Crisi : solo un italiano su due risparmia

luglio 29, 2011

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori? Se questo era vero fino a qualche tempo fa, probabilmente questa affermazione deve essere un po’ rivista. Il Centro ricerca Einaudi con Intesa Sanpaolo e con la collaborazione della Doxa, ha sondato infatti,  nei mesi di febbraio e marzo 2011 un campione di 1.057 capofamiglia della Penisola.

Il requisito che ha accomunato questi cittadini nell’indagine é stata la titolarità di un conto corrente. La flessione del risparmio e’ una diretta conseguenza della  crisi italiana, problema critico, della nostra economia, ed e’ un vero e proprio campanello di allarme. Dall’indagine é emerso che l’incidenza del risparmio sul reddito nazionale disponibile lo scorso anno sia scesa al 6%, meno della meta’ rispetto agli anni 90. Il dato é sceso soprattutto a causa della disoccupazione, e rappresenta un segno negativo dell’economia e dello stato di salute delle famiglie italiane. La crisi ha inoltre costretto il 44% del campione a intaccare i risparmi e solo il 19% non ha mutato nulla del proprio stile di vita. In pratica sono aumentate le rinunce, anche di beni ritenuti importanti: il 21% ha rinviato l’acquisto di una casa, il 38% quello di un auto.

Focus sull’inflazione

luglio 1, 2010

Con il termine inflazione si indica una crescita sostenuta nel livello generale dei prezzi di beni e servizi che influisce sul potere d’acquisto di produttori e consumatori.

 L’inflazione è causata da una serie di fattori quali la rapida crescita dell’economia, le preoccupazioni sul valore di una moneta causate da una congiuntura incerta, da guerre o da altre crisi nazionali.
Un livello nominale di inflazione è normale ed è generalmente stabile quando l’economia è in una fase di espansione. L’inflazione tende a diminuire quando l’economia si contrae. Se i tassi di inflazione variano tra l’1 e il 3% annuo, non vi sono particolari problemi per le imprese. Se sono più alti, però, diventa difficile per le aziende aumentare il loro fatturato ed i tassi di rendimento ai più alti livelli richiesti per realizzare un reale tasso di sviluppo. Questo accade perché gli alti tassi di inflazione rallentano la crescita dell’economia in generale.
Gli economisti misurano l’inflazione raccogliendo i prezzi di un paniere di beni e servizi a intervalli regolari e confrontandoli con i prezzi aggregati rilevati in periodi precedenti. Gli indicatori principali sono gli indici dei prezzi al produttore, che misurano il prezzo di acquisto delle risorse produttive e gli indici dei prezzi al consumo, che misurano il prezzo di acquisto di beni e servizi da parte del consumatore.
Nel breve periodo, l’inflazione costringe le aziende ad adeguare i loro budget, tenendo conto dell’aumento dei prezzi; nella maggior parte dei casi, le costringe a riversarli sui costi a carico del consumatore, aumentando i prezzi. Se gli aumenti sono consistenti, però, possono scoraggiare la domanda e ridurre di conseguenza i profitti dell’azienda e questo costringe i manager a tenere sotto controllo costante l’inflazione ed a elaborare strategie per farvi fronte.
Poiché le aziende operano su anni contabili, a volte i manager danno scarsa o nessuna importanza agli effetti nel tempo dell’inflazione, ma questo può causare problemi dal momento che l’inflazione a lungo termine ha effetti negativi sulla situazione economica delle aziende, se la crescita del valore dell’impresa o il valore dei suoi assets non è eguale o superiore ai tassi di inflazione. Di conseguenza le imprese devono adottare delle misure per reagire all’inflazione promuovendo la crescita ed i reinvestimenti.
Nel paragonare i dati finanziari di periodi diversi (di solito anni, ma anche trimestri, se i tassi d’inflazione sono alti), è necessario fare degli aggiustamenti che tengono conto dell’inflazione per interpretare in modo accurato tendenze e cambiamenti. Per far questo, i dati devono essere deflazionati, in altre parole depurati dall’effetto inflazionistico. Una volta deflazionati, i dati si presenteranno a prezzi costanti.

Vacanze : meglio contanti o carte di credito ?

giugno 15, 2009

Quando si decide e si hanno le possibilità per fare un viaggio, si ha necessità di portare con se del denaro. Anche se i servizi principali della vacanza sono stati saldati prima della partenza, la maggior parte di noi desidera portare dei soldi in viaggio per potersi concedere degli extra e degli acquisti. I contanti in viaggio rappresentano una buona soluzione se si desidera  però portare  una somma non elevata. Continua a leggere: Vacanze : meglio contanti o carte di credito ?

