Italia : combattere il caldo costa troppo
Luglio 16, 2010
Combattere il caldo, costa veramente caro agli italiani. Secondo un’indagine condotta dall’Adoc, infatti, tenere acceso il condizionatore 12 ore al giorno costa circa 3 euro, utilizzarlo per tutta l’estate comporta una spesa di oltre 160 euro.
Per risparmiare energia e ottenere un conto meno salato in bolletta, l’Adoc ha diffuso un vademecum di consigli su come utilizzare al meglio il condizionatore in queste terribili giornate : 1) Usare il condizionatore solo nei casi di effettiva necessità e solo nelle ore più calde della giornata. 2) Installare il condizionatore in modo che l’aria circoli liberamente davanti alle prese di entrata e d’uscita. 3) Collocare l’apparecchio in una posizione non soleggiata. 4) Accertarsi che porte esterne e finestre siano ben chiuse, in modo che il fresco rimanga dentro la casa. 5) Coprire, ove possibile, i vetri con parasole o pellicole antisole. I doppi vetri rendono più efficace il climatizzatore e fanno risparmiare in consumo di energia. 6) Garantire un corretto smaltimento dell’acqua di condensa. 7) Regolare il termostato non al massimo ma in modo da mantenere tra interno ed esterno una modesta differenza di temperatura (non più di 6 gradi).
Utilizzare la funzione Deumidificazione. 9) Controllare che i filtri siano sempre puliti. 10) Isolare l’ambiente climatizzato rispetto agli altri locali non climatizzati.
11) Evitare di usare elettrodomestici che producono calore, quali forno e lavastoviglie, durante le ore più calde.
Regole comuni per mutui e coperture
Ottobre 26, 2009
In zona euro c’è una nuova esigenza, cioè curare le ferite della crisi e pensare a come equilibrare i requisiti di capitale delle banche al momento della richiesta di mutui e finanziamenti. Sono diverse le soluzioni che la BCE ha pensato per arginare questo fenomeno, nessuna delle quali però è stata regolarmente ufficializzata dai portavoce. Una delle ipotesi è per esempio quella di ridurre la copertura dei mutui fino al 40% rispetto al valor dell’immobile. Un intervento sui mutui è comunque necessario, dato che è stato così prescritto dalle direttive ricevute nel documento di consultazione della Commissione. In sostanza, si parla di ridurre la complessità e la difficoltà nell’accesso al credito; soprattutto, nell’allargare la copertura del prestito in caso per esempio di acquisto per la prima casa. Attualmente, infatti, i mutui coprono nelle più rosee previsioni l’80% del valore dell’immobile da acquistare. Questo può none essere sufficiente in caso di giovani coppie o in caso di famiglie a basso reddito. Il restante 20% può essere invece coperto grazie alla stipulazione di polizze assicurative. In zona euro si parla di ridurre questa quota, per tutti i Paesi membri, al 40%. E il restante 60% sarebbe sempre acquisibile tramite la stipulazione di assicurazioni private, che comporterebbero anche dei costi aggiuntivi. Non sono, nessuna delle due, decisioni appetibili per il mercato dei mutui italiano. Dove infatti vige una particolare pratica della crisi, singolare rispetto agli altri Paesi che hanno subito la crisi: sono stati dati soldi alle banche, per ripararsi dalla crisi, piuttosto che alle famiglie o alle piccole e medie imprese. Con questa manovra, saranno coloro che contraggono un mutuo a pagare una somma più onerosa, non solo per i mutui accesi per l’acquisto della prima casa ma anche per i mutui commerciali. Il che non esclude anche l’innalzamento dei tassi d’interesse. Ma anche questa decisione, presa a livello europeo, non tiene in debito conto le profonde e incolmabili differenze che esistono in tema di mutui tra i diversi membri dell’Unione Europea, ivi compresi i diversi tassi di insolvenza. Che, come sappiamo, già solo nel nostro Paese vedono un profondo divario tra Nord e Sud.
Ogni decisione sarà rinviata però tra pochi giorni. La commissione infatti ha un mandato che scade periodicamente, e l’attuale commissione sarà in carica fino al 31 ottobre.



