Come funzionano i prestiti auto?

Luglio 23, 2010

Il prestito per acquistare una automobile, nuova o usata, è una tipologia di finanziamento o prestito finalizzato, cioè subordinato a uno specifico acquisto. Esiste quindi un qualche ente o commerciante convenzionato e quindi la somma prestata non viene direttamente versata al richiedente.

Questo prestito viene sottoscritto dal rivenditore di auto, ed è richiesto quando si vuole effettuare un acquisto rateale. Con un tasso di interesse fisso, e un piano di ammortamento predeterminato al momento della stipula dello stesso, mediante apposito contratto controfirmato dalle parti in causa. Solitamente, prima dell’inizio del rimborso, come incentivo all’acquisto viene concesso un periodo in cui le rate non devono ancora essere pagate. Si tratta soltanto di un posticipo, ovvero di una strategia di marketing mirante a attirare clienti che in un momento specifico non possono comperare un macchina nemmeno con un piano rateale. Questo strumento viene definito preammortamento.

Il funzionamento del finanziamento riguarda tre attori. Il rivenditore di automobili, l’acquirente della stessa, un istituto finanziario. A gestire il tutto è direttamente il concessionario, che si occuperà di tutti gli aspetti legali, informativi, finanziari. Farà da tramite, cioè, con la finanziaria o l’ente creditizio, verso cui l’acquirente, e quindi debitore, si è impegnato per un determinato periodo, e per una determinata cifra a scadenze multiple. Una volta approvato e concesso il prestito, sarà la società finanziaria a pagare l’automobile al rivenditore. Essa, infatti, garantisce per il consumatore, che a questa dovrà rimborsare mensilmente il denaro prestato o anticipato. Il rivenditore di automobili, da parte sua, avrà così il pagamento assicurato – perché ad assicurarlo è la finanziaria – e in più si pagherà anche una commessa. Costo che ovviamente cade, in automatico, sul consumatore, che esso identificherà come costi di gestione e apertura pratica. Il cliente acquirente, da parte sua, con il contratto si impegna a restituire la quota capitale, i tassi maturati durante il tempo del finanziamento concesso e quindi tutte le spese di gestione che comunque devono essere ben chiare al debitore sin dal momento della stipula del contratto.

Nei finanziamenti per l’acquisto di automobili ci sono alcune limitazioni che concernono il valore finanziabile, la somma massima erogabile, il tempo limite di rimborso. Generalmente la cifra che viene coperta è al massimo corrispondente all’80% del valore complessivo del veicolo. Questo significa, comunque, che c’è un limite relativo all’importo finanziabile. Relativo, cioè, a quanto costa in effetti l’autovettura. Ma a questo limite relativo se ne affianca uno assoluto, e che riguarda la cifra massima finanziabile con riferimento ad una automobile, che è pari a 30 mila euro. Ciò significa che un finanziamento per l’acquisto di un’automobile non può superare i 25 mila euro al massimo e in casi eccezionali.

Le tempistiche di rimborso sono invece molto variabili: da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 60 mesi, con rate che quindi oscillano di molto, anche diverse centinaia di euro a seconda dell’entità dell’acquisto, della somma finanziata e del periodo totale di ammortamento.

A seconda di questi elementi, ovviamente, il costo del finanziamento cresce o decresce. Più è lungo e meno cospicue sono le rate, più il finanziamento sarà caro, meno durerà l’ammortamento, e più elevate saranno le rate, meno costoso sarà quindi il suo costo totale.

A rappresentare le quote di questi costi, intervengono soprattutto in Tan o tasso annuo nominale e Taeg, tasso annuale effettivo globale.

Assicurazioni prestiti auto

Luglio 22, 2010

Nell’acquistare un’automobile, l’acquirente può disporre di un finanziamento a copertura parziale del costo totale della vettura. Per vedersi però concesso il prestito, il consumatore che ne fa richiesta, deve farsi però carico delle coperture assicurative sul veicolo. Coperture che serviranno come rimborso al finanziatore nel caso in cui l’auto venga rubata, danneggiata, incendiata, e via discorrendo per la lista dei sinistri coperti dalle assicurazioni per auto.

