Il Quinto per pensionati INPS e INPDAP
giugno 13, 2010
Poste Italiane conferma la propria offerta in termini di credito, prestiti e mutui, e ai pensionati dedica uno strumento già ben conosciuto: la cessione del quinto della pensione.
Questo strumento finanziario, cioè, rende possibile il rimborso della rata del piano di ammortamento da restituire al creditore, detraendola direttamente da ciò che l’ente versa mensilmente all’utente beneficiario che quindi diventa debitore. Continua a leggere: Il Quinto per pensionati INPS e INPDAP
Cofidis: un prestito ricaricabile
febbraio 4, 2010
Le novità nel campo dei finanziamenti, prestiti e credito al consumo non si arrestano un attimo. L’ultima novità di questo settore, infatti, è la flessibilità del prestito ricaricabile, promosso e proposto agli utenti privati da Cofidis.
Si tratta, quindi, di un prestito che si caratterizza per leggerezza burocratica, veloce e quindi flessibile (magari perché richiesto per una spesa improvvisa o una evenienza dell’ultimo momento).
La cifra richiedibile è di massimo 5 mila euro e le rate di rimborso del piano di ammortamento parte da 30 euro mensili. Ma la novità è proprio nel rimborso, paradossalmente. Infatti, mano a mano che le rate vengono rimborsate, il capitale viene ricaricato dagli interessi e quindi in qualche modo rende disponibile, al debitore, una parte di liquidità aggiuntiva. Essa, inoltre, non è vincolata a nessuno aspetto e quindi può essere utilizzata come meglio si crede.
Che si tratti di una spesa medica o delle tasse universitarie, o magari di un guasto in casa, di una bolletta troppo salata relativa magari a un conguaglio, l’automobile da aggiustare così come la moto. E così via: sono queste le possibili cause che richiedono una disponibilità di credito immediata e veloce. Proprio come Cofidis propone. Il finanziamento è quindi veloce, richiedibile online attraverso la compilazione di un apposito form su internet. L’avanzamento della procedura di richiesta è sempre notificata al cliente (anche via sms, direttamente sul proprio cellulare). Non ci sono spese aggiuntive: né di istruttoria, né altro. La risposta sull’esito della domanda è velocissima: rispetto agli altri prestiti, infatti, la domanda di questa richiesta di credito viaggia su di una corsia “preferenziale”.
Inoltre, al prestito, può essere associata una polizza assicurativa che, in caso di eventi particolari e gravi, viene in soccorso del debitore, il quale evita, quindi di ritrovarsi nuovamente in difficoltà qualora gli eventi siano non vantaggiosi al consumatore. E di questi tempi, purtroppo, succede spesso.
Semplice è anche la documentazione da presentare: documento di riconoscimento, codice fiscale, eventuale busta paga da lavoro determinato o indeterminato, o anche moduli che attestano l’entrata di un reddito per i lavoratori autonomi (artigiani, professionisti, collaboratori, e così via). I pensionati, quindi, presentano il cedolino della pensione.
Pensioni : tutte le novità in arrivo
giugno 18, 2009
Il 2009 ha portato un adeguamento al costo della vita un po’ più sostanzioso rispetto agli anni passati, per chi la pensione già ce l’ha, e nuove regole di cui tener conto per coloro che invece si preparano a lasciare il lavoro. Mancano pochi giorni infatti oramai, e per andare in pensione si dovranno rispettare le nuove quote previste: entrerà infatti in vigore da luglio il nuovo meccanismo per l’accesso al pensionamento di anzianità definito dalla legge 247 del 24 dicembre del 2007, che prevede la necessità di soddisfare il requisito relativo alla somma data dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva. Le norme introdotte dalla legge Damiano, prevedono che a partire dal primo di luglio potranno andare in pensione coloro che hanno Continua a leggere: Pensioni : tutte le novità in arrivo
Focus sulle pensioni
aprile 18, 2009
È al vaglio del governo una trattativa riguardante le pensioni. È necessaria, infatti, una riforma strutturale del piano previdenziale degli Italiani che si accingono a ritirarsi dal lavoro e dal sistema retributivo\contributivo per entrare nel solo sistema di assistenza alla vecchiaia. Ma spesso, al momento di ritirarsi dal lavoro o già prima, dal momento in cui si iniziano a pagare i contributi previdenziali per la pensione di anzianità, non si ha ben chiaro qual è il sistema vigente e di conseguenza non si ha la necessaria conoscenza di ciò cui si va incontro negli anni.
Attualmente, in Italia sono previsti diversi sistemi pensionistici.
Il primo è il sistema retributivo.
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Il sistema pensionistico in Italia
marzo 3, 2009
Un annoso problema in Italia è la riforma del sistema pensionistico. Per pensione comunemente detta si intende una sorta di “stipendio” che un lavoratore riceve alla fine del suo contratto di lavoro, dopo aver versato, negli anni di lavoro, i contributi necessari.
In Italia, tale forma previdenziale è principalmente a carico dello stato che, negli anni, sottrae dalla busta paga una quota destinata agli enti assistenziali e previdenziali come l’INPS: si tratta della pensione di anzianità lavorativa. Negli ultimi anni stanno crescendo anche le quote versate dai lavoratori ad enti para statali o ad assicurazioni private, data la difficoltà di tirare avanti con una pensione di scarsa entità e con poco potere d’acquisto: si tratta della previde complementare.
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Pensioni, problemi e migliorie
febbraio 17, 2009
L’attuale sistema pensionistico è piuttosto pesante e oneroso. Soprattutto, crea una forte disparità fra i vari pensionati, perché alcuni si trovano ad avere pensioni che definire misere è un complimento, mentre altri si trovano pensioni persino maggiori dei loro stipendi. E non è solo questione di contributi. Il governo aveva, infatti, decretato, già in campagna elettorale, che le pensioni avrebbero avuto un maggior potere d’acquisto, e soprattutto le minime sarebbero state elevate a 600 euro mensili almeno.
