Crisi : cambiano le abitudini alimentari degli italiani
gennaio 15, 2010
In merito all’indagine Istat su reddito e risparmi delle famiglie italiane, la Cia segnala che nel 2009 sul fronte degli acquisti domestici di prodotti alimentari si registra, in quantità, una sostanziale stabilità (una crescita del solo 0,4 per cento). Scendono pane, carne bovina, olio d’oliva. Bene frutta, ortaggi, pasta, vini a denominazione d’origine, latte e i suoi derivati. Aumenta la spesa negli hard-discount. Il 35 per cento degli italiani, limita gli acquisti, il 34 per cento cerca di optare per prodotti di qualità inferiore.
Durante l’anno appena trascorso -rileva la Cia- le prime stime (i dati definitivi si avranno soltanto nei prossimi mesi) parlano di una contrazione, su base tendenziale, nella domanda di derivati dei cereali (meno 1,5 per cento), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta, che mette a segno un aumento. Si dovrebbero registrare, in quantità, flessioni anche per la carne bovina (meno 2,2 per cento) e avicola (meno 0,8 per cento), per l’olio di oliva (meno 1,3 per cento) e per i vini e spumanti (meno 1,4 per cento).
Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi, mentre crescono quelli di ortaggi (più 1,4 per cento). Una domanda più vivace, invece, si è registrata per il latte e i derivati del latte (più 0,8 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In crescita i consumi di frutta (più 2,9 per cento).
Sempre dai dati di cui sopra, emerge che, la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40 per cento. In particolare, si attesta al 43,4 per cento per il pane, al 49,2 per cento per la pasta, al 55,7 per cento per la carne, al 58 per cento per il pesce e al 53,7 per cento per frutta e verdura.
Sempre nel 2009, la spesa per generi alimentari e bevande, secondo le prime stime, ha rappresentato, in media, il 19,1 per cento di quella mensile totale ed è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,6 per cento pesce, 2,7 per cento latte, formaggi e uova, 0,8 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,8 per cento bevande.
Gli italiani e lo shopping
dicembre 15, 2009
Roma si conferma capitale anche per quanto riguarda la spesa intelligente con il 76% dei consumatori che effettua acquisti in maniera efficace, Napoli conquista la medaglia d’argento con il 58%, mentre Milano si aggiudica il terzo posto con il 50% dei milanesi che fanno una spesa intelligente. Gli italiani, sono attenti al fattore prezzo, e tendono a non lasciarsi tentare da acquisti impulsivi e si guardano in giro per confrontare i prezzi e assicurarsi la migliore offerta. Infatti, più di un italiano su due (52%) cerca di spendere il meno possibile, circa il 60% confronta i prezzi, il 51% si attiene al budget stabilito e ben il 71% ricerca prodotti in promozione. Tuttavia i risultati rilevati nelle singole città mostrano alcune differenze di approccio allo shopping intelligente. Mentre i consumatori romani e napoletani si distinguono per l’inclinazione a spendere poco (rispettivamente 63% e 61%) e per un’eccellente attenzione al budget di spesa, i milanesi sembrano essere meno sensibili al fattore costo (45% degli intervistati). I consumatori napoletani e romani, 8 shopper su 10, sono molto propensi all’acquisto di prodotti in promozione, la media scende a 5 su 10 per i consumatori meneghini. Infine, 6 napoletani su 10 esplorano nuovi prodotti, mentre i milanesi e i romani paiono avere un atteggiamento più tiepido nei confronti delle novità (46% e 45%). Per quanto riguarda invece, i metodi di pagamento utilizzati per gli acquisti viene sicuramente privilegiato il contante (86%) in tutta Italia con un picco del 95% dei rispondenti a Napoli. Le carte di credito sono però usate quotidianamente da ben il 45% dei consumatori di Milano contro un 8% di quelli di Roma e il 7% di quelli di Napoli. Questi due ultimi dati appaiono sorprendenti se si considera che rispettivamente 4 consumatori romani e 3 napoletani su 10 possiedono una o più carte di credito oltre alla carta di debito bancomat e 2 su 10 o una carta di credito o un bancomat. Nel caso dei milanesi la media dei titolari di carte di credito sale a 4 su 10.
