Viaggi 2011: si pagano a rate

luglio 21, 2011

C’e’ voglia di vacanza, nonostante la crisi. Pur di non rinunciare alla settimana al mare, gli italiani, sono disposti anche a chiedere un finanziamento e pagarla a rate. Oppure, in alternativa, a prenotarla prima, con la speranza di avere qualche sconto. Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Codici, ”su circa quattromila associati, almeno il 30% sceglie di pagare la vacanza a rate: viene pagata in contanti e subito una percentuale del 20-30% del costo del pacchetto, il resto in rate mensili.

Secondo molte agenzie finanziare, il 2% delle richieste di prestiti personali ha come finalita’ proprio la vacanza”.

Continua a leggere: Viaggi 2011: si pagano a rate

Tasse: più tempo per pagare le rate

aprile 22, 2011

Buone notizie per tutte quelle famiglie italiane,  che a causa del peggioramento della loro situazione economica sono in difficoltà nel pagamento dei debiti.

I contribuenti non in regola con le scadenze dei pagamenti possono oggi allungare fino a 6 anni il periodo di dilazione dei debiti fiscali e contributivi, a patto che dimostrino di avere avuto un peggioramento della loro situazione economica.

Continua a leggere: Tasse: più tempo per pagare le rate

Prestiti personali a confronto

novembre 8, 2010

 Con la crisi economica a subire un forte colpo sono stati i prestiti personali più di altre tipologie di prodotti finanziari. Il calo è stato fino al 10% in luogo dper esempio dei mutui per la casa; le difficoltà hanno impedito a molti italiani di chiedere prestiti personali finalizzati per esempio alle vacanze o, avvicinandosi il Natale, per i regali o regalarsi una settimana bianca o un capodanno all’estero. Continua a leggere: Prestiti personali a confronto

Come scoprire se il mutuo è giusto?

ottobre 12, 2010

Spesso, quando si entra in una banca, ci si confonde con i termini specialistici del settore, sconosciuti ai più. Ma per non perdersi nei meandri del “burocratese”, basta porsi appena tre semplici domande, per sottoscrivere poi il mutuo che meglio si addice alle nostre esigenze senza che, per tutta la sua durata, la sua presenza sia un problema pressante ed opprimente.

Continua a leggere: Come scoprire se il mutuo è giusto?

Canone rai a rate per i pensionati

ottobre 4, 2010

Basta con le file che ogni anno i pensionati devono fare per pagare il canone Rai. L’Agenzia delle Entrate,  ha infatti reso noto,  un comunicato  che afferma come sia possibile presentare domanda, entro e non oltre il prossimo 15 novembre 2010, per avere  un’agevolazione che consiste nel pagamento a rate della tassa di possesso del televisore direttamente da parte del proprio ente pensionistico.

Trattasi, nello specifico, di un nuovo processo di semplificazione così come previsto dal Decreto Legge numero 78 di quest’anno, cui è stata data attuazione con un provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, e disponibile sul sito Internet dell’Amministrazione finanziaria. Nel dettaglio, a partire dal prossimo anno i pensionati potranno pagare il canone Rai in un numero massimo di undici rate attraverso il prelievo diretto sulla pensione; l’Ente pensionistico in pratica tratterrà le somme che poi provvederà a versarle all’Erario.

Come accennato, per fruire di questa agevolazione/rateazione i pensionati devono presentare domanda entro e non oltre il prossimo 15 novembre 2010 a patto di rispettare il requisito di un importo di pensione percepito annuo, riferito ai dodici mesi dell’anno precedente a quello della richiesta, non superiore ai 18 mila euro. Considerando che i  18 mila euro di pensione fanno una media di 1.500 euro mensili, è chiaro che i potenziali pensionati che possono beneficiare di tale agevolazione/rateazione sono all’ incirca tutti.

Crisi : famiglie italiane “a rate”

agosto 25, 2010

La crisi pesa sempre di più sul bilancio delle famiglie italiane: infatti, secondo gli ultimi dati della Cgia di Mestre cresce il ricorso all’indebitamento che nel corso del 2009 ha raggiunto la cifra media record di 15.930 euro.

La richiesta di soldi, è legata principalmente all’accensione di mutui per l’acquisto della casa, ai prestiti per l’acquisto di beni mobili, al credito al consumo e ai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.

A livello provinciale le criticità  maggiori sono state riscontrate  nelle famiglie di Roma (22.394 euro), seguite da quelle di Lodi (22.218 euro) e da quelle di Milano (22.083 euro). Al quarto posto troviamo Trento (21.644 euro), poi  Prato (21.442 euro), e infine  Como (20.695 euro).

A vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari, continua l’analisi della Cgia, sono  a sorpresa, le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nelle provincie di Carbonia-Iglesias (7.486 euro), Medio Campidano (7.431 euro) e, infine, Ogliastra (5.784 euro).

Come funzionano i prestiti auto?

luglio 23, 2010

Il prestito per acquistare una automobile, nuova o usata, è una tipologia di finanziamento o prestito finalizzato, cioè subordinato a uno specifico acquisto. Esiste quindi un qualche ente o commerciante convenzionato e quindi la somma prestata non viene direttamente versata al richiedente.

Questo prestito viene sottoscritto dal rivenditore di auto, ed è richiesto quando si vuole effettuare un acquisto rateale. Con un tasso di interesse fisso, e un piano di ammortamento predeterminato al momento della stipula dello stesso, mediante apposito contratto controfirmato dalle parti in causa. Solitamente, prima dell’inizio del rimborso, come incentivo all’acquisto viene concesso un periodo in cui le rate non devono ancora essere pagate. Si tratta soltanto di un posticipo, ovvero di una strategia di marketing mirante a attirare clienti che in un momento specifico non possono comperare un macchina nemmeno con un piano rateale. Questo strumento viene definito preammortamento.

Il funzionamento del finanziamento riguarda tre attori. Il rivenditore di automobili, l’acquirente della stessa, un istituto finanziario. A gestire il tutto è direttamente il concessionario, che si occuperà di tutti gli aspetti legali, informativi, finanziari. Farà da tramite, cioè, con la finanziaria o l’ente creditizio, verso cui l’acquirente, e quindi debitore, si è impegnato per un determinato periodo, e per una determinata cifra a scadenze multiple. Una volta approvato e concesso il prestito, sarà la società finanziaria a pagare l’automobile al rivenditore. Essa, infatti, garantisce per il consumatore, che a questa dovrà rimborsare mensilmente il denaro prestato o anticipato. Il rivenditore di automobili, da parte sua, avrà così il pagamento assicurato – perché ad assicurarlo è la finanziaria – e in più si pagherà anche una commessa. Costo che ovviamente cade, in automatico, sul consumatore, che esso identificherà come costi di gestione e apertura pratica. Il cliente acquirente, da parte sua, con il contratto si impegna a restituire la quota capitale, i tassi maturati durante il tempo del finanziamento concesso e quindi tutte le spese di gestione che comunque devono essere ben chiare al debitore sin dal momento della stipula del contratto.

Nei finanziamenti per l’acquisto di automobili ci sono alcune limitazioni che concernono il valore finanziabile, la somma massima erogabile, il tempo limite di rimborso. Generalmente la cifra che viene coperta è al massimo corrispondente all’80% del valore complessivo del veicolo. Questo significa, comunque, che c’è un limite relativo all’importo finanziabile. Relativo, cioè, a quanto costa in effetti l’autovettura. Ma a questo limite relativo se ne affianca uno assoluto, e che riguarda la cifra massima finanziabile con riferimento ad una automobile, che è pari a 30 mila euro. Ciò significa che un finanziamento per l’acquisto di un’automobile non può superare i 25 mila euro al massimo e in casi eccezionali.

Le tempistiche di rimborso sono invece molto variabili: da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 60 mesi, con rate che quindi oscillano di molto, anche diverse centinaia di euro a seconda dell’entità dell’acquisto, della somma finanziata e del periodo totale di ammortamento.

A seconda di questi elementi, ovviamente, il costo del finanziamento cresce o decresce. Più è lungo e meno cospicue sono le rate, più il finanziamento sarà caro, meno durerà l’ammortamento, e più elevate saranno le rate, meno costoso sarà quindi il suo costo totale.

A rappresentare le quote di questi costi, intervengono soprattutto in Tan o tasso annuo nominale e Taeg, tasso annuale effettivo globale.

Focus: carte di credito

luglio 21, 2010

La carta di credito è uno degli strumenti di pagamento più diffuso al mondo. Essa è innanzitutto una valida e soprattutto comoda alternativa al denaro contante, che viene per questo sostituito da una semplice carta plastificata che ha uno speciale dispositivo tale da riconoscere tutti quelli che sono i dati necessari del cliente nonché dell’istituto finanziario o di quello bancario che emette tale carta.

