Modalità di cancellazione: come cancellare un protesto

Agosto 26, 2010

Essere iscritti presso il Registro informatico dei protesti non è una cosa positiva, poiché questa situazione provoca problemi di natura finanziaria e civile se non addirittura penale. Il protestato, infatti, può subire azioni di regresso, ovvero precetti, pignoramenti, interdizioni, revoche di carte di credito, blocchetto assegni e così via.

Ma essere dei protestati significa anche rendere difficile l’accesso ad ulteriori strumenti di pagamento o servizi di altro tipo. Chi è protestato, infatti, oltre a diventare cattivo pagatore e inserito in apposita banca dati consultata dagli istituti finanziari e del credito, ha difficoltà ad ottenere prestiti, a fare acquisti a rate, a intestarsi linee telefoniche ad abbonamento nonché altre utenza di diversa natura e via dicendo. Insomma, non è una buona cosa.

Se quindi per un vario motivo si è iscritti in tale registro, su richiesta del presidente della Camera di commercio, conviene farsi cancellare.

Tale iscrizione avviene quando non si vuole riconoscere un titolo, e non lo si paga nemmeno dopo i solleciti del creditore. Fatti questi il soggetto che ne deve intascare il pagamento lo passa presso un ufficiale levatore (che è una carica ricoperta per legge da un segretario comunale, da un notaio o da un ufficiale giudiziario). Questo richiede a domicilio il pagamento del corrispettivo, avvalendosi di un presentatore o messo. Se il pagamento continua a non avvenire, l’utente viene iscritto, dal levatore, su di un registro, che viene inviato al presidente del tribunale e al presidente della camera di commercio. Questo, entro dieci giorni, iscrive il soggetto insolvente presso il Registro informatico dei protestati, istituito con il decreto legge 316 del 2000.

L’utente a questo punto, ha due possibilità: rimanere sul registro consultabile in tutta Italia da chi ha rapporti finanziari o economici (e potenzialmente averli con lui e quindi negarglieli; oltre che subire un pignoramento), oppure chiederne la cancellazione.

In questo secondo caso ha ulteriori due possibilità: richiedere la cancellazione entro 20 giorni o richiederla dopo un anno. In ogni caso dopo aver pagato il titolo, al di la del pignoramento.

Nel primo caso il richiedente ha facoltà di pagare il titolo entro un anno. Se così si comporta, egli ha il diritto di chiedere la cancellazione dal protesto entro 3 settimane, presentando specifica istanza al presidente della Camera di commercio.

La domanda in carta bollata deve allegare – oltre a un documento di riconoscimento in corso di validità – l’atto di protesto e quindi il titolo di quietanza, ovvero la ricevuta o il certificato attestante il pagamento dovuto con la relativa data di esecuzione formale. In assenza di questa il debitore deve farsi rilasciare una dichiarazione scritta da parte del creditore, che attesti il saldo del debito.

Nel secondo caso, invece, il debitore paga il titolo dopo 12 mesi da quando è stato levato, cioè da quando l’ufficiale pubblico glielo ha notificato. In questo caso allora le tempistiche sono differenti. Il debitore, infatti, prima di richiederne la cancellazione – dal registro si intende – deve chiedere al presidente del tribunale di rilasciargli una dichiarazione di rettifica, che viene effettuata tramite l’emanazione di un decreto di riabilitazione, anche corredandolo con documenti che ne giustifichino il siffatto ritardo, come previsto dalle leggi 108 del 1996 e 235 del 2000.

Ottenuta questa documentazione, unitamente ai certificati che si presentano in caso di richiesta di cancellazione prima dei 12 mesi, l’utente consegna al presidente della Camera di commercio il provvedimento di riabilitazione che gli ha rilasciato il tribunale, e ne chiede – ed eventualmente ottiene – la cancellazione dal Registro informatico dei protestati entro 20 giorni. Dopodiché non rimane più nessuna traccia dell’ex debitore su tale lista.