Il finanziamento per l’acquisto delle automobili, infatti, è un prestito finalizzato. Ciò vuol dire che il cliente di un concessionario può avvalersene solo per lo scopo preposto, e la somma eventualmente concessa, non viene erogata direttamente a lui, ma all’esercente commerciale convenzionato. Il meccanismo, quindi, prevede che l’utente si rivolge al rivenditore per acquistare una autovettura. Nuova oppure usata o chilometri zero. L’esercente proporrà uno dei tanti prodotti finanziari disponibili. Avrà facoltà di farlo perché avrà preventivamente stipulato specifici accordi e convenzioni con le società creditizie o gli istituti finanziari preposti a tali funzioni.

Proposto il finanziamento, con funzione di mediazione creditizia, il concessionario si fa carico si tutte le operazione burocratiche che seguono la richiesta all’ente finanziatore: compilazione della domanda, raccolta dei documenti necessari e così via.

Dopo aver visualizzato la documentazione, l’istituto finanziario decide sulla possibilità di procedere con il finanziamento oppure no. E questo sulla base di diversi parametri e giudizi, ovviamente economici e finanziari. Nel caso di accettazione della domanda di finanziamento, l’ente pagherà il costo parziale dell’automobile direttamente al concessionario. Solitamente tale somma non può essere superiore all’80% del valore totale dell’acquisto. Il rivenditore, da parte sua, riceverà un compenso commisurato all’entità dell’acquisto, direttamente dall’ente che eroga il finanziamento, e che quindi anticipa il cliente nel pagamento della vettura. Percepisce, cioè, una parcella, una provvigione per aver procacciato un affare, avendo fatto le funzioni di un mediatore creditizio.

A questo punto il cliente, secondo le disposizioni contrattuali accettate a monte di questo procedimento, dovrà rimborsare nel tempo il costo del capitale anticipato. Tale quota capitale, ovviamente, sarà maggiorata dalle spese di gestione nonché dai tassi di interesse applicati al finanziamento. Tali tassi, in particolare, dipenderanno da diversi fattori, tra cui, essenzialmente: la somma del capitale totale, la durata del finanziamento, l’entità delle rate, la formula del rimborso e le sue modalità operative.

Questi, quindi, sono i guadagni che l’istituto percepirà a fronte dell’anticipo versato per l’acquisto, che a questo punto lascia fuori l’esercente commerciale venditore del bene (che potrebbe, in altri casi, ad esempio essere un servizio). Ma oltre ai requisiti economici e di affidabilità richiesti al consumatore acquirente, l’ente creditizio (il creditore), chiede al suo debitore altre garanzie specifiche: quelle assicurative.

L’ente finanziatore, cioè, pretende che l’acquirente dell’auto abbia stipulato quanto meno la copertura assicurativa per la responsabilità civile (d’altronde prevista ed imposta dalla legge). Questo perché in caso di incidente, l’indennizzo assicurativo va poi ad essere liquidato dal finanziatore, quanto meno per la quota del finanziamento concesso, proporzionalmente allo stato del pagamento a rimborso effettuato, fino al momento critico, da parte del debitore. Il resto, eventualmente, spetta di diritto all’acquirente del mezzo.

Si tratta, insomma, di una ulteriore rassicurazione sul pagamento, nei confronti di chi ha concesso il denaro, in anticipo, per comprare l’automobile. Ma nel caso in cui l’indennizzo assicurativo non sia sufficiente a rimborsare la quota per l’estinzione anticipata, allora sarà il cliente a dover provvedere al pagamento corrispondente.

Accanto alla copertura assicurativa RC – responsabilità civile, alcune finanziarie richiedono coperture aggiuntive e speciali. Tra queste si segnalano la copertura assicurativa per il furto e gli incendi, quelle che coprono eventuali insolvenze nel caso in cui il cliente deceda, diventi invalido o disoccupato. Meno frequentemente viene richiesta una ipoteca sull’automobile.

Credit score: cos’è?

Luglio 21, 2010

 

Il credit scoring, o anche punteggio di accettazione, è una metodologia utilizzata dagli enti bancari o anche dagli istituti creditizi, e quindi ancora dagli intermediari finanziari, che permette di valutare il grado di solvibilità di un potenziale debitore, ovvero di un normale consumatore privato.