Ed ancora, il consumatore italiano del Nord e del Centro fa regolarmente acquisti su internet. Il sondaggio infatti ha evidenziato che 7 milanesi e 6 romani su 10 fanno shopping su Internet e di questi 1 su 2 milanesi usa le carte di credito per i pagamenti, mentre sono ben 8 consumatori romani su 10 che si affidano alla carta di credito per acquistare sul web. 38% dei consumatori napoletani sono e-shopper e il 20% paga la merce acquistata su Internet avvalendosi della carta di credito. Ricordiamo che i dati di cui abbiamo parlato in questo articolo sono stati forniti da un sondaggio condotto da Visa Europe.
Natale 2009: vacanze per molti italiani
dicembre 5, 2009
Crisi o non crisi, anche quest’anno tra Natale e Capodanno ci saranno molti italiani che non faranno a meno di partire regalandosi un meritato viaggio; a rilevarlo è stata un’indagine condotta da Confesercenti-SWG, da cui è emerso come, rispetto allo scorso anno, nel 2009 i vacanzieri di Natale e di Capodanno cresceranno di ben 1,5 milioni, il che stupisce parecchio, visto il continuo parlare di crisi che occupa da tempo le pagine del nostro blog.
A conti fatti però, la voglia di ferie e di relax sembra si sia addirittura amplificata, a conferma di come molti italiani aspettino quasi con ansia spasmodica il periodo natalizio anche per lasciarsi dietro le spalle, almeno per una settimana, le difficoltà e le beghe quotidiane.
Continua a leggere: Natale 2009: vacanze per molti italiani
Italia : giovani e donne guadagnano poco
novembre 22, 2009
In Italia il mercato del lavoro, in termini di stipendio, penalizza molto sia i giovani, sia le donne, che guadagnano sicuramente meno rispetto alle altre categorie. E’ questo uno dei dati emersi da “Domanda di Lavoro e Retribuzioni nelle Imprese Italiane“, un Rapporto curato da Unioncamere che ha monitorato a tutto campo l’andamento di salari e stipendi degli italiani. Ebbene, lo scorso anno le retribuzioni nel settore privato sono cresciute dell’1,7% a fronte di una media pari a 25.510 euro all’anno, ovverosia poco più di duemila euro al mese; ma questo valore medio è frutto di ampi divari che sussistono tra lavoratori privi di qualifica e dirigenti, ed in generale, come accennato, tra uomini e donne. Un dirigente, infatti, guadagna in media poco più di 93 mila euro, mentre un lavoratore dipendente non qualificato ne guadagna meno di 22 mila; allo stesso modo, un uomo guadagna mediamente 26.600 euro all’anno, mentre la donna, con una media retributiva di 23.500 euro, guadagna oltre tremila euro in meno all’anno. Continua a leggere: Italia : giovani e donne guadagnano poco
Crisi: italiani preoccupati per il lavoro
novembre 13, 2009
Ai tempi della crisi, che ancora sfortunatamente occupa le pagine di questo blog, è il lavoro la preoccupazione più grande per i cittadini italiani. Infatti, un italiano su cinque dichiara che, da un anno a questa parte, qualcuno nella sua famiglia ha perso il lavoro o è stato messo in cassa integrazione. E’ questo uno dei tanti dati emersi dall’ultimissima ricerca effettuata dalla Confesercenti-Ispo che conferma come gli italiani di fronte alla crisi, in nove casi su dieci, siano abbastanza o molto preoccupati riguardo alla situazione economica. Sul versante imprenditoriale, nei primi nove mesi di quest’anno sono letteralmente sparite in Italia la bellezza di centomila aziende operanti nel settore del turismo, dei servizi e del commercio; ciò è accaduto sia per la stretta creditizia, sia in virtù del fatto che le famiglie hanno tagliato i consumi sia a causa del calo dei redditi, sia a seguito della perdita del potere d’acquisto. Continua a leggere: Crisi: italiani preoccupati per il lavoro
Italia : Crescono gli stipendi degli italiani ?
