In Toscana si “aiutano” i disoccupati e i precari

febbraio 10, 2009

La giunta regionale in Toscana,  ha raggranellato nel bilancio di quest´anno 5 milioni di risorse  per disoccupati, precari e cassaintegrati, da destinare a un prestito che non prevede restituzione: 1.650 euro per far fronte al pagamento del mutuo per la prima casa a cui si aggiungono – ma solo per chi ha perso il posto di lavoro in un´azienda che non usufruisce di ammortizzatori sociali – altri 1.650 per sostenere le spese quotidiane.
Il 2 marzo 2009, quando verrà definita,  la variazione di bilancio, la giunta stabilirà anche i parametri di reddito necessari per poter accedere al prestito a fondo perduto.

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REGIONE LAZIO RICORRE CONSULTA SU MODIFICHE APPRENDISTATO

settembre 27, 2008

(ASCA) – Roma, 26 set – Le modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato, previste dalla legge finanziaria, sono incostituzionali, in quanto ledono la competenza delle Regioni in materia di formazione professionale, sancita dagli articoli 117 e 118 della Costituzione. E’ quanto asserisce la Giunta del Lazio, che, su proposta dell’Assessore all’Istruzione, Silvia Costa, ha deliberato, nell’ultima riunione, di proporre ricorso alla Corte Costituzionale perche’ dichiari l’illegittimita’ dell’articolo 23, comma 2 della legge 133/2008.

”Escludendo le Regioni e non attivando le necessarie intese – dice l’Assessore Costa – si viola il principio di leale collaborazione tra istituzioni. La IX Commissione della Conferenza delle Regioni, da me coordinata, aveva chiesto al Governo, in sede di emendamenti alla legge di conversione del Dl 112/2008, di abrogare questo articolo o, in via subordinata, di riformularlo tenendo conto delle competenze regionali, che sono garantite dalla nostra Carta costituzionale. Purtroppo la modifica non e’ stata accolta e ci troviamo, oggi, a sollevare la questione di legittimita’ costituzionale.” In particolare, continua Costa, la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato professionalizzante e’ rimessa alle Regioni, d’intesa con le associazioni sindacali e datoriali: la Finanziaria, invece, ”rimette ai contratti collettivi di lavoro la definizione della nozione di formazione aziendale, stabilendo che in essi ne vengano determinate la durata e le modalita’ di erogazione della formazione, nonche’ il riconoscimento della qualifica professionale. E’ palese la contrarieta’ ai principi costituzionali. Dello stesso parere – conclude Costa- sono almeno altre dieci Regioni”.

Fonte: ASCA