Prestito per i cassaintegrati
giugno 6, 2009
Il mondo del lavoro, nel nostro bel paese, non gode di un buon momento. Secondo Bankitalia, infatti, gli effetti della crisi devono ancora manifestarsi nella loro pienezza e PIL – il prodotto interno lordo, che oltre a misurare il tasso di produzione di un sistema economico come quello nazionale, ne misura anche il potenziale benessere – e il tasso stesso di occupazione, direttamente dipendente dal primo, mostrano – ancora una volta – segni di cedimenti strutturali, a conferma e a riprova di quanto sta avvenendo nel mondo attuale: nell’Europa federata, come e sopratutto nella nostra nazione. Continua a leggere: Prestito per i cassaintegrati
Occupazione : in calo nelle grandi imprese
novembre 29, 2008
Cala l’occupazione a settembre. Nelle grandi imprese (quelle con 500 e più addetti) l’Istat registra una diminuzione annua dello 0,2% al lordo della Cig e dello 0,4% al netto della Cig. Una differenza che si deve al fatto che c’è stato un aumento tendenziale del ricorso alla cassa integrazione. Crescono, inoltre, le ore di sciopero.
A settembre l’occupazione delle grandi imprese dell’industria è diminuita dell’1,8% al netto della cig e dell’1,2% al lordo della cassa, mentre nei nove mesi il calo è dell’1,2% per entrambe le grandezze. Nel complesso dei primi nove mesi, rispetto allo stesso periodo del 2007, l’occupazione è calata nell’industria (-1,2% sia al lordo che al netto della Cig), mentre è aumentata nei servizi (+0,6% sia al lordo che al netto della Cig).
Il settore delle attività manifatturiere segna un -0,9%: tra i vari comparti, quelli che registrano i cali più marcati sono le industrie tessili e dell’abbigliamento (-6,5%), la produzione di macchine e apparecchi meccanici (-4%) e la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (-3,2%); gli incrementi più consistenti invece si hanno nelle industrie delle pelli e calzature (+3%), nelle industrie della produzione di apparecchi elettrici e di precisione (+2%) e nelle raffinerie di petrolio (+1,6%). All’interno dei servizi spiccano gli aumenti nelle altre attività professionali e imprenditoriali (+5,1%) e nel commercio (+2%); in calo invece in alberghi e ristoranti (-0,4%), intermediazione monetaria e finanziaria (-1,3%) e trasporti (-1,1%).
In calo le ore di lavoro: a settembre l’indice delle ore effettivamente lavorate ha registrato un -0,7% su base mensile e un -0,8% su base annua, con cali più accentuati per l’industria (-1,6% tendenziale contro il -0,2% dei servizi).
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Rapporto Isfol sull’occupazione
novembre 26, 2008
L’ultimo rapporto Isfol parla chiaro: in Italia l’occupazione cresce, ma con tempi lunghissimi e soprattutto con contratti a progetto, a tempo determinato e con altre simili tipologie contrattuali, con poche garanzie per il dipendente. Sfumate le prospettive per un futuro più o meno stabile, e altrettanto sfumate le speranze di un posto fisso, i numeri diffusi dall’Isfol sui ritmi di crescita dell’occupazione, per la ricerca di un lavoro qualunque e troppo spesso oltre la precarietà, ingrigiscono il panorama: nel 2008 l’occupazione è cresciuta solo del +1% rispetto al 2007 e rispetto alla crescita nel 2006 che era stata del +1,6%. I dati più allarmanti riguardano il lavoro precario che aumenta senza freni e colpisce le categorie più deboli: le donne e i giovani sotto i 24 anni. In parallelo, cresce in modo preoccupante anche il sospetto che un lavoro si possa ottenere solo grazie a conoscenze e raccomandazioni: questo triste fenomeno non solo mina la meritocrazia, ma rende impossibile licenziare molti “fannulloni” o persone poco competenti, lasciando fuori dagli uffici chi magari ha sgomitato con fatica per raggiungere dei risultati e non possiede una conoscenza forte. Questo peggiora anche la produttività: la sua crescita è debole, +0.3%, molto inferiore alla media europea. In totale, la somma di chi ha una qualche forma contrattuale e un posto di lavoro ammonta a poco più di 23milioni e 200mila occupati: è un record dal lontano 1992.
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ITALIA E OCCUPAZIONE : 7 PUNTI IN MENO DELLA MEDIA EUROPEA
novembre 26, 2008
In Italia, un milione e 480mila uomini lavorano in nero. Sono prevalentemente meridionali, ultra 30enni, con cultura medio bassa, impiegati nel settore dei servizi, e rappresentano il 58,4% dell’occupazione sommersa e irregolare totale.
A rivelarlo è l’annuale rapporto dell’ Isfol su lavoro e formazione in Italia, presentato, alla Camera, dal presidente dell’istituto Sergio Trevisanato, assieme al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che evidenzia un tasso di occupazione nazionale del 58,7%, inferiore di quasi 7 punti percentuali alla media Ue (65,4%) e, ancora, lontano dagli obiettivi di Lisbona.
Stante così la situazione è prevista la possibilità di allargare la platea dei fruitori degli ammortizzatori sociali. Lo ha sottolineato il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, a margine della presentazione del Rapporto Isfol alla Camera. La crisi economica e finanziaria avrà un effetto anche sull’occupazione, «andiamo incontro a un anno molto difficile, probabilmente crescerà la disoccupazione, soprattutto può colpire le parti deboli del mercato del lavoro e adesso dobbiamo provvedere allargando gli ammortizzatori sociali con forme di integrazione del reddito».
Il ministro ha anche sottolineato che «l’occupazione femminile è cresciuta più di quella maschile grazie alle leggi Treu – Biagi, ma rimane ancora molto bassa». Secondo il Ministro una soluzione potrebbe essere quella di «aprire sui servizi di cura sull’infanzia incentivandoli molto di più attraverso le reti interfamiliari, perché l’orario rigido tende a punire la donna che lavora».
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