Mutui, l’aiuto dei comuni

giugno 15, 2010

Acquistare o ristrutturare la propria casa (quella di residenza) è l’investimento finanziario più importante e necessario nella società italiana. Ma i tempi e le congiunture economico-monetarie europee e internazionale più in genere, purtroppo rendono questa operazione sempre più gravosa e di difficile realizzazione.

È vero che il momento nero sui tassi di interesse europei è passato o quanto meno si è affievolito, ma le prospettive occupazionali, il costo del denaro, l’insicurezza sociale e la precarietà generalizzata, la crisi dell’economia reale più in generale, rendono assai difficile trovare un mutuo idoneo alle proprie possibilità ed esigenze, sopratutto per le giovani coppie, ancor di più immerse nelle difficoltà lavorative, finanziarie e ogni giorno messe alla dura prova da problematiche di ogni ordine e genere.
Per fortuna, sono molte le iniziative pubbliche e sociali atte a dare una mano a questi soggetti: dalla chiesta cattolica alle associazioni di categoria, dagli enti sovraterritoriali alle banche stesse, dal governo e le istituzioni ministeriali all’Abi (la moratoria dell’associazione delle banche italiane) per finire al soggetto istituzionale o ente territoriale competente più vicino al cittadino: il proprio comune di residenza anagrafica.
Si susseguono, infatti, le iniziative delle giunte comunali per dare una mano a chi vuole mettere su famiglia sul proprio territorio di origine, e da nord a sud fino alle isole si moltiplicano le iniziative per avere accessi particolari e agevolati ai mutui per l’acquisto, la ristrutturazione o addirittura la costruzione della prima casa.
In questo contesto si riportano due esempi lampanti: quelli, rispettivamente, del comune  di Adria (in provincia di Rovigo, al Nord, in Veneto per la precisione) e quello del comune di San Benedetto del Tronto (nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, al Centro). Zone diverse, situazioni sociali differenti, ma problemi economici comuni, purtroppo.

Questi due comuni, infatti, hanno precedentemente bandito l’accesso ai mutui di cui sopra si accennava, in modalità diverse ma sostanzialmente con gli stessi intenti: dare accesso a chi ne ha difficoltà, al mutuo edilizio o immobiliare per restare a casa propria, nei luoghi della propria biografia personale.
Per la maggiore il requisito di accesso ai tassi agevolati proposti dai comuni sono il reddito e la volontà di abitare nel proprio comune di residenza, senza che si debba per forza emigrare per trovare un po’ di stabilità o tassi di mercato magari più accessibile se cambia la situazione lavorativa. Ma a quale costo?

E così si moltiplicano le emulazioni, così molti altri comuni in questi mesi e in questi anni, hanno pubblicato molti bandi per chi, in disagio economico, ha bisogno di tassi interbancari, Tan e Taeg molto più accessibili. L’importante, in linea generale, è che si tratta di una spesa che riguarda la propria prima casa.

Sos famiglia da Creberg

giugno 14, 2010

Il Credito Bergamasco lancia un piano di emergenza per le famiglie, dal nome inequivocabile: Sos famiglie. Pagare il mutuo, infatti, è una delle più gravi difficoltà che affligge le famiglie italiane, e in un contesto di moratoria bancaria e creditizia, connessa alle difficoltà economiche del momento, la banca ha deciso di mettere a disposizione dei clienti privati in rischio di sofferenza e insolvenza delle agevolazioni particolari e che possano e sopratutto riescano a venire incontro ai piccoli acquirenti di casa, con un mutuo pesante che già grava sulle proprie spalle. Continua a leggere: Sos famiglia da Creberg

Rate: le famiglie sono in difficoltà

giugno 13, 2010

Il mercato internazionale non è in crisi come nei mesi precedenti, ma l’economia reale non si è ancora ripresa del tutto. Le imprese – e in particolar modo le piccole e medie imprese PMI – come anche le famiglie e i piccoli risparmiatori in genere, infatti, sono sempre alle prese con le solite difficoltà di pagamento e sempre sull’orlo dell’insolvenza, e a chiarirlo è ancora il solito bollettino pubblicato dalla Banca Centrale Italiana (Bankitalia). Continua a leggere: Rate: le famiglie sono in difficoltà

Mutui sospesi: 6600 euro annui in più

maggio 25, 2010

Una manovra anticrisi che sta dando i suoi frutti per le famiglie con un mutuo acceso. Rispetto al 2008 e al 2009, infatti, il numero delle famiglie con un mutuo a carico per scopi immobiliari sono aumentate dell’8,2%, e hanno generato un giro d’affari di 247 miliardi di euro.

