Primi problemi con la social card
gennaio 28, 2009
I primi problemi con la social card. Il provvedimento d’emergenza inserito nel DDL anti-crisi economica che, secondo il Ministero del Tesoro e il suo Ministro Tremonti, doveva consentire alle fasce della popolazione più indigenti di fare acquisti, rilanciando così l’economia italiana e il potere d’acquisto perduto, ha già i primi problemi. Innanzitutto, la scarsa entità dei soldi contenuti all’interno: con 40 euro ci si fa la spesa una volta al mese. E gli altri giorni? Non si mangia?
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Social Card anche per frati e suore
gennaio 27, 2009
La social card in Italia, è un diritto anche per i religiosi, cioè frati e suore che sono di norma soggetti e che ai fini fiscali non hanno alcun reddito.
A farlo presente è il Codacons , dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di consumatori che in fila alla Posta, hanno visto suore e frati in coda per richiedere la carta acquisti.
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Social card: meglio 40 euro in più sulla pensione
gennaio 14, 2009
A seguito dei numerosi casi di social card ritirate dagli aventi diritto, ma senza copertura, in quanto non caricate dallo Stato, forse sarebbe stato meglio aumentare di quaranta euro al mese la pensione dei più bisognosi senza ricorrere all’emissione della nota carta acquisti, detta più comunemente social card.
Il Governo, in questo modo, ha varato la perdita della dignità delle classi più disagiate , dei fruitori della social card. Una volta avevano il coraggio di chiamarla col suo nome “Tessera di povertà” mentre nel 2008 definirla social card pulisce la coscienza.
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Grande Distribuzione : sconti del 5% per i possessori della social card
dicembre 20, 2008
La Federdistribuzione, organizzazione aderente alla Confcommercio che rappresenta e tutela gli interessi di buona parte della grande distribuzione organizzata, ha annunciato l’adesione alla social card messa a punto dal Governo con il piano anticrisi, permettendo a tutti i possessori di usufruire sugli acquisti di uno sconto del 5%.
Così, pur avendo probabilmente scarsa dimestichezza con l’utilizzo di carte di credito/debito, alla cassa dei supermercati, queste persone impareranno facilmente il loro uso e senza dover mostrare la loro scarsa disponibilità economica, perché la Social Card è del tutto simile a quella posseduta dalle persone più abbienti, ottenendo un ulteriore sconto che, come spiega l’organizzazione: “Si potrà utilizzare su tutta la merce in vendita sommandosi così alle altre iniziative commerciali già in atto o ai prezzi già contenuti nei prodotti inseriti nella spesa”.
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LE SOCIAL CARD
novembre 23, 2008
Partono le prime lettere dell’Inps ai beneficiari della social card.
La social card è una carta prepagata, che viene ricaricata nella misura di 40 euro al mese ed è spendibile nei supermercati convenzionati (che praticheranno sconti del 10/20 per cento). Potrà essere usata anche per pagare le bollette energetiche e anche in questo caso saranno praticato sconti del 20%. La carta è anonima ed è riconoscibile solo dalla banda magnetica: il meccanismo è simile a quello del codice segreto del bancomat. In tal modo si garantisce la privacy e la dignità di chi ne usufruisce.
Avranno la carta i cittadini italiani di almeno 65 anni che non abbiano un reddito superiore ai 6.000 euro; ne usufruiranno anche le famiglie che abbiano figli di età inferiore ai 3 anni e redditi bassi. Si è calcolato che sono 1 milione i cittadini che avranno questo aiuto, ma il numero è destinato a salire il prossimo anno.
L’obiettivo del governo è quello di allargare, la platea dei fruitori della carta, estendendola, ad esempio, ai pensionati ultrasessantacinquenni che abbiano un reddito superiore ai 6.000 euro e siano, tuttavia, il reali condizioni di disagio, e alle famiglie in difficoltà pur con redditi superiori a quella soglia e tuttavia insufficienti.



