Comprare casa : oggi meglio senza mutuo

settembre 30, 2011

Vendo, permuto, scambio! sono sempre di più gli italiani disposti a comprare o vendere, senza passare per il mutuo.

Secondo l’ufficio studi del portale immobiliare idealista.it, gli annunci di scambio o permuta sono cresciuti del 73% nell’ultimo anno. Un fenomeno che ha preso quota da quando, con la crisi, le banche hanno iniziato a erogare meno prestiti per comprare casa.

Il tema è di interesse in quanto aiuta a comprendere le mutate condizioni del mercato. – spiega Vincenzo De Tommaso, responsabile ufficio studi idealista.it -Una domanda fiacca ha finito per deprimere anche il mercato di sostituzione, perché chi vende non vuole compromettersi prima di avere la certezza di aver concluso la trattativa. con meno soldi in circolazione, ma una maggiore offerta di immobili, la permuta è diventa un’alternativa valida per accelerare le compravendite”


Cosa si “baratta” online?
Tagli grandi – oltre i 120 m2 con più di 4 stanze, in contesti di prestigio – per tagli piccoli da mettere a reddito nelle zone centrali delle città.
Il vecchio appartamento per uno nuovo, in questo modo il venditore, normalmente un costruttore, rientra più rapidamente nell’investimento e può avviare un nuovo cantiere, mentre il compratore raggiunge il suo scopo senza dover ricorrere al mutuo.
Ma c’è chi ha un’abitazione in località di vacanza e cerca di scambiarla con un monolocale o un bilocale nelle grandi città, per un figlio che studia fuori regione o per un cambio di vita, magari dettato da nuove esigenze lavorative.

Case: sale la rata del mutuo

aprile 10, 2011

Il rialzo del costo del denaro deciso dalla Bce, interesserà 2.233.000 famiglie italiane titolari di un mutuo casa a tasso variabile e si tradurrà in un incremento medio annuo di 132,4 euro.

La stima arriva dalla Cgia di Mestre che evidenzia come le famiglie più colpite saranno quelle del Centrosud: in particolare quelle che abitano, nella provincia di Pescara (+207,7 euro), di Cagliari (+ 204,9 euro), di Roma (+203,4), di Sassari (+ 201,6) e Napoli (+198,7).
Le meno investite dagli aumenti, invece, saranno le famiglie che risiedono nelle nuove province sarde: Carbonia-Iglesias (+29,7), Medio Campidano (+23) e Ogliastra (+15).
La Cgia di Mestre fa notare che su 3.350.000 famiglie italiane con un mutuo casa, circa due su tre hanno in essere un mutuo a tasso variabile, e quindi saranno interessate dal provvedimento.
Attualmente, la rata media a livello nazionale è pari a 713,8 euro che, con l’aumento medio di 132,4 euro, porterà la rata media annua a pesare sui portafogli delle famiglie italiane per 724,8 euro.

Cancellare un’ipoteca

ottobre 28, 2010

 

Vi sono varie ragioni giudiziarie, legali e finanziarie che possono portare alla estinzione dell’ipoteca immobiliare.

L’ipoteca, in particolare, è una forma di garanzia che viene prestabilita nel momento in cui un utente acquirente di un immobile, richiede un finanziamento per tale operazione ad una banca o comunque ad un istituto di credito. Tale strumento, per la precisione, serve a coprire il costo del finanziamento sborsato dall’ente bancario, nell’ipotetico caso in cui il beneficiario dell’acquisto, venga meno, per le più disparati ragioni (anche oggettive), agli obblighi previsti dalla legge nei confronti dell’ente emittente il mutuo.

Secondo l’articolo 2810 del codice civile, infatti, con l’ipoteca sul bene in questione, la banca o comunque il soggetto che eroga il mutuo, ha il diritto di riscattarne la proprietà nel momento in cui si verifichi una situazione di insolvenza grave da parte del titolare del mutuo in questione.

Tuttavia, comunque, vi sono varie ragioni per cui una ipoteca può decadere. Cioè ragioni per cui essa possa essere cancellata e quindi perdere efficacia.