Anche se i rubinetti del credito non sono aperti per tutte le famiglie indistintamente, anche i “privilegiati” che hanno ottenuto la concessione del mutuo si trovano davanti spese ingenti da sostenere. Ecco, allora, la manovra che ha consentito il risparmio di svariati mila euro per oltre 10 mila famiglie italiane, che hanno deciso di ricorrere alla sospensione delle rate del mutuo. Il risultato è stato un blocco dei prestiti da un miliardo di euro solo nei mesi tra febbraio e marzo. Insomma, una vera boccata d’ossigeno per le famiglie, che possono risparmiare fino ai 6600 euro ogni anno con la sospensione delle rate. Se ne sono avvantaggiati soprattutto coloro che, pur non essendo in ritardo con qualche pagamento – in quella situazione denominata “in bonis” -  si sono visti diminuire lo stipendio per una riduzione dell’orario lavorativo o che sono stati sospesi dai loro incarichi, e si trovano quindi a fronteggiare un momento di difficoltà imprevista. A usufruire della sospensione delle rate sono stati ovviamente anche coloro che  hanno un ritardo nei pagamenti delle rate a causa della cessazione del rapporto di lavoro, soprattutto subordinato. Dall’altra parte, per la fase di start up dell’iniziativa c’è stato dapprima un accordo tra ABI, associazioni bancarie, presidenza del consiglio, enti locali e associazioni dei consumatori, che hanno predisposto insieme un piano di ammortamento di una corrispondente cifra: 10mila famiglie a 6600 euro ciascuna sono stati tradotti in uno stanziamento da 66miliardi di euro. Un piano famiglie, insomma, che conta su un largo appoggio anche da parte della CEI, e che ancora non è terminato: sono allo studio ulteriori 720 domande di assistenza, e un credito residuo per appoggiare la sospensione del mutuo che si aggira intorno ai 54 miliardi di euro.

Troppe Rate? Paga Coges Finanziaria

maggio 15, 2010

Può capitare che a fine mese una famiglia, alle prese coi pagamenti e il bilancio familiare delle spese sostenute e da sostenere, si trovi a dover far fronte a un numero quasi sterminato di pagamenti vari, tra mutui per la casa, i finanziamenti, rate per l’automobile o per il televisore.

Insomma, ricordare tutto è impossibile, e soprattutto cercare di pagare queste e tutte le altre spese di gestione della casa senza mancare un pagamento. Ormai, il “danno” è fatto, e non possiamo certo ignorare tutti i pagamenti che ci spettano.

Ma abbiamo una soluzione: per esempio, affidarci ad un servizio di ricalcolo della finanziaria, come quello che può offrire Coges. Insomma, anziché girare come trottole per banche e istituto di credito, a cercare tra tutti i tassi più bassi e poi trovarsi con tassi d’interesse diversi per ogni nostro debito, Coges permette di ripensare a tutti i nostri debiti, anche contratti con tempi, modalità e interessi diversi, e coagularli in un unico finanziamento, con rate ricalibrate sull’importo complessivo ma senza la paura di subire un salasso. Coges sfrutta il fatto che, presi singolarmente, i vari debiti vengono a costare di più sul bilancio familiare: per questo, ha pensato di riunirli e ristrutturarli. In caso di prestiti con una scadenza a breve o brevissimo termine, questi possono essere estinti chiedendo in prestito una somma tale da coprirli, e che verrà poi restituita compresa all’interno del nostro finanziamenti ricalibrato. Insomma, una bella semplificazione: a fine mese avremo un solo finanziamento da onorare e non perderemo più la testa nel mare magnum dei nostri conti.

Piccolo finanziamento? Piccolo prestito

aprile 30, 2010

A volte, disporre di un po’ più di liquidità, per sopperire alle necessità quotidiane concrete, risolve veramente molti problemi. Non sempre, infatti, si necessita di somme ingenti per le proprie incombenze, che, in quanto tali, si presentano tutti giorni come piccole difficoltà.

Per far fronte alle necessità quotidiane, basta disporre di una somma di denaro limitata, a volte magari appena superiore a quella che entra mensilmente nel bilancio familiare con lo stipendio. In questi casi, non occorre accendere mutui: basta richiedere un piccolo finanziamento, come per esempio quello presentato nel pacchetto di Piccoli Prestiti, richiedibile presso le banche o presso le società finanziarie e di credito. Piccoli Prestiti è una tipologia particolare di finanziamento, con durata ed entità contenute e limitate nel tempo e nell’importo. In pratica, si tratta di una somma di denaro che si può richiedere e che viene ricevuta da coloro che ne fanno richiesta.

A differenza di un mutuo, qui non c’è bisogno di dare spiegazione alcuna sulla destinazione della somma elargita. Piccoli Prestiti è quindi come un prestito senza destinazione. Un mutuo, invece, ha bisogno di una destinazione chiara e precisa, tanto che sappiamo esistere mutui destinati solo all’acquisto o ristrutturazione della casa, per fare un esempio. Un Piccolo finanziamento non supera mai i 5000 euro, e questa somma viene restituita da un minimo di uno a un massimo di tre anni, con rimborsi rateali. Come invece avviene per la richiesta di un mutuo, per accedere al finanziamento è necessario presentare una documentazione, come un documento di riconoscimento in corso, codice fiscale, attestati sullo stipendio per verificare le condizioni finanziarie ed evitare i rischi d’insolvenza. Fatto ciò, le burocrazie sono terminate e si potrà avere accesso al credito.

