In Italia aumenta l’accesso al monte dei pegni
Novembre 29, 2008
Un tempo si diceva «evitare di fare il passo più lungo della gamba». Un errore che pare capitare sempre più spesso, soprattutto a chi non è abituato alla condizione di “povero”. E’ il ceto medio a scivolare piano piano nella voragine dei debiti, a fare i conti con uno stipendio che non basta più, e a vedere la fine del mese come un traguardo sempre più lontano. Tra i tanti segnali di malessere economico che attanagliano le famiglie italiane c’è anche l’impennata di clienti al banco dei pegni. Quello che un tempo era l’ultima spiaggia per chi si trovava in bolletta, ora è un sistema di finanziamento sempre più frequente per le persone “normali” che hanno bisogno di soldi per riempire il frigorifero. Il Monte dei Pegni dal 2001, secondo le stime diffuse dall’Adoc, ha aumentato del 7% l’anno il numero delle persone che hanno fatto richiesta di credito a pegno. Si impegnano preziosi e orologi per un massimo di 30 mila euro, dichiara l’Adoc. Di questi, circa il 5 - 6% non viene riscattato e finisce all’asta pubblica. Negli ultimi mesi è sicuramente cresciuto l’interesse della gente per questo tipo di finanziamento, che tra l’altro può essere ottenuto in maniera molto più rapida rispetto a quanto generalmente avviene -recandosi in banca.
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