Indennità di disoccupazione : 2009, anno record di richieste

Gennaio 20, 2010

A causa del lavoro che scarseggia sempre di più, e che non permette a nessuno di poter programmare il futuro,  lo scorso anno, in base ai dati dei primi 11 mesi del 2009, in Italia sono state presentate la bellezza di 1,7 milioni di domande di indennità di disoccupazione.

A rilevarlo è  stata la Cgil che, in particolare, non ha nascosto la propria preoccupazione in merito a quei lavoratori che, avendo fatto richiesta di indennità all’inizio dello scorso anno, adesso sono in scadenza dei termini per la fruizione del beneficio. Trattasi, nello specifico, dei lavoratori che, avendo meno di 50 anni, percepiscono l’indennità di disoccupazione per un periodo pari ad otto mesi anziché 12.

Secondo Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, occorre risalire a quante persone, rispetto al totale di 390 mila che hanno chiesto l’indennità di disoccupazione nei primi quattro mesi dello scorso anno, il beneficio è scaduto o sta per scadere; trattasi tra l’altro di dati pubblici che vanno resi noti e che, secondo l’esponente del Sindacato, sono fondamentali per capire quali decisioni prendere a tutela dei lavoratori, e soprattutto come procedere quanto prima per poter usufruire di questi soli.  Al riguardo, in particolare, la Cgil da tempo chiede, proprio per evitare che le persone rimangano senza indennità, che venga prolungato il beneficio della disoccupazione.

E intanto, Ilaria Lani, che è  responsabile per le politiche giovanili della CGIL Nazionale, ha replicato in merito alla proposta, un po’ provocatoria, fatta proprio in questi giorni del Ministro Brunetta di imporre per Legge ai giovani di andare via da casa per crearsi un futuro. Si tratterebbe di quella che è stata subito battezzata come legge “anti-bamboccioni”, per la quale il responsabile Cgil ha replicato  esattamente con questa frase :  “meno ‘boutade’ e più risposte al disagio dei giovani”.

Meno credito agli immigrati

Dicembre 16, 2009

L’immigrazione è un fenomeno che accompagna da sempre la vita degli uomini, nella storia. Ed è un fenomeno in cui si condensano tutte le difficoltà che derivano dal lavoro, la condizione sociale, economica, i progetti di vita.
In questo periodo, in particolare, mentre l’economia stende a riprendersi e il mercato del credito tende a dare spiragli di apertura e rilancio, ma fino ad un certo e timido punto, si segnala come, invece, chi vive in Italia e lavora nel nostro bel paese, provenendo da un paese vicino o da chissà dove (dall’Asia e dall’Africa in particolare), difficilmente riesce ad accedere al credito al consumo, ai prestiti e quindi anche ai mutui per la casa, quelli sostanzialmente più importanti per i progetti di vita degli immigrati, venuti appunto a metter su radici in Italia e dare un futuro dignitoso ai propri figli.
Il credit crunch dei mutui, infatti, rischia così di diventare una vera e propria emergenza sociale, poiché è nella crisi delle compravendite immobiliari che si manifesta un disagio sociale tipicamente contemporaneo. Se è vero che in Italia la maggior parte delle case sono di proprietà, è anche vero che le ultime generazioni non riescono a comprarne una, e per lo più, quando invece ne dispongono di una, si tratta di una abitazione già comperata dai genitori. Se a questa problematica, la crisi economica non ha certo dato sviluppi positivi, il tutto si accenta per quanto riguarda gli immigrati, le cui condizioni lavorative e patrimoniali non certo facilitano l’accesso ai mutui e quindi l’acquisto della prima casa.
La contrazione dei mutui che riguardano gli stranieri, infatti, è di quasi il 25 percento. Un tasso molto alto rispetto agli altri paesi e ai cittadini nazionali in genere. Ed inoltre è una situazione che peggiorerà nei prossimi anni. Le previsioni del 2010 non sono certo rosee. Se nel 2009 gli acquisti sono stati 78 mila circa, nel 2010 tale cifra dovrebbe di poco superare 50 mila (gli analisti immobiliari parlano di 53 mila compravendite). I compratori, con una rata media di 500-600 euro, sono per lo più rumeni, indiani e quindi cinesi, che riescono, quando possono e hanno accesso ai mutui, a pagare il 20 o 30% dell’immobile subito (il valore medio è di 110 mila euro: quello totale si intende). Dove? Per lo più le grandi città, ma sorprende il primo posto di Prato, seguita, appunto, da Roma, Torino, poi addirittura Venezia, quindi ancora Milano e Bologna.
L’immigrato che si trova in Italia, quindi, è ben disposto ad impegnarsi nel costruire nel tempo una vita stabile e duratura, fondata sui cardini della socialità italiana: il lavoro, la famiglia e quindi la casa.