La metodologia del credit scoring è una procedura statistica automatizzata, così da rendererapida ed affidabile la decisione in merito alle concessioni di prestiti, finanziamenti, mutui di vario genere. Le analisi statistiche di questa procedura vengono così combinate con informazioni economiche, giuridiche, sociali ed anagrafiche del richiedente la linea di credito. Alla fine di tutto il processo, l’analisi restituisce una credit score o punteggio. Tale punteggio serve a giudicare il cliente solvibile oppure no. Serve, cioè, a chiarire il grado di affidabilità creditizia di un determinato soggetto che richiede una prestazione finanziaria sopracitata. Dove per affidabilità creditizia si intende la positiva capacità di venire incontro ad un regolare rimborso in un processo finanziario di svariata natura e tipologia.

Il credit scoring, infatti, va a valutare proprio il merito creditizio, e prendendo forma tramite elementi concreti ed oggettivi, analitici, le procedure statistiche vanno a incrociare dati specifici o anche generici come il reddito complessivo mensile o annuale, la frequenza delle entrate mensili, il livello di indebitamento (cioè la presenza in corso di altri prestiti, finanziamenti, mutui), la puntualità dei pagamenti precedenti ed eventuali iscrizioni presso centrali rischi, albi di cattivi pagatori e protestati per precedenti sofferenze o insolvenze.

Altre informazioni o parametri astratti e di giudizio per la compilazione del credit score, riguardano, più in generale, quattro categorie informative. Innanzitutto ci sono da considerare le informazioni che riguardano da vicino il richiedente il prestito. In questo contesto, oltre al reddito e alle entrate mensili (che possono essere o meno certificate da una busta paga da dipendente o da un cedolino della pensione), va considerata anche la tipologia di lavoro svolto dal cliente: inquadramento contrattuale, anzianità, durata, trattamento di fine rapporto TFR maturato, precedenti esperienze, età, situazione familiare e via dicendo.

Una seconda tipologia di informazioni da tenere in considerazione come parametri sono quelle che riguardano più da vicino la tipologia di servizio o prodotto richiesto all’ente emittente. C’è sostanziale differenza, infatti, se si deve erogare un prestito annuale o un finanziamento a tasso agevolato, se si richiede un mutuo con ipoteca o un prestito delega. Durata del finanziamento (nonché sua tipologia tecnica) e garanzie offerte dal richiedente, quindi, sono le principali informazioni considerate in questa fase di analisi e elaborazione dei dati.

La terza tipologia di dati che vengono presi in considerazione nell’elaborazione del credit score sono quelli che riguardano il bene da finanziare. Esso può essere materiale o immateriali. Più semplicemente può trattarsi di un bene materiale immobile come un garage, una casa, la ristrutturazione di un edificio, un magazzino, una parte della casa. Può anche riguardare un bene mobile debitamente iscritto a un pubblico registro come avviene per una automobile, una motocicletta, un camper, una barca, e così via. Per beni immateriali o anche servizi, invece, si intendono tipicamente quei finanziamenti che riguardano visite mediche, viaggi, vacanze, soggiorni in hotel o alberghi, conti telefonici, assicurazioni, sedute terapeutiche di vario tipo (centri benessere, centri massaggi, eccetera), studi universitari o di altra tipologia (corsi di lingua, master, perfezionamenti, formazione).

L’ultima tipologia informativa, con valore statistico e sociale analitico che viene tenuta in considerazione è la storia creditizia del cliente. Con essa viene controllato qual è il grado di indebitamento del cliente, e quindi se ha altri finanziamenti in corso e quale consistenza questi hanno, sopratutto in riferimento all’incidenza sul reddito. Ma in questa fase viene sopratutto considerata la posizione consolidata in riferimento ai precedenti prestiti. Se ad esempio il cliente in questione è iscritto presso una banca dati o centrale rischi, il credit score scende e l’utente avrà meno possibilità di vedersi concesso il prestito.