Tali motivazioni sono contenute sempre nel codice civile, in questo caso nell’articolo 2878, che per la precisione indica i suddetti casi che provocano la cancellazione dell’ipoteca. La prima motivazione è quella più semplice e facilmente intuibile, e riguarda la fine del debito. Nella maggior parte dei casi cioè, a meno di vincoli contrattuali differenti, opzioni, clausole, eccetera, nel momento in cui il debito viene estinto, l’ipoteca decade in maniera naturale e inderogabile. I casi di eccezione, in particolare, sottolineano il mancato termine del legame contrattuale e per questo non segnano l’estinzione del debito. Se il debito, quindi, dell’utente che aveva stipulato il mutuo con una determinata banca finisce di pagare regolarmente le rate e quindi tutto il finanziamento, la banca creditrice perderà al termine di questo processo anche il favore della ipoteca eventualmente associata al mutuo stesso.

Tuttavia, e per svariate e complesse ragioni economiche, può essere la banca stessa o comunque il creditore stesso a rinunciare come primo passo al credito che viene altrimenti garantito dall’ipoteca e di conseguenza all’ipoteca stessa.

Gli altri casi per cui una ipoteca può essere cancellate prevedono modalità sia naturali che forzose. Ad esempio l’ipoteca può terminate nel momento in cui essa scade. Ogni ipoteca, cioè, che viene stipulata come momento accessorio o componente essenziale del mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa o di un altro fabbricato, infatti, è sempre collegato ad una precisa durata temporale. Essa può al termine di questo periodo, essere rinnovata oppure non essere rinnovata. Dipende dall’accordo e quindi dalla volontà o necessità delle parti. In ogni caso nel momento in cui si verifica una delle condizioni risolutive, che a monte prevede l’annullamento dell’ipoteca, essa, senza appello, decade da quello specifico e dato momento.

Una tempistica prevista dal codice, in questo senso, è quello dei vent’anni dall’iscrizione dell’ipoteca. Nel senso che se una ipoteca immobiliare, superati i due decenni, non viene rinnovata, essa decade e non può non essere oggetto di reinserimento contrattuale, non se non lo richiedono altre e nuove condizioni giuridiche e finanziarie, ma sempre con l’accordo delle parti in causa: banca e intestatario del mutuo e beneficiario dell’immobile.

Le altre motivazioni per cui una ipoteca immobiliare può essere cancellata, riguarda l’integrità del bene o una specifica disposizione giudiziaria.

Il primo dei cosiddetti casi forzosi è molto delicato. Generalmente, un bene immobiliare viene acquistato con un mutuo e questo mutuo, per essere più sicuro (per la banca o per la finanziaria), è assistito, per l’appunto, da una ipoteca. Cioè da un diritto a recepire il bene qualora esso non venga pagato secondo i termini contrattuali decise a monte. Ma se il bene perisce, ovvero subisce un danno determinante, allora questa ipoteca non ha più senso (né per il mutuatario, né per la banca) e decade. In questo caso, però le banche si tutelano con delle polizze assicurative, che a fronte di un pagamento periodico, assicurano il versamento di un premio presso la banca nel caso in cui il bene sia incendiato, distrutto da una alluvione, sia vittima di incidenti o atti vandalici gravi e via dicendo.

La questione giuridica, infine, riguarda una possibile pronuncia di esproprio da parte di un tribunale, che in questo caso ne ordina, allo stesso tempo, anche la cancellazione delle eventuali ipoteche associate all’immobile.

Vi sono varie ragioni giudiziarie, legali e finanziarie che possono portare alla estinzione dell’ipoteca immobiliare.

L’ipoteca, in particolare, è una forma di garanzia che viene prestabilita nel momento in cui un utente acquirente di un immobile, richiede un finanziamento per tale operazione ad una banca o comunque ad un istituto di credito. Tale strumento, per la precisione, serve a coprire il costo del finanziamento sborsato dall’ente bancario, nell’ipotetico caso in cui il beneficiario dell’acquisto, venga meno, per le più disparati ragioni (anche oggettive), agli obblighi previsti dalla legge nei confronti dell’ente emittente il mutuo.

Secondo l’articolo 2810 del codice civile, infatti, con l’ipoteca sul bene in questione, la banca o comunque il soggetto che eroga il mutuo, ha il diritto di riscattarne la proprietà nel momento in cui si verifichi una situazione di insolvenza grave da parte del titolare del mutuo in questione.

Tuttavia, comunque, vi sono varie ragioni per cui una ipoteca può decadere. Cioè ragioni per cui essa possa essere cancellata e quindi perdere efficacia.