Prestiti inpdap per pensionati e dipendenti pubblici

Agosto 24, 2010

A tutti può capitare di trovarsi di fronte alla necessità di dover effettuare una spesa improvvisa. Un elettrodomestico da dover cambiare o la riparazione dell’auto che ci lascia a piedi da un momento all’altro. È possibile che nello stesso momento i soldi messi da parte non bastino per risolvere autonomamente il problema. Oltre alla possibilità di richiedere un finanziamento alla propria banca è possibile prendere in considerazione l’idea dei prestiti Inpdap a pensionati e dipendenti pubblici.

I prestiti possono essere richiesti senza bisogno di presentare documentazioni che attestino una necessità particolare o un certificato medico e sono rivolti a tutti gli iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. I moduli, scaricabili dal sito ufficiale dell’Inpdap, possono essere riconsegnati all’ufficio provinciale o territoriale dell’Istituto direttamente se si è pensionati o tramite la propria amministrazione se si è dipendenti.

Gli importi ottenibili sono pari ad una mensilità netta del proprio stipendio per le richieste di prestito annuale, due due mensilità per le concessioni biennali e di tre mensilità per quelle triennali.  Gli importi possono raddoppiare nel caso in cui chi richiede il prestito non abbia altre trattenute in corso per cessione del quinto dello stipendio. Il tasso d’interesse è del 4,25% a cui va sommato lo 0,5% di spesse di amministrazione e un’aliquota di premio fondo rischi.

Prestiti Inpdap agevolati a dipendenti pubblici e pensionati

Agosto 19, 2010

Se siete dipendenti pubblici o pensionati e avete bisogno di un prestito di una piccola somma per far fronte ad una spesa improvvisa potete valutare la possibilità di richiedere un prestito all’Inpdap invece che rivolgervi alla vostra banca di fiducia. Vi si è rotta la lavatrice? Avete un tubo che perde in bagno?
Sul sito dell’Istituto di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, troverete alla voce “Piccolo Prestito” le caratteristiche dei prestiti Inpdap agevolati per i dipendenti pubblici e per i pensionati. Se non avete altre trattenute del quinto dello stipendio potrete ottenere fino a 8 mila euro senza dover giustificare la richiesta con una nota spese o con un certificato medico.

 
In base al numero di rate di restituzione del prestito infatti potrete ottenere la somma pari al vostro stipendio netto da restituire in 12 mesi, due stipendi o tre stipendi se restituirete la somma in  24 o 36 mesi. La somma raddoppia se il richiedente non ha altre ritenute sulla busta paga.

Il piano offerto dall’Inpdad prevere untasso di interesse nominale annuo del 4,25%, a cui vanno sommate l’aliquota per le spese d’amministrazione dello 0,50% e un Premio fondo rischi calcolato in proporzione all’età di chi richiede il prestito. Una volta superato il periodo minimo di ammortamento è possibile anche il rinnovo della concessione per un periodo di 6 mesi nel caso di una richiesta di piano annuale e di 12 mesi e 18 mesi nel caso di prestiti biennali e triennali.

Bancoposta : ecco la promozione Rata Tonda

Luglio 13, 2010

Si chiama “Rata Tonda”, ed è la nuova  promozione sui prestiti  di BancoPosta lanciata da Poste Italiane, ed attiva, salvo proroghe, fino al 31 luglio 2010 per  stipulare un prestito le cui rate sono costituite da importi mensili da pagare che sono molto facili da ricordare. In particolare, fino al 31 luglio 2010 è possibile ottenere con il Prestito BancoPosta 8 mila euro con piano di rimborso in cinque anni, ovverosia 60 rate mensili di importo pari a 160 euro; oppure il doppio, ovverosia 16 mila euro in cinque anni con 60 rate da 320 euro. Continua a leggere: Bancoposta : ecco la promozione Rata Tonda