Piccolo finanziamento? Piccolo prestito

Aprile 30, 2010

A volte, disporre di un po’ più di liquidità, per sopperire alle necessità quotidiane concrete, risolve veramente molti problemi. Non sempre, infatti, si necessita di somme ingenti per le proprie incombenze, che, in quanto tali, si presentano tutti giorni come piccole difficoltà.

Per far fronte alle necessità quotidiane, basta disporre di una somma di denaro limitata, a volte magari appena superiore a quella che entra mensilmente nel bilancio familiare con lo stipendio. In questi casi, non occorre accendere mutui: basta richiedere un piccolo finanziamento, come per esempio quello presentato nel pacchetto di Piccoli Prestiti, richiedibile presso le banche o presso le società finanziarie e di credito. Piccoli Prestiti è una tipologia particolare di finanziamento, con durata ed entità contenute e limitate nel tempo e nell’importo. In pratica, si tratta di una somma di denaro che si può richiedere e che viene ricevuta da coloro che ne fanno richiesta.

A differenza di un mutuo, qui non c’è bisogno di dare spiegazione alcuna sulla destinazione della somma elargita. Piccoli Prestiti è quindi come un prestito senza destinazione. Un mutuo, invece, ha bisogno di una destinazione chiara e precisa, tanto che sappiamo esistere mutui destinati solo all’acquisto o ristrutturazione della casa, per fare un esempio. Un Piccolo finanziamento non supera mai i 5000 euro, e questa somma viene restituita da un minimo di uno a un massimo di tre anni, con rimborsi rateali. Come invece avviene per la richiesta di un mutuo, per accedere al finanziamento è necessario presentare una documentazione, come un documento di riconoscimento in corso, codice fiscale, attestati sullo stipendio per verificare le condizioni finanziarie ed evitare i rischi d’insolvenza. Fatto ciò, le burocrazie sono terminate e si potrà avere accesso al credito.

Ti sposi? C’è un prestito per te

Aprile 28, 2010

È proprio il caso di dire “Viva gli sposi”, grazie al prestito di Prestitempo, una delle divisioni finanziarie che fa capo alla Deutsche Bank. Il gruppo bancario ha pensato, appunto, un prestito che sollevi i novelli sposi dalle preoccupazioni economiche che un passo così importante comporta.

Il finanziamento di Prestitempo si chiama proprio Formula Sposi, e può coprire le spese del matrimonio –viaggio di nozze, servizio fotografico, banchetto nuziale e rinfreschi per esempio - fino ad un massimo di 15mila euro, rimborsabili ratealmente da 6 a 72 mesi, con la possibilità di estinguere anticipatamente il debito. Per restituire l’importo preso in prestito si può scegliere l’addebito automatico sul proprio conto corrente bancario, oppure il pagamento mensile di bollettini postali intestati alla società finanziaria.

Al prestito possono accedere sia i lavoratori a tempo indeterminato che con contratto a tempo determinato, i lavoratori autonomi o atipici con contratto a progetto, i liberi professionisti e persino i pensionati fino ai 70 anni d’età. Per richiedere il prestito occorre ovviamente avere la maggiore età ed esser residenti sul territorio nazionale. Per presentare l’istanza non occorre una documentazione particolare, ma quella normalmente richiesta per qualsiasi altro tipo di prestito. Va però aggiunta una copia della pubblicazione di matrimonio o, in alternativa, una dichiarazione della Parrocchia presso cui ci si sposa.
Insomma, una preoccupazione in meno per una giovane coppia, sulla soglia di una nuova vita.

Prestito bebè: come richiederlo?

Aprile 28, 2010

Le famiglie che nel 2009, ed entro il 30 giugno 2010, saranno allietate dalla nascita di un nuovo membro, hanno il diritto di richiedere un apposito prestito bebè, di supporto al nucleo familiare in aumento.

Il prestito può esser chiesto anche nel caso in cui la famiglia abbia adottato un bambino. Il prestito bebè nasce per aiutare le famiglie a fronteggiare le nuove spese che la nascita di un ambino porta con sé. La manovra di supporto prende avvio dal Fondo Nuovi Nati, approntato dal governo.