I mutui delle Poste

maggio 31, 2009

Poste Italiane è ormai diventata un’azienda a tutto campo. Dopo aver dismesso la funzione unica che fa riferimento alle poste e alle comunicazioni tramite questo mezzo (elettroniche e non), la società si è prima fatta avanti nel mercato bancario (investimenti, conto correnti, ecc.) e quindi in quello finanziario e creditizio: mutui, prestiti, credito al consumo, carte di credito di ogni tipo e genere, e così via. Il tutto assistito dalle nuove frontiere della tecnologia e quindi dai servizi offerti da Poste Mobile, il nuovo operatore virtuale di telefonia mobile, con il quale è possibile accedere a diversi servizi ed opportunità direttamente dal proprio cellulare oltre che dal proprio sito. Continua a leggere: I mutui delle Poste

Cala la rata del mutuo

maggio 16, 2009

Il presidente della Banca Centrale Europea, tramite il suo direttivo, ha deciso di tagliare i tassi e allo stesso tempo di entrare nella storia: i tassi infatti, sono al minimo storico e i consumatori esultano, poiché tale intervento fa sì che le rate riguardanti i mutui per l’acquisto o la ristrutturazione del proprio immobile che sono stati contratti con il tasso variabile (cioè dipendente dagli indici sintetici Euribor, Irs, Eurirs: quelli interbancari trimestrali per intenderci), si abbassino ancora, seguendo una scia che va avanti così da ormai svariati mesi, ovvero da almeno fine settembre dello scorso anno. Continua a leggere: Cala la rata del mutuo

Imprenditoria on line…in rosa

marzo 6, 2009

L’imprenditoria si tinge di rosa. Internet sta diventando, infatti, una nuova frontiera per il commercio, appannaggio ormai non più esclusivo delle grandi multinazionali, ma anche di piccole realtà locali e di iniziative private. E ovviamente, di iniziative al femminile, tanto per aggiungere qualche euro al bilancio familiare che si sa, di questi tempi, non gusta davvero mai. Continua a leggere: Imprenditoria on line…in rosa

Anche il Carnevale subisce il caro – prezzi

febbraio 10, 2009

Visto il forte periodo di crisi che  l’ Italia, sta vivendo, non c’è da meravigliarsi, se anche una festa come il Carnevale, subisce gli effetti disastrosi di questa fase di transizione che stiamo attraversando. Prepariamoci quindi,  ad un caro – Carnevale che si farà sentire soprattutto sui prezzi di frappe, castagnole, frittelle e sulle altre specialità locali. Quest’anno infatti,  gli italiani durante il Carnevale spenderanno complessivamente per l’acquisto dei dolci tipici oltre 130 milioni di euro. A dichiarare queste cifre è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, sottolineando come gli italiani, nonostante i rincari, non rinunciano però a festeggiare la festa più pazza e divertente dell’ anno.

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Crisi: gli italiani hanno paura per il futuro dei figli

dicembre 11, 2008

C’è chi ha perso il lavoro e chi si è indebitato, chi ha ridotto i consumi oppure, per paura di spendere, evita addirittura di entrare nei negozi. Queste situazioni si vivono in famiglia, o  colpiscono la cerchia dei propri amici, e si teme di (s)cadere nelle stesse condizioni.
Il sondaggio dell’Osservatorio sul capitale sociale di Demos – Coop evidenzia che,  la crisi è divenuta un “dato”, accettato e condiviso. Base e riferimento di una “Second Life” – vissuta realmente però e non sulla rete. Quattro italiani su dieci sostengono, infatti, che la recessione abbia creato loro nuovi problemi oppure aggravato quelli esistenti.
Gli italiani, quindi, si sono già adeguati alla crisi adottando strategie di consumo selettive e di risparmio preventivo, che investono anzitutto il loro ambiente di vita. La loro casa, la loro famiglia, anche se, parallelamente, la preoccupazione li spinge a rinchiudersi proprio in casa.

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ANNUARIO ISTAT 2008: ITALIANI SENZA UN SOLDO IN TASCA

novembre 23, 2008

Italiani con le tasche vuote e sempre più insoddisfatti della propria condizione economica. Il Nord più «ricco» e il sud più povero.
L’Istat fotografa il Belpaese nell’Annuario statistico 2008. Già prima che esplodesse la bolla dei mercati finanziari, prima del crollo delle Borse e del crac di colossi dell’industria internazionale, le famiglie italiane, secondo l’Istituto di statistica, avvertivano le prime difficoltà economiche, e nel 2007 ben il 53,7% (con una punta del 64,2% al Mezzogiorno) si dichiarava insoddisfatto della propria situazione economica.
Ma se la maggior parte degli italiani è o si sente sempre più povera, sempre nel 2008, l’80,1% della popolazione di 14 anni e più esprime un giudizio positivo sul proprio stato di salute (dato di poco superiore al 2006); il 12,9% e’ poco soddisfatto, mentre le persone del tutto insoddisfatte sono il 4,4%.
Nel 2008 la percentuale di famiglie che denuncia difficoltà di accesso ai servizi di pubblica utilità costituisce una realtà rilevante.

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POSTE : UN PARCHEGGIO TRANQUILLO PER I SOLDI

novembre 21, 2008

Il risparmio postale non passa mai di moda e quando in giro c’è aria di crisi è proprio il momento che “tira” di più. Lo stanno rivalutando in molti e tutto sommato si può consigliarlo (insieme agli intramontabili titoli di Stato) a chi cerca un parcheggio tranquillo al momento per i suoi soldi, non vuol rischiare nulla e vuole un prodotto non complicato, un investimento liquidabile in qualunque momento.
Alla Posta non ci sono più solo i Buoni di più venerabile età e tradizione – i primi sono stati emessi nel 1924 – ossia i Buoni ordinari, ma anche prodotti che abbinano la sicurezza del risparmio postale ad alcune opzioni finanziarie suscettibili di aumentarne il rendimento. In ogni caso oggi i Buoni ordinari, con durata massima di 20 anni, assicurano un rendimento annuo lordo del 2,10%, che sale fino al 4% negli ultimi tre anni di vita del Buono. La ritenuta fiscale è pari al 12,50% e si applica solo sugli interessi maturati.

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