Fidarsi e Crederci:i prestiti di Fiditalia

Giugno 16, 2010

Fiducia e voglia di crederci. Sono questi i punti di forza su cui l’offerta finanziaria e creditizia di Fiditalia si basa, forte di una esperienza di oltre venticinque anni in questi settori e forte del gruppo economico-finanziario che ha alle spalle, ovvero il Gruppo Société Générale.
Società multicanale e multiprodotto, Fiditalia differenzia la propria offerta di concessione di credito alle famiglie con i prestiti personali, i prestiti per l’acquisto di beni più o meno durevoli e servizi, nonché con la cessione del quinto dello stipendio o in alternativa della pensione.
I prodotti, come ad esempio i prestiti personali, vengono distribuiti secondo una logica, appunto, multicanale: dai singoli punti vendita di esercizi commerciali distribuiti sul territorio nazionale, o tramite una rete commerciale fatta di agenzie, filiali, per un totale di quasi duecento presidi territoriali dislocati un po’ in tutta Italia.
Multiprodotto, l’offerta Fiditalia fornisce ai propri soci commerciali (i cosiddetti partner) soluzioni e strategie di finanziamento atte a garantire soddisfazione alle proprie clientele, seguendone logiche, esigenze, necessità, possibilità. Nonché viene offerta consulenza, tecnologia, supporto qualificato ogni qual volte esso si renda necessario sia nelle operazioni commerciali e finanziarie in atto che in qualità di training “formativo”.
Tra i prestiti, quindi, Fidiamo. Si tratta di un prestito personale che consente al beneficiario di ricevere una somma in liquidità fino a 40 mila euro. Il minimo da prestare, invece, è 2 mila euro. La durata del rimborso (il piano di ammortamento) è variabile dai 12 agli 84 mesi. Il Tan – tasso annuo nominale – varia dal 7,15% al 12,65, quello effettivo globale (TAEG) dal 7,71 al 15,98. La modalità di rimborso prevede sia la metodologia bancaria del RID che il rimborso tramite il pagamento dei semplici bollettini postali. È prevista anche la possibilità di stipulare una copertura assicurativa ad hoc per proteggere l’investimento e il credito.
Per le esigenze meno gravi e più veloci per quanto ne riguarda le necessità c’è il Credimini, un prestito che, sempre a livello di credito personale, da diritto ad intascare 3 mila euro, da rimborsare in 48 mesi (2 anni), con un Tasso annuo nominale pari al 6,4% e un tasso annuo effettivo globale pari al 7,51%.
Anche qui il rimborso è previsto con il sistema di addebito sul proprio conto corrente o con il bollettino postale, nonché la copertura assicurativa Proxilia Credit. Al contrario del precedente non ci sono spese nell’incasso rata (per il prestito Fidiamo, tale spesa è pari a 3 euro). L’istruttoria è di 50 euro. Infine, nessuna spiegazioni sulle necessità del prestito.

Campania: allarme prestiti-lampo

Aprile 24, 2010

Nel Paese c’è necessità di soldi, si sa. Le statistiche relative ai consumi e relative alla ricchezza degli italiani ci restituiscono un panorama a tinte fosche; è aumentato anche il numero di poveri e di famiglie che vivono in ristrettezze.

Così, spesso, per sopperire alle necessità quotidiane si accendono mutui e si chiedono prestiti. Sui mezzi di comunicazione si dà ampio spazio alle pubblicità di molte società finanziarie che promettono di elargire soldi, promettendo anche una restituzione rateale comoda.