È possibile richiedere fino a cinque mila euro, che possono esser rimborsate lungo l’arco di cinque anni con un massimo di 60 rate, rese agevoli da un tasso d’interesse che, rispetto al normale tasso applicato al prestito alle famiglie, è dimezzato. Per richiederlo, ci si deve dapprima accertare che la propria banca aderisca all’iniziativa; non sono previsti limiti di reddito o requisiti particolari. Lo scadere del tempo per presentare domanda è, come già detto, il 30 giugno. Tale scadenza vale sia per i nuovi nati nel 2009 sia per i nati del 2010.

Crotone, contributi per l’accesso al credito delle pmi

Aprile 17, 2010

La provincia calabrese di Crotone con un occhio di riguardo per le piccole imprese sul territorio amministrato. La Camera di Commercio, durante una conferenza stampa, ha infatti annunciato la disponibilità ad erogare contributi che faciliteranno l’accesso al credito per le piccole imprese del crotonese. Continua a leggere: Crotone, contributi per l’accesso al credito delle pmi

Al via i prestiti per i nuovi nati

Marzo 9, 2010

Neo mamme e neo papà di tutta Italia, doppia felicità: non solo l’arrivo di vostro figlio, ma anche di un fondo pensato per il suo futuro. L’iniziativa era stata pensata col decreto “anti-crisi”, ma adesso è stata ufficialmente varata ed è disponibile al pubblico che ne farà richiesta.

L’iniziativa vede anche la collaborazione dell’ABI insieme al Governo, che ha stanziato un fondo di 85 milioni in 3 anni per le famiglie che hanno avuto un figlio nel 2009, nel 2010 o nel 2011, che potranno così far fronte alle spese che la nascita di un figlio comporta. I neo-genitori potranno accedere ad un prestito che ammonta ad un massimo di 5mila euro, da restituire con tasso fisso secondo i tassi stabiliti dal singolo istituto di credito, senza limitazioni di reddito. È possibile ottenere un prestito per ogni figlio, tranne nei casi di affido condiviso o potestà: in tali casi si ha diritto a un solo prestito complessivo, dello stesso importo.

Le banche si prenderanno l’impegno ad applicare un Taeg (tasso annuo effettivo globale) non superiore del 50% del Tegm (tasso effettivo globale medio). Il tempo di restituzione massimo è stabilito entro 5 anni dall’ottenimento dello stesso, sia attraverso pagamenti rateali da concordare al momento della sottoscrizione, sia in unica soluzione.
Sul sito www.fondonuovinati.it è possibile consultare l’elenco delle banche presso le quali i genitori possono aprire il fondo destinato al loro bimbo. Per accedervi, ci si deve recare in una banca aderente entro il 30 giugno dell’anno seguente alla nascita del bimbo o della data di adozione, dove sarà possibile compilare la modulistica necessaria per richiedere il prestito: sarà il modulo compilato ad attestare il possedimento dei requisiti necessari. La data di adozione che farà fede sarà la data della sentenza di affidamento pre-adottivo o di adozione definitiva per le adozioni nazionali; farà fede la data del provvedimento di autorizzazione all’ingresso e alla permanenza per le adozioni internazionali. Ovviamente, in caso di dichiarazioni false il prestito sarà revocato.

I prestiti della vita di Logos

Febbraio 24, 2010

Quelli Life sono i prestiti di Logos Finanziaria, adatti per finanziare i propri progetti. Un prestito, in poche parole, “fuori dal normale”, per le più svariate esigenze e necessità: sogni o bisogni che siano. La società controllata da Agos Ducato SpA di Borgomanero in Novara, difatti, propone con Logos una serie di prestiti e progetti finanziari ,come ad esempio i prestiti indap differenti tra di loro e pensati per una diversa tipologia di utenza.

Innanzitutto c’è il prestito personale che può essere utilizzato per l’acquisto o il godimento di beni e servizi: l’acquisto dell’automobile, o per far fronte a una vacanza, allo studio, a una cerimonia, a una ristrutturazione di una abitazione o di un locale commerciale, o ancora per l’acquisto dell’arredamento per la casa o ancora per farsi belli e belle o addirittura provvedere a spese mediche di rilevante importanza. Prestiti, in ogni caso, facili da ottenere e rateizzabili per 120 mesi (ovvero dieci anni).