Crisi: italiani preoccupati per il lavoro

Novembre 13, 2009

Ai tempi della crisi, che ancora sfortunatamente occupa le pagine di questo blog,  è il lavoro la preoccupazione più grande per i cittadini italiani. Infatti, un italiano su cinque dichiara che, da un anno a questa parte, qualcuno nella sua famiglia ha perso il lavoro o è stato messo in cassa integrazione. E’ questo uno dei tanti dati emersi dall’ultimissima ricerca effettuata dalla Confesercenti-Ispo che conferma come gli italiani di fronte alla crisi, in nove casi su dieci, siano abbastanza o molto preoccupati riguardo alla situazione economica. Sul versante imprenditoriale, nei primi nove mesi di quest’anno sono letteralmente sparite in Italia la bellezza di centomila aziende operanti nel settore del turismo, dei servizi e del commercio; ciò è accaduto sia per la stretta creditizia, sia in virtù del fatto che le famiglie hanno tagliato i consumi sia a causa del calo dei redditi, sia a seguito della perdita del potere d’acquisto. Continua a leggere: Crisi: italiani preoccupati per il lavoro

Aumento delle imprese per animali

Agosto 29, 2009

L’uomo amico degli animali: sembra questo il diktat che vede sempre più persone dedite alla cura dei nostri amici a quattro zampe. Nonostante la crisi economica, infatti, il settore della cura degli animali – da compagnia soprattutto – non vede decrementi e anzi, è un settore decisamente importante per le entrate economiche che produce. Continua a leggere: Aumento delle imprese per animali

Trento: prestiti d’onore ai disoccupati

Agosto 28, 2009

Nella provincia autonoma di Trento, fino al 24 settembre, sarà possibile presentare una domanda per accedere ai prestiti d’onore erogati dall’Agenzia del Lavoro della città, situata in via R. Guardini 75. È la seconda volta che l’Agenzia del Lavoro del capoluogo trentino apre l’accesso ai prestiti d’onore. Continua a leggere: Trento: prestiti d’onore ai disoccupati

Prestito per i cassaintegrati

Giugno 6, 2009

Il mondo del lavoro, nel nostro bel paese, non gode di un buon momento. Secondo Bankitalia, infatti, gli effetti della crisi devono ancora manifestarsi nella loro pienezza e PIL – il prodotto interno lordo, che oltre a misurare il tasso di produzione di un sistema economico come quello nazionale, ne misura anche il potenziale benessere – e il tasso stesso di occupazione, direttamente dipendente dal primo, mostrano – ancora una volta – segni di cedimenti strutturali, a conferma e a riprova di quanto sta avvenendo nel mondo attuale: nell’Europa federata, come e sopratutto nella nostra nazione. Continua a leggere: Prestito per i cassaintegrati

Donne, famiglia e lavoro : in arrivo nuove norme

Maggio 6, 2009

Finalmente come era anche giusto dopo tanto tempo di sacrifici e difficoltà, arrivano  delle buone notizie per le mamme italiane che lavorano: entreranno infatti, a breve in vigore nuove norme che aiuteranno le donne a conciliare i tempi del lavoro e i tempi per la famiglia, adesso quasi impossibile per moltissime donne. Le novità più importanti,  riguardano l’introduzione nel nostro Paese,  dei voucher per gli asili nido, l’introduzione della ‘Tagesmutter’, ovvero la ‘mamma di giorno’, il micro asilo di condominio e infine presso i Comuni, ci saranno per chi ne avrà bisogno,  dei cittadini, anzi  dei veri e propri ‘albi’ per badanti e baby-sitter a domicilio. Continua a leggere: Donne, famiglia e lavoro : in arrivo nuove norme

Focus sulle pensioni

Aprile 18, 2009

È al vaglio del governo una trattativa riguardante le pensioni. È necessaria, infatti, una riforma strutturale del piano previdenziale degli Italiani che si accingono a ritirarsi dal lavoro e dal sistema retributivo\contributivo per entrare nel solo sistema di assistenza alla vecchiaia. Ma spesso, al momento di ritirarsi dal lavoro o già prima, dal momento in cui si iniziano a pagare i contributi previdenziali per la pensione di anzianità, non si ha ben chiaro qual è il sistema vigente e di conseguenza non si ha la necessaria conoscenza di ciò cui si va incontro negli anni.

Attualmente, in Italia sono previsti diversi sistemi pensionistici.
Il primo è il sistema retributivo.

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I fondi pensione

Marzo 10, 2009

Con un comunicato ufficiale, Assogestioni, cioè l’associazione italiana del risparmio gestito, ha diffuso i dati relativi al ricorso dei contribuenti alla previdenza complementare, privata e para statale. I fondi pensione sono quindi in rapido aumento per un giro di affari di quasi 5 miliardi di euro e quasi 850mila iscritti.  Gli investimenti sono cresciuti di oltre 300milioni solo nell’ultimo trimestre del 2008: è un dato esplicativo che chiarisce la necessità di sicurezza e di previdenza per il futuro, a fronte della difficile situazione economica mondiale e finanziaria nazionale. Continua a leggere: I fondi pensione

Il sistema pensionistico in Italia

Marzo 3, 2009

Un annoso problema in Italia è la riforma del sistema pensionistico. Per pensione comunemente detta si intende una sorta di “stipendio” che un lavoratore riceve alla fine del suo contratto di lavoro, dopo aver versato, negli anni di lavoro, i contributi necessari.

In Italia, tale forma previdenziale è principalmente a carico dello stato che, negli anni, sottrae dalla busta paga una quota destinata agli enti assistenziali e previdenziali come l’INPS: si tratta della pensione di anzianità lavorativa. Negli ultimi anni stanno crescendo anche le quote versate dai lavoratori ad enti para statali o ad assicurazioni private, data la difficoltà di tirare avanti con una pensione di scarsa entità e con poco potere d’acquisto: si tratta della previde complementare.

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