino di scivolare in sempre maggior numero verso la fascia di povertà.

Findomestic : migliora la fiducia degli italiani

febbraio 16, 2010

Secondo l’Osservatorio Findomestic, dagli ultimi dati forniti,  la fiducia degli italiani sulla situazione complessiva del Paese è in ripresa: è interessante vedere come i primi mesi dell’anno abbiano sempre rivelato una tendenza positiva che, in questo caso, potrebbe aiutare anche  una ripresa dei consumi. Analizziamo adesso i vari settori. Per il settore del tempo libero: crescono solo le attrezzature sportive, probabilmente spinte dalla stagione dei saldi, mentre le attrezzature per il fai da te, i viaggi e le vacanze registrano un trend negativo.
Elettrodomestici: in crescita i piccoli, stabili i bianchi, mentre calano decisamente TV, Hi Fi e video. Nel mese di gennaio l’acquisto di piccoli elettrodomestici è stata la categoria che ha fatto registrare il maggiore aumento nelle intenzioni d’acquisto, passando dal 16,1% di dicembre al 22,9% di gennaio.
Il settore  TV, video e Hi Fi sconta  invece il boom dei mesi precedenti originato dalla buona performance  dei  televisori di ultima generazione a basso prezzo. E’ invece in lieve crescita il prezzo medio previsto per l’acquisto di questa categoria di beni con 658€, contro i 594€ di dicembre. La telefonia è in leggero aumento mentre il comparto PC ed accessori risulta in calo.
Autoveicoli e motoveicoli: le previsioni legate all’acquisto di auto nuove segnano una lieve crescita mentre sono in calo quelle di  auto usate, di motocicli e di scooter.

La previsione d’acquisto di auto nuove registra una lieve crescita dopo mesi di calo costante. I valori, comunque, rimangono assolutamente in linea con quelli registrati negli anni precedenti. La cifra massima che si può spendere  per comprare l’auto nuova è in media poco meno di 18.000€, con una diminuzione di circa 1.500€ rispetto al mese precedente; anche quella per l’auto usata è in calo e si attesta attorno ai 7.800€; mentre quella per motocicli e scooter è di 2.200€ circa (più che dimezzata rispetto al mese precedente).
La categoria dei motocicli/scooter conferma ancora una volta il suo andamento altalenante con il calo di gennaio.

Arredamento e casa:  Le previsioni d’acquisto/ristrutturazione di abitazione sono in calo rispetto al mese precedente e confermano i valori di gennaio 2009. Quelle concernenti l’acquisto di mobili, al contrario, confermano il buon andamento già rilevato a fine 2009 e fanno registrare valori simili a quelli pre-crisi. La cifra massima spendibile per questo ambito,  si conferma in aumento ed è mediamente di poco inferiore ai 4.000€.

Crisi : cambiano le abitudini alimentari degli italiani

gennaio 15, 2010

In merito all’indagine Istat su reddito e risparmi delle famiglie italiane, la Cia segnala che nel 2009 sul fronte degli acquisti domestici  di prodotti alimentari si registra, in quantità, una sostanziale stabilità (una crescita del solo 0,4 per cento).  Scendono pane, carne bovina, olio d’oliva. Bene frutta, ortaggi, pasta, vini a denominazione d’origine, latte e i suoi derivati. Aumenta la spesa negli hard-discount. Il 35 per cento degli italiani,  limita gli acquisti, il 34 per cento  cerca di optare per prodotti di qualità inferiore.

Durante l’anno appena trascorso -rileva la Cia- le prime stime (i dati definitivi si avranno soltanto nei prossimi mesi) parlano di una contrazione, su base tendenziale, nella domanda di derivati dei cereali (meno 1,5 per cento), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta, che mette a segno un aumento. Si dovrebbero registrare, in quantità, flessioni anche per la carne bovina (meno 2,2 per cento) e avicola (meno 0,8 per cento), per l’olio di oliva (meno 1,3 per cento) e per i vini e spumanti (meno 1,4 per cento).

Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi, mentre crescono quelli di ortaggi (più 1,4 per cento). Una domanda più vivace, invece, si è registrata  per il latte e i derivati del latte (più 0,8 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In crescita i consumi di frutta (più 2,9 per cento).

Sempre dai dati di cui sopra, emerge che, la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40 per cento. In particolare, si attesta al 43,4 per cento per il pane, al 49,2 per cento per la pasta, al 55,7 per cento per la carne, al 58 per cento per il pesce e al 53,7 per cento per frutta e verdura.

Sempre nel 2009, la spesa per generi alimentari e bevande, secondo le prime stime, ha rappresentato, in media, il 19,1 per cento di quella mensile totale ed è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,6 per cento pesce, 2,7 per cento latte, formaggi e uova, 0,8 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,8 per cento bevande.

Gli italiani e lo shopping

dicembre 15, 2009

Roma si conferma capitale anche per quanto riguarda la spesa intelligente con  il 76% dei consumatori che effettua acquisti in maniera efficace, Napoli conquista la medaglia d’argento con il 58%, mentre Milano si aggiudica il terzo posto con il 50% dei milanesi che fanno una spesa intelligente.  Gli italiani, sono attenti al fattore prezzo, e tendono a non lasciarsi tentare da acquisti impulsivi e si guardano in giro per confrontare i prezzi e assicurarsi la migliore offerta. Infatti, più di un italiano su due (52%) cerca di spendere il meno possibile, circa il 60% confronta i prezzi, il 51% si attiene al budget stabilito e ben il 71% ricerca prodotti in promozione. Tuttavia i risultati rilevati nelle singole città mostrano alcune differenze di approccio allo shopping intelligente. Mentre i consumatori romani e napoletani si distinguono per l’inclinazione a spendere poco (rispettivamente 63% e 61%) e per un’eccellente attenzione al budget di spesa, i milanesi sembrano essere meno sensibili al fattore costo (45% degli intervistati). I consumatori napoletani e romani, 8 shopper su 10, sono molto propensi all’acquisto di prodotti in promozione, la media scende a 5 su 10 per i consumatori meneghini. Infine, 6 napoletani su 10 esplorano nuovi prodotti, mentre i milanesi e i romani paiono avere un atteggiamento più tiepido nei confronti delle novità (46% e 45%). Per quanto riguarda invece, i metodi di pagamento utilizzati per gli acquisti viene sicuramente privilegiato il contante (86%) in tutta Italia con un picco del 95% dei rispondenti a Napoli. Le carte di credito sono però usate quotidianamente da ben il 45% dei consumatori di Milano contro un 8% di quelli di Roma e il 7% di quelli di Napoli. Questi due ultimi dati appaiono sorprendenti se si considera che rispettivamente 4 consumatori romani e 3 napoletani su 10  possiedono una o più carte di credito oltre alla carta di debito bancomat e 2 su 10 o una carta di credito o un bancomat.  Nel caso dei milanesi la media dei titolari di carte di credito sale a 4 su 10. 
Ed ancora, il consumatore italiano del Nord e del Centro fa regolarmente acquisti su internet. Il sondaggio infatti ha evidenziato che 7 milanesi e 6 romani su 10 fanno shopping su Internet e di questi 1 su 2 milanesi usa le carte di credito per i pagamenti, mentre sono ben 8 consumatori romani su 10 che si affidano alla carta di credito per acquistare sul web. 38% dei consumatori napoletani sono e-shopper e il 20% paga la merce acquistata su Internet avvalendosi della carta di credito. Ricordiamo che i dati di cui abbiamo parlato in questo articolo sono stati forniti da un sondaggio condotto da Visa Europe.

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