Pensioni : si studia mini contributo

ottobre 12, 2011

Il governo continua a sondare le varie ipotesi per allestire il decreto per lo sviluppo.

Una delle ultime idee riguarderebbe quella di una nuova stretta sulle pensioni sotto forma di un mini-contributo.

La tassa, che dovrebbe essere nell’ordine dell’1%, dovrebbe colpire gli assegni pensionistici di cui beneficiano coloro che sono usciti dal lavoro con meno di 50 anni di età e chi è riuscito ad andare in pensione con un’anzianità contributiva inferiore a 25 anni.
Secondo le ipotesi che circolano, il prelievo dovrebbe scattare sulla fetta dell’assegno eccedente l’integrazione al minimo (circa 500 euro mensili).

Altra ipotesi per l’attuazione di tale prelievo non è però esclusa la possibilità di tener conto del reddito familiare: la maggioranza sta valutando se colpire solo i trattamenti oltre una certa soglia (20mila o 30mila euro).
In base ai dati comunicati dagli Enti previdenziali attualmente in Italia sono poco più di 530mila le pensioni che sono state liquidate a lavoratori con un età anagrafica inferiore ai 50 anni.
L’età media di chi percepisce questo tipo di assegno oscilla tra i 63,2 anni (chi è uscito dal lavoro nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 39 anni) e i 67 anni (chi è andato in pensione tra i 45 e i 49 anni).
La maggioranza degli assegni è erogato dall’Inpdap, dunque a favore di dipendenti pubblici. L’Istituto versa quasi 430mila trattamenti.

Pensioni : ecco le ultime novità

agosto 31, 2011

Piccola rivoluzione sul calcolo degli anni di lavoro per il raggiungimento della pensione. In base all’accordo raggiunto dal vertice Lega-Pdl di Arcore una delle modifiche alla manovra riguarda «il mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare.

Il calcolo delle pensioni si farà soltanto in base agli «effettivi anni di lavoro». Il calcolo per il raggiungimento degli anni di anzianità non dovrebbe più tener conto degli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari. Gli anni in questione, però, verranno computati per il calcolo della pensione. Secondo fonti tecniche l’esclusione del servizio militare dai 40 necessari per l’accesso alla pensione di anzianità senza requisiti anagrafici riguarderebbe circa 80mila lavoratori mentre delle 25-25mila domande di riscatto che l’Inps riceve ogni anno, la platea interessata sarebbe di 10-11mila unita’ per un risparmio di qualche centinaia di milioni.

Previdenza sociale: assegni leggeri

luglio 6, 2011

Tempi difficili per le pensioni. La nuova manovra restrittiva sulla spesa per la previdenza dovrebbe infatti concretizzarsi in una stretta ai danni dei pensionati italiani per almeno 4 miliardi e mezzo di euro, nel corso dei soli prossimi due anni. Un ammontare molto significativo di denaro, che potrebbe farsi addirittura maggiore nel caso in cui l’inflazione dovesse tendere in aumento, rendendo così ancora più incisivo il restringimento dei cordoni della borsa. Continua a leggere: Previdenza sociale: assegni leggeri

Pensioni : stessi diritti per le coppie di fatto

maggio 14, 2011

La Corte Europea ha messo un nuovo tassello nel mosaico che un giorno potrebbe portare le coppie di fatto a poter vantare pari diritti rispetto a quelle sposate.

La Corte ha infatti dato ragione a un cittadino tedesco, che sosteneva di aver diritto ai benefici aggiuntivi pensionistici che la legge prevede per i cittadini sposati.

La ragione della Corte fa riferimento al rispetto per le coppie di fatto, evitando che queste siano discriminate sulla base degli orientamenti sessuali.

Visto e considerato che la pronuncia proviene dalla Corte di Giustizia, è altamente probabile che possa costituire un’ utile base per le giurisprudenze nazionali e anche per incitare i singoli legislatori a procedere nei confronti di una parificazione dei diritti tra coppie sposate e coppie di fatto.

Pensioni : aumenta la soglia di età

marzo 6, 2011

L’età pensionabile, in Italia, si allungherà presto. Già fra 8 anni, gli uomini potranno lasciare il lavoro a 65.8 anni e le donne a 60.8anni. Praticamente, cinque anni più tardi degli anni Novanta quando si andava in pensione prima e anche con una buona retribuzione.Infatti le pensioni “future” saranno molto più  leggere per noi: niente più sistema retributivo che consentiva di ricevere una pensione pari all’80% della retribuzione. Sarà meno, circa il 50 – 60% della retribuzione e per i giovani con lavori precari e carriere non gratificanti economicamente, la percentuale potrebbe scendere ancora. La soluzione? Pensare fin da ora ad una pensione integrativa. Ma anche qui, le basse retribuzioni soprattutto fra i giovani, unite alla precarietà del lavoro, non consentono la piena applicabilità della stessa. Si è provato anche con il TFR – comunemente noto come liquidazione – dirottandolo verso fondi integrativi della pensione. Ma la scarsa informazione e, soprattutto, l’impossibilità di tornare indietro, hanno fatto sì che ai fondi pensionistici aderissero solo 5 milioni di lavoratori (o poco più, dati Corriere.it) a fronte degli oltre 23 milioni di potenziali aderenti.

Pensioni : ecco altre novità in arrivo

gennaio 7, 2011

L’ Inps ha completato le operazioni di rinnovo dei mandati di pagamento delle pensioni per l’anno 2011. In base al decreto del 19 novembre 2010, emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, sulla Gazzetta ufficiale n. 279 del 29 novembre 2010, l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via previsionale, per l’anno 2011 è fissato nella misura dello 1,4 per cento.