È così, quindi, che aumenta il numero di prestiti “facili”, così come è avvenuto in Campania, dove il numero di prestiti è aumentato esponenzialmente. L’allarme proviene dal presidente di Federconsumatori, evidenziando quelli che sono i problemi in cui si incorre se si possono chiedere finanziamenti on line (anche se permettono di risparmiare molto tempo) e si possono richiedere le carte di credito revolving. La sua non è una demonizzazione dell’intero comparto, per altro così utile ai cittadini in difficoltà che non possono accedere ad altre forme di liquidità, ma un invito a prestare attenzione e a non accumulare troppi debiti e finanziamenti. Infatti, pur non disponendo di uno stipendio molto elevato, è possibile richiedere anche tre finanziamenti contemporaneamente, e questo alla lunga non fa che indebolire il potere d’acquisto del cliente, lasciandolo con meno soldi in tasca di prima che chiedesse i prestiti, dopo una prima illusione di aver risolto tutti i problemi. Diventa insomma molto facile accumulare una lunga lista di debiti, che rischia di spossare del tutto le capacità economiche. La situazione diventa anche più difficile da gestire se non si presta attenzione alle rate e alle condizioni di finanziamento che, ad una prima occhiata, possono sembrare sempre molto allettanti; molti consumatori sono poi attirati dalle condizioni di “salto della rata” o dalla possibilità di estinguere il debito in un’unica soluzione, senza somme aggiuntive. Se da un lato si deve fare attenzione ai finanziamenti, l’altra faccia della medaglia sono le carte revolving, che offrono l’illusione di un credito illimitato ma che, alla fine, va comunque restituito e, a questo punto, la possibilità di contrarre debiti può esser dietro l’angolo. Come corollario, l’ultima raccomandazione di Federconsumatori riguarda i tassi d’interesse: a fronte di rate basse, infatti, c’è il rischio di avere tassi d’interesse molto elevati, che rischiano di dissanguare le nostre tasche.

Prestiti e finanziamenti online: facciamo chiarezza

Aprile 1, 2010

Il mondo dei prestiti è decisamente complesso, è cosa nota. E districarsi in questo mondo è un’impresa piuttosto ardua, dato che le banche non si impegnano per rendere chiare e trasparenti le comunicazioni per i non addetti ai lavori, tanto che a volte sembra che ci occorra una laurea e un dottorato per interpretare i fogli rilasciati dalla nostra banca. Invece, può esser reso tutto più semplice ed agevole.

Ecco, di seguito, una piccola guida e qualche definizione per comprendere meglio il mondo dei prestiti. Per prestiti intendiamo semplicemente l’atto di consegna di denaro che una banca o un altro ente finanziario persegue verso il soggetto richiedente.

Quest’ultimo si assume poi un obbligo di restituzione del capitale prestato, con un importo uguale o maggiorato attraverso i tasi d’interesse. La restituzione avviene mensilmente o semestralmente, con importi stabiliti in precedenza, composti dall’importo prestato sommato ad una maggiorazione derivante dal tasso d’interesse. I tassi vengono calcolati in base al Tan, ossia il tasso annuo nominale di interesse, il Taeg, ossia tasso annuo effettivo globale, e l’intero importo è influenzato dall’importo prestato, dalla frequenza di restituzione della somma e dalla sua durata.

La rata può essere fissa o variabile a seconda che il mutuo sottoscritto sia appunto a tasso fisso o variabile. L’intero importo va restituito entro un lungo termine temporale, anche questo prestabilito, di minimo 5 anni.

Oltre che in base alle rate, i prestiti possono essere classificati secondo la persona che li richiede. Quindi, si parla di prestiti personali, prestiti fiduciari, prestiti per protestati o anche prestiti ai dipendenti, nel caso che il prestito venga emesso da un’impresa o da un’azienda verso un dipendente interno, prestiti alle imprese. Questi ultimi vengono “accesi” quando un’impresa ha bisogno immediato di liquidità e di solito le imprese hanno anche condizioni agevolate per il rimborso del capitale erogato: è il caso, quindi, dei così detti mutui agevolati.

Ma come scegliere il prestito più esatto? Beh, bisogna armarsi di tempo e pazienza (soprattutto). Intanto, ci si può recare presso le filiali di diversi istituti di credito, sottoporre la propria situazione, farsi fare dei preventivi e in seguito valutare presso quale istituto si hanno condizioni migliori. Ricordando poi che si può sempre usufruire della portabilità, cioè si può trasferire un mutuo in corso da una banca ad un’altra che offre condizioni più agevoli della precedente. Oppure, se non si ha tempo di fare un pellegrinaggio in banca, si può utilizzare internet, e farsi fare dei preventivi on line. ormai, tutte le banche hanno un sito internet e su ognuno c’è la possibilità di fare il nostro preventivo. Ancora, ci si può rivolgere ad un consulente, che ci aiuti nella scelta delle condizioni contrattuali più vantaggiose per le nostre tasche.

