Italia : ecco i negozi “Qui da noi”

gennaio 31, 2010

Da qualche giorno, è nato il nuovo marchio dei punti vendita diretta delle cooperative di Fedagri-Confcooperative. “Qui da noi” , questo è il nome, permette ai consumatori di riconoscere più facilmente i prodotti delle cooperative italiane associate a Fedagri: oltre 2.000 negozi e spacci aziendali che vendono prodotti italiani di assoluta qualità e senza passaggi intermedi di filiera, detto in parole povere con prezzi più accessibili per le famiglie italiane.

La creazione della rete dei negozi “Qui da noi” , ha come obiettivo principale,  quello di ampliare e diversificare l’offerta dei prodotti di ciascun punto vendita, offrendo così una gamma completa dell’eccellenza del made in Italy agroalimentare, con particolare riguardo alle denominazioni d’origine e in generale alla valorizzazione delle specificità dei singoli territori. Quella della vendita diretta dei prodotti alimentari è un fenomeno sempre più in crescita nel nostro Paese. Tra i prodotti che spiccano in questo senso, troviamo il vino che è quello più venduto nei punti di vendita diretta delle cooperative. Molte delle 425 cantine Fedagri commercializzano vino sfuso, realizzando da tale vendita oltre il 30% del fatturato complessivamente prodotto. Ma tra i prodotti preferiti dagli italiani ci sono anche i formaggi freschi e stagionati, in prevalenza a denominazione d’origine, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, che vengono venduti negli spacci dei caseifici cooperativi.

Va molto bene anche l’olio extravergine d’oliva a denominazione d’origine, che viene prevalentemente acquistato da consumatori interessati ai prodotti di un determinato territorio e che tendono a cercare negli spacci aziendali anche altre tipicità locali come possono essere (vino, sottolio, biscotti e prodotti da forno). Tra le regioni, è  l’Emilia Romagna  quella che detiene il primato per numeri di punti vendita e spacci cooperativi, che sono attualmente 210, ci sono poi  il Veneto (154), il Piemonte (150) e la Lombardia (110). Al centro primeggia l’Umbria con 40 punti vendita, mentre al Sud  attualmente va per la maggiore la Puglia (90).

Confcommercio e il calo dei consumi

novembre 23, 2008

Nera la previsione di Confcommercio per il prossimo triennio dell’economia italiana. I crolli del consumo, già in atto, dureranno fino al 2010, secondo l’associzione italiana dei commercianti. Confcommercio dà anche una stima precisa: il calo è stato di circa lo 0,5% sia in questo 2008 e uguale resterà nel 2009, rispetto ai dati forniti nello scorso anno. Nel 2010 invece il calo si aggirerà presumibilmente intorno al -0,4%. La ricchezza italiana deriva per la maggior parte dal mercato interno, dato che i bollettini diffusi dall’Istat parlano anche di una stagnazione riguardo le esportazioni e il commercio con l’estero. finora, nell’orda di questo decremento degli acquisti, circa 18.000 esercizi commerciali hanno dovuto chiudere i battenti.

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