settembre 29, 2009
Ecco una buona notizia per tutti i cittadini italiani. Cresce infatti, la media dei redditi, anche se non si tratta di un’ incremento omogeneo. Alla prima posizione si trova la Lombardia che segna un +570 euro rispetto a quanto rilevato l’anno precedente, in fondo alla classifica ci sono purtroppo le Regioni del Sud: Basilicata +460, Puglia +370 e Calabria +340 euro. Anche in Abruzzo si registra solo un +450. A presentare questi dati è l’Ancot, l’associazione nazionale consulenti tributari, sulle dichiarazioni dei redditi nel 2008 delle persone fisiche per i redditi relativi all’anno d’imposta 2007. Continua a leggere: Italia : Crescono gli stipendi degli italiani ?
Crisi : gli italiani preferiscono la qualità alla quantità
settembre 16, 2009
Con nostro grande dispiacere, ancora in questa sede siamo costretti a parlare di crisi. E quando c’è la crisi, si acquista di meno. Ma gli italiani come rispondono a questa perdurante situazione ? Abbassando le quantità comprate, ma non certo la qualità della roba. Questo è quanto emerge da una ricerca effettuata dall’ISPO, che è l’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione di Renato Mannheimer per i vent’anni del Consorzio Melinda. Il consumo di alimentari, quindi pane, pasta, carne, pesce, frutta, verdura, cambia moltissimo nelle abitudini alimentari degli italiani. Ecco quindi che si, sceglie la qualità. Dai dati raccolti e acquisiti emerge infatti che il 59% prova a spendere meno spendendo meglio, con un occhio di riguardo per la qualità dei prodotti che acquista. Continua a leggere: Crisi : gli italiani preferiscono la qualità alla quantità
Mutui e prestiti : migliora la situazione degli italiani
luglio 28, 2009
In Italia l’indebitamento delle famiglie è in forte calo. A rilevarlo è stato un ultimissimo Rapporto effettuato dal Censis-Confcommercio, ma il miglioramento della situazione debitoria degli italiani, secondo l’ associazione Federconsumatori, non è dovuto al fatto che le famiglie siano diventate più parsimoniose o più previdenti.
L’Associazione, infatti, rileva come il calo dell’indebitamento sia la risultante dell’ abbassamento dei consumi, a partire dall’acquisto di beni durevoli come per esempio possono essere le macchine che, di norma, vengono acquistate attraverso la stipula di finanziamenti. Ne consegue, secondo le stime dell’Osservatorio della Federconsumatori, che di questo passo i consumi in Italia nel 2009 registreranno una contrazione del 3% circa con minori acquisti pari a ben 20 miliardi di euro.
Continua a leggere: Mutui e prestiti : migliora la situazione degli italiani
Confcommercio : Il Natale 2008 costerà agli italiani 8 milioni di euro
novembre 29, 2008
Quest’anno gli italiani per le festività natalizie spenderanno complessivamente circa 8 miliardi di euro. A rilasciare tale stima è stata la Confcommercio che, sebbene lo scenario sia di crisi, non prevede il crollo dei consumi grazie anche al fatto che tra gli italiani è ben radicato il rito degli acquisti di Natale. Insomma, non ci sarà nessun crollo dei consumi a Dicembre, anche se, spiegano da Confcommercio, presentando le previsioni su tredicesime e consumi di Natale, tra venti di crisi e inflazione reale, i volumi d’affari, in tutti i settori del commercio, si ridurranno, in media, dell’1-1,5 per cento. «Nonostante i tanti problemi noti a tutti – sottolinea il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – si tratta, comunque, di un buon segnale, dovuto a tre motivi principali: la consueta ritualità degli acquisti, una quota della tredicesima che viene destinata alle spese e il fatto che la distribuzione vende un prodotto su tre attraverso promozioni e offerte». Inoltre , il presidente della Confcommercio ha accolto con favore la decisione del Governo di aiutare le famiglie più bisognose con la ‘social card‘, anche se questa iniziativa non è di certo risolutiva dei problemi di bilancio delle famiglie. La social card, dice il presidente, “è sì un passo importante verso le famiglie che hanno bisogno ma così non si risolve il problema”.
Continua a leggere: Confcommercio : Il Natale 2008 costerà agli italiani 8 milioni di euro