Prestiti per i lavori di casa

Marzo 20, 2010

Quanti di noi rimandano un rifacimento di casa, magari la copertura del tetto, un lavoro all’esterno, un camino nuovo, una ristrutturazione generale alla propria amata abitazione?

E sopratutto quanti sono costretti a rinunciare perché i costi dei materiali edili come anche quelli di progettazione (le spese burocratiche, del geometra o dell’architetto) o anche quelli della manodopera stessa (sempre più specializzata) sono troppo elevati? In questo periodo di difficile risalita economica, ci si può scommettere che tante famiglie e tanti soggetti provati in generale rinunciano dopo aver sognato un po’.

Rinunciano in attesa di tempi migliori a rifare l’impianto idraulico magari, a imbiancare le pareti o rifare il sistema di drenaggio dell’acqua piovana. Si rinuncia, insomma, non solo a tante opere di rifacimento estetico, ma anche a tante altri lavori necessari per la propria casa, quanto meno in ottica futura.
Tuttavia, non sempre si deve rinunciare ai propri sogni e desideri. Tante società di credito, infatti, vengono incontro ai consumatori italiani proprio in questo senso, come ad esempio la finanziaria Findomestic, con le sue sempre innovative e vantaggiose promozioni web.
Per quanto riguarda i lavori di casa, infatti, Findomestic ha messo sul piatto un prestito finalizzato proprio per rinnovare o ristrutturare la propria casa. Scopriamolo nel dettaglio.
Come prima cosa, la quantità erogabile per le operazioni di restauro. Si parte da una somma minima di mille euro, fino ad arrivare ad una somma massima di 15 mila euro rimborsabile in massimo 84 mesi di ammortamento. Motivazione? Sia lavori eseguiti da professionisti (imprese o liberi artigiani e professionisti) che lavori eseguiti in famiglia, personalmente. Gli acquisti, in ogni caso, possono essere effettuati dove si vuole, dall’edilizia e la ferramenta di fiducia insomma.
Capitolo requisiti. L’età anagrafica, come prima cosa, non può superare i 75 anni e naturalmente il prestito deve essere richiesto da un maggiorenne. Il reddito deve essere dimostrata con idonea documentazione e la residenza deve essere stabilita sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda l’erogazione del prestito e le modalità di rimborso, da sottolineare la possibilità di ricevere direttamente e comodamente sul proprio un bonifico bancario oppure vedersi recapitare al proprio domicilio un assegno con raccomandata assicurata. Mentre, similmente, per il rimborso delle rate mensile, si prevedono due principali possibilità: l’addebito diretto sempre sul proprio conto corrente come anche il pagamento con semplici bollettini postali.
E infine capitolo tassi di interesse. Il Taeg, tasso annuo effettivo globale, praticato, o comunque massimo applicabile non supera i 10,39 punti percentuali. A questo costo, inoltre, si può aggiungere quello dell’assicurazione sullo stesso prestito, attivabile in caso di sofferenza da parte dell’utente debitore.

Mutuo e finanziamento etico senza crisi

Marzo 8, 2010

La crisi economica ha messo a dura prova la forza dell’economia e soprattutto del sistema bancario mondiale. In generale, tutto il compartimento delle banche ha avuto grosse difficoltà, tradottesi con una quasi impossibilità di accesso al credito e all’ottenimento di prestiti, finanziamenti e mutui per paura delle insolvenze.

Se tutto il settore è stato però in ribasso, a fare da traino nel buio è stato invece il settore dei finanziamenti etici. È un settore che, a tutt’oggi, resta di nicchia, non se ne sente parlare molto, specialmente sui mass media. In Italia e in tutto il resto del mondo è proprio questo settore che registra picchi ed incrementi. Proprio in Italia è il gruppo Banca Popolare Etica che non ha chiuso il rubinetto delle erogazioni finanziarie, anzi: li ha tenuti sempre ben aperti per incontrare le necessità di tutti. Il gruppo ha concesso il 25% di finanziamenti in più rispetto allo scorso 2009, concedendo quelli che, in pratica, possiamo chiamare mutui solidali.