Comprare a rate : è boom

aprile 29, 2010

Il 62% degli italiani è ricorso al credito al consumo negli ultimi due anni. Si tratta di uomini e donne di circa 45 anni, diplomati o laureati, con un nucleo familiare di 3 persone (56%), che lavorano come collaboratori o dipendenti (68%), con un reddito familiare mensile medio di 2.200 euro (56%) e che pagano l’affitto o il mutuo (47%). Queste, sono persone che ricorrono al credito solo se necessario (64%) e per l’acquisto di beni di consumo (53%).

Il 48% di chi è ricorso al credito al consumo dice di avere avuto difficoltà o di avere temuto di non riuscire a fare fronte al rimborso: perciò come soluzione, ha cercato di   ridurre le altre spese. Questo in sintesi, è  il profilo del consumatore che emerge dall’indagine sul credito al consumo, svolta su un campione di 1.725 cittadini, che Consumers’ Forum ha commissionato a 5 associazioni dei consumatori (Adoc, Assoutenti, Ciattadinanzattiva, Confconsumatori e Federconsumatori).

Come soluzione a questo problema, si potrebbe cercare di dar vita ad un mercato interno del credito al consumo più trasparente iniziando ad attenersi alle indicazioni dell’Ue e cioè semplificando e razionalizzando la normativa, introducendo criteri più severi per l’accesso di operatori professionali al mercato. L’Autorità di vigilanza poi, dal canto suo,  dovrebbe esercitare i suoi poteri in modo sempre più puntuale e penetrante, mettendo al primo posto l’interesse sempre e comunque l’ interesse  dei consumatori.

Duttilio di Agos Ducato, il nuovo prestito personale flessibile

aprile 15, 2010

Un prestito flessibile e adatto a tutte le tasche e esigenze è quello che promette il nuovo Duttilio di Agos Ducato. Questo nuovo prestito della società specializzata nel credito al consumo facente capo alla Crédit Agricole, ha l’intenzione di adattarsi alle esigenze e ai bisogni di spesa dei clienti che decidono di sottoscriverlo, on line oppure recandosi presso una delle filiali Agos Ducato. Per richiederlo, è necessario presentare un documento d’identità valido, il codice fiscale e la documentazione necessaria, disponibile sul sito della società di credito. Continua a leggere: Duttilio di Agos Ducato, il nuovo prestito personale flessibile

Con CheBanca se il risparmio sale la rata del mutuo scende

marzo 11, 2010

I soldi del proprio conto corrente e similari sono sempre più spesso utilizzati ai fini del rimborso per i piani di ammortamento di prestiti e mutui. Tra le banche e gli istituti di credito che utilizzano questo meccanismo c’è anche CheBanca. Continua a leggere: Con CheBanca se il risparmio sale la rata del mutuo scende

Sella: un mutuo per i condomini

febbraio 9, 2010

Novità in ambito finanziario. La banca on line Sella, infatti, ha messo in campo un mutuo del tutto particolare, per i condomini. Un mutuo, cioè, che serve a ristrutturare proprio il condominio, appositamente cioè, per i palazzi divisi da vari appartamenti e abitati da diverse decine di famiglie.

Sella, come prima cosa, è una particolare realtà nel campo finanziario e creditizio italiano. Nata nel 2006, dal gruppo Sella, essa concentra buona parte delle sue attività in servizi di internet banking, innovativi e sempre al passo coi tempi delle imprese e dei consumatori privati.

Il mutuo dei condomini, per la precisione, si chiama Mutuo Chirografario per Condomini. Le caratteristiche, così come le condizioni economiche vanno di pari passo rispetto alle altre novità in quest’ambito proposte dallo stesso gruppo bancario: Mutuo chirografario per imprese e Mutuo chirografario energia pulita.
Questi mutui possono essere sia a tasso fisso che a tasso variabile, a seconda dei progetti di chi lo va a contrarre. Nel primo caso il piano di ammortamento è già predefinito nell’importo da rimborsare mese per mese, nel secondo caso, ovviamente, no, ed è stabilito a secondo delle fluttuazioni internazionali dei tassi di interesse. Il Taeg applicato in ogni caso (vale a dire il tasso annuo effettivo globale), è del 5,96% (allo stesso valore del mutuo chirografario per imprese, e invece più alto rispetto al mutuo chirografario energia pulito, dove il tasso annuo effettivo globale, invece, è pari al 3,61%).
Per avere accesso al mutuo per i condomini, il requisito minimo è aprire un conto corrente presso la banca.

La durata massima del piano di ammortamento per quanto riguarda il rimborso è di 72 mesi (il che equivale ad un mutuo di 6 anni), ed è stipulabile dall’amministratore con una autorizzazione dell’assemblea dei condomini.  Gli stessi scelgono la periodicità delle rate (mentre lo spread è concordato dai soggetti interessati e la banca). L’importo massimo finanziabile è di 100 mila euro, i quali saranno evidentemente spesi per la realizzazione di ristrutturazioni o ammodernamenti degli impianti condominiali, i quali, avranno carattere di interesse generale e in ogni caso decisi in sede amministrativa e assembleare, dagli stessi abitanti dell’immobile comune.

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