Tali motivazioni sono contenute sempre nel codice civile, in questo caso nell’articolo 2878, che per la precisione indica i suddetti casi che provocano la cancellazione dell’ipoteca. La prima motivazione è quella più semplice e facilmente intuibile, e riguarda la fine del debito. Nella maggior parte dei casi cioè, a meno di vincoli contrattuali differenti, opzioni, clausole, eccetera, nel momento in cui il debito viene estinto, l’ipoteca decade in maniera naturale e inderogabile. I casi di eccezione, in particolare, sottolineano il mancato termine del legame contrattuale e per questo non segnano l’estinzione del debito. Se il debito, quindi, dell’utente che aveva stipulato il mutuo con una determinata banca finisce di pagare regolarmente le rate e quindi tutto il finanziamento, la banca creditrice perderà al termine di questo processo anche il favore della ipoteca eventualmente associata al mutuo stesso.

Tuttavia, e per svariate e complesse ragioni economiche, può essere la banca stessa o comunque il creditore stesso a rinunciare come primo passo al credito che viene altrimenti garantito dall’ipoteca e di conseguenza all’ipoteca stessa.

Gli altri casi per cui una ipoteca può essere cancellate prevedono modalità sia naturali che forzose. Ad esempio l’ipoteca può terminate nel momento in cui essa scade. Ogni ipoteca, cioè, che viene stipulata come momento accessorio o componente essenziale del mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa o di un altro fabbricato, infatti, è sempre collegato ad una precisa durata temporale. Essa può al termine di questo periodo, essere rinnovata oppure non essere rinnovata. Dipende dall’accordo e quindi dalla volontà o necessità delle parti. In ogni caso nel momento in cui si verifica una delle condizioni risolutive, che a monte prevede l’annullamento dell’ipoteca, essa, senza appello, decade da quello specifico e dato momento.

Una tempistica prevista dal codice, in questo senso, è quello dei vent’anni dall’iscrizione dell’ipoteca. Nel senso che se una ipoteca immobiliare, superati i due decenni, non viene rinnovata, essa decade e non può non essere oggetto di reinserimento contrattuale, non se non lo richiedono altre e nuove condizioni giuridiche e finanziarie, ma sempre con l’accordo delle parti in causa: banca e intestatario del mutuo e beneficiario dell’immobile.

Le altre motivazioni per cui una ipoteca immobiliare può essere cancellata, riguarda l’integrità del bene o una specifica disposizione giudiziaria.

Il primo dei cosiddetti casi forzosi è molto delicato. Generalmente, un bene immobiliare viene acquistato con un mutuo e questo mutuo, per essere più sicuro (per la banca o per la finanziaria), è assistito, per l’appunto, da una ipoteca. Cioè da un diritto a recepire il bene qualora esso non venga pagato secondo i termini contrattuali decise a monte. Ma se il bene perisce, ovvero subisce un danno determinante, allora questa ipoteca non ha più senso (né per il mutuatario, né per la banca) e decade. In questo caso, però le banche si tutelano con delle polizze assicurative, che a fronte di un pagamento periodico, assicurano il versamento di un premio presso la banca nel caso in cui il bene sia incendiato, distrutto da una alluvione, sia vittima di incidenti o atti vandalici gravi e via dicendo.

La questione giuridica, infine, riguarda una possibile pronuncia di esproprio da parte di un tribunale, che in questo caso ne ordina, allo stesso tempo, anche la cancellazione delle eventuali ipoteche associate all’immobile.

Deutsche Bank : mutuo pratico a tasso fisso

ottobre 19, 2010

Dal colosso finanziario tedesco arriva una nuova soluzione per chi è in cerca di un mutuo. È il mutuo pratico a tasso fisso, una soluzione finanziaria immobiliare che può esser utilizzata per acquistare una casa, ristrutturazione di un immobile, sostituire un vecchio mutuo non conveniente o anche per entrambe queste soluzioni insieme.

La particolarità della soluzione offerta da Deutsche Bank è che chi lo sottoscrive ha la certezza di poter contare su un tasso fisso – in un momento in cui il mercato non sembra affatto spingere verso questa soluzione, anzi, incentiva i mutui a tasso variabile – durante tutto l’arco temporale in cui il mutuo è acceso e quindi lo si deve ammortizzare.