Questa tipologia di mutui è riservata al finanziamento di progetti edilizi ed imprenditoriali che abbiano una finalità ed una utilità sociale, e che ovviamente siano mutui sostenibili. E contrariamente a cosa pensano gli economisti che hanno chiuso l’accesso al credito, il direttore del gruppo, Mario crosta, ha evidenziato come proprio la continuità nella concessione dei prestiti abbia fatto sì che i profitti siano incrementati, con un livello di problematicità al di sotto dei valori medi dell’intero comparto: 0,96% del gruppo contro il dato medio del 1,92%. Coloro che hanno ricevuto il credito da Banca Popolare Etica hanno dimostrato affidabilità, e sono stati premiati. I destinatari sono soprattutto associazioni ed imprese sociali e le cooperative, che hanno consentito un aumento di capitale al gruppo del 35%. Un settore, insomma, in cui conviene investire!

Tassi Euribor ai minimi storici

Marzo 3, 2010

Croce e delizia di tutti i contraenti i mutui a tasso variabile in Europa, l’indice di riferimento degli andamenti del mercato di riferimento Euribor, pare si sia alleato, almeno ultimamente, dalla parte dei consumatori, dopo averli fatti tremare per diverso tempo negli ultimi 2 se non anche 3 anni.
Da varie settimane, infatti, il tasso interbancario dei finanziamento con un tasso annuo effettivo globale variabile, infatti (insieme al Tan – tasso annuo nominale), pare sia sia assestato in un andamento calmo e lento al ribasso, con periodi di stazionamento e altri ancora di discesa.

Bisogna capire, ovviamente, se è solo un periodo di calma dopo la tempesta, o se, al contrario, proprio in piena crisi ci sia semplicemente in periodo di calma piatta. Gli analisti internazionali, ovviamente, e specialmente quelli della BCE – la Banca centrale europea di Francoforte governata dal francese Trichet – stanno cercando di capirlo, e le banche, ovviamente cercano di profittare di questo favorevole momento che possono vivere i consumatori che hanno deciso o avevano rimandato la decisione di acquistare una casa o ristrutturarla grazie alla concessione di un mutuo di medio se non di lungo periodo.

Infatti l’Euribor si è attestato ad un 1% diciamo perenne. In particolare, se si considera la scadenza ad un mese dell’indice del tasso, esso si attesta ad una quota di poco inferiore al mezzo punto percentuale, in particolare ad uno 0,42%. L’indice a tre mesi fa invece segnare uno 0,66%, mentre sfora l’1% la scadenza semestrale: la quota precisa raggiunta è quella dello 0,97%.

E non si intravedono segnali di cedimento strutturali nonostante le crisi in Grecia, Portogallo, Spagna, dove la pesantezza dei finanziamenti a tasso variabile sta ancora facendo sentire – e in maniera molto pesante anche rispetto ai mesi e anni più recenti – i suoi negativi effetti. Negativi effetti sia sulle famiglie che sulle imprese. Se le famiglie infatti, sono costrette a risparmiare per far fronte ad acquisti di lungo periodo, le stesse non consumano sul mercato e quindi le imprese non producono quanto necessario per il proprio sostentamento in vita. Il che genera disoccupazione e perdita di controllo dell’inflazione. Un cane che, ovviamente, si morde la coda.

È chiaro che ancora il pericolo della crisi mondiale, nonostante i proclami da più parti, non possa dirsi completamente esaurito. E questo è vero se si pensa che la crisi è stata per lo più finanziaria e solo col tempo esaurirà gli strascichi che si stanno riversando sull’economia reale: quella, per intenderci, delle pensioni, delle politiche sociali, dell’occupazione, dei consumi, compresi i mutui e la progettazione di un futuro a partire dalla propria casa.

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