Così non è: attualmente sono moltissimi gli ex lavoratori che percepiscono anche 350 euro mensili, meno di un lavoratore a progetto part time.
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Pensioni : da Gennaio 2009 ecco come funziona
gennaio 20, 2009
Da gennaio 2009, le pensioni sono perequate all’aumentato costo della vita e come da recente sentenza della Corte Costituzionale per il calcolo sarà utilizzato l’indice Istat e non invece, quello specifico delle famiglie dei pensionati, più vicino alle proprie esigenze di consumo. Le pensioni fino a 2.217,80 euro aumentano del 3,30%, oltre tale somma del 2,475%. Con la stessa circolare la nota dell’Inps ricorda che per effetto della legge n. 133/2008 (art. 20) le pensioni di anzianità e i trattamenti di prepensionamento sono totalmente cumulabili con i redditi di lavoro autonomo o dipendente. Ciò non trova, però, applicazione nei confronti dei lavoratori che trasformano il proprio rapporto da tempo pieno a tempo parziale, ai trattamenti provvisori relativi ai lavoratori socialmente utili, agli assegni straordinari per il sostegno al reddito. Sono, altresì, cumulabili le pensioni di vecchiaia anticipate liquidate interamente con il sistema contributivo a favore di soggetti con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni o con età pari o superiore a 65 anni per gli uomini ed a 60 per le donne.
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Al via il cumulo per i pensionati. Ma non per tutti
dicembre 16, 2008
Con il 2009 arrivano novità sostanziali per il mondo dei pensionati italiani. Quella più evidente riguarda il cumulo, ovvero la possibilità, per i pensionati di poter abbinare al proprio assegno sociale pensionistico anche una attività lavorativa. In questo senso l’Inps – l’ente della previdenza sociale – ha pubblicato una circolare fondamentale su questa disposizione, così da fare chiarezza in merito. La suddetta circolare (la 108/2008), infatti, chiarisce il funzionamento del cumulo tra pensioni e redditi di lavoro, di ogni tipo: come era stato appunto stabilito dalla legge 133 del 2008 (la cosiddetta manovra; nell’articolo 19). Disposizioni che valgono sia per i trattamenti vecchi che per quelli nuovi liquidati anch’essi tanto con il sistema retributivo che con quello altrimenti misto (almeno un versamento, però, deve essere stato effettuato entro l’anno 1995). Ma particolari condizioni sono invece previste anche per le pensioni maturate con il sistema precedente, ovvero quello contributivo. Ma prima di entrare nel merito tecnico delle specifiche dell’Istituto di previdenza, vediamo più in generale cosa prevedono le norme sull’abolizione del divieto di cumulo.
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Le pensioni delle donne
novembre 27, 2008
Secondo una decisione della Corte di Giustizia Europea, il “gentil sesso” è troppo forte sul fronte della pensione. La corte di Lussemburgo ha multato l’Italia per un’aperta violazione del diritto comunitario, per la violazione dell’art. 141 del Trattato UE sulla “parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore”, favorendo le donne rispetto agli uomini, sulle diverse soglie di pensionamento previste -per la vecchiaia- a 65 anni per gli uomini e a 60 per le donne. La Corte ha respinto il ragionamento secondo cui la fissazione di una soglia diversa secondo il sesso è motivata dall’eliminazione di discriminazioni verso le donne: queste dovrebbero ricevere un trattamento di favore per essere anche madri.
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PENSIONI : DIVIETO DI CUMULO
novembre 27, 2008
L’art.19 del D.L. 112/98 convertito in Legge dal Parlamento il 5 agosto scorso abolisce il divieto di cumulo tra redditi da pensione e altri redditi derivanti da lavoro autonomo o dipendente. Dal 1° gennaio 2009 tutte le pensioni dirette di anzianità, a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive, saranno interamente cumulabili con i redditi da lavoro dipendente ed autonomo, senza subire i tagli precedenti. Si chiude dunque definitivamente il capitolo relativo al divieto del cumulo per i pensionati che intendano proseguire la propria attività lavorativa. I pensionati che svolgevano attività in costanza dell’assegno di quiescenza potranno incassare – al netto delle tasse s’intende – tutto ciò che guadagnano senza alcuna penalizzazione. Si tratta di una norma che è in linea con le precedenti per quanto riguarda i maggiori beneficiari; infatti in questo caso potranno contare su un maggiore introito tanto più alta è la pensione e gli ulteriori redditi.
Chi ha – per esempio – una pensione di 30 mila euro e un reddito di lavoro autonomo di 25 mila euro, risparmia intorno a 7.200 euro circa. Le uniche eccezioni alla totale cumulabilità sono quelle dei dipendenti pubblici riammessi in servizio presso la P.A., per i quali rimane in vigore la norma che prevede la sospensione dell’assegno fino al definitivo collocamento a riposo. Le novità del D.L. 112/08 sono valide anche per le pensioni calcolate con il sistema contributivo, ed è questa una novità particolarmente importante considerato che questo regime previdenziale è penalizzante di per sé, senza necessità di ulteriori decurtazioni. Infatti se nel passato il lavoro in costanza della rendita pensionistica poteva essere considerato un privilegio o comunque un surplus, oggi per molti è una necessità, sia per il numero sempre maggiore di prepensionamenti, sia per la costante diminuzione del tasso di sostituzione, ossia il rapporto tra la pensione e l’ultima retribuzione in servizio.