Il prestito va a coprire fino all’80% del valore immobiliare dell’edificio e nell’importo totale – comprensivo non solo delle rate, ma anche dei tassi d’interesse – è compresa anche una polizza assicurativa con garanzia multipla che andrà a coprire non solo eventuali danni all’immobile, ma anche per la banca di coprirsi da eventuali rischi di insolvenza da parte del contraente.

Il sottoscrivente, quindi, non rischia di trovarsi da un mese all’altro una brutta sorpresa sul proprio conto in banca e potranno avere anche una certa manovrabilità sul proprio equilibrio finanziario.

Il piano di ammortamento ha una durata minima di 5 anni ed una durata massima di 30 con la possibilità di estinzione anticipata del rimanente prestito.

Come valutare un mutuo

ottobre 14, 2010

Quando deve essere stipulato un contratto di mutuo, devono essere valutati una serie di parametri oggettivi. Essendo un investimento molto importante, è quindi fondamentale non accettare la prima proposta ma valutare attentamente cosa offre il mercato – molto dinamico ed attivo in questo contesto – e dopodiché scegliere il miglior prodotti che sia proprio calibrato alle proprie specifiche esigenze di spesa e bisogni del momento. Continua a leggere: Come valutare un mutuo

Sospensione del mutuo per 28mila famiglie italiane

ottobre 12, 2010

Più di  28mila famiglie italiane,  hanno usufruito, tra febbraio e agosto 2010, della sospensione del mutuo prevista dal Piano Famiglia, varato dall’Abi (associazione banche italiane) con le associazioni di tutela dei consumatori.

Si tratta di un accordo sulle sospensione delle rate, che era stato siglato lo scorso dicembre: si possono in questo modo, congelare le rate del mutuo della casa per 12 mesi, anche nei confronti di utenti in ritardo con il pagamento delle rate fino a 180 giorni consecutivi. Si può presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.

Può accedere alla sospensione chi ha acceso un mutuo per un importo non superiore ai 150 mila euro e con un reddito imponibile massimo di 40 mila euro annui. La domanda deve essere presentata da persone in condizione di disagio in seguito ad eventi particolarmente negativi. Secondo i dati dell’Abi, il valore dei mutui sospesi dalle banche nel periodo indicato ammonta a 3,7 miliardi di euro, per 28.615 contratti. Le stime del beneficio medio per famiglia parlano di 6.800 euro in più a disposizione. L’Abi dichiara che la soluzione più frequente utilizzata dagli italiani per le operazioni di sospensione della rata è stato l’intero importo dovuto mensilmente alla banca (90% dei richiedenti). La causa più frequente è stata la perdita del posto di lavoro o la cassa integrazione o mobilità. Quasi due terzi delle banche hanno offerto, secondo l’Abi, condizioni migliorative (172 banche).

Come scoprire se il mutuo è giusto?

ottobre 12, 2010

Spesso, quando si entra in una banca, ci si confonde con i termini specialistici del settore, sconosciuti ai più. Ma per non perdersi nei meandri del “burocratese”, basta porsi appena tre semplici domande, per sottoscrivere poi il mutuo che meglio si addice alle nostre esigenze senza che, per tutta la sua durata, la sua presenza sia un problema pressante ed opprimente.

Continua a leggere: Come scoprire se il mutuo è giusto?

Mutuo per una casa a Milano

settembre 13, 2010

Una casa a Milano può costare veramente molti sacrifici se non si ricorre a istituti di credito che possono darci una mano ad acquistarla. Eccone qualcuno che fa al caso nostro.

La Milano Mutui è una realtà giovane e dinamica, composta da professionisti esperti e brillanti, che fanno dell’innovazione e della capacità di venire incontro alle diverse esigenze degli utenti il loro punto di forza. Questa società è specializzata nell’erogazione di mutui per le famiglie, sia che esse vogliano acquistare la prima o la seconda casa, sia che invece abbiano necessità di accedere a tipologie di mutui differenti da quello fondiario ed ipotecario, e che quindi richiedano mutui edilizi e mutui per la ristrutturazione. I tre punti cardini su cui si basa l’offerta e il complesso di servizi di Milano Mutui gira intorno a tre concetti fondamentali nel campo dei finanziamento immobiliari: convenienza, perché i consulenti che vi lavorano offrono ai propri utenti solo prodotti realmente convenienti, assistenza, poiché il cliente non è lasciato solo in nessun passaggio della domanda di mutuo, competenza, perché da Milano Mutui lavorano solo professionisti esperti ed ottimamente formati.

