I tassi scendono, ma le difficoltà restano. Attesa per la moratoria.
dicembre 16, 2009
Può sembrare strano, ma dopo le bolle immobiliari, la crisi del settore finanziario e la generale sfiducia nel sistema creditizio, le famiglie italiane non riescono ad uscire da una situazione ormai incontrollabile e di difficile soluzione, almeno in una prospettiva di breve o medio periodo.
Gli analisti, nelle previsioni di medio raggio, infatti, non paventano soluzioni di sorta per la difficoltà di imprese e famiglie a far fronte all’acquisto di immobili, strumenti industriali, e così via.
In particolare, è ovvio, la situazione è benché pesante per le famiglie italiane, nonostante i tassi di interesse che si applicano ai mutui per l’acquisto della casa continuano a scendere e segnalano, nelle ultime rilevazioni tecniche, valori mai così in ribasso negli ultimi 15 anni. Questo, infatti, è ciò che emerge dal bollettino statistico in supplemento pubblicato dalla Banca d’Italia di via nazionale a Roma, governata da Mario Draghi, e che riguarda il mese di ottobre. Infatti, si legge dallo stesso, il tasso medio che è stato praticato alle famiglie italiane per acquistare – con dei prestiti bancari – la prima casa è stato il più basso da addirittura il lontano 1995: segnando, in particolare, una quota del 2,97%, vero e proprio record storico. A settembre, poi, lo stesso tasso medio era stato registrato su di una quota pari al 3,06%, risultato già di grande rilevanza, anche considerato il momento non propriamente roseo per tutto il settore e le tasche già di per sé martoriate degli italiani, che in qualche modo tentano di reagire alla crisi, ma gli effetti per il momento non è che siano ancora vistosi o strutturalmente rilevanti. Anzi, tutt’altro. E per far quindi fronte ad un calo perenne delle compravendite immobiliari – puntello necessario allo sviluppo sociale di un paese- l’Abi, ovvero l’associazione delle banche d’Italia, ha deciso di rendere operativa una moratoria che possa venire incontro a quelle che sono le esigenze dei consumatori italiani. Quando questo avverrà e in che modalità è ancora da definire, e non se ne verrà a capo se prima non saranno decisi punti stabili che possano dare il via all’accordo tra le parti chiamate in causa. In particolare, il principale scoglio, oltre alle questioni temporali di ammortamento o moratoria stessa (dovrebbe comunque essere di 12 mesi), va deciso quale debba essere il tetto dei mutui che in essa possano rientrare: fermandosi ovviamente alla prima casa: precondizioni necessaria e incontrovertibile. L’Abi ha proposto una cifra intorno ai 120-130 mila euro. I consumatori chiedono, invece, che venga fatto uno sforzo e tale cifra sia portata almeno a 150 mila euro.
Accordo invece sul ritardo di pagamento, che invece di 90 giorni – come inizialmente previsto – sarà esteso a 180.