Per l’anno 2011, la percentuale di aumento per variazione del costo vita torna ad essere applicata con lo scaglionamento in tre fasce, come di seguito indicato:

o aumento del 1,4 %: fino a euro 1.382,91
o aumento del 1,26 %: oltre euro 1.382,91 e fino a euro 2.304,85
o aumento del 1,05 %: oltre euro 2.304,85
Anche per il rinnovo dell’anno 2011 sono state applicate le disposizioni dell’articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che stabiliscono che il calcolo dell’aumento di rivalutazione automatica sia effettuato sul cumulo dei trattamenti erogati dall’INPS e dagli altri Enti, presenti nel Casellario centrale, per ciascun pensionato.
Si ricorda che, per la determinazione dell’importo complessivo su cui calcolare la perequazione, vengono prese in considerazione le pensioni erogate dall’INPS di categoria diversa da VOBIS, IOBIS, VMP, IMP, AS, PS, INVCIV, VOCRED, VOCOOP, VOESO, VOST, INDCOM, CL, e le pensioni erogate da altri Enti e memorizzate nel Casellario, per le quali l’Ente erogatore ha comunicato che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
L’informazione relativa alla cumulabilità ai fini della perequazione viene memorizzata, per le pensioni degli Enti, nel campo GP1AV35N con il codice 2. La perequazione nella misura dello 1,4 per cento è stata inoltre applicata anche alle quote dovute al beneficiario diverso dal pensionato nel caso in cui la sede abbia acquisito un piano di “Pagamenti ridotti o disgiunti” individuato da uno dei seguenti codici: – M4 Assegno divorzile per ex coniuge superstite – M5 Assegno alimentare per figli – M6 Assegno alimentare per ex coniuge.

Pensioni : assegni in diminuizione

dicembre 15, 2010

Arrivano prospettive negative dal fronte pensioni: secondo le ultime proiezioni dell’Inps le pensioni saranno progressivamente più basse in rapporto al reddito da lavoro e nel 2037 per i lavoratori dipendenti saranno pari al 47% del reddito.

Il grado di copertura delle pensioni dei lavoratori dipendenti passerà dall’attuale 52% della retribuzione (54% considerando anche le ‘gestioni separate’ di elettrici, telefonici, trasporti, dirigenti d’azienda) al 54% nel 2015, per poi scendere al 47% nel 2037.
L’iniziale aumento delle pensioni medie in rapporto alle retribuzioni , è dovuto al fatto che nei prossimi anni si ritirerà dal lavoro la generazione del baby boom, con una robusta vita lavorativa alle spalle e con l’assegno in buona parte ancora calcolato col retributivo.
Per l’Inps inoltre l’invecchiamento della società metterà a dura prova i conti, determinando un peggioramento dei bilanci d’esercizio e degli stati patrimoniali.

Pensioni : dal 2011 si cambia

novembre 17, 2010

I requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia variano a seconda del sistema di calcolo con cui il trattamento verrà liquidato. Ci sono ad oggi : Pensioni liquidate secondo il sistema retributivo e il sistema misto. Con il primo, alla pensione di vecchiaia si può accedere con i seguenti requisiti, validi fino al 31 dicembre 2011: 65 anni per gli uomini e 61 per le donne, insieme a 20 anni di anzianità contributiva o di servizio.

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Pensioni : ecco alcune novità

settembre 29, 2010

Arrivano importanti novità sul fronte pensionistico e di anzianità, così come comunicato dall’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, che ha sottolineato alcuni  importanti cambiamenti che verranno attuati dal 2011. A partire da gennaio,  infatti, il diritto alla decorrenza della pensione di vecchiaia e di anzianità, scatta dopo dodici mesi dalla maturazione dei requisiti per la pensione sia contributivi, sia anagrafici.

Questo particolare tipo di  novità della riforma delle pensioni 2011 riguarda i lavoratori dipendenti, mentre quelli autonomi vedranno scattare la decorrenza dopo addirittura 18 mesi. Importante, e da sottolineare, è che tutto ciò non riguarda assolutamente il lavoratore che matura  i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2010.

Per i pensionati con reddito da pensione inferiore a 18mila euro annui per i quali risulti un debito di imposta superiore a 100 euro, l’Inps effettuerà il recupero in undici rate fino al mese di novembre dell’anno successivo, e la medesima cosa è prevista per il canone Rai.  Le novità riguarderanno coloro i quali  maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le lavoratrici del settore privato,  i lavoratori del settore pubblico che maturano il diritto al pensionamento per età e contributi,  nonchè i lavoratori e le lavoratrici iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, e a fondi sostitutivi, esclusivi ed esonerativi, che maturano il diritto al pensionamento secondo le regole generali vigenti nei propri ordinamenti Sono inoltre comprese le lavoratrici iscritte alle forme esclusive di assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

Il Quinto per pensionati INPS e INPDAP

giugno 13, 2010

Poste Italiane conferma la propria offerta in termini di credito, prestiti e mutui, e ai pensionati dedica uno strumento già ben conosciuto: la cessione del quinto della pensione.
Questo strumento finanziario, cioè, rende possibile il rimborso della rata del piano di ammortamento da restituire al creditore, detraendola direttamente da ciò che l’ente versa mensilmente all’utente beneficiario che quindi diventa debitore. Continua a leggere: Il Quinto per pensionati INPS e INPDAP

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