Remidafin è una società di mediazione creditizia specializzata nel settore dei mutui per la casa, sia che essi siamo destinati ad utenti privati, ovvero alle famiglie, sia che essi siano invece destinati ad utenti aziendali ovvero a persone giuridiche, che operano in un contesto di imprenditorialità e che quindi hanno bisogno di prodotti innovativi, al passo cioè con le regole del mercato e la legislazione aziendale (anche in un contesto finanziario e di sicurezza integrato a livello europeo).

Le partnership stipulate dalla società Remidafin riguardano la Unicredit Banca, la Banca nazionale del lavoro Gruppo Bnp Paribas, la banca di Roma, la CariParma & Piacenza. Mentre i mutui offerti sono sia a tasso fisso che a tasso variabile, nonché corrispondente a soluzioni miste o particolari come il mutuo a tasso variabile ma con rata costante fissa, crescente o anche decrescente a seconda delle caratteristiche della clientela in questione.

Il Gruppo Sib o Group Sib, è una società attiva nel mondo della mediazione creditizia. Le sue attività si concentrano principalmente nel settore dei finanziamenti e dei mutui del contesto immobiliare. E la società è per questo iscritta presso l’albo dell’Ufficio Italiano Cambi, sotto il quale è posta, come disposto dalla normativa in materia, in supervisione.

Il Gruppo Sib si occupa così di trovare il miglior mutuo ai clienti che hanno deciso di acquistare, ristrutturare o addirittura costruire una casa, perché i prodotti offerti dalla società, considerando le partnership commerciali stipulate con i migliori e più famosi enti bancari operanti a livello nazionale, mette a disposizione sia mutui fondiari all’80% (e con soluzioni mutui al 100%), sia mutui edilizi e per la ristrutturazione.

Montifin è una importante società di mediazione creditizia che offre un ampio ventaglio di prodotti e soluzioni finanziarie. La Montifin, infatti, opera nel settore dei prestiti personali, in quello del prestito per il consolidamento dei debiti, nel settore delle carte di credito (a saldo o revolving, o anche ricaricabili e miste), nella cessione del quinto dello stipendio, nel settore della delegazione di pagamento e, soprattutto, nel settore dei mutui. Proprio in quest’ultimo ambito, la società offre un panorama di prodotti e soluzioni che sono sempre calibrati attentamente alle diverse esigenze e domande espresse dalla clientela, che ha bisogno di risposte certe, tempi rapidi, affidabilità e concretezza. Tra i mutui proposti ci sono quello immobiliare con ipoteca, il mutuo per l’acquisto, quello per la ristrutturazione, il mutuo per il consolidamento del debito o quello di sostituzione, il mutuo di liquidità. Per le aziende, la società offre diverse opportunità sia con il lieasing immobiliare (particolarmente vantaggioso in termini di trattamento fiscale e abbassamento dei tempi di rimborso e quindi di estinzione naturale), sia a livello di mutui propriamente aziendali o industriali.

Italprest è un’azienda leader nel settore della mediazione e della intermediazione creditizia e finanziaria, il cui business core è concentrato su un settore di grande importanza economica e sociale: quello dei mutui per l’acquisto della prima o della seconda casa, ovvero dei mutui per le famiglie. I consulenti Italprest, in questo senso, offrono prodotti la cui affidabilità e garanzia è assicurata dalle banche emittenti che si rifanno a un contesto mondializzato e competitivo. Così i mutui proposti riguardano i prodotti fondiari – ovvero a copertura quasi totale dell’immobile da acquistare, assistiti da ipoteca – o anche i mutui 100%, che invece finanziano l’acquisto della casa nel suo valore nominale globale, grazie a delle specifiche coperture assicurative accessorie. Il tutto, ovviamente, a partire da una assoluta trasparenza e chiarezza.

Agevolazioni fiscali mutui prima casa

agosto 30, 2010

Per chi contrae un mutuo sono diverse le opportunità per accedere a diverse tipologie di agevolazioni e sgravi fiscali.

Le norme attuali, contenute in varie disposizioni finanziarie e quindi legislative (a vario titolo ed opportunità), prevedono che ai contraenti di un mutuo per la casa alcune tipologie di detrazione e sgravo fiscale per quanto riguarda sia gli interessi passivi, ma anche gli oneri accessori che comunque sia derivino direttamente dai contratti di un mutuo ipotecario: in questo caso riferibile alla prima abitazione, cioè quelle evidentemente di residenza del mutuatario.

