Italia : dove conviene fare la spesa?
settembre 21, 2009
Fare la spesa, ai giorni nostri, è diventato quasi un lusso per tutti, quindi forse dopo la notizia di Altrconsumo, l’associazione a difesa dei consumatori, tutti gli italiani vorrebbero andare a vivere proprio nella città dove in realtà fare la spesa costa meno. La città in questione è La Spezia, qui infatti si fa la spesa meno cara d’Italia e una famiglia può addirittura arrivare a risparmiare fino “oltre 1.300 euro in un anno” rispetto alla media nazionale di 6.600 euro all’anno. La ricerca di Altroconsumo, ha analizzato a questo proposito circa 931 punti vendita in 66 città italiane. Al primo posto della classifica si trova proprio La Spezia, mentre Milano si piazza al dodicesimo posto, qui si risparmiano fino a 775 euro mentre Roma si posiziona al 32esimo posto con 431 euro di risparmio. Continua a leggere: Italia : dove conviene fare la spesa?
Consumi : la spesa delle famiglie italiane è uguale al 2007
luglio 16, 2009
Nel 2008 la spesa mensile delle famiglie italiane è stata in media di 2.485 euro, praticamente la stessa del 2007 (+0,2%). Considerando che l’inflazione annuale è stata del 3,3%, si deduce che all’aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali corrisponde una flessione in termini reali. Continua a leggere: Consumi : la spesa delle famiglie italiane è uguale al 2007
Le famiglie italiane scelgono gli hard discount
maggio 4, 2009
In Italia, nel 2009, 30 famiglie su 100 si dichiarano, a causa della crisi economica ancora in atto, pronte a ridurre i consumi, ma contestualmente 10 famiglie su 100 intendono aumentarli.
E’ questo, quello che emerge da un Rapporto che Unioncamere presenterà il prossimo 7 maggio 2009 nel corso della settima Giornata dell’Economia.
Analizzando la situazione, emerge che, le famiglie italiane, che puntano a ridurre i consumi prevedono di poter fare a meno di beni come per esempio le automobili, l’ abbigliamento, le vacanze, i divertimenti e gli svaghi, a conferma del fatto che le prime spese che si tagliano sono proprio quelle non strettamente necessarie.
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Primi problemi con la social card
gennaio 28, 2009
I primi problemi con la social card. Il provvedimento d’emergenza inserito nel DDL anti-crisi economica che, secondo il Ministero del Tesoro e il suo Ministro Tremonti, doveva consentire alle fasce della popolazione più indigenti di fare acquisti, rilanciando così l’economia italiana e il potere d’acquisto perduto, ha già i primi problemi. Innanzitutto, la scarsa entità dei soldi contenuti all’interno: con 40 euro ci si fa la spesa una volta al mese. E gli altri giorni? Non si mangia?
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LE SOCIAL CARD
novembre 23, 2008
Partono le prime lettere dell’Inps ai beneficiari della social card.
La social card è una carta prepagata, che viene ricaricata nella misura di 40 euro al mese ed è spendibile nei supermercati convenzionati (che praticheranno sconti del 10/20 per cento). Potrà essere usata anche per pagare le bollette energetiche e anche in questo caso saranno praticato sconti del 20%. La carta è anonima ed è riconoscibile solo dalla banda magnetica: il meccanismo è simile a quello del codice segreto del bancomat. In tal modo si garantisce la privacy e la dignità di chi ne usufruisce.
Avranno la carta i cittadini italiani di almeno 65 anni che non abbiano un reddito superiore ai 6.000 euro; ne usufruiranno anche le famiglie che abbiano figli di età inferiore ai 3 anni e redditi bassi. Si è calcolato che sono 1 milione i cittadini che avranno questo aiuto, ma il numero è destinato a salire il prossimo anno.
L’obiettivo del governo è quello di allargare, la platea dei fruitori della carta, estendendola, ad esempio, ai pensionati ultrasessantacinquenni che abbiano un reddito superiore ai 6.000 euro e siano, tuttavia, il reali condizioni di disagio, e alle famiglie in difficoltà pur con redditi superiori a quella soglia e tuttavia insufficienti.