Tali carte di credito sono collegate necessariamente ad un conto corrente bancario, cioè può richiederle chi ne possiede già uno, e il loro scopo è quello di dare all’utente in questione un credito virtuale – per il cliente stesso ma ovviamente non per la banca o l’istituto creditizio – da poter essere utilizzato in tutti i pagamenti elettronici tramite POS (ovvero l’apparecchio elettronico che consente di effettuare materialmente il pagamento tramite una carta magnetica che può essere, appunto, una carta di credito), quelli su internet compresi e le ricariche telefoniche incluse. Inoltre, con tale strumento, è quindi possibile prelevare denaro in contante quando se ne necessita.

Il meccanismo di credito è molto semplice. La banca, o l’istituto di emissione, stabilisce, insieme al cliente e alla tipologia di contratto che viene stipulato, un credito mensile a cui esso può attingere liberamente, senza dover dare nessuna giustificazione a chi gliela concede sull’utilizzo che ne viene effettuato. Questo credito mensile, il cui tetto massimo è definito plafond (il cui minimo, invece, si aggira intorno alle 800 euro, ma questo dipende dai diversi istituti), viene poi recuperato il 15 del mese successivo direttamente sul conto corrente dell’intestatario, a sua volta direttamente connesso alla carta di credito.

Tale recuperò però, è maggiorato da un costo aggiuntivo, ovvero una quota minima mensile come corrispettivo per la concessione del servizio e quindi del credito, a sua volta maggiorato di una piccola quota che deriva dal tasso di interesse sul saldo che risulta ancora scoperto.

Le tipologie di carta di credito sono molteplici. Le più importanti sono: carta di credito a saldo, ovvero quella classica, particolarmente utile nei pagamenti rateali e di solito concessa come servizio complementare all’apertura di un conto. Di norma non ha un costo fisso o particolarmente elevato. C’è poi la carta di credito revolving, che oltre a essere utilizzata nei pagamenti rateizzati, permette di costituire un fido, e cioè una somma scoperta. Quella co-branded, invece, è più che altro uno strumento di marketing e fidelizzazione, poiché il funzionamento è uguale a quello di una revolving bancaria, ma è emessa da una banca in partnership con una azienda terza.

La carta di credito si pone come uno strumento molto comodo soprattutto per le rateizzazioni commerciali e finanziarie, il pagamento e l’utilizzo del credito all’estero (senza per questo dover cambiare valuta e solitamente potendo usufruire di regimi di cambi particolarmente vantaggiosi grazie alle convenzioni bancarie a cui si ha ovviamente e solo in questo modo accesso). La loro sicurezza è invece garantita dal codice PIN, che è strettamente personale e senza di esso il pagamento non può avvenire.

La carta di credito si distingue dal classico bancomat per una sostanziale differenza. Se le funzioni sono sostanzialmente uguali, e cioè quelle di permettere pagamenti elettronici presso negozi convenzionati e ritiro di contanti presso specifici sportelli bancomat, la differenzia sostanziale è che quella bancomat è invece una carta di debito, senza un plafond assicurato. Inoltre, solitamente, nei pagamenti rateizzati, vengono accettate solo le carte di credito proprio per la loro maggiore sicurezza e affidabilità.