Tali detrazioni, infatti, variano a seconda della tipologia e dell’utilizzo del fabbricato in questione: esso può essere l’abitazione principale, quella secondaria o anche un edificio non abitativo destinato ad altri scopi (agricoli, commerciali, industriali, magazzini, garage, eccetera).

Ma le detrazioni riguardano anche la tipologia del mutuo contratto (a cosa esso serve, in pratica) o anche l’anno di stipula del contratto di mutuo stesso. Per quanto riguarda la detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, in particolare, l’attuale disciplina prevede una detraibilità di tale imposta pari al 19%. Tale detrazione riguarda gli interessi passivi, i vari tipi di oneri accessori, le quote di rivalutazione che vanno a dipendere da varie clausole di indicizzazione che a loro volta derivano da quei mutui che sono garantiti dallo strumento fondamentale di una ipoteca. Ma solo nel caso in cui tale abitazione ipotecata, e oggetto del contratto di mutuo, debba essere destinata o adibita ad abitazione primaria. Mentre il limite economico di tale detrazione è fissata a un importo che non deve poter superare la cifra di 3615 euro circa.

Tali detrazioni, per la precisione, devono essere fatte valere quando l’imposta viene presentata al momento della dichiarazione dei redditi, che appunto si riferisce allo specifico periodo di imposta quando tali interessi sono stati per l’appunto sostenuti. Le condizioni e i parametri di valutazione per partecipare a questo sconto sull’Irpef, sono comunque vari e si caratterizzano diversamente a seconda dei casi.

Innanzitutto c’è da considerare la circostanza della stipula: cioè va verificato che esso riguardi in effetti un edificio destinato alla abitazione. Essa è definita come la casa in cui l’intestatario del mutuo ed eventualmente la sua famiglia dimorano abitualmente. Tali mutui, poi, devono essere statti stipulati dall’anno 1993 in poi. C’è da considerare inoltre che l’immobile va adibito ad abitazione principale anche in un tempo non sospetto, quello cioè di un anno.

Tante volte, però, i mutui comprendono diverse voci, come ad esempio quelle per l’acquisto e quelle per la ristrutturazione. Questo significa che un contraente acquista una casa che allo stesso tempo va ristrutturata. Per fa questo chiede un mutuo, ma la detrazione fiscale in questione si applica soltanto al primo evento, l’acquisto. Per questo motivo le voci del mutuo devono essere correttamente distinte per effettuare una corretta detrazione Irpef.

Un’altra condizione essenziale per partecipare alla detrazione fiscale sull’acquisto e quindi sul mutuo destinato alla prima casa è che esso sia assistito da una ipoteca immobiliare. Cioè lo stesso bene che viene acquistato, deve fungere da garanzia al pagamento delle rate mensili o trimestrali nel tempo alla banca o all’istituto finanziario o di credito che ha concesso il finanziamento. In alcuni casi, però, tale requisito viene derogato, per cui l’ipoteca può essere accesa anche su di un immobile diverso da quello acquistato, anche intestata ad altra persona diversa dal contraente attuale. Questo a garanzia dell’acquisto come nel caso precedente.

Per poter accedere a tali sgravi, poi, è necessario che chi ha acceso il mutuo, sia un cittadino italiano o si uno Stato dell’Unione Europea. Come anche deve essere lo Stato in cui l’immobile si trova.

Queste essenzialmente sono le caratteristiche giuridiche per poter accedere alla detrazione sul mutuo per la prima casa. Tuttavia ci sono dei casi particolari da considerare. Ad esempio non si perde il diritto alla detrazione se l’immobile viene locato se il proprietario deve trasferirsi per motivi di lavoro, oppure appartiene alle forze dell’ordine o deve ricoverarsi in case di cura.

L’estinzione del mutuo

agosto 23, 2010

 

Quando si contrae un mutuo, i soggetti che sono legati dal contratto sono due: la banca emittente (o anche istituto creditizio) e il soggetto debitore, che corrisponderà al primo gli importi dovuti per la concessione del finanziamento. Il terzo soggetto, il venditore cioè, non ha più facoltà di intervento nel momento in cui la vendita è stata terminata a beneficio dell’acquirente e per suo tramite dall’emittente il mutuo. Continua a leggere: L’estinzione del mutuo

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