Ci sono poi i prestiti fiduciari, i quali naturalmente richiedono una sorta di garante nel momento in cui il debitore non può offrire reali garanzie di rimborso rispetto al finanziamento ricevuto. La firma, insomma, riferita ad un terzo soggetto, è l’unico plus richiesto in più rispetto ai semplici prestiti personali.
Ci sono quindi i prestiti con la cessione del quinto dello stipendio o della pensione i quali vengono accordati ai dipendenti o ai beneficiari di una pensione ricevuta da apposito istituto previdenziale come l’Inps. L’importo della rata da rimborsare, infatti, è direttamente trattenuta sullo stipendio o sulla stessa pensione, e avviene quindi in maniera automatica.

Ma certamente, per avere un prestito rimborsabile sempre in dieci anni (120 mesi di rate), non bisogna essere dipendenti o pensionati: anche gli autonomi, infatti, hanno accesso al credito Life, previa dimostrazione dei redditi. Un apposito prestito, infine, è accordato ai custodi condominiali e aziendali (sia a livello di prestiti personali che a livello di cessione del quinto).
Che si tratti del proprio matrimonio o della moto dei propri sogni o più concretamente del furgone necessario per mettere su una attività in proprio o addirittura per esercitare il proprio diritto allo studio e al benessere e alle cure, Logos è l’idea giusta per non farsi trovare impreparati.

Piano famiglia per i mutui Cariparma

Febbraio 16, 2010

Cariparma è uno dei principali gruppi bancari, finanziari e creditizi del nostro paese, e con la FriulAdria ha deciso di dare il proprio contributo alla situazione di difficile digeribilità economica alle famiglie italiane, dando il proprio contributo, ovvero la propria adesione, al Piano Famiglie promosso proprio dalla Associazione delle banche italiane, o anche ABI.
Infatti, grazie all’accordo stipulato dallo stesso amministratore delegato Corradi, le famiglie potranno godere e quindi beneficiare di una sospensione delle rate di rimborso del proprio prestito se questo si riferisce ad un mutuo ipotecario, ovvero ad un mutuo con ipoteca contratto per acquistare o ristrutturare la propria casa. E ciò alla luce dell’accordo già precedentemente stipulato dal Ministero dell’Economia e delle finanze presieduto da Giulio Tremonti e la Confindustria della Marcegaglia (ovvero da due dei principali soggetti economici-istituzionali del nostro bel paese).

Una sospensione dei debiti, ovviamente, che si inscrive in una più ampia strategia macrostrutturale più o meno di origine pubblica, che va a difendere i ceti maggiormente colpiti dalla crisi i quali avevano già contratto un importante finanziamento quale può essere quello riferito all’acquisto di una prima casa: vero tassello della vita associata e della convivenza civile.
Ma vediamo, nello specifico, come la Cariparma FriulAdria ha deciso di dare il proprio appoggio a quella che è già stata definita, da più parti, come una vera e propria moratoria del settore: ossigeno per molti soggetti in difficoltà creditizia e finanziaria.

Innanzitutto va sottolineato che la sospensione per 12 mesi – tale può durare il periodo di stop alle rate – prevede la copertura della sola quota capitale da restituire secondo un preciso piano di ammortamento (evidentemente da rinegoziare).
Rispetto alle disposizioni dell’Abi, tale importo massimo da sospendere si riferisce alle quote (dei mutui contratti) non superiore a 150 mila euro, per quei redditi che non superano i 40 mila euro all’anno. Caso per caso, ovviamente, il gruppo bancario si da facoltà di proporre misure migliorative o che vanno oltre le disposizioni dell’associazione bancaria italiana rispetto all’accordo tra industriali e ministero.
Come per le altre iniziative, ovviamente, anche il piano famiglia di Cariparma sta avendo già i suoi successi, con centinaia di richieste di sospensione della rata del proprio mutuo per un anno. Senza considerare i circa 15 mila clienti che già hanno goduto di varie iniziative di agevolazione creditizia che il gruppo ha messo in campo in questi ultimi due anni.

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