Fidarsi e Crederci:i prestiti di Fiditalia

giugno 16, 2010

Fiducia e voglia di crederci. Sono questi i punti di forza su cui l’offerta finanziaria e creditizia di Fiditalia si basa, forte di una esperienza di oltre venticinque anni in questi settori e forte del gruppo economico-finanziario che ha alle spalle, ovvero il Gruppo Société Générale.
Società multicanale e multiprodotto, Fiditalia differenzia la propria offerta di concessione di credito alle famiglie con i prestiti personali, i prestiti per l’acquisto di beni più o meno durevoli e servizi, nonché con la cessione del quinto dello stipendio o in alternativa della pensione.
I prodotti, come ad esempio i prestiti personali, vengono distribuiti secondo una logica, appunto, multicanale: dai singoli punti vendita di esercizi commerciali distribuiti sul territorio nazionale, o tramite una rete commerciale fatta di agenzie, filiali, per un totale di quasi duecento presidi territoriali dislocati un po’ in tutta Italia.
Multiprodotto, l’offerta Fiditalia fornisce ai propri soci commerciali (i cosiddetti partner) soluzioni e strategie di finanziamento atte a garantire soddisfazione alle proprie clientele, seguendone logiche, esigenze, necessità, possibilità. Nonché viene offerta consulenza, tecnologia, supporto qualificato ogni qual volte esso si renda necessario sia nelle operazioni commerciali e finanziarie in atto che in qualità di training “formativo”.
Tra i prestiti, quindi, Fidiamo. Si tratta di un prestito personale che consente al beneficiario di ricevere una somma in liquidità fino a 40 mila euro. Il minimo da prestare, invece, è 2 mila euro. La durata del rimborso (il piano di ammortamento) è variabile dai 12 agli 84 mesi. Il Tan – tasso annuo nominale – varia dal 7,15% al 12,65, quello effettivo globale (TAEG) dal 7,71 al 15,98. La modalità di rimborso prevede sia la metodologia bancaria del RID che il rimborso tramite il pagamento dei semplici bollettini postali. È prevista anche la possibilità di stipulare una copertura assicurativa ad hoc per proteggere l’investimento e il credito.
Per le esigenze meno gravi e più veloci per quanto ne riguarda le necessità c’è il Credimini, un prestito che, sempre a livello di credito personale, da diritto ad intascare 3 mila euro, da rimborsare in 48 mesi (2 anni), con un Tasso annuo nominale pari al 6,4% e un tasso annuo effettivo globale pari al 7,51%.
Anche qui il rimborso è previsto con il sistema di addebito sul proprio conto corrente o con il bollettino postale, nonché la copertura assicurativa Proxilia Credit. Al contrario del precedente non ci sono spese nell’incasso rata (per il prestito Fidiamo, tale spesa è pari a 3 euro). L’istruttoria è di 50 euro. Infine, nessuna spiegazioni sulle necessità del prestito.

Mutui, l’aiuto dei comuni

giugno 15, 2010

Acquistare o ristrutturare la propria casa (quella di residenza) è l’investimento finanziario più importante e necessario nella società italiana. Ma i tempi e le congiunture economico-monetarie europee e internazionale più in genere, purtroppo rendono questa operazione sempre più gravosa e di difficile realizzazione.

È vero che il momento nero sui tassi di interesse europei è passato o quanto meno si è affievolito, ma le prospettive occupazionali, il costo del denaro, l’insicurezza sociale e la precarietà generalizzata, la crisi dell’economia reale più in generale, rendono assai difficile trovare un mutuo idoneo alle proprie possibilità ed esigenze, sopratutto per le giovani coppie, ancor di più immerse nelle difficoltà lavorative, finanziarie e ogni giorno messe alla dura prova da problematiche di ogni ordine e genere.
Per fortuna, sono molte le iniziative pubbliche e sociali atte a dare una mano a questi soggetti: dalla chiesta cattolica alle associazioni di categoria, dagli enti sovraterritoriali alle banche stesse, dal governo e le istituzioni ministeriali all’Abi (la moratoria dell’associazione delle banche italiane) per finire al soggetto istituzionale o ente territoriale competente più vicino al cittadino: il proprio comune di residenza anagrafica.
Si susseguono, infatti, le iniziative delle giunte comunali per dare una mano a chi vuole mettere su famiglia sul proprio territorio di origine, e da nord a sud fino alle isole si moltiplicano le iniziative per avere accessi particolari e agevolati ai mutui per l’acquisto, la ristrutturazione o addirittura la costruzione della prima casa.
In questo contesto si riportano due esempi lampanti: quelli, rispettivamente, del comune  di Adria (in provincia di Rovigo, al Nord, in Veneto per la precisione) e quello del comune di San Benedetto del Tronto (nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, al Centro). Zone diverse, situazioni sociali differenti, ma problemi economici comuni, purtroppo.

Questi due comuni, infatti, hanno precedentemente bandito l’accesso ai mutui di cui sopra si accennava, in modalità diverse ma sostanzialmente con gli stessi intenti: dare accesso a chi ne ha difficoltà, al mutuo edilizio o immobiliare per restare a casa propria, nei luoghi della propria biografia personale.
Per la maggiore il requisito di accesso ai tassi agevolati proposti dai comuni sono il reddito e la volontà di abitare nel proprio comune di residenza, senza che si debba per forza emigrare per trovare un po’ di stabilità o tassi di mercato magari più accessibile se cambia la situazione lavorativa. Ma a quale costo?

E così si moltiplicano le emulazioni, così molti altri comuni in questi mesi e in questi anni, hanno pubblicato molti bandi per chi, in disagio economico, ha bisogno di tassi interbancari, Tan e Taeg molto più accessibili. L’importante, in linea generale, è che si tratta di una spesa che riguarda la propria prima casa.

Pagina Successiva »